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domenica 21 novembre 2010

FIOM: reintegrato Capozzi in FIAT


L’ Esperto Fiom Pino Capozzi reintegrato al suo posto di l
avoro!!!



Lunedì 25 ottobre, in ottemperanza alla sentenza emessa dal Giudice del Lavoro di Torino nei confronti di Fiat Group a seguito della causa per attività antisindacale intentata dalla Fiom di Torino, dove si riscontrava un atteggiamento di discriminazione sindacale nei confronti della Fiom e del suo Esperto degli Enti Centrali FGA di Mirafiori Pino Capozzi e quindi se ne ordinava la reintegra al posto di lavoro, la Fiat ha riammesso al suo posto di lavoro l’impiegato Capozzi.

Come noto l’Esperto Fiom era stato ingiustamente licenziato circa tre mesi fa, per aver inviato una mail ai quarantaquattro colleghi del suo Ente, nella quale venivano riportate alcune opinioni sindacali della Fiom-Cgil sulla vicenda del Referendum di Pomigliano, utilizzando mezzi di diffusione del pensiero sindacale normalmente usati dai delegati degli Enti Centrali ed ampiamente tollerati dall’Azienda.

La Fiom non può che accogliere in modo positivo il rientro al lavoro del proprio Esperto sindacale, giudicando altrettanto positivo che la Fiat a Torino abbia deciso di rispettare quanto sancito da un Giudice, auspicando che sempre ed in ogni luogo la ricerca del dialogo e del rispetto delle parti passi dal rispetto delle regole sulle quali si regge una società civile e democratica.


Torino, 25 ottobre 2010

domenica 17 ottobre 2010

FIOM: comunicato stampa - Caso Capozzi



COMUNICATO STAMPA


Decreto sul caso Capozzi: condotta anti-sindacale e reintegro

La Fiom-Cgil rende noto che oggi, giovedì 14 ottobre, è stato pubblicato il decreto con cui il Tribunale di Torino, ieri, aveva deciso il reintegro di Pino Capozzi, il lavoratore licenziato a luglio dalla Fiat per aver diffuso, tramite la posta elettronica aziendale, un volantino sindacale.

Nel decreto si dichiara «antisindacale la condotta tenuta dalla società convenuta e consistita nel licenziamento» intimato a Pino Capozzi il 13 luglio di quest'anno; e si ordina all'azienda di «dar corso alla reintegrazione di detto lavoratore nel suo posto di lavoro».

Nel decreto si legge altresì, rispetto all'utilizzo della posta elettronica, che «tale profilo è residuale rispetto ai fini della decisione avendo l'azienda applicato la sanzione espulsiva in ragione del contenuto dell'email inviata dal dipendente e non tanto per l'uso abusivo della posta elettronica». Rispetto poi ai contenuti del testo il tribunale afferma che «la terminologia utilizzata nell'email in esame non risulta di per sé lesiva della reputazione» aziendale ma rappresenta «una forte critica sindacale».

Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: «Ci aspettiamo che Fiat reintegri Pino Capozzi e già nella giornata di oggi abbiamo provveduto, attraverso i nostri legali, a chiedere formalmente all'azienda di dar corso a quanto deciso dal tribunale, reintegrando il lavoratore al suo effettivo posto di lavoro. Auspichiamo che avendo la sentenza disinnescato un altro dei fronti aperti con Fiat, sanando un'ingiustizia e riaffermando la libertà di opinione e i diritti dei lavoratori, ci siano le condizioni perché il confronto con l'azienda ritorni su binari normali, e si possa tornare a discutere delle prospettive industriali del gruppo in Italia e a Torino in particolare».

Silvia Ingegneri e Elena Poli, avvocati della Fiom-Cgil, dichiarano: «Il provvedimento emesso dal Giudice di Torino ribadisce, in ossequio alle disposizioni normative, il diritto dei lavoratori di esprimere liberamente il loro pensiero anche in modo fortemente critico rispetto alle posizioni aziendali e lo fa chiarendo che questa manifestazione di pensiero costituisce esercizio della libertà sindacale. Del resto il diritto di critica è costituzionalmente garantito e trova il suo limite nella lesione di altri diritti di pari livello, quali il decoro e la reputazione dell'azienda che nel caso di specie non sono stati ritenuti violati, oltre a costituire uno dei fondamenti stessi dell'attività sindacale anch'essa garantita dalla Costituzione».

Torino, 14 ottobre 2010 Ufficio stampa Fiom




giovedì 30 settembre 2010

FIOM: caso "Capozzi" (Fiat Mirafiori)

COMUNICATO STAMPA

Domani, venerdì 1 ottobre, ore 11,30

prima udienza del “caso Capozzi”.

Presidio dei lavoratori davanti al tribunale

La Fiom-Cgil rende noto che domani, venerdì 1 ottobre, al tribunale di Torino si svolgerà la prima udienza per discutere l'articolo 28 (cioé attività anti-sindacale) che la Fiom-Cgil ha contestato alla Fiat in merito al “caso Capozzi”.

Pino Capozzi, delegato Fiom-Cgil a Mirafiori, era stato licenziato il 12 luglio per aver mandato una mail con la quale invitava i colleghi a sensibilizzare i lavoratori sul referendum di Pomigliano, che si sarebbe svolto il giorno successivo. Oltre al ricorso presentato dallo stesso Capozzi, la Fiom-Cgil ha ravvisato nella condotta dell'azienda gli estremi per contestare l'attività anti-sindacale.

Domani, in contemporanea con l'udienza, a partire dalle 10,30 del mattino, davanti al tribunale ci sarà un presidio di lavoratori.

Federico Bellono, segretario della Fiom-Cgil, dichiara: «Abbiamo subito ritenuto e riteniamo tutt'ora che le motivazioni addotte da Fiat siano assolutamente pretestuose, tanto che oltre al ricorso di Capozzi la Fiom-Cgil ha deciso di contestare l'attività antisindacale: in questo episodio infatti viene messa in discussione la libertà di opinione e di espressione oltre che la possibilità per un rappresentante sindacale di comunicare con i lavoratori sulle questioni relative alla vita dell'azienda. Ovviamente questa vicenda si colloca in una situazione di rapporti tra la Fiat, i lavoratori e i sindacati che continua a essere particolarmente difficile e che noi auspichiamo possa rientrare nell'ambito di normali relazioni».

Ufficio stampa Fiom

Torino, 30 settembre 2010