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martedì 19 luglio 2011

FIOM: La Fiom-CGIL ha vinto la causa contro la Fiat

 
La Fiom-Cgil ha vinto
la causa contro la Fiat


I lavoratori hanno diritto ad essere
rappresentati dal sindacato che scelgono



Sabato 16 luglio, il Tribunale di Torino ha stabilito che la Fiat ha svolto attività antisindacale quando, con l’accordo separato di Pomigliano, ha cercato di estromettere la Fiom-Cgil e i suoi delegati eletti liberamente dalle lavoratrici e dai lavoratori dallo stabilimento di Pomigliano d’Arco (questa sentenza ha effetti anche a Mirafiori e per la Fga di Grugliasco).

Le lavoratrici ed i lavoratori che nei referendum, non liberi, hanno espresso un coraggioso dissenso rispetto alle condizioni di lavoro e di libertà che la Fiat ha imposto ai suoi dipendenti avranno diritto ad essere rappresentati.

La Fiom-Cgil e suoi delegati, che noi faremo sempre eleggere dalle lavoratrici e dai lavoratori, potranno agire negli stabilimenti Fiat senza vincoli e sanzioni non previste dalle leggi e dal diritto del lavoro italiano.

Restiamo in fabbrica, per diritto e senza nessun vincolo, come avevamo sempre detto e nonostante gli accordi separati che non possono escluderci. La divisione sindacale che la Fiat ha messo in atto e che le altre sigle sindacali, sbagliando, stanno subendo ha una battuta di arresto.

Il contratto aziendale secondo noi non deve e non può sostituire il Contratto nazionale dei metalmeccanici, perché questo indebolisce tutti i lavoratori e le lavoratrici metalmeccaniche.

Per noi resta valido il Contratto nazionale del 2008 l'ultimo contratto votato dalle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici e firmato da tutti.

In queste ore sentiamo dire che la Fiat potrebbe mettere in discussione gli investimenti in Italia, investimenti che noi non conosciamo né nella loro interezza, né nel dettaglio (conosciamo la destinazione di 2.2 miliardi di € sui 20 miliardi promessi per Fabbrica Italia) ed è inaccettabile che una grande impresa oramai internazionale tenga i lavoratori dei suoi stabilimenti e l’intero Paese in ostaggio, mentre cessa l'attività di tre stabilimenti in Italia, Cnh Imola, Fiat auto Termini Imerese e Irisbus Avellino.
 
Le leggi e i diritti non possono essere costruiti ad "aziendam" solo intorno a un’impresa cancellando i lavoratori, i cittadini e le istituzioni. La classe dirigente di questo Paese ha la grave responsabilità, ad oggi, di aver lasciato soli i lavoratori della Fiat ed è ora che reagisca difendendo il Paese. La Fiom-Cgil chiede che si riaprano i negoziati sul futuro di tutto il gruppo Fiat nel rispetto dei contratti e delle leggi, garantendo voce e rappresentanza a tutti i lavoratori.