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lunedì 6 giugno 2011

FIOM: referendum del 12 e 13 giugno


Il 12 e 13 giugno la Fiom
va a votare e vota Si ai referendum


La Fiom in questi mesi ha messo in campo proposte e mobilitazioni in difesa della Costituzione, della democrazia, dei diritti nel lavoro, per un nuovo modello di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile.
La Fiom ritiene fondamentale per un paese democratico che tutte e tutti possano esprimersi e decidere su questioni che riguardano le proprie condizioni di lavoro, di vita e il proprio futuro.
La Fiom considera necessario impegnarsi perché le lavoratrici e i lavoratori partecipino al voto referendario del 12 e 13 giugno e perché prevalgano i SI.


Per la Fiom:

L’acqua è un bene comune e un diritto. Un diritto non si può trasformare in una merce. Un diritto non può essere negato e non si può lasciare che le multinazionali si arricchiscano su un bene primario per la nostra vita.
 


Vogliamo un’Italia senza centrali nucleari. Costano tantissimo, sono pericolosissime per la salute e possono causare catastrofi di dimensioni mondiali come è successo a Cernobyl e in Giappone. Bisogna investire in energie rinnovabili e bisogna definire un nuovo modello di sviluppo se vogliamo salvare il nostro futuro e il nostro pianeta.


La legge è uguale per tutti, come è sancito dalla Costituzione del nostro paese. Tutte e tutti dobbiamo avere uguale dignità di fronte alla legge. Non ci possono essere deroghe per nessuno.



IL 12 E 13 GIUGNO VAI A VOTARE E VOTA SI,
NON RINUNCIARE AL DIRITTO DI DIFENDERE LA TUA VITA,
IL TUO FUTURO, LA TUA DIGNITÀ

martedì 31 maggio 2011

CGIL: Comunicato sui referendum del 12 e 13 giugno 2011


Il referendum è un istituto fondamentale del sistema democratico del nostro Paese, uno strumento di esercizio diretto della sovranità popolare e come tale va sempre praticato e difeso. Il tentativo del governo, e della maggioranza che lo sostiene, di sottrarsi al giudizio dei cittadini non solo rappresenta un fatto grave, ma  drammaticamente simbolico dell'attitudine di una parte della politica italiana ad affrontare le proprie difficoltà attraverso la riduzione degli spazi di libertà e di democrazia. 
Come organizzazione che ha scelto la democrazia, non solo come modello di organizzazione della società ma anche come cultura e pratica quotidiana, riteniamo doveroso invitare tutti i cittadini ad una partecipazione massiccia al voto, come espressione di democrazia, di un diritto essenziale e inderogabile, nel rispetto di quella libertà di pensiero e di espressione che è davvero tale solo se praticata attraverso la partecipazione. 
Auspicando la massima affluenza al voto e la prevalenza dei SI sui quattro quesiti, riteniamo allo stesso tempo essenziale che il dibattito avviato in questa fase, sui temi dell'acqua, dell'energia e della giustizia, non si concluda e non si disperda con la conclusione della consultazione referendaria. 
Il nostro Paese ha la necessità di una riflessione più ampia e di un dibattito propositivo, serio e non ideologico, su ognuno dei tre temi: gestione delle risorse idriche e qualità delle infrastrutture; modello di produzione, distribuzione e consumo dell'energia; uguaglianza di fronte alla legge, oggi messa in discussione anche per quanto riguarda i diritti dei lavoratori. 
La buona riuscita dei referendum sia l'occasione per l'avvio di una discussione altrettanto democratica, inclusiva e partecipativa, che coinvolga non solo la politica ma anche i lavoratori che con loro professionalità possono dare un contributo sostanziale e le cui condizioni di lavoro dipendono anche dalle scelte che si faranno.

(31 maggio 2011)

lunedì 30 maggio 2011

CGIL: il 12 e il 13 giugno vota SI


REFERENDUM

Le iniziative del governo tese ad aggirare alcuni quesiti referendari, ledono nel profondo i diritti democratici dei cittadini, sia di coloro che hanno reso possibile la consultazione attraverso le loro firme, sia di quanti hanno il diritto di pronunciarsi liberamente attraverso il voto. Il tentativo di depotenziare il significato della consultazione referendaria è tanto più grave in quanto nasconde l’obiettivo di neutralizzare l’esito del voto puntando tutto sul non raggiungimento del quorum previsto.
Anche per questi motivi il CD della CGIL invita tutte le strutture innanzi tutto a mobilitarsi per il raggiungimento del quorum.
Nel merito, la CGIL, sulla base di una sua autonoma e consolidata elaborazione confermata ancora nel XVI Congresso Confederale, è oggettivamente parte di una vastissima e composita coalizione sociale accumunata dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune.
Per questo motivo la CGIL, scegliendo una eccezione rispetto al tradizionale riserbo sulle consultazioni referendarie non direttamente attinenti il lavoro, ha contribuito alla campagna referendaria impegnando le sue strutture confederali e di categoria nella raccolta delle firme necessarie per la richiesta di referendum promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
La raccolta si è conclusa con un grande successo, oltre un milione e quattrocento mila le sottoscrizioni, che costituiscono una delle più alte adesioni mai ottenute nella richiesta di referendum. In questo sforzo la CGIL è stata tra i principali punti di riferimento dei lavoratori, dei pensionati, di tutti i cittadini.
Per tutti questi motivi il comitato direttivo della CGIL chiede un ulteriore sforzo a tutta l’organizzazione per assicurare l’esito positivo dei due quesiti sull’acqua e quindi invita tutti a votare DUE SI per l’acqua bene pubblico e diritto umano universale nel referendum che si terrà il 12 e 13 giugno prossimi.
Solo dopo l’abrogazione dell’attuale normativa sarà infatti possibile riprendere una discussione che riordini, in un quadro di coerenza, l’intero settore dei servizi pubblici locali superando gli errori e le distorsioni introdotte dalle scelte del governo.
Per gli altri due quesiti ad oggi ammessi alla consultazione referendaria la CGIL, in coerenza con le numerose prese di posizione di merito che la Confederazione ha assunto sui temi in oggetto, auspica la prevalenza dei SI.


sabato 6 febbraio 2010

CGIL - Il nucleare ci oscura

E' disponibile al seguente link il manifesto con cui la CGIL prende le distanze dalla politica energetica del Governo Berlusconi: i rischi per la salute e l'ambiente, lo spreco di miliardi di euro per la costruzione di nuovi centrali sono le principali motivazioni per cui dire NO AL NUCLEARE.
La CGIL sostiene invece le strategie europee per il risparmio energetico ed è a favore degli investimenti sulle energie derivanti da fonti rinnovabili che, a differenza del nucleare, permetterebbero di creare migliaia di posti di lavoro su tutto il territorio.
Grida anche tu "NO al Nucleare", sostieni la CGIL!