Visualizzazione post con etichetta pomigliano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pomigliano. Mostra tutti i post

martedì 12 marzo 2013

Fiom Comunicato Stampa: Continua la discriminazione sugli operai di Pomigliano






COMUNICATO STAMPA
Fiat. De Palma (Fiom): “A Pomigliano l’Azienda continua la discriminazione dei 19 lavoratori nostri iscritti, nonostante l’ordinanza del Tribunale”

Michele De Palma, coordinatore nazionale del settore auto per la Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“La decisione della direzione aziendale della Fiat di impedire il ritorno al lavoro dei 19 lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil presso lo stabilimento di Pomigliano d'Arco è un ennesimo atto discriminatorio teso ad eludere l'ordinanza del Tribunale di Roma.”

“La direzione aziendale della Fiat persevera nell'illegale comportamento nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil usando il trasferimento di ramo d'azienda da Fabbrica Italia Pomigliano a Fiat (FGA). La direzione aziendale usa poi la cassa integrazione guadagni per ristrutturazione al fine di impedire il rientro in fabbrica dei 19 e di tutte le oltre duemila maestranze poste in cassa integrazione a zero ore da circa tre anni. Questo uso della cassa integrazione per ristrutturazione è per la Fiom-Cgil illegittimo sia per come è stata tenuta la procedura, sia perché attraverso la divisione in tre diversi gruppi A, B e C la direzione aziendale cancella la rotazione tra tutti i lavoratori.”

“La Fiom-Cgil oltre ad aver già diffidato la direzione aziendale dal continuare nel proseguire tali comportamenti, ha già proceduto a chiedere il rispetto dei diritti sindacali: dal riconoscimento dei delegati, al diritto di assemblea, bacheca e a tutti i diritti garantiti dalle Leggi nel nostro Paese. Diritti sindacali che permetterebbero alla Fiom-Cgil di riaprire la negoziazione sulla grave situazione di tutti gli stabilimenti Fiat a tre anni dalla nascita di Fabbrica Italia e del CCSL. Un dato non può sfuggire: la cessazione della produzione di Panda presso lo stabilimento polacco non ha in alcun modo aumentato l'occupazione presso lo  stabilimento di Pomigliano. L'assenza della saturazione degli impianti ha un impatto drammatico sui lavoratori della Magneti Marelli (ex PCMA) in cassa a zero ore da anni e su tutto l'indotto e la componentistica.”

Fiom-Cgil/Ufficio stampa
Roma, 5 marzo 2013

domenica 9 dicembre 2012

FIOM Torino: CCSL Fiat - comunicato FIM-UILM in risposta a FISMIC-UGL-ACQF





Il comunicato di Fismic-­Ugl-­Ass.Capi e Quadri Fiat:
Un grave errore! mette a rischio il contratto CCSL Fiat!

Il comunicato sindacale del 30.11.2012 a firma FISMIC, UGL e ASSOCIAZIONE CAPI E QUADRI FIAT è un grave errore e mette a rischio lo stesso rinnovo del contratto FIAT.
Decidere di assumere pubblicamente una posizione sulla trattativa, senza nemmeno parlarne con FIM-CISL e UILM-UIL, è inaccettabile sul piano negoziale e incomprensibile sul piano della correttezza dei rapporti tra le organizzazioni.

Insieme abbiamo definito una piattaforma di rinnovo e insieme abbiamo condotto il negoziato: in tutti e 5 gli incontri non sono mai emerse posizioni diverse e si è sempre mantenuta una posizione unitaria nella conduzione della trattativa, anche quando ci siamo trovati su posizioni opposte a quelle di FIAT.

E’ veramente singolare decidere unilateralmente di assumere posizioni di merito nella trattativa, che nei fatti abbandonano pezzi importanti delle richieste concordate tra di noi senza averle nemmeno discusse con le altre organizzazioni.
Quale motivo ha spinto queste organizzazioni ad avere questi comportamenti?

FIM-CISL e UILM-UIL ritengono sia indispensabile, prima di proseguire il negoziato, un immediato chiarimento nella delegazione sindacale al fine di concludere positivamente, nell’interesse dei lavoratori, il rinnovo entro il mese di dicembre 2012. Vorremmo inoltre precisare che se ci sono stati alcuni rinvii nelle date degli incontri, sono avvenuti su richiesta e per impegni della FIAT.

Come scritto nelle nostre richieste e come affermato unitariamente al tavolo negoziale è necessario:
  • Procedere agli aumenti salariali nei minimi per il triennio 2013-2014-2015;
  • Definire gli elementi della contrattazione salariale decentrata e di secondo livello ( WCM, premio di competitività, contrattazione di stabilimento);
  • Prevedere il consolidamento nei minimi salariali delle € 103,00;
  • Migliorare aspetti normative e diritti (diritto studio, turnazione, orario, ecc.).
Su Pomigliano è chiara fin dall’inizio la posizione di FIM e UILM: siamo indisponibili a licenziamenti, riteniamo indispensabile il rispetto degli accordi sottoscritti che impegnano la FIAT ad assumere tutti i dipendenti di FGA, nel contempo, stiamo valutando iniziative per valutare azioni contro le discriminazioni che potrebbero determinarsi per i nostri iscritti e per altri lavoratori.

Roma, 4 dicembre 2012
Segreterie Nazionali di FIM-CISL E UILM-UIL

domenica 28 ottobre 2012

Fiat: Sentenza allo Stabilimento di Pomigliano



FIAT: LA SENTENZA DELLA CORTE 
DI APPELLO DI ROMA
SULLE ASSUNZIONI ALLO 
STABILIMENTO DI POMIGLIANO
RAPPRESENTA UN RISULTATO PER TUTTE
LE LAVORATRICI E TUTTI I LAVORATORI

La Corte di Appello di Roma, con ordinanza del 19 ottobre 2012, ha confermato la discriminazione collettiva nelle assunzioni di “ Fabbrica Italia Pomigliano” nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil e ha ordinato alla Fiat di “cessare dal comportamento discriminatorio e di rimuoverne gli effetti”.

La Corte ha ordinato quindi alla Fiat, per impedire il protrarsi della discriminazione, di predisporre un piano di rimozione delle discriminazioni in atto che prevede:
  • entro 180 giorni un “piano di assunzione” di 126 lavoratori iscritti alla Fiom;
  • entro 40 giorni l'assunzione dei 19 lavoratori iscritti che hanno presentato ricorso insieme alla Fiom.
La Corte ha respinto le motivazioni con le quali Fiat si era appellata contro la prima sentenza a favore dei 19 lavoratori e della Fiom emessa dal Tribunale di Roma nel luglio scorso e, in particolare, ha ribadito che:
  • la Fiat ha leso sia l'interesse collettivo rappresentato dalla Fiom che l'interesse individuale dei singoli iscritti alla stessa Fiom;
  • la diversità di trattamento dei lavoratori a causa della loro iscrizione a un sindacato o della loro partecipazione alla attività sindacale è illecita;
  • è evidente la condotta lesiva di Fiat nei confronti di tutti i lavoratori iscritti alla Fiom.
La Corte ha inoltre affermato che non possono essere tra loro contrapposti il “principio di non discriminazione” e la “libertà della iniziativa economica” invocata dalla Fiat; questo perché il diritto a non essere discriminati per le proprie convinzioni personali, tra le quali la libertà di scegliere liberamente il sindacato a cui aderire, è posto a presidio della dignità umana anche nel rapporto di lavoro.

La sentenza della Corte di Appello di Roma rappresenta un risultato per tutte le lavoratrici e i lavoratori, conferma che lavoro e diritti non devono essere fra loro contrapposti e che in Italia la Fiat, condannata ripetutamente dai tribunali, deve rispettare le leggi e la Costituzione.

La Fiom ringrazia le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano che hanno reso possibile, con la loro determinazione e con la loro generosità, la riaffermazione di un principio: la libertà di poter scegliere il proprio sindacato nei luoghi di lavoro.

La Fiom chiede alla Fiat di far rientrare tutte le lavoratrici e i lavoratori non ancora assunti in Fabbrica Italia Pomigliano e si rende sin da ora disponibile a discutere degli ammortizzatori sociali utili per rendere possibile il rientro di tutti, a partire dal ricorso ai contratti di solidarietà.







  
Roma, 22 ottobre 2012


martedì 26 giugno 2012

Comportamento discriminatorio della Fabbrica Italia Pomigliano





IL TRIBUNALE DI ROMA CONDANNA PER DISCRIMINAZIONE FABBRICA 
ITALIA POMIGLIANO E OBBLIGA LA FIAT AD ASSUMERE 
IMMEDIATAMENTE 145 ISCRITTI ALLA FIOM CGIL

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto un comportamento discriminatorio collettivo della Fiat nello stabilimento di Pomigliano, teso ad escludere dalle assunzioni gli iscritti alla Fiom-Cgil.

Infatti, ad oggi, su oltre 2.000 assunzioni effettuate dalla FIP (Fabbrica Italia Pomigliano) sui 5.000 dipendenti già occupati per lo stabilimento Gian Battista Vico della Fiat nessuno di questi è iscritto alla Fiom. 

Pertanto il giudice del Tribunale di Roma ha ordinato a FIP di cessare il comportamento discriminatorio e di rimuoverne gli effetti attraverso l’assunzione di 145 lavoratori e lavoratrici iscritti alla Fiom-Cgil e di mantenere nel prosieguo delle operazioni di riassunzione del personale a Pomigliano la non discriminazione nei confronti degli iscritti Fiom. 

E’ l’ennesima conferma che la Fiat nel nostro Paese si sta muovendo al di fuori di qualsiasi regola di legalità e di rispetto dei principi della nostra Costituzione. 

E’ necessario che il Governo, il Parlamento, le forze politiche intervengano immediatamente per ripristinare in tutti gli stabilimenti del Gruppo Fiat l’esercizio delle libertà sindacali e dei diritti delle persone che lavorano e per rendere certo il futuro industriale, produttivo ed occupazionale del Gruppo Fiat in Italia. 

La Fiom considera di fondamentale importanza democratica la sentenza del Tribunale di Roma, che riafferma il principio di eguaglianza e di non discriminazione. 

Ringraziamo tutte le iscritte e gli iscritti alla Fiom-Cgil che negli stabilimenti Fiat, nonostante le pressioni e le discriminazioni che stanno subendo, con la loro tenacia e la loro dignità difendono i principi costituzionali  e l’idea fondamentale di un lavoro con diritti.

Roma, 21 giugno 2012 
FIOM CGIL

venerdì 27 gennaio 2012

RSU Dianos: assemblea sindacale mercoledì 1 febbraio 2012


La RSU informa che

mercoledì 01 febbraio 2012
dalle ore 12.00 alle ore 13.00
in sala blu - 2° piano

è stata indetta una

Assemblea Sindacale.

L'ordine del giorno sarà il seguente:

  • Rinnovo CCNL 2008 ed estensione "modello contrattuale Fiat" a tutto il mondo del lavoro
  • varie ed eventuali

Siete tutti invitati a partecipare!

Il comunicato ufficiale è affisso in bacheca.

Saluti
La RSU

martedì 6 dicembre 2011

FIOM: SCIOPERO GENERALE 8 ORE LUNEDì 12 DICEMBRE


Lunedì 12 dicembre 8 ore di sciopero generale
delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici

Per cambiare la manovra del Governo, contro la scelta della Fiat di cancellare il contratto nazionale.

La manovra economica annunciata dal Governo è ingiusta, socialmente insopportabile, fa cassa su chi ha sempre pagato, aumenta i divari fra i ricchi da una parte e lavoratrici, lavoratori, giovani e pensionati dall’altra producendo un impoverimento di massa e sempre maggiore incertezza nella vita delle persone.

Fra i provvedimenti più odiosi:
  • Pensioni. Non saranno più adeguate alla crescita dell’inflazione le pensioni sopra i 900 euro lordi; passaggio immediato al sistema contributivo pro-rata per tutti con abbattimento secco dell’importo per chi è in prossimità della pensione; uscita dal lavoro per le donne dai 62 ai 70 anni, per gli uomini dai 66, nel 2018 uguale per tutti; pensione di anzianità con 42 anni di contributi e riduzione dei rendimenti.
  • Ici/Imu. La tassa sulla prima casa viene reintrodotta per tutti e cambia nome perché servirà per pagare il debito e non andrà più ai comuni per i servizi.
  • Iva. Sale di 2 punti, aumentando così il costo dei beni di consumo.
  • Solo briciole sui lussi ma non c’è nulla che assomigli a una patrimoniale o a una tassazione delle rendite finanziarie.

Questa manovra rende sempre più precarie le condizioni e il reddito da lavoro e non produce quella necessaria discontinuità con le scelte del Governo Berlusconi di cancellare diritti e Stato sociale.

Non è così che si fa equità, non è così che si progetta un diverso modello sostenibile per la vita e per l’ambiente!

È necessario:
  • Rimettere in discussione provvedimenti che allargano l’ingiustizia sociale.
  • Cancellare l’articolo 8 della finanziaria del Governo precedente che annulla contratti nazionali e leggi attraverso le deroghe, compreso l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti discriminatori.
  • Difendere il lavoro e l’occupazione e mettere in campo una nuova politica industriale di qualità, anche attraverso l’intervento pubblico.
  • Respingere le scelte della Fiat di uscita dal Contratto nazionale, resa oggi ancora più grave dalla decisione, presa insieme ai sindacati firmatari degli accordi separati, di estendere l’accordo di Pomigliano a tutti gli 80.000 lavoratori del Gruppo, senza alcun mandato e mettendo in discussione le libertà sindacali in questo Paese.
  • Difendere la Costituzione, le libertà sindacali e la democrazia, il diritto di sciopero, il diritto al lavoro e al Contratto nazionale di lavoro.


martedì 29 novembre 2011

FIOM: Documento finale Comitato Centrale del 28/11/2011

 
 Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale 




Comitato centrale Fiom-Cgil
Roma, 28 novembre 2011


Documento finale

Il Comitato centrale della Fiom-Cgil giudica grave e inaccettabile la decisione della Fiat di disdire tutti gli accordi aziendali, di uscire dall'applicazione del Ccnl e di estendere a tutti i dipendenti del Gruppo i contenuti dell'intesa separata del 29 dicembre 2010, già applicata per la Newco di Pomigliano.

Con tale scelta la Fiat, anche applicando l'articolo 8 della Manovra economica realizzata dal Governo Berlusconi, punta a cancellare l'esistenza del Ccnl e quarant'anni di contrattazione collettiva, peggiora sensibilmente le condizioni di lavoro e di salute, interviene su diritti indisponibili quali la redistribuzione dei periodi di malattia e il diritto di sciopero, elimina il diritto dei lavoratori a eleggere i propri delegati e ne limita le libertà sindacali cercando di impedire l'agibilità sindacale alla Fiom-Cgil, ai suoi iscritti e ai suoi delegati.

Pertanto il Comitato centrale, anche in coerenza con la piattaforma per la riconquista del Ccnl inviata alle nostre controparti, approvata con referendum dalla maggioranza dei metalmeccanici coinvolti, conferma la contrarietà e l'indisponibilità a sottoscrivere l'estensione dell'accordo di Pomigliano a tutto il Gruppo Fiat. Inoltre la Segreteria avanzerà formale richiesta alle controparti e a Fim e Uilm di apertura di un tavolo sulle regole di rappresentanza e democrazia, così come definito in piattaforma.

La Fiom denuncia l'assenza di un reale piano industriale e di investimento, e quindi del rischio di un disimpegno verso l'Italia, da parte del Gruppo Fiat e conferma la disponibilità a una vera trattativa che nell'ambito e nel rispetto del Ccnl ricerchi soluzioni rispettose delle condizioni di lavoro e delle libertà sindacali.

Il Comitato centrale considera importante l'inchiesta che la Magistratura sta svolgendo su Finmeccanica. Le persone coinvolte devono farsi da parte e collaborare con gli inquirenti.

La Fiom è contraria a ogni idea di smembramento o di riduzione delle capacità industriali di Finmeccanica e richiede al Governo, che è azionista di maggioranza, scelte adeguate per difendere e rilanciare le produzioni.

Il Comitato centrale contro le scelte della Fiat, per impedirne l'estensione in altre fabbriche, per la riconquista del Ccnl, contro l'articolo 8, per il blocco dei licenziamenti, la difesa del lavoro, per la democrazia e per una nuova politica industriale, decide le seguenti iniziative:
  • la proclamazione dello sciopero generale della categoria di almeno 4 ore per il giorno 16 dicembre con manifestazioni territoriali.
  • Il sostegno alle iniziative per la cancellazione dell'articolo 8 compresa la possibile raccolta di firme per effettuare un referendum abrogativo.
  • Una campagna nazionale di sottoscrizione straordinaria “Io voglio la Fiom in Fiat” per sostenere le lotte e le iniziative per i diritti e le libertà sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori in Fiat.
  • Di praticare i contenuti della piattaforma per la riconquista del Ccnl, quale azione rivendicativa in tutti i luoghi di lavoro.
Il Comitato centrale della Fiom dà mandato alla Segreteria nazionale di decidere un momento specifico di discussione per il mese di gennaio 2012 anche al fine di organizzare una grande manifestazione nazionale per il lavoro, la democrazia, il Contratto nazionale e un nuovo modello di sviluppo.


Approvato all'unanimità

lunedì 31 ottobre 2011

FIOM: Europa e licenziamenti


ULTERIORE GRAVISSIMO ATTACCO DEL GOVERNO AI DIRITTI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

UN MOTIVO IN PIU' PER PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE DELLA FIOM CGIL

Dopo aver introdotto l’art.8 nella manovra finanziaria, che cancella il diritto del lavoro, il Contratto nazionale e che permette alla Fiat di uscire dal Contratto e di applicare in tutto il Gruppo l’accordo antisindacale di Pomigliano, l'attacco ai lavoratori prosegue con il via libera ai licenziamenti dato dal Governo e approvato dall'Europa ...

Drammaticamente si continua a perseguire la strada di colpire il lavoro e i lavoratori dando la libertà alle imprese di licenziare annullando lo Statuto dei lavoratori e colpendo in modo particolare le donne con l'innalzamento dell'età pensionabile.

La lettera all’Europa invece di individuare misure per la crescita e lo sviluppo, contiene dichiarazioni di intenti. Ma la cosa più grave è che va a colpire coloro che sono più deboli, che più soffrono la crisi, e che da sempre sostengono con il loro lavoro e le loro tasse l'economia di questo Paese.

La Fiom Cgil ha promosso e promuoverà iniziative di lotta e legali contro l’art.8 e contro la manovra del Governo, per affermare la democrazia in tutti i luoghi di lavoro e difendere i diritti e il Contratto nazionale.
La decisione del Governo di dare via libera ai licenziamenti si colloca in questo quadro devastante per la vita delle persone e costituisce una ragione in più per mobilitarsi nei luoghi di lavoro e scioperare.

Nel corso di queste settimane si sono già svolti scioperi e mobilitazioni nazionali come lo sciopero e la manifestazione a Roma del Gruppo Fiat e di Fincantieri del 21 ottobre e scioperi territoriali e regionali. Il 4 novembre tutta la Lombardia sarà in sciopero con manifestazione a Milano.

Bisogna intensificare le iniziative e far sentire la nostra voce per impedire che questo Governo porti al massacro il nostro paese scaricando le sue responsabilità sulle lavoratrici e sui lavoratori.

per cancellare l’art. 8, per impedire i licenziamenti, per la democrazia in tutti i luoghi di lavoro che superi la pratica degli accordi separati, è necessario che la CGIL prosegua la mobilitazione fino a proclamare lo sciopero generale!






30 ottobre 2011

venerdì 28 ottobre 2011

FIOM: via ai licenziamenti


Ulteriore gravissimo attacco
del Governo ai diritti dei lavoratori
e delle lavoratrici

 
Una ragione in più per partecipare
alle iniziative di sciopero
decise dalla Fiom
 

 
 
Dopo aver introdotto l’art.8 nella manovra finanziaria, che cancella il diritto del lavoro e il Contratto nazionale, che permette alla Fiat di uscire dal Contratto nazionale e di applicare in tutto il Gruppo l’accordo antisindacale di Pomigliano, l’attacco ai lavoratori continua con il via libera ai licenziamenti dato dal Governo e approvato dall’Europa.

Drammaticamente si continua a perseguire la strada di colpire il lavoro e i lavoratori e le lavoratrici dando la libertà alle imprese di licenziare annullando lo statuto dei lavoratori, e colpendo in modo particolare le donne con l’innalzamento dell’età pensionabile.

La lettera all’Europa invece di individuare misure per la crescita e lo sviluppo, contiene dichiarazioni di intenti, ma la cosa più grave è che va a colpire coloro che sono più deboli, che più soffrono la crisi e che da sempre sostengono l’economia di questo paese.

La Fiom all’assemblea di Cervia ha proclamato 8 ore di sciopero contro l’art.8, contro la manovra del Governo per affermare la democrazia nei luoghi di lavoro e difendere i diritti.
La decisione del Governo di dare via libera ai licenziamenti si colloca in questo quadro devastante per la vita delle persone e costituisce una ragione in più per scioperare.

Nel corso di queste settimane si sono già svolti scioperi e mobilitazioni nazionali come lo sciopero e la manifestazione a Roma del Gruppo Fiat e di Fincantieri del 21 ottobre e scioperi territoriali e regionali. Venerdì 4 novembre tutta la Lombardia sarà in sciopero con manifestazione a Milano.

Bisogna intensificare le iniziative e far sentire la nostra voce per impedire che questo Governo porti al massacro il nostro paese e scarichi le sue responsabilità sui lavoratori e sulle lavoratrici.

E sull’insieme di queste questioni, per la cancellazione dell’art. 8, per impedire i licenziamenti, per una democrazia esigibile nei luoghi di lavoro che superi la pratica degli accordi separati,
è necessario che la Cgil prosegua la mobilitazione fino a proclamare lo sciopero generale.

martedì 19 luglio 2011

FIOM: La Fiom-CGIL ha vinto la causa contro la Fiat

 
La Fiom-Cgil ha vinto
la causa contro la Fiat


I lavoratori hanno diritto ad essere
rappresentati dal sindacato che scelgono



Sabato 16 luglio, il Tribunale di Torino ha stabilito che la Fiat ha svolto attività antisindacale quando, con l’accordo separato di Pomigliano, ha cercato di estromettere la Fiom-Cgil e i suoi delegati eletti liberamente dalle lavoratrici e dai lavoratori dallo stabilimento di Pomigliano d’Arco (questa sentenza ha effetti anche a Mirafiori e per la Fga di Grugliasco).

Le lavoratrici ed i lavoratori che nei referendum, non liberi, hanno espresso un coraggioso dissenso rispetto alle condizioni di lavoro e di libertà che la Fiat ha imposto ai suoi dipendenti avranno diritto ad essere rappresentati.

La Fiom-Cgil e suoi delegati, che noi faremo sempre eleggere dalle lavoratrici e dai lavoratori, potranno agire negli stabilimenti Fiat senza vincoli e sanzioni non previste dalle leggi e dal diritto del lavoro italiano.

Restiamo in fabbrica, per diritto e senza nessun vincolo, come avevamo sempre detto e nonostante gli accordi separati che non possono escluderci. La divisione sindacale che la Fiat ha messo in atto e che le altre sigle sindacali, sbagliando, stanno subendo ha una battuta di arresto.

Il contratto aziendale secondo noi non deve e non può sostituire il Contratto nazionale dei metalmeccanici, perché questo indebolisce tutti i lavoratori e le lavoratrici metalmeccaniche.

Per noi resta valido il Contratto nazionale del 2008 l'ultimo contratto votato dalle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici e firmato da tutti.

In queste ore sentiamo dire che la Fiat potrebbe mettere in discussione gli investimenti in Italia, investimenti che noi non conosciamo né nella loro interezza, né nel dettaglio (conosciamo la destinazione di 2.2 miliardi di € sui 20 miliardi promessi per Fabbrica Italia) ed è inaccettabile che una grande impresa oramai internazionale tenga i lavoratori dei suoi stabilimenti e l’intero Paese in ostaggio, mentre cessa l'attività di tre stabilimenti in Italia, Cnh Imola, Fiat auto Termini Imerese e Irisbus Avellino.
 
Le leggi e i diritti non possono essere costruiti ad "aziendam" solo intorno a un’impresa cancellando i lavoratori, i cittadini e le istituzioni. La classe dirigente di questo Paese ha la grave responsabilità, ad oggi, di aver lasciato soli i lavoratori della Fiat ed è ora che reagisca difendendo il Paese. La Fiom-Cgil chiede che si riaprano i negoziati sul futuro di tutto il gruppo Fiat nel rispetto dei contratti e delle leggi, garantendo voce e rappresentanza a tutti i lavoratori.


FIOM: Rassegna Stampa - Intervista a Giorgio Airaudo (La Repubblica)

(da La Repubblica)

Airaudo: "Il Lingotto deve adeguarsianche senza sindacato modello Usa"

Il segretario regionale della Fiom: "Non usciamo sconfitti dalla battaglia, anzi. In tribunale perde chi è condannato"

di MARCO TRABUCCO
GIORGIO Airaudo, partiamo dalla domanda più semplice che forse è anche la più stupida. Secondo lei chi ha vinto tra la Fiom e la Fiat?
"Penso sia palese che ha perso chi è stato condannato. In Tribunale funziona così e qui la Fiat è stata condannata per attività antisindacale: il che vuol dire che Fiat ha messo in moto azioni tali da limitare la rappresentanza sindacale dei lavoratori. A conferma di questo mio parere c'è il fatto che il giudice ha ordinato la rimozione delle cause di questa limitazione e ha ordinato alla Fiat di portare dentro la newco di Pomigliano la rappresentanza sindacale della Fiom senza i vincoli delle clausole di governabilità che Fiat ha invece imposto alle altre sigle sindacali".

Però il giudice ha anche riconosciuto come legittimi gli accordi per Pomigliano, quelli contro cui la Fiom ha combattuto la madre di tutte le battaglie. Non le sembra una sconfitta?"In realtà il giudice dice che respinge la nostra richiesta di illegittimità. Non che quegli accordi sono legittimi. È molto diverso nel diritto del lavoro. Per cui io sarei più cauto e direi a tutti di aspettare 60 giorni per leggere le motivazioni della sentenza. Potrebbero esserci delle sorprese".

Che effetti avrà comunque questa sentenza sugli stabilimenti Fiat a Torino?
"Su Pomigliano è stato costruito un modello di accordo riproposto poi nella quasi totalità a Mirafiori. E totalmente alla Bertone di Grugliasco. Quindi, per la proprietà transitiva noi avremo diritto di essere rappresentati anche in quelle due newco, quando verranno costituite. Nell'immediato non succede nulla".

Le prime reazioni dal Lingotto non sono sembrate entusiaste. Cosa può fare Fiat adesso?"Dovrebbe rispettare la sentenza e chiedersi se valeva la pena fare tutto questo. La Fiat produce automobili in un Paese, l'Italia, e in impianti che lo hanno sempre fatto e, come ha riconosciuto Marchionne, con lavoratori che lo sanno fare bene. Continui a farlo tenendo conto della storia culturale e legislativa del nostro Paese. Io credo si possano produrre auto in Italia senza importare per forza il modello americano del sindacato aziendalista".

Non c'è il rischio che tornino in discussione gli investimenti di Fabbrica Italia?"Basta con questi ricatti: la Fiat deve dire la verità, e cioè se è interessata a rimanere in questo paese o no. E glielo deve chiedere il governo. Possono fare questo gioco, qui, perché non sono stati impegnati davvero dalla politica: in Usa al tavolo a trattare per Chrysler c'era Obama, in Germania nel tentativo fallito, purtroppo, per l'acquisizione di Opel c'erano la Merkel e i presidenti dei Land. Qui non c'era nemmeno un post it del governo. La Fiat può sottoporre l'Italia a questo dubbio amletico solo perché nessun governo le ha chiesto un impegno. E così questa vicenda ha sempre lo stesso tono: o fate così o non investo! È iniziata a Pomigliano e adesso riguarda l'intero paese.

Forse, anzi senza forse, perché Marchionne punta a tradurre quegli accordi in una legge nazionale?"Lo ha sempre fatto capire in modo esplicito. Punta a una legge al cui centro ci sia l'aziendalismo al posto del contratto nazionale e il sindacato aziendale al posto di quello confederale. Molti però fanno finta di non vedere. Di non capire. Ma governo e opposizione dovrebbe aver la forza di dire che non si possono costruire le relazioni industriali di un Paese come un abito su misura attorno alle esigenze di un'unica impresa. Devono avere il coraggio di dire a Marchionne che deve tenere conto di dove opera. Ripeto, se la Fiat vuole costruire auto in Italia, noi siamo felici: le facciamo qui, ma rispettando le leggi e facendo accordi senza estremismi".

Questa sentenza cambia anche i vostri rapporti con gli altri sindacati?"Continuiamo ad avere opinioni differenti. Però ora si dimostra che gli altri sindacati hanno sbagliato a inseguire la Fiat al limite delle leggi. L'azienda ha potuto approfittare di un terreno molto franoso, di una divisione sindacale che insieme potevamo evitare. Adesso poi è più chiaro che la Fiom, che in questa vicenda rappresenta tutti coloro che dissentono da come la Fiat vuole organizzare il lavoro, e non solo i nostri iscritti, certo non siamo né nostalgici, nè visionari, né estremisti: abbiamo solo chiesto che si applicassero le leggi. E avremmo preferito farlo senza dover ricorrere al tribunale".
 
(18 luglio 2011)

martedì 14 giugno 2011

FIOM: Perchè il ricorso Fiat



Perché la FIOM-CGIL ha presentato
ricorso in magistratura sul
"modello" Pomigliano

Il 18 di giugno si terrà presso il tribunale di Torino la prima udienza sul ricorso presentato dalla FIOM-CGIL nazionale. Il ricorso ha lo scopo di accertare che la costituzione della nuova società di Pomigliano è un trasferimento di ramo d'impresa e che quindi non può essere utilizzata per cambiare contratti, condizioni di lavoro, diritti e libertà individuali e collettive o per scegliersi i sindacati più disponibili alle intenzioni dell’impresa.

La Fiom mantiene le promesse

La FIOM-CGIL presentando il ricorso ha mantenuto l'impegno preso negli scorsi mesi con i lavoratori e le lavoratrici di Pomigliano, Mirafiori e della ex Bertone. Avevamo detto che saremmo intervenuti anche per via legale e lo stiamo facendo, avevamo detto che non lasciavamo soli le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Fiat che hanno dovuto subire il "ricatto" di referendum non liberi.

La causa ci riguarda tutti

Questa causa riguarda tutte le lavoratrici e tutti lavoratori del gruppo Fiat perché, come dimostra la volontà della Fiat di uscire da Confindustria, si vuole estendere a tutte le società Fiat l'accordo di Pomigliano: disdire i contratti nazionali, lasciare ogni lavoratore da solo di fronte all’impresa con un contratto individuale, limitare le libertà di sciopero, con 120 ore di straordinario obbligatorio, diminuire le pause e spostare la mensa a fine turno.

Rispettare le leggi e i diritti

La crisi non deve essere usata per ridurre le libertà dei lavoratori e delle lavoratrici. Va salvaguardata e rilanciata sull’innovazione ecocompatibile, l'industria dell’autoveicolo italiana con l'impegno del governo che non deve lasciare, come sta facendo, da soli i lavoratori. La Fiat deve rispettare le leggi italiane e le norme europee prendendo impegni in Italia per tutti gli stabilimenti a partire da Termini Imerese di cui respingiamo la chiusura in assenza di soluzioni industriali effettive che tutelino tutta l'occupazione, indotto compreso.

mercoledì 4 maggio 2011

FIOM: rassegna stampa - intervista a Landini su La Stampa su ex-Bertone


da "La Stampa" del 3 maggio 2011 - pagine 38/39.

"Basta ai referendum che ci chiedono di autolicenziarci"

Il leader Fiom Landini: si tratta di legittima difesa

Intervista di Marina Cassi

Era all'assemblea della ex Bertone Maurizio Landini. A spiegare che la decisione delle Rsu della Fiom di dare indicazione per il Sì al referendum è una scelta di «legittima difesa».
Non si può leggere come un mutamento di rotta rispetto a Pomigliano e Mirafiori?
«No. Consideriamo quello della Rsu l'atto di legittima difesa di chi, sottoposto al ricatto, non vuole accettarlo. Ho ribadito all'assemblea, tra gli applausi, la nostra posizione: il referendum è illegittimo e la Fiom andrà avanti sulla strada dei ricorsi come quello sulla newco di Pomigliano che sarà discusso il 18 giugno».
Però, ammetterà, che è un film diverso. O no?
«Quella dei delegati è una risposta straordinaria a una situazione straordinaria. Il ricatto era doppio in quanto Marchionne ha detto chiaramente che, oltre a non fare l'investimento, avrebbe restituito l'azienda all'amministrazione straordinaria».
Lei loda quei delegati, ma allora perché hanno deciso di dimettersi dopo il voto e dopo aver firmato, se vincerà il Sì, il documento Fiat?

«La Rsu Fiom si dimetterà per verificare il consenso che ha ottenuto tra i lavoratori un anno e mezzo fa perché non ha potuto rispettare il mandato di fare un buon accordo».
La vostra posizione è capita dai lavoratori?
«Ho con me la maggioranza dei lavoratori. Dopo l'assemblea ho ricevuto strette di mano e applausi. Non c'è assolutamente alcun problema di rapporto con loro e anche i delegati ci chiedono di andare avanti sulla strada intrapresa. La scelta delle Rsu consente di evitare la trappola tesa dalla Fiat: avrebbero voluto dire che è la Fiom a decidere la chiusura della fabbrica e i lavoratori avrebbero firmato le lettere dei loro licenziamenti».
C'è però qualcuno nella sua organizzazione, come Bellavita, che non sembra apprezzare questa mossa del cavallo. Chiede la convocazione del comitato centrale. Che cosa gli risponde?
«Che il comitato centrale è già convocato per metà maggio. Siamo una organizzazione democratica che discute in modo trasparente. In quella riunione discuteremo di come riconquistare il contratto e della proposta fatta alle controparti su democrazia e rappresentanza».
Ma la scelta di ieri è fuori o no dalle decisione prese negli scorsi comitati centrali?
«No. Noi come Fiom non firmeremo, lo faranno le Rsu».
Non depotenziano le posizioni Fiom?
«No. Depotenziamo referendum finti e illegittimi su accordi che mettono in discussione i diritti. E' la Fiat a questo punto che deve fare la scelta sull'investimento».

venerdì 11 febbraio 2011

FIOM: informaFiat n.14

Fiom informa in Fiat / 14

MONTE ORE SINDACALE IN AUTO
E FPT AUTO: IL NO DELLA FIOM

Nell’incontro dell’8 febbraio che si è svolto a Torino per discutere del monte ore sindacale e degli esperti dopo la disdetta unilaterale degli accordi esistenti, la Fiat ha condizionato la possibilità di fare un nuovo accordo alla sottoscrizione della cosiddetta clausola di Responsabilità.
 
Questa clausola contiene parola per parola quanto scritto per le Newco di Pomigliano e Mirafiori: l’attività dei sindacati e dei Rappresentanti dei lavoratori è sottoposta al giudizio della Fiat e se ritiene che qualcuno agisca
“male” può punire i “cattivi”.

La Fiom, come a Pomigliano e Mirafiori, ha deciso di non firmare. La Fiom non è disponibile a svendere la libertà sindacale poiché se il sindacato non è libero ma sottoposto al giudizio dell’Azienda sono tutti i lavoratori a non essere liberi.

L’accordo sottoscritto da Fim, Uilm e Fismic riguarda le unità produttive di Fiat Group Automobiles e FPT (stabilimenti motori e cambi per auto). Sata, Sevel ed FMA, che hanno dato ugualmente disdetta degli accordi, avranno una propria trattativa ma la volontà della Fiat è evidente come, purtroppo, la disponibilità delle altre sigle sindacali a firmare.

Usando strumentalmente il tema del monte ore sindacale la Fiat vuole così estendere ad oltre 30.000 lavoratori uno degli argomenti più pericolosi di Pomigliano e Mirafiori. E’ grave che Fim, Uilm e Fismic abbiano firmato senza coinvolgere i lavoratori e neppure i loro delegati. Evidentemente sugli accordi si vota solo quando lo dice la Fiat e i lavoratori sono sotto il ricatto di perdere il lavoro.
 
I delegati sindacali della Fiom, in questo momento difficile, continueranno a essere presenti fra le lavoratrici e i lavoratori, per la difesa dei loro diritti e degli interessi del mondo del lavoro.

La Fiom metterà in atto tutte le azioni necessarie a garantire la libertà dell’azione sindacale e il diritto dei lavoratori a scegliere liberamente i propri rappresentanti.

FIOM NAZIONALE

Roma, 9 febbraio 2011

Fiom-Cgil nazionale - www.fiom.cgil.it

giovedì 16 dicembre 2010

FIOM: FIAT - Dichiarazione Stampa Landini



Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale


COMUNICATO STAMPA

Fiat. Landini (Fiom): “Si conferma il tentativo di usare l’accordo per superare il Contratto nazionale. Ora è necessario dare la parola ai lavoratori convocando le assemblee”


Il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“Si conferma che il modello Pomigliano, proposto anche per lo stabilimento di Mirafiori, punta a superare il contratto nazionale, a cancellare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e ad affermare in Italia un modello aziendalistico e neocorporativo.”

“Il Contratto nazionale senza deroghe, quello del 2008, è l’unico che può permettere di affrontare le nuove esigenze produttive, senza peggiorare le condizioni di chi lavora.”

“A questo punto è necessario coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici e farli decidere sulle loro condizioni. Per questo proponiamo che, a partire da lunedì, siano convocate le assemblee.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa





Roma, 3 dicembre 2010


martedì 14 dicembre 2010

FIOM: Mirafiori peggio di Pomigliano

MIRAFIORI PEGGIO DI POMIGLIANO


Come è noto la scorsa settimana è partita la trattativa per discutere del futuro di Mirafiori.
La FIOM-CGIL ha avviato il confronto con la FIAT con l’obiettivo di trattare per tutto il sito di Mirafiori e avere delle garanzie industriali per tutti i settori.

La posizione della FIAT è stata di parlare solo della Carrozzeria, senza dare delucidazioni complessive sugli altri settori.

L’impianto presentato alle organizzazioni sindacali ricalca quello di Pomigliano e, sotto certi versi, lo peggiora in quanto la FIAT prospetta la non applicazione del Contratto Collettivo dei Metalmeccanici, sostituito semplicemente da un accordo aziendale.

Per la FIOM-CGIL questo impianto è irricevibile, in quanto, oltre a cancellare di fatto il CCNL per i lavoratori della Carrozzeria, prevede dei punti peggiorativi per le condizioni di lavoro e la salute dei lavoratori.

Infatti la FIAT vuole tagliare le pause di 10 minuti, spostare la mensa a fine turno, non riconoscere l’integrazione economica a carico aziendale al lavoratore in caso di malattia, aumentare le ore di straordinario obbligatorio, avere la possibilità di inserire turni da 10 ore di lavoro, prevedere clausole di sanzione disciplinare ai lavoratori limitando il diritto di sciopero.

La FIOM-CGIL, si è resa disponibile a trovare soluzioni alternative per garantire il maggior utilizzo degli impianti, ad aumentare la produttività e inserire forme di flessibilità, nel rispetto dei diritti e della salute dei lavoratori stando all’interno del CCNL. Purtroppo la FIAT ha dichiarato la sua contrarietà a trovare delle mediazioni su questi versanti.

Attualmente la trattativa è stata interrotta.

Al fine di respingere le posizioni della FIAT valuteremo con i lavoratori le opportune iniziative da intraprendere fin da subito, anche a fronte dei tempi stretti in vista dell’avvio di un nuovo periodo di Cassa Integrazione.

DIFENDIAMO L’INVESTIMENTO PER MIRAFIORI
DIFENDIAMO IL CCNL
DIFENDIAMO LA SALUTE E I DIRITTI DEI LAVORATORI




Torino, 6 dicembre 2010
FIOM-CGIL

mercoledì 15 settembre 2010

Fiom: Si ai Diritti No ai Ricatti


Da Pomigliano….a tutti

Federmeccanica, per eseguire gli ordini della Fiat, ha scelto di avviare un confronto con Fim, Uilm, Fismic, a partire dal 15 settembre, per introdurre le norme che derogano il Contratto nazionale su orari, malattia, diritto di sciopero, salari sulla base dell’accordo separato di ottobre 2009 firmato solo da Fim, Uilm, Fismic, Ugl. Per poter far questo ha deciso di avviare il recesso del CCNL del 2008, in vigore fino al 31.12.2011, firmato da tutti i sindacati e approvato dalle lavoratrici e lavoratori con il referendum.

La Fiom considera tale scelta un atto grave e irresponsabile, che produce una pericolosa rottura democratica e punta a distruggere l'esistenza del Contratto nazionale che rimane la più importante conquista del movimento dei lavoratori e strumento di giustizia e coesione sociale: è sbagliata l'idea di Federmeccanica e Fiat che, per aumentare la produttività e reggere la competizione internazionale, occorra ridurre diritti e, tanto più, in una situazione in cui non si vede l'uscita dalla crisi e i lavoratori ne stanno pagano gli effetti con la cassa integrazione se non addirittura con i licenziamenti.

Consentire la deroga del Contratto significa legittimare peggioramenti gravi per i lavoratori come a Pomigliano, che non a caso Governo e Confindustria hanno indicato come modello generale da estendere a tutto il mondo del lavoro: da 40 a 120 ore di straordinario obbligatorio, possibilità di comandare lo straordinario durante la mezz'ora di mensa spostata a fine turno, mancato pagamento della malattia in caso di assenze prolungate, limitazioni al diritto di sciopero.

Non è comunque più rinviabile una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro, che riconosca il diritto dei lavoratori di decidere con il voto sulle piattaforme e gli accordi sindacali.

Per rispondere all'attacco e alla prepotenza di chi sta utilizzando la crisi per annullare le conquiste sociali e riportare la società in un passato in cui vale solo la legge del più forte, la Fiom ha deciso:

  • un pacchetto di 4 ore di sciopero articolate le cui modalità saranno definite dalle Rsu a partire da giovedì 16 settembre ’10
  • una Manifestazione nazionale a Roma per sabato 16 ottobre a partire da 5 parole chiave: Diritti, Democrazia, Legalità, Lavoro, Contratto




Sì ai diritti. No ai ricatti.



FIOM CGIL TORINO

giovedì 5 agosto 2010

FIOM: Comunicato stampa - Landini su apertura trattativa Fiat


Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale




COMUNICATO STAMPA Fiat. Landini (Fiom): “All’Azienda chiediamo di riaprire il confronto e la trattativa sindacale sul futuro di tutti gli impianti”


Maurizio Landini, Segretario generale della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“Come sindacato, difendiamo i lavoratori che vivono del loro stipendio. Perciò, per noi, il fatto che la Fiat investa in Italia per rafforzare la produzione e l’occupazione è un fatto essenziale. E’ quindi necessario superare la distinzione ipotizzata da alcuni secondo cui ci sarebbe chi vuole gli investimenti e chi no.”
“L’Amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, chiede che si rispettino gli accordi. Però la Fabbrica Italia, come lui stesso ha precisato, non è un accordo ma un progetto messo a punto dall’Azienda. Quindi può essere modificato di continuo dall’Azienda stessa, creando incertezza tra i lavoratori sul loro futuro. Ciò ha inevitabilmente delle ricadute negative.
Sottolineo, infatti, che l’affidabilità è sempre reciproca. E vorrei ricordare che il sindacato, finora, non ha mai disdettato gli accordi. Qualcun altro lo ha fatto.”
“Osservo, poi, che Marchionne sbaglia quando dice che su Pomigliano, da parte nostra, non sono state fatte proposte alternative. Abbiamo detto che, a partire dal rispetto del Contratto nazionale e delle leggi vigenti, era possibile affrontare il problema della produttività. Ma nessuno ci ha mai risposto. In tante aziende abbiamo fatto accordi in grado di garantire un miglior utilizzo degli impianti. Alla Fiat chiediamo dunque di riaprire il confronto e la trattativa sindacale sul futuro di tutti gli impianti, a partire da quello di Pomigliano.”
“La Fiom non è disposta a lasciar passare l’idea che, per investire in Italia, si debbano fare delle deroghe rispetto ai diritti sanciti da leggi e contratti. Ancora più grave sarebbe se questa vicenda andasse a intaccare l’intero sistema della contrattazione nazionale di categoria.”
“Aggiungo poi che, per migliorare il clima del confronto, riteniamo utile che l’Azienda ritiri i licenziamenti effettuati a Melfi e a Mirafiori. Per quanto riguarda la chiusura di Termini Imerese, chiediamo alla Fiat di agevolare il subentro di un’altra Azienda che, come da noi auspicato, sia un’impresa intenzionata a produrre autovetture.”
“Per quanto riguarda il Governo, voglio ribadire che non sta facendo quello che fanno i Governi degli altri Paesi. Tali Governi, di fronte alla crisi economica globale, fanno politica industriale e la fanno non a parole, ma utilizzando denaro pubblico.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 28 luglio 2010

lunedì 26 luglio 2010

FIOM: Comitato Centrale - Dispositivo Finale


F
ederazione Impiegati Operai Metalmeccanici





Comitato centrale Fiom-Cgil

20 luglio 2010

Dispositivo finale


Il Comitato centrale della Fiom-Cgil assumendo la discussione e il documento dell’Assemblea dei delegati e delle delegate Fiat, Grandi Gruppi e Mezzogiorno dello scorso 1° luglio a Pomigliano decide di:

  • indire per sabato 16 ottobre una manifestazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, a Roma, per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero Contratto nazionale, aperta alla partecipazione sociale e dell’opinione pubblica;
  • dare mandato alla Segreteria nazionale di convocare, nel mese di settembre, la Conferenza per il Mezzogiorno a Bari;
  • avviare a partire dal prossimo autunno una campagna straordinaria di proselitismo e di risottoscrizione della delega alla Fiom-Cgil tra tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici.
Il Comitato centrale della Fiom considera gravi e inaccettabili le scelte compiute dal Gruppo Fiat, a partire dai licenziamenti dei delegati e dei lavoratori a Mirafiori e a Melfi, e sostiene tutte le azioni legali e di lotta decise dal Coordinamento Fiom del Gruppo Fiat.

Il Comitato centrale della Fiom è impegnato a partecipare alla giornata di mobilitazione europea proclamata dalla Ces per il 29 settembre 2010, per la difesa del lavoro e dei diritti sociali.

Approvato all’unanimità

20 luglio 2010

domenica 18 luglio 2010

FIAT Pomigliano: comunicato stampa di fiat su incontro con OO.SS.


Comunicato Stampa



Incontro per dare attuazione all’accordo per Pomigliano

Si è tenuto oggi a Torino un incontro tra la Fiat e le Organizzazioni Sindacali CISL- FIM, UIL – UILM e FISMIC.

Alla riunione erano presenti tra gli altri il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, il segretario generale della UIL, Luigi Angeletti e l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne.

Al termine dell’incontro si è convenuto di dare attuazione all’accordo raggiunto con le Organizzazioni Sindacali FIM, UILM, FISMIC e UGL il 15 giugno scorso per la produzione della futura Panda a Pomigliano d’Arco.

Tutti i firmatari dell’accordo, considerando che la grande maggioranza dei lavoratori ha dato il proprio assenso, hanno convenuto sulla necessità di dare continuità produttiva allo stabilimento e a tutto il sistema della componentistica locale, offrendo così prospettive future ai dipendenti dell’impianto di Pomigliano.

L’azienda e le Organizzazioni Sindacali che hanno firmato l’accordo si impegneranno per la sua applicazione con modalità che possano assicurare tutte le condizioni di governabilità dello stabilimento.

L’esecuzione di questo accordo nei tempi e nei termini concordati è la condizione necessaria per la continuità dell’impegno della Fiat nella realizzazione del progetto “Fabbrica Italia”.

Torino, 9 luglio 2010