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martedì 14 maggio 2013
venerdì 5 aprile 2013
RSU Dianos: Manifestazione 9 aprile 2013
A TUTTI I LAVORATORI DIANOS
SCIOPERO DI 4 ORE
(DALLE 9 ALLE 13)
MARTEDÌ 9 APRILE
MANIFESTAZIONE CON CORTEO
DA PIAZZA ARBARELLO A PIAZZA CASTELLO
La FIOM di Torino ha organizzato una manifestazione per il 9 aprile con lo scopo diriportare l'attenzione degli enti locali sulla situazione drammatica che il tessuto produttivo di tutta la provincia di Torino sta vivendo.
In base alla Legge Fornero alcune industrie note (De Tomaso, Sandretto, ecc.) e altre meno (Dianos, per esempio) non avranno diritto di accedere ad ulteriori sostegni: in queste realtà il rischio di licenziamenti collettivi è concreto e le ricadute sulla tenuta sociale del territorio insostenibili.
Le aziende informatiche che versano in situazioni critiche aumentano: dopo Agile (ex Eutelia), OIS (ex Solgenia), FINSOFT, si annunciano pesanti ripercussioni sull'occupazione in Altran, DDWay ex CSC, ecc. e l'assenza di un concreto piano industriale Fiat compromette tutte le aziende (informatiche e non) della filiera.
Invitiamo tutti i lavoratori di Dianos a scioperare
prendendo parte al corteo
per rendere note le nostre difficoltà aziendali e umane
Dobbiamo manifestare
per pretendere misure concrete
a favore dell'occupazione
Siamo chiamati a manifestare
perchè non vengano abbandonate famiglie intere
solo perchè è arrivato il termine della CIGS
perchè non vengano abbandonate famiglie intere
solo perchè è arrivato il termine della CIGS
giovedì 21 febbraio 2013
Rassegna Stampa: Lo Spiffero
L’intero settore informatico è in crisi. Il 15% dei dipendenti è in cassa integrazione e i ritardi dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche rischiano di far chiudere molte aziende. 6mila famiglie in difficoltà. Venerdì manifestazione indetta dai sindacati
La punta dell’iceberg è il Csi, ma è tutto il mondo dell’Ict piemontese che annaspa e da mesi chiede un cambio di rotta agli enti locali. Il 15% dei lavoratori del settore è in cassa integrazione e tra le principali cause della crisi rimangono i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Per questo le aziende del Torinese hanno deciso di proclamare una giornata di mobilitazione venerdì 22 febbraio, con un presidio, a partire dalle 10, davanti alla sede della Regione Piemonte.
«Manca un piano di rientro, una politica industriale sul territorio e l’attivazione di un’Agenda digitale piemontese per difendere e rilanciare un settore che rappresenta il 9% del Pil piemontese» affermano i sindacati.Il mancato pagamento dei crediti del Csi da parte della Regione Piemonte e del Comune di Torino comporta fortissimi ritardi nel pagamento dei fornitori diretti fra cui Cic, Scai, Aizoon e Consoft e di riflesso di tutte le aziende a loro collegate, che forniscono al consorzio circa 600 consulenti esterni. Alla fine dello scorso anno il Csi ha maturato debiti nei confronti delle aziende consulenti per 48 milioni di euro, con ritardi nella liquidazione delle fatture di oltre 200 giorni dalla scadenza. Insomma, il Csi aspetta i pagamenti dagli enti consorziati - Regione e Comune di Torino in primis, che vantano debiti per 72 milioni - e come in un effetto domino ripercuote i medesimi ritardi sull’indotto creando un circolo vizioso che sta portando alla chiusura di molte aziende e mettendo a rischio, secondo i dati dei rappresentanti dei lavoratori, oltre 6mila lavoratori. «Chiediamo all’assessore un piano chiaro di rientro del debito per le aziende Ict con la definizione dell’impegno economico e le date di pagamento».
Pubblicato Mercoledì 20 Febbraio 2013
lunedì 11 giugno 2012
RSU Dianos: manifestazione nazionale FIOM - giovedì 14 giugno
La Fiom ha organizzato una iniziativa nazionale a Roma per giovedì 14/6 in occasione della discussione alla Camera dei Deputati della riforma del mercato del lavoro.
Da Torino verrà organizzata una comitiva di pullman con ritrovo per la partenza alle ore 22.15 di mercoledì 13/6 davanti la sede della FIOM in Via Sagra di San Michele 31 (TO) e arrivo al mattino a Roma presso la stazione della Metropolitana Anagnina. Da qui si raggiungerà Piazza Esedra per il concentramento previsto alle ore 9.30, quindi in corteo si arriverà di fronte al Parlamento.
Il rientro è previsto con partenza da Roma alle ore 15,30 (da Anagnina) con arrivo a Torino intorno alla mezzanotte.
Vista l'importanza della manifestazione e l'eccezionalità del momento storico si richiede a tutti i lavoratori Dianos in cassa integrazione la massima disponibilità a partecipare alla manifestazione al nostro fianco, comunicandoci il proprio nominativo per organizzare i pullman.
Anticipiamo anche che nei prossimi giorni verranno organizzate manifestazioni territoriali in Torino a sostegno di questa iniziativa nazionale per cui chiederemo la massima disponibilità a tutti i lavoratori Dianos.
Saluti
La RSU
Torino, 11 giugno 2012
giovedì 31 maggio 2012
CGIL: Rinvio Manifestazione 2 giugno 2012
GENERALE
ITALIANA
DEL LAVORO
Roma 30 maggio 2012
Oggetto: Rinvio manifestazione unitaria 2 giugno
Le segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL hanno deciso di rinviare la manifestazione unitaria nazionale del 2 giugno. Nelle prossime ore verrà indicata una nuova data, così da consentire il cambio di eventuali prenotazioni già effettuate per raggiungere Roma.
Capo Area Organizzazione
mercoledì 30 maggio 2012
PuntoFiom nr. 6/2012 del 17 maggio 2012
redazione: Claudio Scarcelligrafica e impaginazione: Alessandro GeriCorso Trieste, 36 - 00198 Romae-mail: puntofiom@fiom.cgil.it
Per iscriversi alla mailing list e ricevere la newsletterinviare una e-mail puntofiom@fiom.cgil.it
Federazione Impiegati Operai Metallurgici
La Fiom il 20 maggio 2012 è a Firenze, per la difesa e l’estensione dello Statuto dei lavoratori, la riunificazione dei diritti nel lavoro e il superamento della precarietà. Viva lo Statuto dei lavoratori
Viva lo Statuto dei lavoratori
Il 14 aprile 2012, a Bologna, abbiamo tenuto un’assemblea nazionale delle giovani e dei giovani delegati della Fiom, aperta ai precari, agli studenti, alle categorie della Cgil, agli artisti, ai giornalisti, alle associazioni e ai movimenti, che nonostante sia stata organizzata in pochi giorni ha visto una partecipazione straordinaria.
Dall'assemblea è emerso che non basta essere contrari alla «riforma» del mercato del lavoro, alla cancellazione dell'articolo 18 e che non si può solo raccontare le condizioni individuali e collettive di precarietà derivanti dalle decine di contratti atipici.
È ormai troppo tempo che iniziative e manifestazioni di denuncia della condizione d'invisibilità non sortiscono altri effetti se non «una pacca sulla spalla». Abbiamo la consapevolezza che non sono bastate quelle iniziative e che alla precarietà strutturale del mercato del lavoro si sono andate sommando la crisi finanziaria ed economica e le politiche di austerity che stanno cancellando i diritti del lavoro, privatizzando il welfare e la formazione e, col «fiscal compact» (pareggio di bilancio), svuotando la democrazia in tutta Europa.
Le politiche europee sostenute dal nostro Governo mettono sempre più in contrapposizione e concorrenza «garantiti» e non, giovani e adulti, lavoratori autonomi e dipendenti, donne e uomini, comunitari ed extracomunitari, rendendo il lavoro una merce come le altre. Questa consapevolezza dell'assemblea ci ha spinti a promuovere un percorso di discussione e azione, in corso in questi giorni, per riconquistare la riunificazione dei diritti delle condizioni di lavoro attraverso il diritto alla coalizione per poter realizzare una vera e autonoma contrattazione collettiva. Tenere insieme i diritti del lavoro, quelli della cittadinanza, i beni comuni, la giustizia ambientale è l'unico modo per difendere la democrazia.
In Italia la democrazia e i diritti costituzionali sono entrati nei luoghi di lavoro, dopo anni di dure lotte, con la Legge 300 del 20 maggio del 1970. Oggi una parte importante delle lavoratrici e dei lavoratori non ha più alcun tipo di tutela e dove queste ci sono con l'articolo 8 sono messe in discussione.
È in discussione il diritto ad avere dei diritti per tutti. Per queste ragioni, a 42 anni dalla nascita dello Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, promuoviamo una
Dall'assemblea è emerso che non basta essere contrari alla «riforma» del mercato del lavoro, alla cancellazione dell'articolo 18 e che non si può solo raccontare le condizioni individuali e collettive di precarietà derivanti dalle decine di contratti atipici.
È ormai troppo tempo che iniziative e manifestazioni di denuncia della condizione d'invisibilità non sortiscono altri effetti se non «una pacca sulla spalla». Abbiamo la consapevolezza che non sono bastate quelle iniziative e che alla precarietà strutturale del mercato del lavoro si sono andate sommando la crisi finanziaria ed economica e le politiche di austerity che stanno cancellando i diritti del lavoro, privatizzando il welfare e la formazione e, col «fiscal compact» (pareggio di bilancio), svuotando la democrazia in tutta Europa.
Le politiche europee sostenute dal nostro Governo mettono sempre più in contrapposizione e concorrenza «garantiti» e non, giovani e adulti, lavoratori autonomi e dipendenti, donne e uomini, comunitari ed extracomunitari, rendendo il lavoro una merce come le altre. Questa consapevolezza dell'assemblea ci ha spinti a promuovere un percorso di discussione e azione, in corso in questi giorni, per riconquistare la riunificazione dei diritti delle condizioni di lavoro attraverso il diritto alla coalizione per poter realizzare una vera e autonoma contrattazione collettiva. Tenere insieme i diritti del lavoro, quelli della cittadinanza, i beni comuni, la giustizia ambientale è l'unico modo per difendere la democrazia.
In Italia la democrazia e i diritti costituzionali sono entrati nei luoghi di lavoro, dopo anni di dure lotte, con la Legge 300 del 20 maggio del 1970. Oggi una parte importante delle lavoratrici e dei lavoratori non ha più alcun tipo di tutela e dove queste ci sono con l'articolo 8 sono messe in discussione.
È in discussione il diritto ad avere dei diritti per tutti. Per queste ragioni, a 42 anni dalla nascita dello Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, promuoviamo una
Assemblea/evento a Firenze il 20 maggio 2012, dalle ore 11
Auditorium del Palazzo dei Congressi
a cui invitiamo a partecipare tutte e tutti coloro che pensano
e agiscono per estendere i diritti
Ordine del giorno presentato da Maurizio Landini
La riconquista di veri Ccnl unitari con tutte le controparti (da Federmeccanica a Unionmeccanica, alle Cooperative) e la ricostruzione del diritto alla contrattazione collettiva sulla base della piattaforma predisposta con il consenso della Cgil e approvata nella consultazione referendaria dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici è, e rimane, l’obiettivo prioritario di questa fase.
L’Assemblea impegna tutte le strutture territoriali, le delegate e i delegati della Fiom-Cgil ad affermare i contenuti della piattaforma anche attraverso una diffusa e capillare azione di contrattazione nei luoghi di lavoro e a livello territoriale.
Le scelte compiute dalla Fiat mettono in discussione l’esistenza stessa del Ccnl, delle libertà sindacali e della stessa dimensione confederale e solidaristicadelle organizzazioni sindacali, a rischio il sistema industriale del nostro Paese.
In ogni caso, tali scelte stanno condizionando i comportamenti di Federmeccanica e di Fim e Uilm verso l’affermazione di un modello aziendalistico e corporativo fondato sulla più ampia derogabilità delle norme contrattuali nazionali e delle leggi.
Ne è prova di tutto ciò il rifiuto fino ad ora opposto da Fim, Uilm e Federmeccanica a discutere e definire l’applicazione dell’Accordo del 28 giugno 2011 in materia di certificazione della rappresentanza, elezione delle Rsu in modo proporzionale e modalità di validazione democratica del Ccnl, così come da noi proposto.
Si determina così il paradosso che nella più grande categoria industriale del nostro paese, Fim, Uilm e Federmeccanica stanno rendendo inapplicabile l’Accordo interconfederale unitario del 28 giugno 2011, fino al tentativo, illegittimo e antidemocratico, di escludere dall’1/3 delle Rsu la Fiom, cioè la federazione di categoria della Cgil che, fra l’altro, è il sindacato più rappresentativo tra i metalmeccanici. Tentativo che vìola le norme dell’ultrattività del Ccnl del 20 gennaio 2008 e dell’Accordo interconfederale del giugno 2011.
L’Assemblea considera tale situazione inaccettabile e pone alla Cgil un problema di credibilità e di esigibilità degli accordi interconfederali proprio in materia di rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro. Del resto, la definizione di regole democratiche per le elezioni delle Rsu, per la validazione degli accordi e per la gestione di eventuali dissensi è la condizione per superare la pratica degli accordi separati e realizzare un nuovo Ccnl unitario, restituendo alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto all’unità sindacale. Regole la cui cogenza sia garantita anche dal pieno coinvolgimento democratico delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’accordo con le controparti datoriali.
In tale ambito è per noi, ad esempio, possibile sperimentare l’istituzione di un’Assemblea nazionale di delegate e delegati Fim, Fiom, Uilm, eletta da tutti i metalmeccanici su base proporzionale con il compito di gestire il negoziato per il rinnovo e la riconquista di un vero Ccnl.
L’Assemblea, tenuto conto del progressivo peggioramento delle condizioni produttive e occupazionali del nostro sistema industriale, riconferma quale condizione prioritaria la battaglia contro i licenziamenti e la chiusura di siti produttivi, per la difesa dell'occupazione, il superamento della precarietà e il miglioramento della qualità del lavoro. Ciò richiede una nuova politica industriale rivolta anche alla qualificazione e crescita del sistema di piccole e medie imprese, oggi nel nostro paese totalmente assente, per l'affermazione di un nuovo modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile e una riforma dello Stato sociale che estenda le tutele fino a sperimentare forme di reddito di cittadinanza per il diritto allo studio e la lotta alla precarietà.
L’Assemblea, in coerenza con i punti già espressi dal Comitato centrale della Fiom, anche in materia di pensioni e cosiddetti “esodati”, e dalle mobilitazioni fin qui effettuate dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici, giudica inaccettabile il Ddl sul mercato del lavoro attualmente in discussione in Parlamento e da respingere le gravi modifiche all’articolo 18.
L’Assemblea ritiene necessario che la Segreteria nazionale della Cgil fissi la data dello sciopero generale nel rispetto della decisione già assunta dal comitato Direttivo, così come del resto è stata fissata per il 2 giugno a Roma la manifestazione nazionale unitaria.
In ogni caso, l’Assemblea dà mandato alla Segreteria nazionale della Fiom-Cgil di proclamare le iniziative di mobilitazione necessarie a modificare la controriforma del Mercato del lavoro e delle pensioni in rapporto al percorso parlamentare e per la riconquista del Ccnl e della democrazia nei luoghi di lavoro.
La Fiom è impegnata per la riuscita dell’iniziativa del 20 maggio 2012 a Firenze per la difesa e l’estensione dello Statuto dei lavoratori, la riunificazione dei diritti nel lavoro e il superamento della precarietà.
Infine l’Assemblea condivide la proposta avanzata dalla Segreteria nazionale di realizzare una iniziativa di confronto con le forze e i movimenti politici sulle questioni del lavoro, della democrazia, dei diritti e di un nuovo modello sociale e di sviluppo ambientalmente sostenibile.
***
Al termine dei lavori dell’Assemblea nazionale sono stati presentati due documenti che sono stati votati in contrapposizione.
Quello riportato in questa pagina, presentato da Maurizio Landini, è stato approvato con 382 voti a favore, quello presentato da Fabrizio Potetti ha raccolto 99 preferenze, 33 voti sono stati di astensione.
Il documento respinto e gli ordini del giorno approvati dall’Assemblea possono essere consultati su www.fiom.cgil.it.
Documento respinto: Una Fiom per una Cgil
Ordine del giorno:
- Contro ogni forma di terrorismo
- Messaggio di solidarietà alla lotta dei prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane
Documento respinto: Una Fiom per una Cgil
Ordine del giorno:
- Contro ogni forma di terrorismo
- Messaggio di solidarietà alla lotta dei prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane
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lunedì 16 aprile 2012
RSU Dianos: 19/12/2012 Sciopero Generale con manifestazione
A TUTTI I LAVORATORI DIANOS
giovedì 19 aprile 2012
SCIOPERO GENERALE
dei Metalmeccanici
di Torino
IN DIFESA DELL'ART.18
Perchè se un licenziamento è ingiusto e le motivazioni sono infondate il lavoratore licenziato deve essere reintegrato qualsiasi sia la motivazione addotta, in quanto insussistente!!!!
permettere che il licenziamento attuato per motivi economici infondati non preveda il reintegro sul posto di lavoro significa permettere facilità di licenziamento senza giusta causa portando solamente a disoccupazione non giustificata.
CONTRO LE MODIFICHE AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI DEL GOVERNO MONTI
La riforma degli ammortizzatori sociali, contrariamente a quanto viene detto, non estenderà l'accesso ai sussidi a tutti perchè pone dei limiti ben precisi in termini di settimane lavorate annue. Ecco quindi che una buona fetta del mondo del precariato sarà tagliato fuori. Inoltre la durata del sussidio risulta inferiore rispetto alla durata attuale della mobilità.
PER LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA
Affinchè ogni lavoratore possa scegliere liberamente il sindacato da cui farsi rappresentare, fermando l'ondata antidemocratica che sta investendo il mondo del lavoro a partire dagli stabilimenti FIAT, per cui i lavoratori dovrebbero essere costretti a scegliere solamente tra i sindacati compiacenti all'azienda escludendo quindi i sindacati che non la pensano come il padronato ma hanno una visione diversa.
SCIOPERO DI 4 ORE
corteo da Porta Nuova alle ore 9.00
Vi aspettiamo numerosi per schierarci alle spalle dello striscione "Lavoratori e Lavoratrici Aziende Informatiche - FIOM-CGIL Torino".
SIETE TUTTI INVITATI a PARTECIPARE
Le RSU FIOM Dianos
Torino, 16 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
FIOM Torino: comunicato stampa su sciopero FIM
COMUNICATO FIOM CGIL TORINO
Sono 350 mila i lavoratori e le lavoratrici che in seguito ai provvedimenti governativi che allungano l’età pensionabile sono senza lavoro e senza pensione, così come sono molti i pensionati che dovranno pagare ricongiunzioni onerosissime e improponibili.
Per queste ragioni CGIL CISL e UIL, hanno indetto per il giorno 13 aprile a ROMA, una manifestazione nazionale alla cui riuscita partecipa la FIOM CGIL.
Ci giunge notizia che la FIM CISL Piemonte avrebbe indetto improvvisamente uno sciopero con presidio davanti alla Prefettura di Torino in contemporanea con la manifestazione nazionale unitaria di Roma.
IN ALCUNI VOLANTINI IL PRESIDIO È STATO FALSAMENTE DEFINITO UNITARIO!
Questo modo di fare rischia di produrre confusione tra i lavoratori e le lavoratrici, e l’iniziativa, per quanto legittima, deresponsabilizza i metalmeccanici della FIM Piemonte dalla riuscita della mobilitazione del 13 aprile a Roma.
LA FIOM CGIL TORINO È IMPEGNATA AD ORGANIZZARE LA PARTECIPAZIONE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI METALMECCANICI AGLI SCIOPERI GENERALI TERRITORIALI E ALLE INIZIATIVE PROMOSSE CON LA CGIL PER LA PROSSIMA SETTIMANA, PERCHÉ:
- SIA RAPIDAMENTE E POSITIVAMENTE RISOLTA LA QUESTIONE DEI LAVORATORI IN MOBILITÀ CHE NON POSSONO PIÙ RAGGIUNGERE LA PENSIONE;
- IN PARLAMENTO SIA SALVAGUARDATO IL DIRITTO AL REINTEGRO PER TUTTI I LAVORATORI LICENZIATI INGIUSTAMENTE, COME PREVEDE L’ATTUALE ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, SENZA MODIFICHE PASTICCIATE CHE RENDANO DI FATTO INESIGIBILE IL DIRITTO.
Torino, 11 aprile 2012
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CGIL Piemonte: Comunicato Stampa su iniziativa FIM
COMUNICATO STAMPA
Sono 350 mila i lavoratori e le lavoratrici che in seguito ai provvedimenti governativi che allungano l’età pensionabile sono senza lavoro e senza pensione, così come sono molti i pensionati che dovranno pagare ricongiunzioni onerosissime e improponibili.
Queste le ragioni principali per le quali CGIL CISL e UIL, hanno indetto per il giorno 13 aprile a ROMA, una manifestazione nazionale. La nostra organizzazione è impegnata nella piena riuscita di questa mobilitazione con un grande sforzo organizzativo che ha coinvolto tutte le categorie.
Veniamo a conoscenza di una proclamazione di sciopero della FIM CISL Piemonte, che indice in contemporanea, un presidio davanti alla Prefettura di Torino. Ci risulta che in un primo volantino il presidio sia stato falsamente definito unitario, e che sia stato organizzato anche davanti ad altre Prefetture.
Queste le ragioni principali per le quali CGIL CISL e UIL, hanno indetto per il giorno 13 aprile a ROMA, una manifestazione nazionale. La nostra organizzazione è impegnata nella piena riuscita di questa mobilitazione con un grande sforzo organizzativo che ha coinvolto tutte le categorie.
Veniamo a conoscenza di una proclamazione di sciopero della FIM CISL Piemonte, che indice in contemporanea, un presidio davanti alla Prefettura di Torino. Ci risulta che in un primo volantino il presidio sia stato falsamente definito unitario, e che sia stato organizzato anche davanti ad altre Prefetture.
La concomitanza di uno sciopero regionale di categoria con la manifestazione nazionale rischia di produrre confusione tra i lavoratori e le lavoratrici, ed è un’iniziativa, per quanto legittima, assolutamente scorretta in quanto contraddice la decisione unitaria nazionale e deresponsabilizza i metalmeccanici della FIM Piemonte dall’organizzazione e dalla riuscita della mobilitazione del 13 aprile.
La CGIL non può che rammaricarsi di una così plateale violazione delle regole di comportamento tra le organizzazioni sindacali e nei confronti dei lavoratori.
Segreteria CGIL Piemonte
Torino, 10 aprile 2012
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FIOM: precisazioni su volantino FIM CISL per sciopero venerdì 13 aprile
Riportiamo di seguito un volantino della FIM-CISL in cui viene indetto uno sciopero per venerdì 13 aprile; nel testo tale sciopero è definito "unitario" ma nè CGIL nè FIOM regionale sono state contattate per prendere accordi per tale iniziativa che pertanto è da considerarsi esclusivamente indetta da FIM CISL!!!
PER MODIFICARE LA RIFORMA DELLE PENSIONI
• CHE PENALIZZA I LAVORATORI “ESODATI" ATTRAVERSO IL DECRETO MILLE PROROGHE.
• CHE PENALIZZA I LAVORATORI CHE VANNO IN PENSIONE ANTICIPATA.PER CHIEDERE AL PARLAMENTO CHE ACCOLGA, SULL’ART. 18, LE RAGIONEVOLI MODIFICHE INTRODOTTE CHE PREVEDONO IL REINTEGRO IN CASO DI LICENZIAMENTO PER MOTIVI ECONOMICI E L’ONERE DELLA PROVA A CARICO DELL’AZIENDASciopero Regionale di 4 ore
dei LAVORATORI METALMECCANICI
(modalità da definire a livello aziendale, con copertura per le 8 ore)
VENERDI’ 13 APRILE 2012per MODIFICARE il “Decreto Mille Proroghe"che impedisce ai lavoratori che hanno accettato lamobilita di agganciarsi alla pensionePARTECIPIAMO alla MANIFESTAZIONEINDETTA da CGIL-CISL-UILDAVANTI alla PREFETTURAdi TORINO in piazza CASTELLOORE 10,30
mercoledì 11 aprile 2012
CGIL: "esodati" - manifestazione unitaria venerdì 13 aprile a Roma
I provvedimenti assunti dal Governo Monti sulle pensioni hanno creato una vera e propria emergenza sociale per i lavoratori in mobilità ordinaria ed in mobilità lunga, per i lavoratori che hanno accettato esodi individuali e collettivi, per i titolari di prestazioni di sostegno al reddito a carico del fondi di solidarietà di settore, per gli autorizzati alla prosecuzione volontaria, per coloro che hanno ottenuto l'esonero dal servizio. Lavoratrici e lavoratori per i quali il diritto a pensione è diventato una vera e propria lotteria e che rischiano di rimanere per anni senza alcun sostegno economico e senza pensione. Nulla è stato previsto dal Governo per coloro che sono stati licenziati individualmente o collettivamente in assenza di accordi nonché per i lavoratori, nella stessa condizione, per i quali è iniziata ma non si è conclusa la procedura di licenziamento.
Restano ancora aperti, inoltre, i problemi derivanti dalle ricongiunzioni onerose presso diverse gestioni previdenziali, a seguito della cancellazione effettuata dalla legge 122/2010 di una serie di norme che consentivano ai lavoratori del settore privato e del settore pubblico di chiedere la costituzione della posizione assicurativa o la ricongiunzione gratuita della contribuzione in un unico fondo. Di conseguenza, a partire dal luglio del 2010, a questi lavoratori per poter andare in pensione vengono imposti oneri di ricongiunzione estremamente gravosi che, in molti casi, raggiungono addirittura l’importo di centinaia di migliaia di euro, con la conseguenza che molte lavoratrici e molti lavoratori, non potendo pagare, si trovano nella condizione di non aver diritto a pensione.
CGIL CISL e UIL chiedono:
- che le esenzioni dalla nuova normativa si applichino anche agli accordi di mobilità siglati tra il 4 ed il 31 dicembre 2011;
- che per i lavoratori posti in mobilità o in esodo non si applichi l'incremento dell'età relativo alla speranza di vita;
- che per gli esodi l'esenzione sia estesa anche a tutti coloro che, in base ad accordi sottoscritti nel 2011, cesseranno dal lavoro in data successiva al 31 dicembre 2011;
- che per gli esodi sia cancellato il vincolo dei 24 mesi in cui, in base all'attuale normativa, devono essere raggiunti sia i requisiti per il diritto a pensione sia l'apertura della finestra sia l'aumento dell'età relativo alla speranza di vita;
- che nelle esenzioni vengano considerati anche i lavoratori licenziati individualmente o collettivamente senza accordi e che l'esenzione sia applicabile anche a coloro per i quali la procedura di licenziamento è iniziata ma non si è ancora conclusa;
- che venga ripristinata la possibilità del trasferimento o della ricongiunzione gratuita della contribuzione versata all'INPS come unico vero atto di equità rispetto a lavoratrici e lavoratori che hanno sempre versato la contribuzione.
CGIL CISL e UIL chiedono al Governo e al Parlamento di intervenire per modificare i provvedimenti varati e renderli più equi sul piano sociale, dando di nuovo certezze sul diritto a pensione a tutti i lavoratori espulsi o prossimi all’espulsione dal lavoro e consentendo a chi è ormai prossimo alla pensione di ricongiungere tutti i contributi maturati presso enti o gestioni diverse senza oneri. Anche a tale scopo si chiede al Governo di avviare quanto prima un confronto di merito, al fine di individuare le soluzioni più adeguate per rispondere ai problemi sopra richiamati.
MANIFESTAZIONE UNITARIA – ROMA, 13 APRILE 2012
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venerdì 16 marzo 2012
CGIL Torino: manifestazione su mobilità e pensioni - 21 marzo 2012
MOBILITA’, “ESODATI” E PENSIONI
Lo scempio del diritto alla pensione
In Provincia di Torino vi sono circa 10.000 persone che per effetto della crisi sono uscite dal lavoro con la prospettiva di agganciarsi alla pensione. Le modifiche introdotte dal Governo Monti sul sistema pensionistico mettono a rischio questa aspettativa.
Il problema doveva essere affrontato utilizzando il Decreto Milleproroghe, dando certezze di diritto alla pensione alle persone in queste condizioni.
Tutto ciò non è avvenuto e si è affermata da parte del Governo una generica disponibilità ad affrontare il problema con altri strumenti legislativi.
CGIL – CISL – UIL di Torino ritengono grave il protrarsi di una situazione di incertezza per migliaia di persone. Risulta incomprensibile il dilungarsi in un estenuante rinvio di norme che potrebbero essere attuate in poco tempo.
CGIL-CISL-UIL di Torino ribadiscono la contrarietà al criterio seguito sia nella manovra Tremonti sia nella manovra Monti-Fornero in base al quale si è intervenuti pesantemente sui requisiti per il diritto e per la decorrenza della pensione anche per categorie di lavoratori e lavoratrici che avrebbero dovuto essere totalmente salvaguardati. Questi lavoratori avrebbero dovuto mantenere il regime vigente al momento in cui è stato intrapreso il percorso di fuoriuscita dal lavoro.
Con questa premessa chiediamo:
- L'immediata apertura di un tavolo che affronti e risolva il problema.
- L'esenzione dal legame alle aspettative di vita con il conseguente incremento dei requisiti pensionistici.
- La certezza che tutti coloro che rientrano tra gli “esodati” e che hanno firmato accordi individuali e collettivi, per i quali hanno lasciato il posto di lavoro a causa della crisi, abbiano il diritto alla pensione.
- L'immediato pagamento delle indennità di mobilità per coloro che a causa delle finestre introdotte da Tremonti oggi sono scoperti sia dalla pensione che dalla mobilità.
Sulla base di queste richieste si indice una
MANIFESTAZIONE E CORTEO
MERCOLEDI’ 21 MARZO 2012ORE 9.30
PARTENZA DA INPS
Via XX Settembre 34
ARRIVO IN PREFETTURA
Piazza Castello
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