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martedì 21 maggio 2013

Rassegna Stampa: La Repubblica




ROMA - La Sistemi Informativi, costola italiana dell'IBM che conta circa 1100 dipendenti in tutta Italia, ha comunicato di aver aperto la procedura di Cassa Integrazione Ordinaria per 292 lavoratori in tutte le sedi  (202 a Roma, 42 a Torino, 27 a Milano, 9 a Perugia, 8 a Padova, 4 a Bologna).  Di queste 193 sono a zero ore, mentre il rimanente 99 con riduzione massima di 16 ore settimanali.

Il bilancio del 2012 è stato chiuso con un rosso di 2 milioni e 100 mila euro ma, quello che ha fatto scattare la decisione di richiedere la Cassa è il calo dell'ordinato (-43,5%).  La Cassa, che partirà dal 10 giugno, è stata chiesta per 13 settimane (il massimo previsto dalla legge) e potrà essere ripetuta al massimo per altre tre volte (12 mesi).

"Dopo rinvii, reticenze e trucchi 'legali' sul bilancio 2012, che fanno ricadere su Sistemi Informativi le spese inizialmente stanziate da IBM per gli incentivi all'esodo elargiti il precedente anno, proprio mentre il nuovo ministro del lavoro sembra seriamente determinato a ritoccare le riforme della CIG volute dalla Fornero, la dirigenza tutta IBM di Sistemi Informativi ha voluto approfittare degli scampoli di questa ghiotta occasione per far cassa a spese dei lavoratori", denuncia la Rsu dell'azienda.

Il 16 ci sarà l'incontro tra le parti sociali presso l'Unione Industriali di Roma, ma i margini di trattativa sembrano ridotti al lumicino. Nei prossimi giorni la Rsu comunicherà ai lavoratori e alle lavoratrici le
ulteriori forme di lotta che verranno messe in campo per contrastare questa decisione.

20/05/2013

sabato 16 febbraio 2013

Rassegna Stampa: La Repubblica





Lo studio: oltre cento aziende in cassa integrazione straordinaria, il 30 giugno perderanno la possibilità di ottenere gli ammortizzatori sociali

di STEFANO PAROLA

Ci sono quasi 6.500 lavoratori che hanno altissime probabilità di rimanere disoccupati. 
Sono i lavoratori delle 106 aziende torinesi che oggi sono in cassa integrazione straordinaria e che entro il 30 giugno perderanno la possibilità di accedere all’ammortizzatore sociale. Potranno, in alcuni casi, tentare la strada della “cig” in deroga, sempre che ci siano risorse sufficienti perché “le risorse assegnate al Piemonte bastano per coprire i primi quattro mesi del 2013”.  A lanciare l’allarme è la Cgil di Torino. Il suo dipartimento “Mercato del lavoro” ha messo insieme alcuni dati che mostrano come la crisi non sia affatto terminata. In tutto la provincia di Torino ospita 278 imprese che utilizzano la cassa straordinaria. Tra queste ce ne sono più di cento che l’hanno richiesta perché sono fallite o perché hanno chiuso del tutto o parzialmente. Totale: oltre 5 mila lavoratori che, fa notare il sindacato di via Pedrotti, “solo in pochissimi casi potranno vedere un effettivo rientro”. Poi c’è la marea di persone in mobilità. Che, nota la Cgil, “è in preoccupante crescita”. Nel 2012 ci sono state oltre 14 mila nuove iscrizioni nelle liste, che alla fine dell’anno contavano quasi 25 mila ormai ex lavoratori. Nei prossimi mesi, il numero delle persone in mobilità calerà, dice il sindacato, “a causa della sciagurata scelta del governo di non prorogare nel 2013 la norma che consentiva l’iscrizione ai licenziati individualmente per motivi economici, che in media costituiscono il 60% del totale”.
Che la situazione resti critica lo dimostrano anche i dati diffusi ieri dalla Uil sulla cassa integrazione richiesta dalle aziende piemontesi a gennaio. È aumentata del 66 per cento rispetto allo stesso mese di un anno fa, nonostante la statistica non comprenda buona parte della “cig” in deroga rimasta al palo a causa di incertezze burocratiche. Rispetto a dicembre si parla di un calo complessivo del 5,4 per cento, causato da aumento dell’11 per cento della cassa ordinaria e del 28 di quella straordinaria e da una diminuzione del 71 per cento dell’ammortizzatore in deroga. In tutto, secondo la Uil, i possibili cassintegrati piemontesi sono più di 70 mila. Per il segretario regionale Gianni Cortese, “siamo in presenza di una forte sottovalutazione delle condizioni in cui versano alcuni milioni di persone nel nostro paese. Ci auguriamo che il prossimo governo sia nelle condizioni di mettere al centro il lavoro”
 
(16 febbraio 2013)

sabato 29 dicembre 2012

Rassegna Stampa: lo Spiffero



Doccia fredda di fine anno. Comunicata stamane la procedura, ma si teme che sia solo la prima tranche. Un mese a casa, a partire dal 7 gennaio, in attesa delle decisioni di azienda e soci pubblici. Avviato l’iter di privatizzazione

Brutta fine d’anno per i dipendenti del Csi Piemonte. Questa mattina sono state infatti recapitate ad un centinaio di lavoratori del consorzio le notifiche di cassa integrazione: un mese a partire dal prossimo 7 gennaio 2013. Ma il provvedimento odierno potrebbe essere solo la prima tranche, giacché nelle scorse settimane il vertice dell’azienda aveva individuato in complessive 200 unità la forza lavoro da lasciare a casa per tre mesi. La decisione arriva a poche ore dall’assemblea di ieri in cui sono state adottate delibere fondamentali per il destino del Csi: la modifica dello statuto per garantire l’ingresso di nuovi soci e l’avvio del processo di privatizzazione dell’ente, recependo le indicazioni della troika di “esperti” nominati da Regione, Comune e Provincia di Torino.

Scelte derivanti da un piano di riorganizzazione dalla lunga e travagliata gestazione, tradotto in un piano industriale altrettanto contrastato. Dura presa di posizione di Monica Cerutti (Sel): «Sfuggono i criteri con i quali questi lavoratori siano stati selezionati. È stato spiegato che venivano scelti coloro che lavorano ad attività ridimensionate per la contrazione del budget. Però dalle prime notizie siamo sconcertati che invece risulterebbero essere stati colpiti dipendenti part-time o appartenenti alle categorie protette. Su questo chiederemo spiegazioni essendo ancora, fino a prova contraria, il consorzio un ente pubblico. Si continua a procedere in modo approssimativo e a farne le spese sono come sempre i lavoratori e le lavoratrici».

Pubblicato Sabato 29 Dicembre 2012


domenica 28 ottobre 2012

Incontro del 12 Ottobre 2012 tra Ministero del lavoro e INPS


CGIL Sede Nazionale

Resoconto dell'incontro del 12 ottobre con Ministero del Lavoro e l'INPS

E’ in preparazione una circolare illustrativa delle novità della legge 92/12 da parte dell‘Inps che attende per essere emanata la condivisione con il Ministero. Degli orientamenti in corso di maturazione ci è stata data notizia sulle questioni seguenti:
  • Aspl e...
apprendisti: ci è stato confermato che, in mancanza di eventuali accrediti contributivi antecedenti il 1/01/2013 il diritto pieno all'ASpl non potrà decorrere prima dei 1/01/2015 (maturazione dell'anzianità assicurativa biennale); invece matura il diritto alla MiniASpl dopo 13 settimane di contribuzione e in ogni caso l'accesso agli ammortizzatori in deroga al maturare dei relativi requisiti (90 giorni di anzianità per la Cig, 1 anno di sei mesi di effettivo lavoro per la mobilità);
agricoli ex 78-isti e artisti dipendenti: per entrambe le figure si pone il problema del passaggio da un sistema basato sulla contribuzione a giornata a quella di accredito settimanale, con la conseguenza che accreditare 78 giornate è cosa diversa e spesso inferiore a 13 settimane. Si stanno studiando rimedi, ma la dizione letterale della legge non lascia molti margini;
attività di lavoro autonomo in presenza di erogazione di ASpl: si fa leva sul ’resto dell‘art.2 comma 17 della legge per assicurare la sospensione dell‘ASpl in presenza di qualnque prestazione autonoma;
mantenimento dello status di disoccupato: a fronte di quanto deciso al punto precedente, si "forza" l'art. 4 comma 33 della legge, in quanto si lascia libere le Regioni nel fissare i reddituali derivanti de prestazioni autonome che permettano il mantenimento dello status di disoccupato (qui il punto è molto scivoloso, in quanto è ii diritto ad essere messo in discussione da1l'art. 4, in evidente contraddizione con i'art.2, comma 17);
diritto all‘ASpl in caso di "risoluzione consensuale" a seguito di procedura di licenziamento avviata entro il 31/12/2012: l'lnps propone di risolvere l'evidente disparità di trattamento prefigurare dal testo letterale della legge ammettendo il diritto alla disoccupazione ordinaria per chi "accetti il licenziamento" durante la procedura di cui al nuovo art.7 della legge 604/66.
soci di cooperativa: dato ll tenore letterale del comma 27 clell‘art. 2 si darà corso alla "proporzionalità" dell‘ASpl rispetto all‘ammontare della contribuzione versata dalla cooperativa solo per quanti non avessero già avuto, da parte della loro cooperativa, l'integrale versamento dell'1,31%;
durata dell'erogazione: la dizione ”detratti i periodi indennità eventualmente fruiti nel medesimo periodo” (art. 2 comme 11, lettere a) e b)) si deve purtroppo interpretare conteggiano i periodi previsti per l'accesso all'ASpl, ossia i 24 mesi antecedenti i'evento. Ciò rende concreto il rischio di erogazioni di ASpl ridotte, specie a fronte di precedenti ricorsi o MiniASpl e conferma  l'idea che la rifomia ”um`versale degli ammortizzatori” abbia come effetto un minore esborso economíco...;
MiniASpl: purtroppo confermata l'interpretazlone già segnalata di erogazione “ad anni alterni” per chi facesse solo prestazioni lavorative identiche ogni anno. E purtroppo la legge non consente "voli di fantasia interpretativi” in grado di ovviare a questo. Si tratta, qui come in altri casi, di lavorare per modifiche legislative (a cominciare dalla legge di stabilità...);
MiniASpl e stagionali 2012: l'lnps manterrà per il solo periodo 1/01/2013 - 31/03/2013 il sistema di domande vigente per l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti. L‘importo avverrà secondo le modalità del e sarà erogato in un‘unica soluzione.
  • Cig
art..3: abbiamo sollecitato il Ministero a provvedere all'individuazione dei "criteri oggettivi” cui uniformarsi per la concessione della Cigs dopo le modifiche. Ci è stato promessa una sollecita scrittura, che dovrebbe essere portata al prossimo incontro, in calendario per il 19 p.v.. Ci è stato tuttavia fatto presente dai funzionari ministeriali che la restrizione prevista in legge non potrà essere facilmente attenuata amminístratívamente. Abbiamo fatto presente che però il tema è declínabile in almeno tre ”sottospecie": imprese che avviano le procedure tra il 18 luglio e il 12 agosto (art. 3 in previsione di soppressione nel 2016 ma tuttora operante nella versione 1991); imprese che attivano le procedure dopo il 12 agosto ma in assenza del decreto con i criteri (si potrebbe assimilarie al gruppo precedente? Secondo noi si, il Ministero non è d‘accordo perché ritiene che comunque il legislatore ha impresso un approccio più restrittivo, anche se non ancora definito amministrativamente); imprese che presenteranno l'istanza dopo l‘uscita del decreto. ln ogni caso abbiamo segnalato come non possano essere frapposti ostacoli a istanze di Cigs in occasione di cessioni di rami d‘impresa all‘ìnterno di procedure concorsuali o fallimentari, data la comprovata possibilità di ripresa occupazionale. Ugualmente, pretendereaffermazioni categoriche dai curatori all‘inizio di una curatela è davvero pretesa eccessiva,  datoché il curatore non può avere un'idea troppo precisa delle potenzialità economiche dell'impresa; il Ministero ha preso atto delle nostre opinioni e si è riservato di farci conoscere le due intenzioni nel prossimo incontro;
Ammortizzatori in deroga 2013: la legge di stabilità, almeno la sua versione ufficiosa, prevede un taglio di 30 milioni per la dotazione del 2013 (che quindi ammonterebbe a 970 milioni) e di ben 11 miliardi dal 2015 (evidente artificio contabile per aggiustare i saldi finali di bilancio).
 15 Ottobre 2012