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martedì 6 marzo 2012

NO-TAV: Mercalli su "E - il mensile" - violazione della democrazia

Tav, una violazione della democrazia: parla Luca Mercalli

27 febbraio 2012
Gabriele Battaglia

“Sto anche io seguendo le agenzie, adesso Luca Abbà sembra fuori pericolo. Credo che abbia un terreno nei pressi del cantiere, forse quello che è successo servirà a gettare nuova luce sul problema della Valsusa. Anche se non dovrebbe esserci bisogno di ‘martiri’ per affrontare questo problema”

A parlare è Luca Mercalli, climatologo, volto televisivo e soprattutto abitante della Val di Susa, da sempre schierato contro il progetto Tav. O meglio, solidale con le comunità della valle.

“Da 21 anni, le autorità si rifiutano di affrontare il problema fondamentale, ovvero l’effettiva valutazione della necessità dell’opera data per strategica a priori, e questo non fa che esacerbare il conflitto. Ma non c’è solo la protesta di piazza, comunità montana e sindaci della Valsusa le hanno provate tutte e, di fronte al muro di gomma, c’è molta frustrazione”

Vogliamo ripetere i termini del problema?
Io sono uno ricercatore e non mi piacciono le prese di posizione ideologiche. Se mi dimostrassero che la Tav Torino-Lione serve, con dati oggettivi, la accetterei. Facciamo l’esempio di un acquedotto: bisogna scavare per portare acqua alla gente, e allora ben venga. Infatti è in costruzione l’acquedotto di valle da Bardonecchia a Torino, e nessuno ha fatto opposizione. Ma qui una ferrovia internazionale c’è già, il Tgv che ti porta da Torino a Parigi in 5 ore e mezza c’è già, le merci possono viaggiare sulla ferrovia esistente. Il modello che ti propongono è completamente immaginario, basato sull’idea che da qui al 2035 un’enorme quantità di merci viaggerà su quella direttrice e ciò in un’epoca di contrazione piuttosto che di espansione economica. Inoltre sul piano energetico e ambientale quel progetto non sta in piedi, consuma più energia costruirlo di quanta promette di farne risparmiare in esercizio.

Imporlo senza discutere è una violazione della democrazia, è come se qualcuno mi entrasse in casa e mi dicesse che deve tirarmi giù un muro. Perché? Perché è stato deciso, punto. Ma io gli dimostro che quel muro non serve abbatterlo, perchè c’è già un’altra porta. Fa niente, è stato deciso e basta.

Adesso c’è una nuova petizione firmata da centinaia di docenti di atenei italiani e inoltrata al governo Monti. Muro di gomma, rifiutano il confronto. L’atteggiamento è: “Siete liberi di protestare, ma noi andiamo avanti”.

C’è poi un altro problema: io, come cittadino di un comune della Valsusa, non posso tollerare di essere presentato come abitante di una valle definita “habitat neoterrorista” semplicemente perché qui si vuole ridiscutere di questo problema, che è poi una questione nazionale, sull’uso del pubblico denaro e sulla visione di futuro. Esiste già un osservatorio sulla Tav, ma si occupa di come fare la Tav, non discute “se” farla. E quindi siamo da capo.

Ci vuole un arbitro imparziale. A Che tempo che fa, ho già proposto che questa figura super partes fosse il procuratore Caselli.

NO-TAV: Luca Mercalli su "E - il mensile"

Tav, Mercalli: “L’opera è inutile, le violenze coprono questo fatto”

1 marzo 2012versione stampabile
“La linea tra Torino e Lione c’è già, trasporta il 20 percento delle merci, dunque non va  a pieno carico, e oltretutto il traffico è in calo”. Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società metereologica italiana, difende le ragioni dei No Tav e si schiera apertamente contro la nuova tratta tra Italia e Francia. La situazione in Val di Susa, per lui, nasce da “vent’anni di non ascolto, e il governo, tutti i governi in questi anni, non intendono ascoltare le ragioni scientifiche che portano a dire no al Tav. Anzi, adesso si cerca l’escalation per coprire l’inutilità dell’opera, che è pari a quella del ponte di Messina”.

Oggi l’attenzione è rivolta ai blocchi, alle proteste, alle cariche e agli scontri: “E’ solo schiuma -afferma convinto Mercalli -, il punto vero è che autorità e istituzioni centrali non vogliono dialogare ma fanno finta di farlo. Cancellieri dice che il dialogo c’è stato? Non è vero, loro hanno fatto parlare ma non hanno ascoltato affatto”.

“Eravamo in 75.000 a marciare – prosegue il climatologo -, io ero lì in giacca e papillon insieme ai miei colleghi universitari, non andavamo certo in giro con le pietre in tasca. Poi, in una vicenda come questa trovi sempre il facinoroso e il cretino: e servono solo per sviare l’attenzione dal problema vero: l’opera è inutile e si fa solo per motivi economici. Ma buttare venti miliardi ora è da pazzi”.

Come se ne esce? Mercalli sostiene che esista un solo modo “decente: fermare i giochi e convocare gli scienziati a palazzo Chigi. Monti ascolti le ragioni delle due parti, basate su dati non su emozioni o dogmi, e decisa solo dopo. Tanto la montagna è lì, non si muove: che fretta c’è?”.

Mercalli ne ha per tutti, anche sul fatto che in Francia non si sono registrate proteste No Tav: “Anche qui menzogne – spiega -, i francesi non hanno costruito niente finora: solo tre cunicoli esplorativi, ora tappati. E poi andate ad osservare i giornali francesi: non dicono una parola sulle proteste, se ci fossero davvero interessati e preoccupati gli articoli sarebbero decine. Se invece la Francia sentisse di subire un danno dallo stop ai lavori in Italia manderebbe la portaerei De Gaulle a bombardarci”.

Le ragioni scientifiche che dicono no al Treno Alta Velocità “sono state recentemente scritte in una lettera firmata da 360 tra scienziati e ricercatori, tra cui chi parla, e inviata a Monti. Poi, se si dimostra che la linea Tav è davvero utile e il gioco vale la candela, e non invece solo una nuova piramide di Cheope, io sarò il primo a riconoscerlo. E andrò anche all’inaugurazione”.