COMUNICATO STAMPA
martedì 12 marzo 2013
Fiom Comunicato Stampa: Continua la discriminazione sugli operai di Pomigliano
COMUNICATO STAMPA
domenica 9 dicembre 2012
FIOM Torino: CCSL Fiat - comunicato FIM-UILM in risposta a FISMIC-UGL-ACQF
- Procedere agli aumenti salariali nei minimi per il triennio 2013-2014-2015;
- Definire gli elementi della contrattazione salariale decentrata e di secondo livello ( WCM, premio di competitività, contrattazione di stabilimento);
- Prevedere il consolidamento nei minimi salariali delle € 103,00;
- Migliorare aspetti normative e diritti (diritto studio, turnazione, orario, ecc.).
Roma, 4 dicembre 2012
domenica 28 ottobre 2012
Fiat: Sentenza allo Stabilimento di Pomigliano
- entro 180 giorni un “piano di assunzione” di 126 lavoratori iscritti alla Fiom;
- entro 40 giorni l'assunzione dei 19 lavoratori iscritti che hanno presentato ricorso insieme alla Fiom.
- la Fiat ha leso sia l'interesse collettivo rappresentato dalla Fiom che l'interesse individuale dei singoli iscritti alla stessa Fiom;
- la diversità di trattamento dei lavoratori a causa della loro iscrizione a un sindacato o della loro partecipazione alla attività sindacale è illecita;
- è evidente la condotta lesiva di Fiat nei confronti di tutti i lavoratori iscritti alla Fiom.
martedì 26 giugno 2012
Comportamento discriminatorio della Fabbrica Italia Pomigliano
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto un comportamento discriminatorio collettivo della Fiat nello stabilimento di Pomigliano, teso ad escludere dalle assunzioni gli iscritti alla Fiom-Cgil.
venerdì 27 gennaio 2012
RSU Dianos: assemblea sindacale mercoledì 1 febbraio 2012
La RSU informa che
è stata indetta una
L'ordine del giorno sarà il seguente:
- Rinnovo CCNL 2008 ed estensione "modello contrattuale Fiat" a tutto il mondo del lavoro
- varie ed eventuali
Il comunicato ufficiale è affisso in bacheca.
Saluti
La RSU
martedì 6 dicembre 2011
FIOM: SCIOPERO GENERALE 8 ORE LUNEDì 12 DICEMBRE
delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici
Fra i provvedimenti più odiosi:
- Pensioni. Non saranno più adeguate alla crescita dell’inflazione le pensioni sopra i 900 euro lordi; passaggio immediato al sistema contributivo pro-rata per tutti con abbattimento secco dell’importo per chi è in prossimità della pensione; uscita dal lavoro per le donne dai 62 ai 70 anni, per gli uomini dai 66, nel 2018 uguale per tutti; pensione di anzianità con 42 anni di contributi e riduzione dei rendimenti.
- Ici/Imu. La tassa sulla prima casa viene reintrodotta per tutti e cambia nome perché servirà per pagare il debito e non andrà più ai comuni per i servizi.
- Iva. Sale di 2 punti, aumentando così il costo dei beni di consumo.
- Solo briciole sui lussi ma non c’è nulla che assomigli a una patrimoniale o a una tassazione delle rendite finanziarie.
È necessario:
- Rimettere in discussione provvedimenti che allargano l’ingiustizia sociale.
- Cancellare l’articolo 8 della finanziaria del Governo precedente che annulla contratti nazionali e leggi attraverso le deroghe, compreso l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti discriminatori.
- Difendere il lavoro e l’occupazione e mettere in campo una nuova politica industriale di qualità, anche attraverso l’intervento pubblico.
- Respingere le scelte della Fiat di uscita dal Contratto nazionale, resa oggi ancora più grave dalla decisione, presa insieme ai sindacati firmatari degli accordi separati, di estendere l’accordo di Pomigliano a tutti gli 80.000 lavoratori del Gruppo, senza alcun mandato e mettendo in discussione le libertà sindacali in questo Paese.
- Difendere la Costituzione, le libertà sindacali e la democrazia, il diritto di sciopero, il diritto al lavoro e al Contratto nazionale di lavoro.
martedì 29 novembre 2011
FIOM: Documento finale Comitato Centrale del 28/11/2011
- la proclamazione dello sciopero generale della categoria di almeno 4 ore per il giorno 16 dicembre con manifestazioni territoriali.
- Il sostegno alle iniziative per la cancellazione dell'articolo 8 compresa la possibile raccolta di firme per effettuare un referendum abrogativo.
- Una campagna nazionale di sottoscrizione straordinaria “Io voglio la Fiom in Fiat” per sostenere le lotte e le iniziative per i diritti e le libertà sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori in Fiat.
- Di praticare i contenuti della piattaforma per la riconquista del Ccnl, quale azione rivendicativa in tutti i luoghi di lavoro.
lunedì 31 ottobre 2011
FIOM: Europa e licenziamenti

30 ottobre 2011
venerdì 28 ottobre 2011
FIOM: via ai licenziamenti
alle iniziative di sciopero
decise dalla Fiom
martedì 19 luglio 2011
FIOM: La Fiom-CGIL ha vinto la causa contro la Fiat
la causa contro la Fiat
rappresentati dal sindacato che scelgono
Le lavoratrici ed i lavoratori che nei referendum, non liberi, hanno espresso un coraggioso dissenso rispetto alle condizioni di lavoro e di libertà che la Fiat ha imposto ai suoi dipendenti avranno diritto ad essere rappresentati.
La Fiom-Cgil e suoi delegati, che noi faremo sempre eleggere dalle lavoratrici e dai lavoratori, potranno agire negli stabilimenti Fiat senza vincoli e sanzioni non previste dalle leggi e dal diritto del lavoro italiano.
Restiamo in fabbrica, per diritto e senza nessun vincolo, come avevamo sempre detto e nonostante gli accordi separati che non possono escluderci. La divisione sindacale che la Fiat ha messo in atto e che le altre sigle sindacali, sbagliando, stanno subendo ha una battuta di arresto.
Il contratto aziendale secondo noi non deve e non può sostituire il Contratto nazionale dei metalmeccanici, perché questo indebolisce tutti i lavoratori e le lavoratrici metalmeccaniche.
Per noi resta valido il Contratto nazionale del 2008 l'ultimo contratto votato dalle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici e firmato da tutti.
In queste ore sentiamo dire che la Fiat potrebbe mettere in discussione gli investimenti in Italia, investimenti che noi non conosciamo né nella loro interezza, né nel dettaglio (conosciamo la destinazione di 2.2 miliardi di € sui 20 miliardi promessi per Fabbrica Italia) ed è inaccettabile che una grande impresa oramai internazionale tenga i lavoratori dei suoi stabilimenti e l’intero Paese in ostaggio, mentre cessa l'attività di tre stabilimenti in Italia, Cnh Imola, Fiat auto Termini Imerese e Irisbus Avellino.
FIOM: Rassegna Stampa - Intervista a Giorgio Airaudo (La Repubblica)
(da La Repubblica)
Airaudo: "Il Lingotto deve adeguarsianche senza sindacato modello Usa"
Il segretario regionale della Fiom: "Non usciamo sconfitti dalla battaglia, anzi. In tribunale perde chi è condannato"
di MARCO TRABUCCO"Penso sia palese che ha perso chi è stato condannato. In Tribunale funziona così e qui la Fiat è stata condannata per attività antisindacale: il che vuol dire che Fiat ha messo in moto azioni tali da limitare la rappresentanza sindacale dei lavoratori. A conferma di questo mio parere c'è il fatto che il giudice ha ordinato la rimozione delle cause di questa limitazione e ha ordinato alla Fiat di portare dentro la newco di Pomigliano la rappresentanza sindacale della Fiom senza i vincoli delle clausole di governabilità che Fiat ha invece imposto alle altre sigle sindacali".
Però il giudice ha anche riconosciuto come legittimi gli accordi per Pomigliano, quelli contro cui la Fiom ha combattuto la madre di tutte le battaglie. Non le sembra una sconfitta?"In realtà il giudice dice che respinge la nostra richiesta di illegittimità. Non che quegli accordi sono legittimi. È molto diverso nel diritto del lavoro. Per cui io sarei più cauto e direi a tutti di aspettare 60 giorni per leggere le motivazioni della sentenza. Potrebbero esserci delle sorprese".
Che effetti avrà comunque questa sentenza sugli stabilimenti Fiat a Torino?
"Su Pomigliano è stato costruito un modello di accordo riproposto poi nella quasi totalità a Mirafiori. E totalmente alla Bertone di Grugliasco. Quindi, per la proprietà transitiva noi avremo diritto di essere rappresentati anche in quelle due newco, quando verranno costituite. Nell'immediato non succede nulla".
Le prime reazioni dal Lingotto non sono sembrate entusiaste. Cosa può fare Fiat adesso?"Dovrebbe rispettare la sentenza e chiedersi se valeva la pena fare tutto questo. La Fiat produce automobili in un Paese, l'Italia, e in impianti che lo hanno sempre fatto e, come ha riconosciuto Marchionne, con lavoratori che lo sanno fare bene. Continui a farlo tenendo conto della storia culturale e legislativa del nostro Paese. Io credo si possano produrre auto in Italia senza importare per forza il modello americano del sindacato aziendalista".
Non c'è il rischio che tornino in discussione gli investimenti di Fabbrica Italia?"Basta con questi ricatti: la Fiat deve dire la verità, e cioè se è interessata a rimanere in questo paese o no. E glielo deve chiedere il governo. Possono fare questo gioco, qui, perché non sono stati impegnati davvero dalla politica: in Usa al tavolo a trattare per Chrysler c'era Obama, in Germania nel tentativo fallito, purtroppo, per l'acquisizione di Opel c'erano la Merkel e i presidenti dei Land. Qui non c'era nemmeno un post it del governo. La Fiat può sottoporre l'Italia a questo dubbio amletico solo perché nessun governo le ha chiesto un impegno. E così questa vicenda ha sempre lo stesso tono: o fate così o non investo! È iniziata a Pomigliano e adesso riguarda l'intero paese.
Forse, anzi senza forse, perché Marchionne punta a tradurre quegli accordi in una legge nazionale?"Lo ha sempre fatto capire in modo esplicito. Punta a una legge al cui centro ci sia l'aziendalismo al posto del contratto nazionale e il sindacato aziendale al posto di quello confederale. Molti però fanno finta di non vedere. Di non capire. Ma governo e opposizione dovrebbe aver la forza di dire che non si possono costruire le relazioni industriali di un Paese come un abito su misura attorno alle esigenze di un'unica impresa. Devono avere il coraggio di dire a Marchionne che deve tenere conto di dove opera. Ripeto, se la Fiat vuole costruire auto in Italia, noi siamo felici: le facciamo qui, ma rispettando le leggi e facendo accordi senza estremismi".
Questa sentenza cambia anche i vostri rapporti con gli altri sindacati?"Continuiamo ad avere opinioni differenti. Però ora si dimostra che gli altri sindacati hanno sbagliato a inseguire la Fiat al limite delle leggi. L'azienda ha potuto approfittare di un terreno molto franoso, di una divisione sindacale che insieme potevamo evitare. Adesso poi è più chiaro che la Fiom, che in questa vicenda rappresenta tutti coloro che dissentono da come la Fiat vuole organizzare il lavoro, e non solo i nostri iscritti, certo non siamo né nostalgici, nè visionari, né estremisti: abbiamo solo chiesto che si applicassero le leggi. E avremmo preferito farlo senza dover ricorrere al tribunale".
martedì 14 giugno 2011
FIOM: Perchè il ricorso Fiat
ricorso in magistratura sul
"modello" Pomigliano
La FIOM-CGIL presentando il ricorso ha mantenuto l'impegno preso negli scorsi mesi con i lavoratori e le lavoratrici di Pomigliano, Mirafiori e della ex Bertone. Avevamo detto che saremmo intervenuti anche per via legale e lo stiamo facendo, avevamo detto che non lasciavamo soli le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Fiat che hanno dovuto subire il "ricatto" di referendum non liberi.
mercoledì 4 maggio 2011
FIOM: rassegna stampa - intervista a Landini su La Stampa su ex-Bertone
da "La Stampa" del 3 maggio 2011 - pagine 38/39.
"Basta ai referendum che ci chiedono di autolicenziarci"
Il leader Fiom Landini: si tratta di legittima difesa
Intervista di Marina Cassi
Era all'assemblea della ex Bertone Maurizio Landini. A spiegare che la decisione delle Rsu della Fiom di dare indicazione per il Sì al referendum è una scelta di «legittima difesa».
Non si può leggere come un mutamento di rotta rispetto a Pomigliano e Mirafiori?«No. Consideriamo quello della Rsu l'atto di legittima difesa di chi, sottoposto al ricatto, non vuole accettarlo. Ho ribadito all'assemblea, tra gli applausi, la nostra posizione: il referendum è illegittimo e la Fiom andrà avanti sulla strada dei ricorsi come quello sulla newco di Pomigliano che sarà discusso il 18 giugno».
Però, ammetterà, che è un film diverso. O no?«Quella dei delegati è una risposta straordinaria a una situazione straordinaria. Il ricatto era doppio in quanto Marchionne ha detto chiaramente che, oltre a non fare l'investimento, avrebbe restituito l'azienda all'amministrazione straordinaria».
Lei loda quei delegati, ma allora perché hanno deciso di dimettersi dopo il voto e dopo aver firmato, se vincerà il Sì, il documento Fiat?
«La Rsu Fiom si dimetterà per verificare il consenso che ha ottenuto tra i lavoratori un anno e mezzo fa perché non ha potuto rispettare il mandato di fare un buon accordo».
La vostra posizione è capita dai lavoratori?«Ho con me la maggioranza dei lavoratori. Dopo l'assemblea ho ricevuto strette di mano e applausi. Non c'è assolutamente alcun problema di rapporto con loro e anche i delegati ci chiedono di andare avanti sulla strada intrapresa. La scelta delle Rsu consente di evitare la trappola tesa dalla Fiat: avrebbero voluto dire che è la Fiom a decidere la chiusura della fabbrica e i lavoratori avrebbero firmato le lettere dei loro licenziamenti».
C'è però qualcuno nella sua organizzazione, come Bellavita, che non sembra apprezzare questa mossa del cavallo. Chiede la convocazione del comitato centrale. Che cosa gli risponde?«Che il comitato centrale è già convocato per metà maggio. Siamo una organizzazione democratica che discute in modo trasparente. In quella riunione discuteremo di come riconquistare il contratto e della proposta fatta alle controparti su democrazia e rappresentanza».
Ma la scelta di ieri è fuori o no dalle decisione prese negli scorsi comitati centrali?«No. Noi come Fiom non firmeremo, lo faranno le Rsu».
Non depotenziano le posizioni Fiom?«No. Depotenziamo referendum finti e illegittimi su accordi che mettono in discussione i diritti. E' la Fiat a questo punto che deve fare la scelta sull'investimento».
venerdì 11 febbraio 2011
FIOM: informaFiat n.14
E FPT AUTO: IL NO DELLA FIOM
“male” può punire i “cattivi”.
Roma, 9 febbraio 2011
giovedì 16 dicembre 2010
FIOM: FIAT - Dichiarazione Stampa Landini


Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale
COMUNICATO STAMPA
Fiat. Landini (Fiom): “Si conferma il tentativo di usare l’accordo per superare il Contratto nazionale. Ora è necessario dare la parola ai lavoratori convocando le assemblee”
Il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
“Si conferma che il modello Pomigliano, proposto anche per lo stabilimento di Mirafiori, punta a superare il contratto nazionale, a cancellare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e ad affermare in Italia un modello aziendalistico e neocorporativo.”
“Il Contratto nazionale senza deroghe, quello del 2008, è l’unico che può permettere di affrontare le nuove esigenze produttive, senza peggiorare le condizioni di chi lavora.”
“A questo punto è necessario coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici e farli decidere sulle loro condizioni. Per questo proponiamo che, a partire da lunedì, siano convocate le assemblee.”
Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
Roma, 3 dicembre 2010
martedì 14 dicembre 2010
FIOM: Mirafiori peggio di Pomigliano
La FIOM-CGIL ha avviato il confronto con la FIAT con l’obiettivo di trattare per tutto il sito di Mirafiori e avere delle garanzie industriali per tutti i settori.
La posizione della FIAT è stata di parlare solo della Carrozzeria, senza dare delucidazioni complessive sugli altri settori.
L’impianto presentato alle organizzazioni sindacali ricalca quello di Pomigliano e, sotto certi versi, lo peggiora in quanto la FIAT prospetta la non applicazione del Contratto Collettivo dei Metalmeccanici, sostituito semplicemente da un accordo aziendale.
Per la FIOM-CGIL questo impianto è irricevibile, in quanto, oltre a cancellare di fatto il CCNL per i lavoratori della Carrozzeria, prevede dei punti peggiorativi per le condizioni di lavoro e la salute dei lavoratori.
La FIOM-CGIL, si è resa disponibile a trovare soluzioni alternative per garantire il maggior utilizzo degli impianti, ad aumentare la produttività e inserire forme di flessibilità, nel rispetto dei diritti e della salute dei lavoratori stando all’interno del CCNL. Purtroppo la FIAT ha dichiarato la sua contrarietà a trovare delle mediazioni su questi versanti.
Attualmente la trattativa è stata interrotta.
DIFENDIAMO IL CCNL
DIFENDIAMO LA SALUTE E I DIRITTI DEI LAVORATORI
Torino, 6 dicembre 2010
mercoledì 15 settembre 2010
Fiom: Si ai Diritti No ai Ricatti
La Fiom considera tale scelta un atto grave e irresponsabile, che produce una pericolosa rottura democratica e punta a distruggere l'esistenza del Contratto nazionale che rimane la più importante conquista del movimento dei lavoratori e strumento di giustizia e coesione sociale: è sbagliata l'idea di Federmeccanica e Fiat che, per aumentare la produttività e reggere la competizione internazionale, occorra ridurre diritti e, tanto più, in una situazione in cui non si vede l'uscita dalla crisi e i lavoratori ne stanno pagano gli effetti con la cassa integrazione se non addirittura con i licenziamenti.
Consentire la deroga del Contratto significa legittimare peggioramenti gravi per i lavoratori come a Pomigliano, che non a caso Governo e Confindustria hanno indicato come modello generale da estendere a tutto il mondo del lavoro: da 40 a 120 ore di straordinario obbligatorio, possibilità di comandare lo straordinario durante la mezz'ora di mensa spostata a fine turno, mancato pagamento della malattia in caso di assenze prolungate, limitazioni al diritto di sciopero.
Non è comunque più rinviabile una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro, che riconosca il diritto dei lavoratori di decidere con il voto sulle piattaforme e gli accordi sindacali.
Per rispondere all'attacco e alla prepotenza di chi sta utilizzando la crisi per annullare le conquiste sociali e riportare la società in un passato in cui vale solo la legge del più forte, la Fiom ha deciso:
- un pacchetto di 4 ore di sciopero articolate le cui modalità saranno definite dalle Rsu a partire da giovedì 16 settembre ’10
- una Manifestazione nazionale a Roma per sabato 16 ottobre a partire da 5 parole chiave: Diritti, Democrazia, Legalità, Lavoro, Contratto

Sì ai diritti. No ai ricatti.
giovedì 5 agosto 2010
FIOM: Comunicato stampa - Landini su apertura trattativa Fiat


“L’Amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, chiede che si rispettino gli accordi. Però la Fabbrica Italia, come lui stesso ha precisato, non è un accordo ma un progetto messo a punto dall’Azienda. Quindi può essere modificato di continuo dall’Azienda stessa, creando incertezza tra i lavoratori sul loro futuro. Ciò ha inevitabilmente delle ricadute negative.
Sottolineo, infatti, che l’affidabilità è sempre reciproca. E vorrei ricordare che il sindacato, finora, non ha mai disdettato gli accordi. Qualcun altro lo ha fatto.”
“Osservo, poi, che Marchionne sbaglia quando dice che su Pomigliano, da parte nostra, non sono state fatte proposte alternative. Abbiamo detto che, a partire dal rispetto del Contratto nazionale e delle leggi vigenti, era possibile affrontare il problema della produttività. Ma nessuno ci ha mai risposto. In tante aziende abbiamo fatto accordi in grado di garantire un miglior utilizzo degli impianti. Alla Fiat chiediamo dunque di riaprire il confronto e la trattativa sindacale sul futuro di tutti gli impianti, a partire da quello di Pomigliano.”
“La Fiom non è disposta a lasciar passare l’idea che, per investire in Italia, si debbano fare delle deroghe rispetto ai diritti sanciti da leggi e contratti. Ancora più grave sarebbe se questa vicenda andasse a intaccare l’intero sistema della contrattazione nazionale di categoria.”
“Aggiungo poi che, per migliorare il clima del confronto, riteniamo utile che l’Azienda ritiri i licenziamenti effettuati a Melfi e a Mirafiori. Per quanto riguarda la chiusura di Termini Imerese, chiediamo alla Fiat di agevolare il subentro di un’altra Azienda che, come da noi auspicato, sia un’impresa intenzionata a produrre autovetture.”
“Per quanto riguarda il Governo, voglio ribadire che non sta facendo quello che fanno i Governi degli altri Paesi. Tali Governi, di fronte alla crisi economica globale, fanno politica industriale e la fanno non a parole, ma utilizzando denaro pubblico.”
Roma, 28 luglio 2010
lunedì 26 luglio 2010
FIOM: Comitato Centrale - Dispositivo Finale
- indire per sabato 16 ottobre una manifestazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, a Roma, per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero Contratto nazionale, aperta alla partecipazione sociale e dell’opinione pubblica;
- dare mandato alla Segreteria nazionale di convocare, nel mese di settembre, la Conferenza per il Mezzogiorno a Bari;
- avviare a partire dal prossimo autunno una campagna straordinaria di proselitismo e di risottoscrizione della delega alla Fiom-Cgil tra tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici.
Il Comitato centrale della Fiom è impegnato a partecipare alla giornata di mobilitazione europea proclamata dalla Ces per il 29 settembre 2010, per la difesa del lavoro e dei diritti sociali.
20 luglio 2010
domenica 18 luglio 2010
FIAT Pomigliano: comunicato stampa di fiat su incontro con OO.SS.
Comunicato Stampa
Incontro per dare attuazione all’accordo per Pomigliano
Alla riunione erano presenti tra gli altri il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, il segretario generale della UIL, Luigi Angeletti e l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne.
Al termine dell’incontro si è convenuto di dare attuazione all’accordo raggiunto con le Organizzazioni Sindacali FIM, UILM, FISMIC e UGL il 15 giugno scorso per la produzione della futura Panda a Pomigliano d’Arco.
Tutti i firmatari dell’accordo, considerando che la grande maggioranza dei lavoratori ha dato il proprio assenso, hanno convenuto sulla necessità di dare continuità produttiva allo stabilimento e a tutto il sistema della componentistica locale, offrendo così prospettive future ai dipendenti dell’impianto di Pomigliano.
L’azienda e le Organizzazioni Sindacali che hanno firmato l’accordo si impegneranno per la sua applicazione con modalità che possano assicurare tutte le condizioni di governabilità dello stabilimento.
L’esecuzione di questo accordo nei tempi e nei termini concordati è la condizione necessaria per la continuità dell’impegno della Fiat nella realizzazione del progetto “Fabbrica Italia”.
Torino, 9 luglio 2010












