venerdì 15 marzo 2013
Comunicato Stampa
mercoledì 28 novembre 2012
Rassegna Stampa: Il Fatto Quotidiano
Paolo Pinzuti
giovedì 20 settembre 2012
Rassegna Stampa: La Repubblica
di DIEGO LONGHIN
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venerdì 17 dicembre 2010
FIOM: Per tenere aperti i cancelli di Mirafiori
La FIAT sta impostando la sua strategia in modo tale da imporre un modello fondato sull’abbassamento generalizzato di diritti fondamentali, come la preservazione della salute e di non avere un Contratto Nazionale che tuteli integralmente i lavoratori.
Si vuole far passare un’idea che per mantenere le produzioni alla FIAT e in tutte le aziende legate all’auto (e non solo) le persone debbano rinunciare a far valer le proprie istanze dentro i luoghi di lavoro limitando le proprie libertà personali.
I Lavoratori e Lavoratrici di Mirafiori hanno proposto alla FIAT la possibilità di coniugare il maggior utilizzo degli impianti e l’aumento della produttività nel rispetto totale della persona.
I Lavoratori e Lavoratrici
vogliono l’investimento annunciato dalla FIAT,
vogliono le produzioni e vogliono lavorare
mantenendo i propri diritti.
Al momento questa voce è rimasta inascoltata.
Per questa ragione, per salvaguardare un intero sistema produttivo e occupazionale,
per parlare alla città, per parlare alle istituzioni,
per far sentire la voce di persone che dedicano la loro vita
per produrre ricchezza per il Paese,
per far presente che un accordo che tenga in considerazione il punto di vista dei lavoratori
è possibile
ALLA PORTA 5 DI MIRAFIORI
C.so Agnelli 200
SABATO 18 DICEMBRE 2010
A PARTIRE DALLE 9:30
venerdì 11 giugno 2010
FIOM Torino: No alle chiusure, No ai licenziamenti
No alle Chiusure, No ai Licenziamenti
L’anno 2009 si è concluso con oltre 2000 imprese metalmeccaniche piemontesi interessate dal ricorso alla cassa integrazione (cigo,cigs e cig in deroga), e coinvolto, a vario titolo e per tempi diversi, circa il 40% dei 270.000 Lavoratori della categoria.
Il Governo molto impegnato nel propugnare provvedimenti che scaricano sui lavoratori e sulle fasce più deboli il costo della crisi (quella che sta per essere deliberata è la manovra correttiva, a cui si aggiungeranno i provvedimenti relativi alla nuova Finanziaria), nulla sta facendo per invertire la tendenza. Non ci sono all’orizzonte investimenti nella ricerca, ne politiche industriali indirizzate verso l’innovazione dei prodotti ed il rilancio dei settori strategici.
Questo mentre va in pezzi quel che rimane del settore Informatico e delle Telecomunicazioni e in cui il settore dell’autoveicolo vive la crisi più drammatica della sua storia.
Non si mette mano, neanche, a provvedimenti che attenuino l’impatto della crisi. Si potrebbero utilizzare gli oltre 13 miliardi € di attivo del fondo cassa integrazione gestito dall’Inps per garantire a tutti i lavoratori, a prescindere dal settore, dalle dimensioni dell’impresa in cui operano e tipologia di contratto di assunzione, di essere coperti dalla cassa ordinaria e di garantire l’80% reale dell’indennizzo, e di incentivare l’utilizzo dei contratti di solidarietà. Sarebbe un segnale importantissimo, in quanto, indicherebbe che si vuole affrontare la crisi senza ricorrere a chiusure e licenziamenti e dall’altra sostenendo il reddito di migliaia di famiglie ed evitando una più grave caduta dei consumi.
Invece, Governo e Confindustria si apprestano a sferrare un pesantissimo attacco alla condizione ed ai diritti dei lavoratori per competere sulle ragioni di costo.
La Giunta Regionale da poco insediatasi, mentre vanno avanti processi di delocalizzazione, processi di riorganizzazione che sempre più rischiano di cancellare pezzi importanti della struttura industriale della nostra regione, anziché di intervenire, per ciò che gli compete, per contrastare questi fenomeni, limita il suo impegno solo sul fronte degli ammortizzatori sociali. Ma, anche su questo fronte, ad oggi:
È ancora in forse la cassa in deroga per il prossimo anno. Se ciò si verificasse, in assenza di strumenti alternativi, si rischia di dare la stura ai licenziamenti.
- Non sono state impegnate risorse da destinare al sostegno al reddito.
Governo, Imprese e Regione: tutti d’accordo su chi deve pagare il conto.
E noi………Riprendiamoci la parola,
impegniamoci per la riuscita dello sciopero generale, che per il Piemonte è dichiarato per il 2 luglio, contro i provvedimenti del governo e l’assenza di risposte sulla crisi.
Partecipiamo, mercoledì 23 giugno, al Presidio dei lavoratori delle fabbriche in crisi sotto la Regione Piemonte per rivendicare interventi atti a salvaguardare l’occupazione e la struttura industriale del nostro territorio.
To. 10/06/2010
