Colleghi,
QUANTI IN CASSA
L'Unione, nonostante lunedì parta la cassa, ha aperto affermando di non essere in grado di indicare la quantità precisa di lavoratori che saranno effettivamente interessati dal provvedimento.
A Roma è stato comunicato che saranno coinvolti in 5 a fronte di una richiesta di 30.
La nostra previsione è di circa 30-40 unità su Torino.
Come per il passato c'è una richiesta e un impegno di risorse verso l'inps sproporzionato e la mancanza di numeri precisi sui lavoratori effettivamente coinvolti.
DISAMINA DELLE CASSE PASSATE
Abbiamo esaminato e fotografato le casse quasi consecutivamente sin qui aperte: 13, 15 e 17 è il numero dei lavoratori interessati dagli ultimi tre provvedimenti a fronte di diverse centinaia di dipendenti.
Abbiamo mostrato come siano stati perfettamente inutili a fronte di milioni di euro di crediti vantati dalla Scai verso i clienti.
Abbiamo sottolineato che la prassi di mettere in cassa chiunque non stia fatturando, ossia rientri dal cliente, sia una forzatura e che il rischio d'impresa in capo al datore di lavoro è così azzerato. Dato che la piena occupazione è impossibile, di questo passo saranno ininterrottamente aperte delle casse. Fatto salvo che lo strumento non è disponibile all'infinito.
Si è ricordato che solo due settimane fa due colleghi sono stati presentati su un cliente e nessuno dei due era un collega coinvolto dalla cassa.
Si è criticato pertanto l'utilizzo della CIGO da parte della Direzione e la mancanza della benché minima equità.
PROPOSTE SINDACALI SULLA CASSA
Poiché - a dire della Direzione - la rotazione o qualcosa che vagamente lo possa ricordare non è applicabile, è stato proposto di non mettere in cassa chi l'aveva già fatta. In seconda e terza battuta, è stato proposto di non mettere in cassa - almeno inizialmente - chi è già stato in CIGO, chi l'aveva fatta per due volte consecutivamente impiegando le risorse su progetti interni.
Si è proposto di dare assoluta precedenza per il reinserimento sui clienti a chi è in cassa.
Su quest'ultimo punto, anche se la Direzione afferma già di agire in questo senso, l'esempio di cui sopra e altri incresciosi fatti del recente passato (nonchè il non voler comunicare i nominativi dei colleghi in cassa per confrontarne le competenze con chi viene inviato ai colloqui), dimostrano il contrario.
PAGAMENTI
Pur non essendo all'ordine del giorno, non abbiamo potuto fare a meno di soffermarci brevemente sulla questione dei pagamenti. Abbiamo sottolineato che alcune controllate sono state regolarmente pagate e pertanto, quando conviene, siamo un grande gruppo mentre, quando c'è da pagare, siamo dieci società distinte.
Abbiamo presentato formalmente richiesta per i dieci punti che vogliamo esaminare con la Direzione presentati nell'ultima assemblea.
Si è inoltre fatto presente che nell'ultima assemblea è stato ulteriormente deliberato di richiedere alla Direzione di organizzare uno o più incontri nei quali spiegare a tutti i lavoratori della SCAI (e non solo ai colleghi del CSI e a quelli della BU di Rocci) qual'è lo stato di salute aziendale, cosa sarebbe questa questione dei ritardi nei pagamenti prevista per i prossimi tre mesi, nonché un piano preciso per i futuri pagamenti e della tredicesima.
CONCLUSIONI
Il pagamento della cassa sarà anticipato dall'Azienda. Non è stato firmato nessun accordo o verbale d'incontro.
Rispetto al passato l'incontro ha avuto la durata necessaria (circa due ore) e ha permesso di mettere bene sul tavolo le questioni e i problemi dei lavoratori.
Sinceramente faremo molto volentieri e a meno d'inviare comunicati di questo tenore ma, per le ragioni che tutti conosciamo, non ci è possibile.
Nel week-end invieremo un breve comunicato con indicazioni di carattere organizzativo per chi sarà interessato dalla cassa.
Seguirà un resoconto dell'assemblea di dicembre mentre, mercoledì 15 gennaio, svolgeremo assemblea sindacale dalle 9 alle 11 presso la Sede.
Saluti
Le RSA Scai
Torino, 4 gennaio 2013