Anche per il 2013, come tutti gli inizi d’anno, si fanno i conti con la programmazione delle spese familiari, le scadenze, gli adempimenti di gennaio (canone tv, tassa ciclomotore e, per chi se li può permettere, contributi colf e badanti del trimestre precedente).
Per il prossimo anno si prevedono incrementi significativi di molte voci (alcune, come le Poste, le abbiamo già accennate sul Sole 24 Ore di ieri) che andranno a pesare sui bilanci dei vari nuclei familiari. Forse, almeno secondo lo “Scenario macroeconomico” di IntesaSanpaolo, ci sarà però anche qualche risparmio sul versante dei prestiti e nel rimborso dei mutui (ovviamente per quelli a tasso variabile), dal momento che la riduzione dello spread – che come noto misura la differenza di rendimento tra i nostri Btp e i Bund statali tedeschi – permetterà un risparmio di 280 milioni per i minori interessi sulle rate pagate dai privati.
Si spera inoltre che, dopo l’impennata di quest’estate, anche la benzina ritorni su livelli più accettabili, o comunque non vengano più aumentate accise e altre tasse. Anche se è un esercizio sempre difficile quello di stimare le maggiori spese che un padre di famiglia deve mettere in bilancio per riuscire ad arrivare a fine mese senza troppi patemi d’animo, a fare i conti “medi” sulle spese “aggiuntive” che le famiglie dovranno sostenere nel 2013 in seguito ai rincari già decisi, annunciati o programmati ci hanno provato le organizzazioni dei consumatori. Arrivando alla conclusione che il prossimo anno le famiglie dovranno in media – ma siamo sempre nel campo delle famose statistiche “di Trilussa” – sborsare quasi 1.500 euro in più.
Ecco i dettagli, secondo le stime di Adusbef e Federconsumatori. Tra alimentari, biglietti dei treni, Rc auto, bollette, bolli, servizi postali e bancari, pedaggi, tariffa rifiuti (Tares) e ricadute dell’Imu gli aumenti saranno pari a 1.490 euro. Alla sbarra troviamo – ancora una volta – i comuni, realmente “affamati” di quattrini. In particolare, infatti, un vero e proprio balzo, stimano le associazioni dei consumatori, sarà quello della tariffa rifiuti che aumenterà da aprile 2013 del 25%, pari a 64 euro in più a famiglia. A crescere saranno però anche i prezzi degli alimentari (+5%, 299 euro in più legati all’incremento dei prezzi internazionali delle derrate), l’assicurazione auto (+5%, 61 euro in più), le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più), le tariffe aeroportuali (dopo il rinnovo dei contratti di programma di Sea a Milano e Adr a Roma) oltre alle bollette di luce e gas, anche se in modo più contenuto rispetto al 2012, e dell’acqua, la cui tariffa sarà presto aggiornata dall’Autorità per l’energia. Su quest’ultimo fronte, si tratta di una manovra che dispiegherà i suoi effetti in una paio d’anni, dal momento che il primo anno sarà un periodo transitorio (si veda anche Il Sole 24 Ore del 4 dicembre 2012). Ci sarà infine un piccolo rincaro (1,5 euro in più) per il canone Rai, a cui si aggiungono però anche i rincari di bancoposta, francobolli e raccomandate. «Pesanti ricadute su prezzi e tariffe deriveranno dall’Imu applicata sui settori produttivi a cui si aggiungerà – concludono Adusbef e Federconsumatori – anche il malaugurato aumento dell’Iva da luglio».
Questo articolo è stato pubblicato il 28 dicembre 2012