Visualizzazione post con etichetta sicurezza lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sicurezza lavoro. Mostra tutti i post

giovedì 21 giugno 2012

Piattaforma per Rinnovo CCNL: FIM-CISL UILM 2013-2015






Premessa
Nel difficile contesto economico, vissuto quotidianamente da gran parte dei cittadini italiani, e tra questi, certamente, dai lavoratori dell’industria, e di quella metalmeccanica e dell’installazione di impianti in particolare, e nella confusa fase politica dell’Italia e della stessa Europa, impegnarsi a rinnovare il Contratto Nazionale è per il movimento sindacale decisivo per tutelate e rappresentare i lavoratori, ed è un modo per riaffermare il ruolo e la funzione stessa del Sindacato e della contrattazione collettiva che resta lo strumento principale per migliorare i salari e le condizioni di lavoro. 

La contrattazione collettiva rappresenta infatti lo strumento contro le spinte ideologiche che cavalcano i piccoli e grandi egoismi e particolarismi, a scapito dell’interesse comune che il lavoro chiede in termini di tutele, salario e sviluppo economico. 

Il rinnovo del Contratto nazionale, finalizzato a garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale, in questo contesto, non può che muoversi all'interno del sistema di regole per i rinnovi contrattuali definito nel 2009 che, così come vincola le Organizzazioni sindacali, impegna le Controparti a concludere i negoziati nei tempi previsti. 

Porsi al di fuori di quelle regole, significherebbe rischiare di non rinnovare il contratto e scegliere la strada del conflitto, costosa per i lavoratori, ma, oggi più che mai, improduttiva, dannosa per il sistema produttivo perché rischierebbe di “spegnere” i timidi segnali di “ripresa” e alla fine sterile, perché l’allungamento dei tempi del rinnovo significherebbe anche spostare in un tempo indefinito gli incrementi salariali che possono servire oggi non solo a rispondere alle giuste esigenze dei lavoratori, ma anche alle necessità del nostro sistema economico di riavviare i consumi. 

Fim e Uilm riconoscendo e confermando la regole applicate in tutti i rinnovi contrattuali dal 2009 a oggi, predispongono la piattaforma insieme e lo fanno in continuità con tali regole: si tratta di una scelta coerente finalizzata a valorizzare le esperienze realizzate che hanno consentito il rinnovo dei contratti in una fase critica per l’economia e per il lavoro. 

Il nostro obiettivo è rinnovare il contratto; nelle esperienze degli ultimi anni questo è stato garantito solo dalla nostra azione e dalle nostre scelte mentre altri si sono limitati a presentare   piattaforme senza alcun risultato per i lavoratori. 

Fim e Uilm presentano una piattaforma che ha l’obiettivo di diventare un “contratto” nei tempi stabiliti, senza ritardi, e portando ai lavoratori metalmeccanici risultati concreti, con un incremento dei minimi già da gennaio 2013 e nuovi e migliori diritti. 

Fim e Uilm inoltre ritengono necessario aggiornare l’avviso comune definito con Federmeccanica e Assistal in occasione del rinnovo del contratto del 2009 per chiedere urgenti e adeguati interventi al Governo per affrontare il problema dell’abnorme peso della pressione fiscale sul lavoro, peso ulteriormente aggravatosi con i provvedimenti legislativi più recenti. 


I temi del rinnovo

Aumento delle retribuzioni
La richiesta d’incremento salariale – coerentemente con il sistema contrattuale definito – si ricava dalla previsione dell’ISTAT sull’andamento dell’indice IPCA per il triennio 2013-2015 e dal recupero dello scostamento tra l’inflazione reale e quella presa a riferimento nel CCNL 2009, che è particolarmente rilevante per l’anno in corso.



Semplificazione della busta paga
Al fine di rendere più semplice ed immediata la comprensione della busta paga si richiede il conglobamento dell’EDR 31 luglio 1992 all’interno dei minimi contrattuali.

Rivalutazione dell’elemento perequativo
Confermiamo la necessità e l’importanza della diffusione e della qualificazione della contrattazione di secondo livello; l’elemento perequativo, previsto dal 2006 come forma di retribuzione aggiuntiva minima a disposizione di chi non usufruisce della contrattazione di secondo livello, risulta essere sotto questo aspetto elemento di spinta a trattare aziendalmente. 

Chiediamo un incremento di € 10 al mese dell’elemento perequativo in modo che venga elevato da € 455€ a € 585 annui. 

Incremento del “contributo mètaSalute”
Il fondo sanitario integrativo alle prestazioni del servizio sanitario nazionale per i lavoratori e le lavoratrici dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti, costituito a fine 2011 e ora in fase di avvio, necessita di maggiori risorse per fornire prestazioni migliori che consentano di aumentare i massimali di intervento e di ampliarne gli ambiti offrendo di conseguenza una maggiore tutela. La contribuzione va aumentata portandola da € 36 a € 108 annui. 


News mètaSalute
Dal mese di giugno è possibile aderire a metaSalute, il fondo sanitario integrativo costituito da Fim Uilm Federmexccanica e Assistal in atuazione del Ccnl 15 ottobre 2009. A metaSalute possono iscriversi i lavoratori dipendenti da aziende che applicano il Ccnl Federmeccanica . I contributi al fondo sono pari a 3 € al mese, 2 € a carico del datore di lavoro, 1 € a carico dell’ iscritto a decorrere dal gennaio 2013; vengono versati al Fondo dal Datore di lavoro e non subiscono alcuna tassazione né in fase di versamento della contribuzione né in fase di erogazione delle prestazioni. Tutti coloro che si iscriveranno entro il 2012 potranno usufruire dal mese di aprile del 2013 delle prestazioni che sono per ora operative nei settori della chirurgia con diagnostica pre e post ricovero, della riabilitazione post intervento, della riabilitazione post infortunio per qualsiasi causa, dell’ odontoiatria, della chirurgia odontoiatrica. Con pochi € all’ anno il lavoratore che si iscrive avrà diritto a usufruire delle prestazioni senza esborsi nei limiti dei massimali che sono stati fissati nella rete di strutture convenzionate con metaSalute o , nel caso della chirurgia, al rimborso dei ticket e ad una diaria giornaliera, nel caso si rivolga al servizio pubblico. Ciò è possibile perché attraverso metaSalute si valorizzano i piccoli contributi versati da ognuno realizzando mutualità e reciproca solidarietà, E’ possibile perché metaSalute è un fondo senza fini di lucro , gestito dalle parti che lo hanno istituito con il solo scopo di dare risposte a bisogni importanti dei lavoratori. Rivolgiti a Fim e Uilm, Territoriali, chiedi ai delegati sindacali della tua azienda, apri la pagine web del fondo all’ indirizzo www.fondometasalute.it, troverai tutte le informazioni sul fondo metaSalute. 
Giugno 2012 


Adeguamento delle indennità di trasferta e di reperibilità 
Si richiede l’adeguamento delle indennità di trasferta e di reperibilità contrattualmente previste. Per ottenere un risultato tangibile, oltre a contrattare un aumento delle succitate indennità, occorre intervenire per l’adeguamento dei valori fiscalmente e contributivamente esenti, le cui soglie sono ferme al 1997. 

Maggiorazione turni 
Si chiede l’incremento delle maggiorazioni legate alle turnistiche più disagiate. 

Orario di lavoro ed esigenze dei lavoratori
Accanto all'orario a supporto dei cicli produttivi e delle esigenze dell’impresa deve convivere l'orario coerente con i cicli di vita del lavoratore, prevedendo l'introduzione di menù di orari che permettano al lavoratore la scelta tra regimi diversi con particolare attenzione al tema della conciliazione delle responsabilità per rispondere alle esigenze personali e famigliari dei lavoratori. 

Il CCNL inoltre dovrebbe definire schemi da sottoporre a procedura aziendale che prevedano la flessibilità su base giornaliera per chi ha esigenze particolari (figli da portare asilo/scuola/ecc) modulando una diversa possibilità di orario, nell'ambito della garanzia delle ore di lavoro giornaliere previste e la flessibilità della prestazione lavorativa plurisettimanale per eventi particolari (necessità di assistenza continuativa di famigliari per periodi non eccessivamente lunghi 1-3 mesi), secondo i principi dell’orario plurisettimanale o della banca ore, iniziando in questo caso dallo scarico e compensando poi con i recuperi. 

Vanno previsti inoltre tre giorni di permesso retribuito per il padre in occasione della nascita del figlio senza riduzioni del congedo per maternità previsto dalla legge. 

Diffusione del part-time
Il part-time rappresenta una forma contrattuale da estendere per più ragioni: quelle legate alle esigenze di cura di studio e di salute (riassumibili sotto la voce di “esigenze personali”) e quelle legate alle politiche attive del lavoro per i giovani e per gli ultracinquantenni. Sostenuto da coerenti provvedimenti di legge il part time può infatti essere anche un prezioso strumento per l’alleggerimento della prestazione lavorativa dei lavoratori più anziani con contestuale accesso al pensionamento parziale per la parte di orario ridotto e contemporaneamente può essere utile per percorsi di affiancamento e tutoraggio dei giovani neoassunti al fine di trasmettere competenze, esperienza, professionalità. 

Per queste numerose ragioni il part-time va reso più facilmente ottenibile, incrementando le percentuali e limitando le casistiche di possibile diniego. 

Mercato del Lavoro e formazione continua 
L’apprendistato professionalizzante va ridefinito in riferimento al Testo Unico e all'accordo interconfederale riaffermando le scelte compiute nell'accordo del 2006. 

Proponiamo anche di regolamentare l’apprendistato per l’alta formazione, finalizzato al conseguimento del diploma e dei titoli di studio universitari attraverso percorsi di formazione e lavoro, con specifiche sperimentazioni e convenzioni. 

Per il contratto a tempo determinato le modifiche introdotte dalla riforma del lavoro attualmente all'esame del Parlamento rendono necessaria un’armonizzazione di quanto previsto dal contratto nazionale. Chiediamo che, nei casi di cambio appalto nei servizi generali, i lavoratori interessati abbiano il diritto a essere ricollocati nella società subentrante. 

Chiediamo di definire nel contratto il diritto ad una “dote formazione” per i singoli lavoratori da spendere in azienda nell'arco di un determinato periodo proponendo come obiettivi azioni per la crescita professionale e la riqualificazione. 
Le commissioni aziendali per la formazione professionale possono svolgere un ruolo molto importante sulla materia ai sensi del Ccnl e pertanto chiediamo vengano costituite su richiesta di una delle parti nelle unità produttive con almeno 300 dipendenti.

Inquadramento
Va realizzata la riforma dell'inquadramento introducendo un sistema più dinamico ed efficace nel rappresentare l'attività lavorativa, portando a compimento un progetto di riforma già avviato, in particolare in grado di dare una risposta alle esigenze di crescita e mobilità professionale per i lavoratori che abbiano qualifiche medio basse. 

Ciò può essere fatto attraverso uno schema a fasce professionali che consenta lo sviluppo professionale all’interno delle fasce e da fascia a fascia, implementabile dalla contrattazione aziendale. 

I profili professionali devono essere aggiornati con l’inserimento dei criteri di polivalenza e polifunzionalità al fine del conseguente riconoscimento. 

Tutele delle malattie lunghe e gravi 
Chiediamo il miglioramento delle tutele a disposizione del lavoratore che si ammali gravemente e che per questo sia costretto a lunghe assenze dal lavoro con l’aumento dell’integrazione economica a carico delle imprese in tali casi. 

Relazioni sindacali, bilateralità 
Chiediamo la piena attuazione degli impegni relativi all’Ente Bilaterale dei metalmeccanici al quale vanno affidati i seguenti compiti: 
  • studio degli andamenti dei comparti presenti nel settore metalmeccanico,
  • definizione delle politiche di formazione professionale continua dei lavoratori;
  • gestione di interventi per l’accompagnamento alla pensione per i lavoratori “anziani”
  • sostegno alla ricollocazione dei lavoratori in caso di ristrutturazioni aziendali.

Informazione, consultazione, partecipazione 
Vanno potenziati diritti e procedure prevedendo anche la partecipazione di esperti di parte. Va data una migliore evidenza alle materie oggetto d’informazione e consultazione, occorre inoltre prevedere modalità di partecipazione in organismi di controllo e di gestione delle aziende anche alla luce delle modifiche legislative attualmente all’esame del Parlamento. Deve essere infine proseguito il lavoro di studio e proposta sulla materia iniziato con il Ccnl del 2009 per diffondere pratiche di responsabilità sociale e l’adozione di codici etici aziendali. 

Salute e sicurezza
Chiediamo un aumento dei RLS (al di fuori della RSU) rispetto al minimo previsto per legge e del relativo “monte ore”. 

Nelle unità produttive con oltre 200 lavoratori chiediamo uno spazio riservato ai RLS (visibile e accessibile), in cui possa essere custodita la documentazione inerente l’esercizio dei propri compiti. Per favorire l’accesso alla documentazione e all'aggiornamento degli stessi, ai RLS sarà fornito almeno un personal computer con stampante e collegamento a internet. 

Lavoratori immigrati
Chiediamo di ampliare le casistiche di utilizzo dei diritti contrattuali per i lavoratori stranieri estendendo l’uso di permessi non retribuiti e PAR alle necessità di richiesta o rinnovo dei permessi di soggiorno e la fruizione di aspettative e congedi per eventi e cause particolari alle esigenze di rientro ai paesi di origine. 

Va rivolto maggiore impegno all’attuazione degli impegni contrattuali relativi alla promozione di corsi di lingua e cultura italiana con l’obiettivo dell’integrazione. 

Inoltre, considerato il pluralismo religioso presente nelle aziende metalmeccaniche, chiediamo che venga favorito l’esercizio del culto attraverso l’utilizzo dei permessi contrattuali in coincidenza con le diverse e particolari festività religiose. 

Contribuzione “una tantum” 
Alle lavoratrici e ai lavoratori non iscritti ad alcuna Organizzazione sindacale sarà chiesta una contribuzione “una tantum” per il rinnovo contrattuale. 

Informazione e consultazione degli iscritti e dei lavoratori
La presente ipotesi di piattaforma sarà sottoposta alla valutazione e approvazione degli Organismi Nazionali di Fim e Uilm e alla ratifica da parte dell’“Assemblea dei delegati” composta da dirigenti sindacali e rappresentanti sindacali unitari di Fim e Uilm convocata per il 13 giugno. 

Successivamente sarà illustrata ai lavoratori nelle assemblee e sottoposta entro il 6 luglio al voto degli iscritti a Fim e Uilm. 

Il 9 luglio le Segreterie Nazionali renderanno noto il risultato della consultazione. 
Roma, 7 giugno 2012






venerdì 15 giugno 2012

RSA SCAI: Resoconto incontro presso UIT



Care Colleghe, Colleghi

Giovedì 7 giugno presso l'UIT si è svolta un'ampia discussione sulla cassa integrazione ordinaria e sugli ulteriori aspetti oggetto di trattativa con la Direzione. Per un esame più approfondito di tutti i temi, le parti si sono date appuntamento nuovamente il 4 luglio 2012.
Ci scusiamo in anticipo per il comunicato un po' denso. Rimaniamo come sempre a disposizione di tutti per chiarire nel dettaglio ogni punto.
  • CIGO
    su questo fronte si sono evidenziati molti punti critici su cui lavorare:
  • Rotazione.
    Attualmente vi sono in cassa a zero ore 10 colleghi (su circa 350 a Torino). Questi percepiscono, a seconda se al di sopra o meno del massimale Inps, circa 800 o 600 € mensili. Sono inoltre penalizzati su altri istituti accessori come ferie, 13-ma e 14-ma. Per questi delicati motivi si è proposto alla Direzione di sperimentare una rotazione (es.1 giorno di cassa la settimana ciascuno) fra i colleghi impiegati sulla Sede mantenendo il saldo complessivo delle ore di CIGO invariato. La disponibilità dei colleghi c'è, le condizioni tecniche (fungibilità nelle mansioni) e legislative anche.
  • Formazione.
    Posto che per tutte le casse avviate in precedenza non si è mai spesa una sola ora per riqualificare i lavoratori, la formazione è fra i punti chiave dell'accordo. L'intento delle parti è di formare efficacemente tutti i colleghi posti in cassa. Le RSA hanno fatto presente che i lavoratori verificheranno qualità, tempistiche, modalità di svolgimento della formazione. In aggiunta si è precisato che i costi di trasporto e dei pasti durante lo svolgimento dei corsi non dovranno essere a carico di chi percepisce 800 o 600€ mensili.

  • Affidamenti verbali.
    L'attenzione a situazioni particolarmente delicate (monoreddito con figli e colleghi a 600€) purtroppo non è stata assoluta e parzialmente disattesa.

Sulla CIGO e le tematiche previste dal relativo accordo, le RSA continueranno ad inviare dei comunicati informativi ad hoc.

ALTRI TEMI DISCUSSI
Elenchiamo brevemente tutte le problematiche sui cui si è fatto un ragionamento con brevi cenni per quelle sulle quali si è giunti a qualcosa di più concreto e definito
  • Superminimi,
  • Ticket.
  • Trattamento malattia.
    Su nostra proposta di disapplicare quanto previsto dall'attuale CCNL in ordine al trattamento di malattia,la Direzione si rende disponibile in via sperimentale, per un anno, a disapplicare quanto previsto dall'attuale CCNL e corrispondere per i primi tre giorni di malattia il 100% della retribuzione indipendentemente dal numero di eventi morbosi
  • Gestione consegna cedolini-ticket.
    Si è informata la Direzione che per effetto della nuova prassi, eccetto che per i colleghi di Intesa (Moncalieri) e Fondiaria (corso Palermo), i cedolini ed i ticket giungono ai colleghi fortemente in ritardo. Si è proposto pertanto di responsabilizzare i referenti incaricati dalla Direzione alla consegna o, in alternativa, consentire ai lavoratori di designare un collega di fiducia per il ritiro dell'intero gruppo. La Direzione sostiene di aver trovato una soluzione che a breve sarà resa nota.
  • Bilancio d'esercizio 2011.
    Sarà fornito
  • Assistenza fiscale presso la Sede.
  • Situazione Stato Organico.
  • Sicurezza sul lavoro.
Ricordiamo infine che il 18 maggio 2012 è stata fatta richiesta ufficiale alla Direzione per aprire un tavolo tecnico, allargato anche ad altri colleghi oltre alle RSA, su come avviare un progetto di formazione continua e generale per tutti i dipendenti del gruppo Scai.

Le RSA Scai

mercoledì 13 giugno 2012

Punto Fiom 7/2012 del 11 giugno 2012





PuntoFiom 7/2012
11 giugno 2012

redazione: Claudio Scarcelli
grafica e impaginazione: Alessandro Geri
Corso Trieste, 36 - 00198 Roma

Per iscriversi alla mailing list e ricevere la newsletter
inviare una e-mail puntofiom@fiom.cgil.it

Federazione Impiegati Operai Metallurgici


Lavoro sotto le macerie
Le vittime del terremoto che, in due momenti diversi, ha colpito l’Emilia-Romagna sono state nella maggior parte dei casi operai
di Bruno Papignani, Segretario generale Fiom Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna vive un’emergenza, per i danni riportati e conseguenti alle scosse di terremoto; vittime e feriti, distruzione di abitazioni e d’interi distretti industriali. Per i lavoratori e le lavoratrici le conseguenze sono pesantissime.Il rischio è concreto, quel territorio così evoluto e industrializzato potrebbe subire un impoverimento. In particolare, le provincie di Ferrara, Modena e, seppur meno, Bologna, sono devastate, 
ma danni alle strutture industriali ci sono anche a Reggio Emilia, mentre Ravenna, pur interessata da una scossa non lieve, per fortuna non ha subito danni. 
Il sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna è un’emergenza nazionale. La terra non sta ferma, ogni giorno nel mondo ci sono migliaia di scosse, misurabili ma ancora non prevedibili. Comprendo chi tende a collocare l’evento, nella fatalità, nella disgrazia, nel destino o come meglio crede, visto che mancano strumenti di previsione efficaci, ma è indubbio che le conseguenze provocate su quanto fatto dall’uomo, non possono essere attribuite alla natura. In discussione è anche il modello di sviluppo, la cultura del profitto rapido e della finanza come priorità di azione. Dire queste cose può dare fastidio, perché oggi c’è bisogno di tanta solidarietà, di ripartire, ma è necessario, perché la ricostruzione assuma forme nuove. 
La Fiom cerca di fare la propria parte, con la sottoscrizione di due ore di lavoro dei lavoratori promossa da Cgil, Cisl, e Uil, che saranno eguagliate dalle aziende, l’impegno di portare a conoscenza dei lavoratori le cifre raccolte fabbrica per fabbrica, indicare i progetti, poi, cosa sarà realizzato. La Fiom è presente, per ora, nelle province di Modena e Ferrara con due camper con operatori sindacali al seguito, per rispondere ai bisogni d’informazione e per essere riferimento dei lavoratori metalmeccanici nel raccogliere le necessità dei lavoratori e delle lavoratrici tutte. 
Tuttavia sarebbe un errore non riflettere e non denunciare ciò che ormai appaiono inadeguatezze, inadempienze, sottovalutazioni solo per la necessità di ripartire al più presto. 
Mi sono recato più volte in quelle zone; dopo la scossa del 20 maggio, i danni erano già consistenti, mi ha colpito che i crolli avessero interessato particolarmente le strutture industriali e in particolare capannoni di recente costruzione. Era evidente che qualcosa non aveva funzionato. 
Ho partecipato alla riunione convocata dalla Regione Emilia-Romagna il 25 maggio, registrando determinazione e volontà di intervenire, assistendo le persone, predisponendo i necessari ammortizzatori sociali, giustamente si chiusero le scuole, imprudentemente questo non è avvenuto per le fabbriche. Se ricordo bene il capo della protezione civile, sottolineò che non si trattava di scosse di assestamento, ma di sciame sismico. 
Pertanto nessuno poteva escludere nuove scosse anche di elevata intensità. Quello che è successo il 29 maggio ma anche in seguito, gli esperti hanno detto che non era nemmeno riferibile allo sciame sismico, ma si è trattato di una nuova sequenza sismica non originata dalla faglia del 20 maggio. Non mi sfugge che, all’Emilia Romagna era attribuito un livello di pericolosità media e che simili terremoti, nella stessa zona risalgono al 1570 e al 1639. In ogni caso, i fatti ci dicono che tutta l’Italia è sismica. Si è costruito pensando che quegli eventi non potevano ripetersi. Con l’ultima faglia i danni hanno riguardato anche case e negozi, ma ancora una volta sono le fabbriche a essere crollate con i lavoratori sotto. 
Avevamo subito consigliato che prima di riprendere il lavoro fosse certificata non solo l’agibilità, ma la sicurezza delle strutture, cioè se erano strutture in grado di reggere scosse simili o maggiori a quelle già avvenute, solo dopo è stato accolto in termini di disposizione nell’apposito decreto emanato. Troppa fretta e troppa leggerezza o fatalità? 
E che dire di alcuni tentativi tesi a esercitare forzature, come denunciato dai lavoratori. Se la magistratura accerterà delle responsabilità, la Fiom non può escludere di costituirsi parte civile. Il bel paese è ormai un ricordo, si muore per mancanza di lavoro o per insicurezza sul lavoro. 
Se è vero che si è speso negli ultimi cento anni più di 60 miliardi di euro per i danni dovuti agli eventi sismici, è bene che questa sia l’occasione, per quanto dolorosa, per ripensare al modello di sviluppo mettendo al sicuro il nostro paese, che vuol dire anche crescita e lavoro. 
Anche questo sarà necessario affrontare, quando terremo in quelle zone un attivo Regionale della Fiom con il segretario generale della Fiom Maurizio Landini. 

                                                                                                                                                                                                                                                         

La ripresa del lavoro avvenga solo dopo le necessarie e opportune verifiche.
Profondo cordoglio per le vittime del nuovo sisma in Emilia-Romagna
Il comunicato della Segreteria nazionale della Fiom del 29 maggio 2012

La Segreteria nazionale della Fiom esprime profondo cordoglio per le vittime del gravissimo terremoto in Emilia-Romagna.
La Fiom è vicina ai cittadini, alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti dal sisma e si stringe intorno alle famiglie delle vittime.
La Fiom intende evidenziare le gravi responsabilità rispetto alla inadeguatezza delle strutture industriali che si sono dimostrate non adatte a resistere in casi di terremoti di tali dimensioni e il cui crollo sta determinando tante vittime.
È gravissimo che si sia ripreso a lavorare dopo il primo evento sismico senza aver verificato le condizioni di sicurezza degli edifici industriali ben sapendo che le scosse sarebbero continuate.
Per queste ragioni riteniamo indispensabile che la ripresa del lavoro avvenga solo quando dopo le necessarie
e opportune verifiche si sia certi che i capannoni industriali siano in sicurezza. A tal fine chiediamo alle Istituzioni e alle imprese di garantire che la ripresa avvenga solo dopo accurati controlli di sicurezza.
La Fiom valuterà in rapporto con i delegati e i territori coinvolti dall'evento le opportune iniziative per aiutare e sostenere i lavoratori, le lavoratrici e le popolazioni colpite.

                                                                                                                                                                                                                                                        

Ferrara. Dimenticare, individuare le priorità, ripartire
di Mario Nardini, segretario generale Fiom Ferrara

Accade sempre più spesso in questo paese che ci si svegli all’improvviso e si scopra che le cose in cui si è creduto per lungo tempo non siano vere. 
In provincia di Ferrara questo è accaduto domenica 20 maggio 2012 alle ore 4,04. 
Abbiamo dovuto prendere atto che la vulgata, reiterata per lunghi anni, che il territorio non eraa rischio sismico era una stupidaggine. 
Non è, a dire il vero, che mancassero i precedenti, anche se distanti nel tempo. Le cronache riportano documentazione del terremoto del 1570 che causò danni a persone e cose, mentre lo sciame sismico durò per i quattro anni successivi. 
Sul territorio ferrarese il sisma ha colpito i comuni di S. Agostino, Mirabello, Bondeno, Cento, Poggio Renatico, danneggiando e distruggendo persone, abitazioni, fabbriche, monumenti storici. 
In questa distruzione hanno perso la vita sette persone di cui quattro lavoratori dei turni notturni nelle fabbriche, uno di questi lavorava alla Tecopress, fabbrica metalmeccanica andata quasi completamente distrutta. 
La successiva scossa, del 29 maggio 2012, ha causato una ulteriore vittima, accentuando i danni alle strutture sia industriali che civili, oltre che allargare a dismisura la paura della gente e conseguentemente gli sfollati in cerca di ripari sicuri. 
Al momento, stime ancora non definitive contano oltre 50 aziende colpite, fra industriali e artigianali, anche se la verifica delle attività artigianali danneggiate non è ancora completata, i lavoratori metalmeccanici complessivamente coinvolti sono più di 3.000. 
Credo che per «dimenticare» i lutti, la distruzione, il disagio di non sentirsi più sicuri in casa propria, servirà molto tempo. 
Tempo che non abbiamo. Se vogliamo attivare tempestivamente la ricostruzione, vanno celermente individuate le priorità, prima la produzione e il lavoro, poi le case, successivamente i monumenti. 
Ricostruire significa dal mio punto di vista: 
  • la messa in sicurezza dei capannoni rimasti in piedi; 
  • la concessione di agibilità certificate alle strutture industriali per poter riprendere celermente e in sicurezza le lavorazioni; 
  • l’erogazione di risorse per la ricostruzione a partire dalle fabbriche danneggiate o distrutte, pena il rischio di deindustrializzazione o delocalizzazione; 
  • l’aggiornamento e l’applicazione di norme di costruzione antisismiche per le strutture sia industriali che civili; 
  • la concessione di ammortizzatori sociali, in quantità adeguata al problema, aggiuntivi a quelli messi a disposizione per la crisi economico-produttiva mondiale. 
A Ferrara, lunedì 4 giugno 2012, in applicazione del «Protocollo Regionale sullo stato di crisi per evento sismico» è stata realizzata l’intesa fra Istituzioni locali e Rappresentanze sociali per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. 
Nello specifico sono stati individuati tre diversi strumenti: la cigo e la cigs per le aziende dell'industria, la cig in deroga per le aziende artigiane. Gli esami congiunti si svolgeranno in ambito di Tavolo tecnico provinciale. Il rischio di un esautoramento della categoria dal confronto diretto con le imprese è reale, solo parzialmente scongiurato dalla facoltà concessa alle organizzazioni sindacali di richiedere un incontro per un confronto ex post a livello aziendale. 
Restano inoltre incertezze interpretative: sul riconoscimento degli ammortizzatori ai lavoratori occupati in aziende non colpite dal sisma, che sono committenti o svolgono manutenzioni in aziende che hanno sospeso l'attività; 
  • sulla copertura con ammortizzatori ai lavoratori dipendenti di aziendein produzione, soggettivamente impossibilitati a recarsi al lavoro perché sfollati, senza casa, senza mezzi di trasporto, in preda al panico ecc.; 
  • sugli obblighi di certificazione di agibilità sismica ai sensi delle norme tecniche vigenti. 
E’ inaccettabile che sulla questione “agibilità” le aziende possano anche solo pensare di chiedere ai lavoratori di sottoscrivere una liberatoria da responsabilità civili e penali per la proprietà. 
Contrasteremo con ogni mezzo quanti pensano di poter scaricare sui dipendenti la scelta tra il lavoro e la sicurezza. 

                                                                                                                                                                                                                                                        

Modena. La paura quotidiana, la voglia di ripartire
di Cesare Pizzolla, segretario generale Fiom Modena

Il terremoto del 20 maggio che ha colpito l'Emilia, e le sue repliche, hanno lasciato sul campo numeri drammatici. Il tributo di vite umane, la devastazione in termini di crolli, la disperazione degli sfollati e la preoccupazione di chi sta rischiando fortemente di non avere piu un posto di lavoro descrivono la dimensione sconvolgente del sisma ma mettono anche in evidenza la sottovalutazione dei rischi sismici a cui questa zona era ed è sottoposta, da cui si sono fatte discendere logiche di costruzione non all'altezza. 
La voglia di ripartire e di tornare alla normalità è tanta ma questa si scontra con la quotidianità delle scosse che purtroppo indica che i tempi saranno lunghi, se non lunghissimi. 
Questa zona, prima del sisma, produceva circa l’1% del Pil nazionale attraverso grandi aziende multinazionali e miriadi di aziende piccole e piccolissime in una logica di distretto per il biomedicale e di filiera nella meccanica. 
Noi dobbiamo essere attenti a gestire la fase immediata dell'emergenza sul lavoro cominciando da subito a ragionare di come evitare il rischio di delocalizzazioni, chiedendo anche alle istituzioni di intervenire investendo in risorse, per evitare che ciò avvenga. 
I tempi della ricostruzione in sicurezza non collimano con i tempi e le logiche del mercato, perciò dovremo trovare modalità che ottemperano all'esigenza di sicurezza dei lavoratori, elemento per noi imprescindibile, e anche la permanenza sul territorio di aziende e quindi di lavoro. 
Colgo l'occasione per ringraziare i tanti che dal primo momento si sono messi a disposizione per contribuire ad affrontare la fase dell'emergenza e quella della ricostruzione perché per risollevarci oltre alla determinazione e alla forza d'animo delle popolazioni colpite c'è bisogno del contributo di tutti.



martedì 19 aprile 2011

FIOM: Comunicato stampa - Sentenza ThyessenKrupp

 
 Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale 




 
COMUNICATO STAMPA

ThyssenKrupp. Fiom: “La sentenza di Torino costituisce uno spartiacque: condannato per omicidio volontario con dolo eventuale l’Amministratore delegato di un’azienda”


La Segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha diffuso oggi la seguente nota.

“La sentenza della Corte d’appello del Tribunale di Torino, che ha condannato tutti gli imputati nel processo ai dirigenti della ThyssenKrupp, è un atto di giustizia non solo nei confronti dei sette lavoratori morti nel dicembre del 2007, ma anche nei confronti di tutti i lavoratori uccisi sul lavoro.”
“Si tratta di una sentenza spartiacque perché, per la prima volta, viene riconosciuto colpevole di omicidio volontario, con dolo eventuale, l’Amministratore delegato, e con lui tutti gli altri dirigenti, per la decisione di far ripartire la produzione in uno stabilimento ove le norme di sicurezza non erano di fatto esistenti e garantite.”
“La sentenza afferma che ci deve essere una responsabilità sociale delle imprese e che la vita, la salute e la sicurezza dei lavoratori sono un obbligo non derogabile anche a fronte di necessità e urgenze produttive.”
“Quella di Torino è una sentenza che potrà servire in tanti altri processi per omicidi sul lavoro, a cominciare dal processo nei confronti della Saras di Cagliari per la morte, due anni fa, di tre lavoratori metalmeccanici che erano impegnati nella manutenzione dell’impianto petrolchimico. Una tragedia a cui, purtroppo, si è aggiunta la morte di un altro lavoratore la scorsa settimana.”
“La Fiom auspicava questa sentenza e anche per questo ci siamo costituiti parte civile, come facciamo ogni qualvolta c’è un infortunio grave o l’omicidio di un lavoratore, perché pensiamo che solo così si possa rimettere in discussione quel modello produttivo che ha ridotto i lavoratori a merce e non più a persone con una testa e un corpo da difendere e da apprezzare.”
“Ci sembra grave e assurdo che ThyssenKrupp possa mettere in discussione la sua permanenza in Italia, quasi che gli investimenti nel nostro Paese siano possibili solo a condizione di non rispettare le norme e le leggi sulla salute e la sicurezza; norme che, peraltro, vengono rispettate in tutti i paesi europei, a partire dalla Germania.”
“La vera sfida va giocata sulla qualità dei processi e dei prodotti e sulla creazione di siti produttivi di eccellenza come quello ternano.”

Fiom-Cgil/Ufficio stampa
Roma, 18 aprile 2011