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mercoledì 4 aprile 2012

CGIL: raccogliamo le firme per cambiare il ddl sui licenziamenti




La CGIL chiede a tutti i lavoratori e alle lavoratrici, a pensionate e pensionati, ai precari, ai disoccupati, agli studenti e a tutti i cittadini di sottoscrivere un APPELLO per il valore sociale del lavoro, per la buona occupazione, per la tutela dei diritti fondamentali a partire dallo Statuto dei Lavoratori e delle norme contro i licenziamenti illegittimi. 
Contro la crisi e la disoccupazione i lavoratori e le lavoratrici, le donne e i giovani, hanno bisogno di sviluppo, di scelte che creino occupazione, di meno precarietà, di tutele. Questo chiediamo al Governo e al Parlamento a partire dalla riforma del Mercato del Lavoro. 
I primi risultati positivi ottenuti nel confronto con il Governo per combattere la precarietà devono essere confermati e migliorati: è utile combattere gli abusi ma un’intera generazione schiacciata da 10 anni di precarietà e di falso lavoro autonomo chiede certezze ulteriori per il proprio futuro. 
Gli ammortizzatori sociali devono riguardare tutte le imprese, tutti i settori, tutte le forme di lavoro. Universalità e inclusione, questo è il risultato che deve essere raggiunto con la riforma degli ammortizzatori sociali. 
Le norme per contrastare i licenziamenti illegittimi rappresentano un diritto inalienabile per i lavoratori. L'art. 18 è un diritto di civiltà e un deterrente contro gli abusi su altri diritti: impedisce di licenziare il singolo lavoratore senza giusta causa o giustificato motivo. 
Prevedere per il licenziamento economico solo la possibilità di indennizzo è sbagliato e ingiusto: la nuova norma produrrà migliaia di licenziamenti a partire dalle figure più deboli attraverso una falsa motivazione.
L'unico vero modo per evitare una palese ingiustizia, per evitare abusi, è la permanenza del meccanismo del reintegro. 
Questo bisogna che chiediamo e chiedano con forza milioni di lavoratori al Parlamento italiano. 

IL LAVORO NON E' UNA MERCE
IL LAVORO E' UNA PERSONA


La CGIL è impegnata in un’iniziativa straordinaria per i diritti dei precari e dei giovani, per ammortizzatori universali e perché un lavoratore licenziato senza giustificata causa o motivo possa essere reintegrato. Per dare forza a questa iniziativa, per sostenere questi diritti e la mobilitazione della CGIL 
 firma anche tu. 

RSA SCAI: dati adesione sciopero e raccolta firme


Care Colleghe, Colleghi
 
Al momento sono giunti 68 (*) rapportini di adesione allo sciopero e sono state raccolte 128 (*) firme da presentare alla Direzione.
 
Mentre procediamo con la raccolta delle ultime firme invitiamo tutti coloro che non avessero ancora chiuso Piano ad inserire le ore di sciopero ed inviare rapportino.
 
Saluti
 
Le RSA Scai
 
(Torino, 2 aprile 2012)

(*) dati aggiornati al 3 aprile  = 75 rapportini e 133 firme

lunedì 2 aprile 2012

RSA SCAI: chiusura/invio rapportini e raccolta firme


Care Colleghe, Colleghi
 
Invitiamo nuovamente tutti le colleghe ed i colleghi a chiudere i rapportini inserendo le due ore di sciopero e ad inviarci copia in modo da poter disporre di dati affidabili (vedi es.sotto).
 
La raccolta firme continua a procedere molto bene. Ieri si sono raccolte fronte l'ingresso di Reale e una copia delle petizioni circola internamente.
Questa mattina si è fatto l'ingresso di Intesa-San Paolo Vita (ex Eurizon) in corso Giulio Cesare.
Sono al contempo stati raggiunti anche colleghi in trasferta , "isolati" su qualche cliente e colleghe attualmente in maternità.

Lunedì procederemo con il recupero delle petizioni dai vari clienti.

Mercoledì 4 Aprile l'azienda avrà un incontro con il nostro funzionario Luca Sanna. A quel punto si disporrà di dati sullo sciopero e del numero di firme complessive.

Grazie a tutti per la collaborazione e cooperazione, ciascuno a suo modo, apportata alle iniziative sin qui portate avanti.

Un grazie particolare ai 60 colleghi dell'assemblea del 8 marzo che hanno approvato quanto sin qui fatto e dato slancio alla mobilitazione.

Lunedì seguiranno comunicati

Buon lavoro e buon week-end

Le RSA Scai

(Torino, 30 marzo 2012)

domenica 1 aprile 2012

RSA SCAI: tre cose da fare


Care Colleghe,Colleghi 
 
SCIOPERO, 2 ORE SU "PIANO"

A partire da oggi possiamo tutti insieme impegnarci su tre fronti.
E' richiesto un piccolo impegno organizzativo e collaborazione reciproca.
Il primo è quello di consuntivare le 2 di sciopero nella giornata di lunedì 19 Marzo 2012.
Invitiamo anche i colleghi che non hanno partecipato materialmente al presidio di inserire le 2 ore di sciopero.
L'alto numero di adesioni porrà l'azienda nella condizione di riflettere bene sul da farsi.

2 RACCOLTE FIRME
 
Oltre alla raccolta firme da presentare alla Direzione Scai (vedi all.PETIZIONE 2012), approvata in assemblea e già avviata,  si procederà parallelamente con una ulteriore raccolta firme nella quale si prende posizione in merito alla trattativa Governo-Parti Sociali in tema di lavoro e art.18 (vedi all.raccolta firme trattativa governo).
Quest'ultima verrà inviata alla Filcams-Torino ed inoltrata dalla stessa a Roma.
 
Sui clienti ove è già partita la "prima", si chiede ai colleghi attualmente impegnati nella raccolta, di proporre anche la petizione in materia riforma del lavoro.
 
Per gli altri,da lunedì mattina a partire dalle ore 8, le RSA si recheranno di fronte agli ingressi per proporre le due petizione e organizzare con i colleghi la raccolta internamente.
 
Per le firme in merito art.18 e alla riforma del mercato del lavoro,non appena terminata la raccolta ,dai vari clienti e autonomamente, i colleghi possono inviarle via fax alla Filcams Torino (0112442275).
Per quelle da presentare all'azienda, i colleghi incaricati sui vari clienti, le consegneranno alle RSA e successivamente verranno presentate alla Direzione.
 
ART.18
 
Come sicuramente saprete, in queste ore sono in corso in tutta l'Italia, ed anche in Piemonte, scioperi e manifestazioni in fabbriche metalmeccaniche (vedi all.Alenia), ma non solo(vedi nota sotto della segreteria provinciale Filcams), in difesa dell'articolo 18.
Stanno anche arrivando molte dichiarazioni e ordini del giorno di RSU, RSA, di assemblee, ed anche di singoli lavoratori che dichiarano con fermezza la necessità di difesa dell'art. 18 contro l'ipotesi del Governo Monti-Fornero di una sua "sterilizzazione" che liberarizzerà di fatto i licenziamenti.
I colleghi SCAI che volessero esprimersi in merito contattino i rappresentanti sindacali o scrivano a rsa.cgil.scai.torino@gmail.com
Nel week-end le RSA Scai produrranno un comunicato in cui prendono posizione in merito.
 
PROSSIMA SETTIMANA
 
Tornado a noi e alle istanze presentate alla Direzione,nei giorni a venire verrà pubblicato un comunicato nel quale faremo un attento esame dei fatti.Verrà riportato quanto affermato dall'Azienda nelle ore successive allo sciopero.
In risposta a quanto chiestoci da alcuni colleghi, la mobilitazione è al momento sospesa pertanto, lunedì, non si proseguirà con scioperi,presidi e striscioni.
Ora, dobbbiamo semplicemente impegnarci a chiudere piano segnando le 2 ore di sciopero e a completare la raccolta firme. I Dati sullo sciopero e la raccolta firme saranno posti all'attenzione della Direzione e, solo dopo, valutremo il da farsi.
 
Martedì, Luca Sanna ed una delle RSA, si recheranno a Roma per partecipare all'esame congiunto con la Direzione in merito alla costituzione della nuova SCAI TEAM Srl.
In proposito dobbiamo tutti augurarci che l'azienda abbia estrema cura e rispetto per le nostre colleghe e colleghi garantendo loro le dovute tutele occupazionali.
 
*per il nuovo striscione (vedi foto allegate) le spese ammontano a 60€.Chiederemo a tutti i colleghi che lo vorranno - sempre parallelamente alla raccolta firme - di contribuire con 1€ ciascuno
 

 
 
Buon lavoro e buon week-end a tutti
 
Le RSA Scai
 
(Torino, 23 marzo 2012)

Nota della segreteria provinciale FILCAMS (22 marzo 2012):
Ciao a tutt*, come avrete appreso dai giornali e dagli altri media, la Cgil ha abbandonato il tavolo della trattativa con il Governo dopo aver constatato che l'unico vero interesse del Governo e di larga parte degli altri attori sociali era quello di avere licenziamenti più facili.
Nei giorni scorsi vi abbiamo chiesto di raccogliere firme in pochissimo tempo, oggi vi chiediamo di continuare, di provare a far approvare ordini del giorno e tutto ove è possibile dichiarare scioperi anche di soli 15 minuti a titolo dimostrativo già nella giornata di oggi.
Per vostra informazione oggi IKEA ha organizzato un'astensione dal lavoro di un'ora per turno.
Restiamo in attesa di ricevere vostre comunicazioni in merito.
Grazie a tutt* per la collaborazione molto preziosa in questo momento.
Elisabetta Car* compagn*, vi trasmetto le primeinziative messo in campo sui luoghi di lavoro dalle RSA/RSU:
21/3        scioperodi 1 Ikea di Collegno       
22/3         IPSAlenia corso marche sciopero di 15 min a inizio turno
25/3        Cogetech2 ore di sciopero

Nelle aziende Pirelli, L'Oreal, Olone Sistemi saranno organizzati scioperi in concomitanza con la dichiarazionedelle RSU/RSA delle aziende committenti.
Grazie a tutti, continuate così!

Testo Petizione SCAI 2012:


Alla C.a del Sig. Cipolletta
SCAI.SPA.
Largo Turati 49
Torino

P. C. : Dott.ssa Carla Balsamo
SCAI. SPA.
Largo Turati 49
Torino

Sig. Angelo Rannisi
SCAI. SPA.
Largo Turati 49
Torino

Gentile Sig. Cipolletta,

i Lavoratori SCAI, con la presente petizione intendono portare all' attenzione dell'Azienda, le sottoscrizioni di tutti i dipendenti che ritengono necessario da parte della Direzione il prendere seriamente in considerazione : 
-  aumento del valore dei buoni pasto
-  blocco del riassorbimento dei superminimi
-  disapplicazione trattamento economico malattia primi tre ( 3 ) giorni, relativo al CCNL Terziario non siglato da Filcams 
   (non essendoci il problema dell'assenteismo in SCAI si chiede il  pagamento al 100% dei primi tre giorni di malattia a prescindere dal   numero eventi malattia nell'anno).  
La discussione sui primi 2 temi presso i tavoli appropriati, è ormai arrivata al suo esaurimento con risultati negativi per tutti i dipendenti.
Tale Petizione è a supporto di tutte le azioni che i Lavoratori SCAI intenderanno intraprendere: è da considerarsi quindi  dichiarazione che quanto richiesto  sarà supportato materialmente da azioni collettive.

Certi che vorrà prendere in considerazione tale dichiarazione

Porgiamo distinti Saluti
Torino, 19 marzo 2012


Testo raccolta firme trattativa governo:

I lavoratori e le lavoratrici del terziario (commercio, turismo, mense, imprese di pulizia, guardie giurate, studi professionali) chiedono al Governo di intervenire per ridurre le forme di precarietà che interessano pesantemente le lavoratrici e i lavoratori del settore: chiedono l'abolizione delle finte partite IVA, dell'associazione in partecipazione (oggi forma molto usata da grandi catene dell'intimo), dei finti tirocini o stage.
Chiedono inoltre che ci sia una maggiore garanzia del posto di lavoro, che in alcuni settori è molto a rischio ad ogni cambio di appalto, una riforma seria degli ammortizzatori sociali estesi a tutti i settori.
Chiedono infine di non cancellare o modificare l'art. 18, norma di civiltà per impedire i licenziamenti discriminatori.
Seguono le firme:

Comunicato stampa Alenia:


Torino, 21 marzo 2012


COMUNICATO STAMPA

Lavoratori Alenia in sciopero
in difesa dell'articolo 18

La Fiom-Cgil rende noto che questa mattina, mercoledì 21 marzo, nell'ambito delle agitazioni in corso oggi in difesa dell'articolo 18, si sono fermati i dipendenti dell'Alenia di Caselle: allo sciopero hanno aderito tutti gli operai e circa 700 lavoratori sono scesi in corteo fino all'imbocco della tangenziale. La mobilitazione è stata indetta unitariamente dai delegati di Fim, Fiom e Uilm.
Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: «L'iniziativa dei lavoratori dell'Alenia è particolarmente significativa perché è nata ed è rimasta unitaria: questo dimostra che al di là delle appartenenze sindacali i lavoratori sanno che i licenziamenti più facili non portano lavoro ma rendono però i lavoratori più deboli di fronte alle imprese».
Ufficio stampa Fiom

Per ulteriori informazioni
Federico Bellono – Fiom-Cgil – 335 1246194

CGIL Torino: petizione su riforma pensionistica per le donne


Cara amica,

alla fine dello scorso anno è stata varata una radicale trasformazione dei compiti e del funzionamento del sistema previdenziale pubblico del nostro Paese.

Si è trattato di una manovra che ha reso più ingiusto e iniquo il trattamento pensionistico pubblico nei confronti della maggioranza delle donne.

Ti proponiamo di diffondere e sottoscrivere questa petizione frutto del pensiero e del lavoro di un gruppo di donne di Torino.


Le pensioni delle donne: perché punire chi lavora di più?


Per cominciare a sottoscrivere la petizione, puoi mandare una mail a:
casadelledonne@tin.it
almainfo@almaterratorino.org

oppure, da lunedì 12 marzo, potrai accedere al sito della Cgil di Torino www.cgiltorino.it dove troverai il banner “Le pensioni delle donne”.

Prime firmatarie:

Donata Canta
Vanna Lorenzoni
Cinzia Maiolini
Elisabetta Mesturino
Annamaria Olivetti
Enrica Valfrè
Mercedes Caceres
Patrizia Celotto
Elisabetta Donini
Valentina Donvito
Margherita Granero
Marcia Hadad
Sara Hanna
Carla Quaglino


(Testo della petizione:)

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti
Alla Ministra del Lavoro, Politiche sociali e Pari opportunità Elsa Fornero
e p.c. Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


Le pensioni delle donne: perché punire chi lavora di più?

Alla fine dello scorso anno è stata varata una radicale trasformazione dei compiti e del funzionamento del sistema previdenziale pubblico del nostro Paese.

Siamo consapevoli e concordi che si debba attuare un sistema pensionistico sostenibile. Proprio perché crediamo nella sostenibilità (e su questo abbiamo molto da dire anche al di là del tema delle pensioni), vogliamo che sia chiaro alla società intera che non può esistere sostenibilità ed equità in provvedimenti che non tengono in alcun conto le nette disparità nei lavori e nelle opportunità di lavoro fuori casa tra donne e uomini, le forti disuguaglianze di trattamento economico e di condizioni di lavoro tra lavoratrici e lavoratori.
Il sistema pensionistico non può essere utilizzato per fare cassa.

Siamo convinte che le disparità di genere non possano essere prese in considerazione solamente dal trattamento pensionistico alla fine della vita lavorativa, ma che la loro attenuazione richieda anche un approccio più globale.

Siamo altrettanto sicure, però, che un sistema previdenziale pubblico, per essere tale, non possa solo operare alla stessa stregua di una assicurazione individuale e privata anche perché questo penalizza la maggioranza delle donne.
Se la pensione pubblica è il risultato di un percorso lavorativo, non c’è giustizia nel considerare i “contribuenti” tutti uguali: non c’è giustizia perché non tutte e tutti svolgono gli stessi lavori e non a tutte e a tutti sono date le stesse opportunità di presenza sul mercato del lavoro.

E’ inoltre necessario confrontarsi con le trasformazioni già avvenute e che avverranno nella composizione dei nuclei familiari e tenere in conto che il reddito pensionabile delle donne sempre meno sarà la conseguenza dei legami che le uniscono ai loro mariti.

Quello che vogliamo evidenziare per richiederne il cambiamento è che la trasformazione del sistema previdenziale pubblico attuata dalla manovra di fine 2011 determina già oggi, e ancor più determinerà in futuro, diritti pensionistici inferiori (in certi casi addirittura l’esclusione) per la stragrande maggioranza delle donne native e migranti che vivono e lavorano (dentro e fuori casa) in questo Paese.

Vogliamo sottolineare inoltre che, quando si interviene per definire un sistema previdenziale pubblico, non si possono cancellare i fatti, ampiamente dimostrati dai dati statistici, che mettono in luce le forti iniquità esistenti nella suddivisione dei lavori, nel posizionamento sulla scala professionale, nelle importanti differenze retributive a parità di inquadramento tra donne e uomini, nelle differenze dei tempi e della qualità del lavoro e dei lavori che le donne svolgono.

Non basta fotografare queste differenze e poi accettarle come ineludibili!


Per queste ragioni chiediamo con forza che:

  • Sia tenuto in conto il valore sociale (ed economico) dei lavori che le donne svolgono e che sono la garanzia della sostenibilità umana anche di questo Paese: questi lavori spesso si “aggiungono” al lavoro fuori casa e sono causa di esclusione dal mercato del lavoro. Devono essere riconosciuti da una efficace contribuzione figurativa. Per questa ragione devono essere rivisti i criteri di calcolo dei coefficienti di rivalutazione e di trasformazione per far sì che la pensione non diventi fonte di povertà per tante donne anziane.
  • Si rimuova la penalizzazione introdotta dallo scorso governo nei confronti delle pubbliche dipendenti e sia attuata anche per loro la gradualità (già insufficiente) prevista per tutte/i coloro che lavorano nel privato.
  • Sia tenuta in conto la faticosità dei lavori di molte operaie e operai perché in un Paese “civile” non può essere consentito che donne e uomini svolgano quei lavori sino a 67 anni e oltre. Nessun sistema economico degno di questo nome può essere interessato ad una forza lavoro manuale di questa età.
  • Sia tenuto in conto che non si può ipotizzare un Paese dove a lavorare negli asili nido, nelle scuole materne ed elementari siano educatrici e educatori (in maggioranza donne) che sono obbligati a prestare il loro lavoro sino a 67 anni e oltre.E neppure un Paese dove a svolgere i lavori di infermiera/e, di operatrici/tori sociosanitari e ausiliari negli ospedali, nelle strutture per anziani e per portatori di handicap, nell’assistenza domiciliare siano delle donne (in maggioranza) e degli uomini sino a 67 anni e oltre.