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venerdì 30 marzo 2012

FIOM Torino: ricorso su RSA Fiom Fiat














COMUNICATO STAMPA



RICORSI FIOM CGIL SULLA RAPPRESENTANZA IN FIAT


La FIOM CGIL di Torino rende noto che questa mattina, presso il Tribunale di Torino, si è tenuta la prima delle udienze relative ai ricorsi depositati contro le Società di FIAT Group Automobiles e di FIAT Industrial, relativi al mancato riconoscimento dei diritti sindacali alla Fiom Cgil.

Il Giudice, considerato l’elevato numero dei ricorsi pendenti presso il Tribunale di Torino contro le Società del Gruppo FIAT - tutti relativi al mancato riconoscimento delle Rappresentanze sindacali aziendali della FIOM CGIL e dei connessi diritti - ha rimesso il fascicolo al Presidente della Sezione Lavoro affinchè valuti se e come unificare i procedimenti.

Le parti valuteranno eventuali soluzioni in occasione dell’udienza del 26 marzo.


Torino, 19 marzo 2012

Ufficio Stampa Fiom Cgil Torino



martedì 14 giugno 2011

FIOM: Perchè il ricorso Fiat



Perché la FIOM-CGIL ha presentato
ricorso in magistratura sul
"modello" Pomigliano

Il 18 di giugno si terrà presso il tribunale di Torino la prima udienza sul ricorso presentato dalla FIOM-CGIL nazionale. Il ricorso ha lo scopo di accertare che la costituzione della nuova società di Pomigliano è un trasferimento di ramo d'impresa e che quindi non può essere utilizzata per cambiare contratti, condizioni di lavoro, diritti e libertà individuali e collettive o per scegliersi i sindacati più disponibili alle intenzioni dell’impresa.

La Fiom mantiene le promesse

La FIOM-CGIL presentando il ricorso ha mantenuto l'impegno preso negli scorsi mesi con i lavoratori e le lavoratrici di Pomigliano, Mirafiori e della ex Bertone. Avevamo detto che saremmo intervenuti anche per via legale e lo stiamo facendo, avevamo detto che non lasciavamo soli le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Fiat che hanno dovuto subire il "ricatto" di referendum non liberi.

La causa ci riguarda tutti

Questa causa riguarda tutte le lavoratrici e tutti lavoratori del gruppo Fiat perché, come dimostra la volontà della Fiat di uscire da Confindustria, si vuole estendere a tutte le società Fiat l'accordo di Pomigliano: disdire i contratti nazionali, lasciare ogni lavoratore da solo di fronte all’impresa con un contratto individuale, limitare le libertà di sciopero, con 120 ore di straordinario obbligatorio, diminuire le pause e spostare la mensa a fine turno.

Rispettare le leggi e i diritti

La crisi non deve essere usata per ridurre le libertà dei lavoratori e delle lavoratrici. Va salvaguardata e rilanciata sull’innovazione ecocompatibile, l'industria dell’autoveicolo italiana con l'impegno del governo che non deve lasciare, come sta facendo, da soli i lavoratori. La Fiat deve rispettare le leggi italiane e le norme europee prendendo impegni in Italia per tutti gli stabilimenti a partire da Termini Imerese di cui respingiamo la chiusura in assenza di soluzioni industriali effettive che tutelino tutta l'occupazione, indotto compreso.