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giovedì 13 dicembre 2012

Fiom Nazionale: Le bugie di FIM e UILM... sui salari



Le bugie di Fim e Uilm
Dal 1° gennaio 2013, con meno di 1 euro al giorno,
vogliono rubare il contratto nazionale
alle lavoratrici e ai lavoratori metalmeccanici


Con l'accordo separato del 5 dicembre 2012 Fim e Uilm hanno introdotto la flessibilità sui minimi contrattuali e hanno sancito che il salario del Contratto Nazionale è un salario diverso tra le fabbriche e tra i territori

Per la prima volta i minimi salari, a parità di mansione, non sono più uguali per tutti i lavoratori perché, con la contrattazione aziendale, gli aumenti potranno essere differiti di 12 mesi, e quindi diversi da fabbrica a fabbrica, sia in caso di crisi che di nuovi insediamenti produttivi o, anche, per usufruire di sgravi fiscali e contributivi.
Gli aumenti del triennio 2013-2015 sono definiti in tre trance a partire da gennaio 2013, ma le aziende possono erogare gli aumenti del 1 gennaio 2014 e del 1 gennaio 2015 dopo dodici mesi.

L'intesa separata del 5 dicembre 2012 non tutela il potere d'acquisto del salario

Gli importi economici definiti per incrementare i minimi contrattuali non tengono conto dei valori dell'inflazione e, se l'azienda sposta l'aumento di dodici mesi, non viene considerato il quarto anno di allungamento del contratto. Inoltre, gli incrementi definiti con l'accordo separato favoriscono le categorie più alte e penalizzano le categorie più basse.
Il potere d'acquisto del salario si tutela mantenendo la certezza degli aumenti, rivalutando i minimi contrattuali sulla base della l'inflazione e aggiornando il valore punto come previsto dal CCNL del 2008.
La piattaforma della Fiom, votata dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, prevede un aumento di 206 euro uguale per tutti i lavoratori fino al 5° livello, a titolo di recupero, salvaguardia e valorizzazione reale del potere di acquisto della retribuzione.

L'intesa separata assorbe le maggiorazioni contrattate in azienda

Gli incrementi delle maggiorazioni, previsti dall'intesa separata, per il lavoro notturno fino alle ore 22 e per le ulteriori 40 ore di straordinario obbligatorio assorbono i trattamenti di miglior favore già definiti in azienda.
Aumentano, quindi, le ore di straordinario e di flessibilità obbligatorie senza alcun aumento salariale.

L'intesa separata introduce ritorsioni salariali nei criteri di erogazione del PdR

A livello aziendale si potrà stabilire che i singoli lavoratori percepiranno il premio di risultato solo a fronte dell'effettivo svolgimento della flessibilità degli orari di lavoro, le 120 ore di flessibilità e straordinario o altro ancora, richiesta dalla azienda.
Per imporre la flessibilità degli orari si introduce così la “clausola di esigibilità” che hanno sottoscritto in Fiat.

Senza il voto dei lavoratori questo non è un contratto

Il contratto nazionale, per essere valido,
deve essere sottoposto a referendum
tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori

domenica 9 dicembre 2012

FIOM Torino: CCSL Fiat - comunicato FIM-UILM in risposta a FISMIC-UGL-ACQF





Il comunicato di Fismic-­Ugl-­Ass.Capi e Quadri Fiat:
Un grave errore! mette a rischio il contratto CCSL Fiat!

Il comunicato sindacale del 30.11.2012 a firma FISMIC, UGL e ASSOCIAZIONE CAPI E QUADRI FIAT è un grave errore e mette a rischio lo stesso rinnovo del contratto FIAT.
Decidere di assumere pubblicamente una posizione sulla trattativa, senza nemmeno parlarne con FIM-CISL e UILM-UIL, è inaccettabile sul piano negoziale e incomprensibile sul piano della correttezza dei rapporti tra le organizzazioni.

Insieme abbiamo definito una piattaforma di rinnovo e insieme abbiamo condotto il negoziato: in tutti e 5 gli incontri non sono mai emerse posizioni diverse e si è sempre mantenuta una posizione unitaria nella conduzione della trattativa, anche quando ci siamo trovati su posizioni opposte a quelle di FIAT.

E’ veramente singolare decidere unilateralmente di assumere posizioni di merito nella trattativa, che nei fatti abbandonano pezzi importanti delle richieste concordate tra di noi senza averle nemmeno discusse con le altre organizzazioni.
Quale motivo ha spinto queste organizzazioni ad avere questi comportamenti?

FIM-CISL e UILM-UIL ritengono sia indispensabile, prima di proseguire il negoziato, un immediato chiarimento nella delegazione sindacale al fine di concludere positivamente, nell’interesse dei lavoratori, il rinnovo entro il mese di dicembre 2012. Vorremmo inoltre precisare che se ci sono stati alcuni rinvii nelle date degli incontri, sono avvenuti su richiesta e per impegni della FIAT.

Come scritto nelle nostre richieste e come affermato unitariamente al tavolo negoziale è necessario:
  • Procedere agli aumenti salariali nei minimi per il triennio 2013-2014-2015;
  • Definire gli elementi della contrattazione salariale decentrata e di secondo livello ( WCM, premio di competitività, contrattazione di stabilimento);
  • Prevedere il consolidamento nei minimi salariali delle € 103,00;
  • Migliorare aspetti normative e diritti (diritto studio, turnazione, orario, ecc.).
Su Pomigliano è chiara fin dall’inizio la posizione di FIM e UILM: siamo indisponibili a licenziamenti, riteniamo indispensabile il rispetto degli accordi sottoscritti che impegnano la FIAT ad assumere tutti i dipendenti di FGA, nel contempo, stiamo valutando iniziative per valutare azioni contro le discriminazioni che potrebbero determinarsi per i nostri iscritti e per altri lavoratori.

Roma, 4 dicembre 2012
Segreterie Nazionali di FIM-CISL E UILM-UIL

FIOM Torino: CCSL Fiat - comunicato sindacale Fismc, UGL, Quadri



COMUNICATO SINDACALE

Con l'avvicinarsi del mese di dicembre si entra nel vivo della discussione per il rinnovo dei Contratti metalmeccanico e FIAT. La discussione finora è stata molto tradizionale crediamo indispensabile dare una svolta per offrire ai lavoratori quel rinnovo contrattuale che essi meritano e che questo possa e debba avvenire entro la fine dell'anno, rispettando i tempi delle procedure per il rinnovo.

Per quanto riguarda il CCSL per i lavoratori FIAT riteniamo che sia sbagliato e controproducente continuare le trattative seguendo la scia del tavolo di FEDERMECCANICA, si rischierebbe in tal caso, di non fare cogliere le opportunità presenti al tavolo FIAT e di negare la possibilità di sviluppare la specificità necessaria che abbiamo individuato fin dalla firma del CCSL.

Nonostante la perdurante crisi economica che grava sul Paese, riteniamo che ci siano le condizioni per una rapida chiusura del CCSL FIAT, anche tenendo conto dell'opportunità che viene offerta ai lavoratori dall'accordo sulla produttività, che consente di definire aumenti gravati solo del 10% di tassazione. La FISMIC, UGLM ed AQCF propongono pertanto di accelerare il confronto sui seguenti punti:
  • rinviare la parte normativa ad una Commissione che dovrà concludere i suoi lavori entro la fine della vigenza contrattuale, anche tenendo conto che il CCSL è stato scritto solo un anno fa e limitandoci a recepire le novità legislative intervenute;
  • conglobare i 103 € in paga base dal 1/1/2013;
  • definire un aumento legato alla produttività a partire sempre dal 1/1/2013, che rispetti le linee del recente accordo da Governo e Parti Sociali e garantisca ai lavoratori di percepire lo stesso importo del premio pagato nel luglio 2012. Inoltre tale aumento, in virtu’ dell’intesa, sarebbe gravato solo al 10% di tasse;
  • stabilire due tranches di aumento dei minimi per il 2014 e 2015 in grado di adeguare le retribuzioni all'andamento previsto del costo della vita.
Attraverso questi punti è possibile, ad avviso della FISMIC, UGLM ed AQCF, realizzare rapidamente una buona conclusione del CCSL che consenta ai lavoratori ed alle lavoratrici FIAT di non vedere penalizzate ulteriormente le loro retribuzioni, già pesantemente segnate dalla CIG.

Un rinnovo rapido su queste basi, inoltre, migliorerebbe il clima delle relazioni sindacali con l'Azienda facendo un ulteriore passo in avanti sulla via della partecipazione dei lavoratori, in un momento assai critico, ma nel quale stanno partendo gli investimenti tanto attesi, a cominciare da Grugliasco, Melfi e Maserati di Modena e che interesseranno tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo nei prossimi due anni.

In questo quadro FISMIC, UGLM ed AQCF si adopereranno anche per la rapida e positiva conclusione della procedura di mobilità per 19 dipendenti aperta dalla FIP di Pomigliano, che si deve concludere senza nessun esubero. Le tre Organizzazioni Sindacali ritengono la sentenza del Tribunale di Roma particolarmente discriminatoria, in quanto se pienamente applicata, vedrebbe un’organizzazione non firmataria favorita nell’assunzione alla FIP rispetto agli iscritti dei Sindacati che hanno sottoscritto l’accordo e ai non iscritti a nessun sindacato. FISMIC, UGLM ed AQCF agiranno in tutte le sedi qualora l’applicazione della sentenza penalizzasse i propri iscritti. Infine FISMIC, UGLM ed AQCF ribadiscono il rispetto integrale dell'accordo di Pomigliano, che prevede l'utilizzo di tutta la forza lavoro esistente nello stabilimento G.B. Vico al 15 giugno 2010.

Roma, 30 novembre 2012
Le Segreterie Nazionali FISMIC, AQCF E UGLM


lunedì 5 marzo 2012

FIOM: 205 lavoratrici Fiat scrivono a Fornero


205 lavoratrici scrivono a Fornero


L'accordo Fiat discrimina le donne

  • Nega il premio di 600 euro alle donne in maternità, allattamento e a chi prende congedi parentali e permessi per la legge 104
  • Questo è contro la Costituzione e le leggi italiane ed europee
  • Nuova metrica e orari di lavoro possono recare danno alla salute riproduttiva delle lavoratrici, c’è necessità di una commissione scientifica indipendente
Fornero ha risposto che il diritto alla maternità è un principio di civiltà e un diritto inalienabile , ma non ha detto cosa intende fare se Fiat metterà in pratica i suoi i criteri discriminatori

Le lavoratrici vogliono dalla Ministra garanzie di diritti non semplice solidarietà per questo chiedono di incontrarla con urgenza
  • le Consigliere di Parita’ di Piemonte, Napoli e Avellino hanno già incontrato delegazioni di lavotrici e sono disponibili ad intervenire contro le discriminazioni di genere contenute nell’accordo separato
  • In Senato è stata presentata un’interpellanza urgente a sostegno della richiesta delle donne Fiat
La Fiom ha condiviso le iniziative delle lavoratrici Fiat e le sosterrà fino alla completa realizzazione

Contro le discriminazioni riprendiamoci i diritti
democrazia al lavoro

Sciopero generale di 8 ore delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici
9 marzo manifestazione nazionale a Roma

venerdì 2 marzo 2012

Rassegna Stampa: Telese - Cinegiornale Marchionne


CONTRATTO, 
IL CINEGIORNALE MARCHIONNE

In fabbrica filmino per spiegarne le meraviglie 
e il "kit del capo"

Chi sgarra al montaggio costretto alla gogna
Ricorsi contro le assunzioni discriminatorie a Pomigliano

di LUCA TELESE su IL FATTO QUOTIDIANO

Alla Fiat va in onda “il Grande Fratello Contratto”, o “il cinegiornale Marchionne”, ovvero un nuovo modulo di comunicazione propagandistica che farà sicuramente epoca, condensato in un cd e in un apposito manualetto. Anzi, no. Alla Fiat va in onda un rigoroso documentario informativo che mette al corrente gli operai delle straordinarie opportunità che questo nuovo contratto offre loro. Siete disorientati? Avete ragione. Ecco perché, prima di spiegarvi di cosa si tratta dobbiamo darvi le istruzioni per la lettura di questo articolo: siccome la notizia di cui vi stiamo per raccontare segue di un giorno la condanna del giornalista Corrado Formigli a 7 milioni di euro per danni morali e patrimoniali all’azienda (in seguito a un servizio considerato troppo critico sull’Alfa Romeo Mito), in ottemperanza al nuovo stile di scrittura inaugurato nei tribunali che giudicano il Lingotto, ogni nota che può essere considerata ostile alla Fiat, in questo articolo, sarà compensata anche da un commento favorevole. 

IL FATTO è questo: da pochi giorni, negli stabilimenti dell’azienda di Marchionne sta andando in onda a ciclo continuo, sugli schermi della diffusione interna, un meraviglioso filmino di 6 minuti e 45 secondi che illustra agli operai le meraviglie del nuovo contratto. Immaginatevi la scena: l’operaio Ciro se ne sta alla catena di montaggio della nuova Panda, combattuto dal problema di dover fare la pipì e avere a disposizione (grazie alla nuove norme) dieci minuti di pausa in meno, ed ecco che davanti a lui scorrono le immagini di questa meravigliosa campagna di indottrinamento. Basta con le obsolescenze dei sindacalisti, con tutte le chiacchiere vuote sui diritti. Basta anche con l’iconografia triste degli operai, in tuta blu e con la barba lunga. Lei, ragazza bruna con i capelli a caschetto, seno volitivo e sorriso smagliante, pare pronta per una telenovela. Lui, simpatica aria da tonno, capelli sale e pepe, camicia bianca e jeans è perfetto per la pubblicità del dentifricio: “Questo contratto – si chiede rapita lei – migliora le nostre condizioni?”. Le risposte rassicuranti di lui son tutto un programma: “Il contratto prevede una nuova busta paga che ha effetti quando si lavora di più”. Ovvero: non ci sono aumenti, ma usiamo una formulazione che lo lasci intendere, magari qualcuno ci crede. D’altra parte lo scenario in cui va in onda la grande campagna di propaganda della Fiat è questo. Nelle nuove fabbriche dell’azienda, a partire da Pomigliano, lo schermo del cinegiornale-Lingotto arriva dopo che il campo è stato già preparato a dovere. Quelli che non hanno condiviso il contratto vengono tenuti fuori dalle nuove assunzioni (ad esempio 600 operai della Fiom a Pomigliano, nessuno dei quali è stato finora assunto) e così i dipendenti non vengono disturbati da antipatiche voci dissonanti. Mentre a tutti i capireparto viene fornito un accattivante kit da agit prop, con un bellissimo biglietto da visita e un numero verde per chiedere notizie e addirittura consulenze patronali, una brochure divisa in fascicoletti con una sorta di catechismo aziendale. Con lodevole efficienza la Fiat risolve il problema aperto dalla cacciata del sindacato sostituendolo. Esempio: “Per quel che riguarda la malattia: 1) Sono stati confermati i nostri trattamenti aziendali di miglior favore rispetto alla legge e in relazione alla malattia di lunga durata; 2) Sono state individuate misure – scrive l’opuscolo meravigliosamente ottimista – per fronteggiare nuovi abusi”. Ecco, pensate, quando c’erano ancora quei perfidi delegati della Fiom avevano persino stampato, a loro spese, il contratto (quello vero) presentato dall’azienda. Così – a Mirafiori – gli operai avevano potuto apprendere che i primi tre giorni di malattia non erano pagati. 

INSIEME al kit dell’agit prop marchionniano arriva la nuova procedura: i dipendenti saranno riuniti a gruppi di venti per la catechesi del Nuovo Testamento. Agli operai, che evidentemente vengono considerati più sempliciotti, potranno essere dedicati non più di 15 minuti. Agli impiegati, che già sono più considerati, “Si potrà parlare per 30 minuti”. Saranno gli stessi capi, e non i sindacati che hanno sottoscritto l’accordo, a dedicarsi all’opera di indottrinamento. Nuova domanda del catechismo marchionniano: “Il diritto di sciopero sarà limitato?”. Risposta: “Non vi è alcuna limitazione”. Risposta interessante, se è vero che nessuno dei sindacati che ha sottoscritto l’accordo potrà scioperare contro il nuovo contratto. Tutto questo nello stabilimento in cui, lo ha raccontato ieri su Il Foglio Lanfranco Pace, gli operai che perdono colpi e non rispettano le cadenze della catena di montaggio vengono simpaticamente invitati da capi e sottocapi a recitare al microfono il grazioso scioglilingua: “Song un omm’e ’ merd”. È in questo clima collaborativo che la Fiom con il suo responsabile auto Giorgio Airaudo presenta 60 ricorsi contro le esclusioni discriminatorie. Speriamo vivamente che non siano ammessi, così che degli estranei non possano disturbare le illustrazioni del nuovo contratto fatte dai capi reparto anche “con lavagna luminosa”. L’opuscoletto prevede uno schema sintetico in cui si prescrive di impostare il discorso “1) Per emozioni, 2) Per immagini, 3) Per vantaggi” e in cui si prescrive addirittura che “a nessun concetto possono essere dedicati più di 2 / 3 minuti”. Grazie a Dio non si perde più tempo, da Marchionne a MarchiOrwell.

22/02/2012

Rassegna stampa: l'unità - 61 cause


Airaudo: in arrivo sessantuno cause 
contro il Lingotto

La Fiom depositerà in questa settimana 61 cause in 20 Tribunali contro la Fiat.
Dopo la prima azione anticipata a Bologna, i metalmeccanici della Fiom vanno avanti sulle vie legali contro il nuovo contratto in vigore dal 1 gennaio. 
«Chiediamo al giudice - ha annunciato Giorgio Airaudo della segreteria - di verificare il comportamento antisindacale della Fiat che non ha riconosciuto i nostri rappresentanti sindacali, non ha concesso le assemblee nè permessi e non consente l'agibilità sindacale della Fiom e della Cgil». 
Il Lingotto, secondo la Fiom, sta «interpretando in modo restrittivo l'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori». 
Questa «non sarà l'unica iniziativa, se necessario arriveremo alla Corte Costituzionale, anche se pensiamo non sarà necessario».

22/02/2011


Rasegna Stampa: il manifesto "61 Cause"



FIAT: 61 CAUSE PER ANTISINDACALITÀ


«Una sentenza vi punirà» 
La Fiom va dai giudici
Violazioni di diritti operai e sindacali, 
discriminazioni: Marchionne dovrà vedersela coi giudici. 
E c'è un libro bianco

Non c'è pace per Sergio Marchionne, a cui toccherà investire un sacco di soldi in avvocati per difendersi dall'accusa di antisindacalità avanzata con 61 cause dalla Fiom in 20 tribunali. E dire che l'amministratore delegato di Chrysler-Fiat pensava di aver risolto tutti i suoi problemi con un accordo separato che cancella il contratto nazionale e impedisce alla Fiom di metter piede in fabbrica. Addirittura, a Pomigliano lascia fuori dai cancelli chiunque abbia la tessera Fiom. Non contento, Marchionne si è fatto sindacato cercando di imporre un rapporto diretto tra l'azienda e gli operai, uno per uno, per dispensare consigli, ordini, suggerimenti, magari elargire qualche favore. Ha addirittura aperto un numero verde per rispondere a dubbi e magari raccogliere delazioni dalle tute blu. Del resto, deve aver pensato Marchionne, se i sindacati ancora tollerati sono quelli che hanno firmato la resa alla Fiat, per un operaio tanto vale rivolgersi direttamente ai capi. Infine dal Lingotto fanno sapere, con la complicità di Fim e Uilm, che sono carta straccia le 20 mila firme raccolte dalla Fiom per indire un referendum tra gli 86 mila dipendenti del gruppo sul contratto separato, un ritorno al passato di vallettiana memoria. Eppure, non trova pace il supermanager, e non la troverà finché nelle fabbriche Fiat non saranno ripristinati i diritti basilari dei lavoratori e dei sindacati che, fino a prova contraria, dovrebbero essere scelti dagli operai e non dal padrone.
61 cause per antisindacalità: ecco quel che turberà, insieme agli scioperi, le notti di Marchionne. Ieri il responsabile auto della segreteria Fiom, Giorgio Airaudo, ha annunciato l'avvio della guerriglia giudiziaria che accompagnerà la più classica battaglia sindacale in vista dello sciopero generale dei metalmeccanici del 9 marzo. 28 denuncie solo in Piemonte e altri 20 tribunali impegnati in tutt'Italia. Entro aprile altrettante sentenze diranno se è legittimo negare alle sigle non firmatarie dell'accordo-truffa il diritto a svolgere attività sindacale e, soprattutto, se è legittimo impedire ai lavoratori di scegliere da chi farsi rappresentare. A dire il vero, c'è già la sentenza di un giudice torinese che condanna la Fiat per antisindacalità, ma evidentemente a Marchionne non basta ancora. Pomigliano, poi, è un caso a sé e parla di discriminazioni ancor più pesanti: nessun operaio iscritto alla Fiom della «vecchia» fabbrica compare nei 2000 assunti in quella «nuova». Avete capito bene.
Per sostenere le cause, oltre che per mantenere un rapporto con tutti i lavoratori e non delegarlo ai capi come vorrebe il Lingotto, la Fiom ha attivato un contro-numero verde (ProntoFiom 800658166) con cui raccogliere testimonianze, segnalazioni, idee, denunce. Per spiegare ai lavoratori in cosa consiste il contratto-truffa che cancella il contratto nazionale, per precisare cosa si può fare e cosa invece esporrebbe gli operai al rischio di sanzioni disciplinari. Va ricordato che dal 1° gennaio la Fiat, oltre a non riconoscere le Rsu della Fiom elette dai lavoratori, ha sostituito i Rappresentanti per la sicurezza anch'essi eletti dai dipendenti con quelli nominati da Fim, Uilm, Fismic, Ugl. Non basta ancora: l'azienda si rifiuta di fare in busta paga le trattenute delle quote sindacali, naturalmente solo nel caso che si tratti di tesserati Fiom.
Oltre alle discriminazioni sindacali alla Fiat impazzano anche quelle di genere. Nei giorni scorsi avevamo denunciato come nel nuovo contratto vengano penalizzate le donne: solo per fare un esempio, il premio di risultato è concesso soltanto a chi ha lavorato per un numero di ore molto alto, cosicché vengono escluse le donne che hanno avuto un bambino e hanno utilizzato il congedo previsto dalla legge. Anche le ore previste per l'allattamento determinano la cancellazione del premio. Un nutrito gruppo di operaie ha denunciato la discriminazione con una lettera spedita al ministro Fornero, da cui ora aspettano di essere ricevute.

22/02/2012

mercoledì 29 febbraio 2012

FIOM: ProntoFIOM informa Fiat - 800.658.166



QUELLO CHE LA FIAT NON DICE SUL...
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NUOVO CONTRATTO

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IO VOGLIO LA FIOM IN FIAT. ADESSO.




INTRODUZIONE

Nel 2011 Fiat e Fiat Industrial hanno deciso unilateralmente di cancellare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e tutta la contrattazione aziendale senza alcuna vera negoziazione con le Organizzazioni Sindacali. L'obiettivo è demolire i diritti e le libertà conquistate negli anni. Attraverso la sola adesione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori alle disposizioni dell'azienda, infatti nonostante la richiesta di 20.000 lavoratrici e lavoratori di tenere un referendum abrogativo del Ccsl ad oggi non c'è stata risposta. Sembra che in Fiat si possa votare solo quando decide l’azienda.
 
 

A chi si rivolge
Ci rivolgiamo a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Fiat e Fiat Industrial al fine di rendere chiari i peggioramenti introdotti col Ccsl dal 1° gennaio 2012:


Rappresentanza sindacale negata
Dal primo gennaio 2012 i lavoratori non possono più scegliersi liberamente il sindacato: sono negati alla Fiom-Cgil, perché non ha aderito al Ccsl, i diritti di assemblea, permessi e la saletta.
  • Rsu cancellate e sostituite dalle Rsa (che possono essere nominate anche senza il voto dei lavoratori).
  • Cancellazione di fatto della contrattazione e della negoziazione con l'istituzione delle commissioni in cui in ultima istanza decide la Direzione aziendale.

Clausola di responsabilità solo per i lavoratori
Fiat impone con le sanzioni previste dal Ccsl alle organizzazioni sindacali (cancellazione dei permessi, delle trattenute) e ai lavoratori (provvedimenti disciplinari fino al licenziamento) l'adesione a tutte le norme, mentre la Direzione aziendale non assume alcun impegno sul futuro industriale.


Inquadramento e anzianità
Si passa dagli 8 livelli precedenti a 5 gruppi professionali con 2 fasce per ciascun gruppo dal 3° al 5°. Per chi è in forza dal 31 dicembre 2011 ed ha già maturato il 5° scatto da almeno 4 anni si passa da un massimo di 5 a 6 scatti. È eliminato il passaggio automatico dal 2° al 3°.



Orari, turni e lavoro straordinario
La durata giornaliera e settimanale dell'orario di lavoro è decisa dalla Direzione Aziendale (10, 17, 18 turni).
  • Coi 18 turni sono compresi sabato e domenica.
  • È previsto il taglio di 10 minuti della pausa turno (con l'entrata in vigore dell'ergo Uas).
  • Per esigenze aziendali la mezz'ora di pausa pranzo può essere monetizzata.
  • La Direzione può comandare 120 ore di straordinario, aumentando così l'orario di lavoro settimanale che potrà essere fino a 6 giorni consecutivi. Tutto questo mentre nel settore auto prevale un uso massiccio della Cassa Integrazione Guadagni.

La retribuzione: tutto cambia affinché nulla cambi
La retribuzione rimane sostanzialmente invariata (si guardino le comparazioni delle buste paga) solo lavorando di più e in turni disagiati si hanno incrementi della retribuzione. E ci mancherebbe altro!


Quello che Fiat non ti dice...


Malattia
Nel 1° semestre 2012 il primo giorno di mutua non è retribuito:
  • se ti ammali 2 volte per almeno 5 giorni a ridosso di ferie o riposi.
Da gennaio 2013 i primi 2 giorni non saranno retribuiti se:
  • si ammalano più del 4% ed in seguito il 3,5% dei dipendenti.

Premio (fedeltà) 2012
I 600 euro del premio saranno erogati a luglio solo a chi avrà effettivamente lavorato almeno 870 ore da gennaio a giugno, quindi il numero massimo di assenze possibili (comprese le pause, la malattia,la Legge 104, l’allattamento, la maternità, i permessi, gli infortuni) sono circa 9 giorni.



numero verde PRONTOFIOM: 800.658.166
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17
www.fiom.cgil.it | www.fiomnetwork.it
email: prontofiom@fiom.cgil.it


martedì 28 febbraio 2012

FIOM: rapporto epistolare tra lavoratrici Fiat e Ministra Fornero su "Contratto" Fiat


Pubblichiamo la “Lettera Aperta” (Allegato 1) che nei giorni scorsi 205 lavoratrici del Gruppo Fiat/Fiat Industrial hanno indirizzato alla Ministra Fornero a cui è seguita una risposta della Ministra (Allegato 2).

Le lavoratrici a loro volta hanno risposto alla Fornero ribadendo la loro volontà ad essere ascoltate su tutte le questioni sollevate nella loro lettera aperta. (Allegato 3)

(Allegato 1)

LETTERA APERTA
alla Ministra del Lavoro e delle Pari opportunità
ELSA FORNERO
e
alla Rete delle Consigliere di Parità


Cara prof. Fornero,


ci rivolgiamo a lei nel doppio ruolo istituzionale di Ministra del Lavoro e delegata dal Presidente del Consiglio a coordinare le politiche di Pari Opportunità, siamo lavoratrici di varie aziende del gruppo Fiat e Fiat industrial a cui da gennaio 2012 viene applicato il cosiddetto “Contratto collettivo specifico di Lavoro di primo livello del 29 dicembre 2010” che pretende di sostituire ogni precedente accordo e contratto previgente nelle aziende Fiat ivi compreso il CCNL lavoratori Industria metalmeccanica privata.

“Contratto” che, come lei sa, è stato stipulato con associazioni sindacali rappresentative di una minoranza di lavoratori e lavoratrici del gruppo e contro il parere della Fiom Cgil, associazione sindacale di maggioranza in Fiat e a cui molte di noi aderiscono e nelle cui posizioni tutte ci riconosciamo.

Ci teniamo a farle presente che ad oggi nessun sindacalista delle associazioni firmatarie ha mai chiesto il nostro parere sulle materie che andava a sottoscrivere e che nessuno ha inteso sottoporre al voto di lavoratrici e lavoratori le intese realizzate.

Per questo abbiamo condiviso la scelta di nostre compagne e compagni di lavoro di promuovere il Referendum abrogativo del cosiddetto “Contratto” perché quest’accordo ci toglie diritti e libertà fondamentali in un paese democratico e peggiora drammaticamente le condizioni di lavoro e di fatica per ciascuna/o di noi.

Ma noi donne abbiamo una ragione in più per voler cancellare quell’accordo, perché in esso sono contenute norme gravemente discriminatorie nei confronti di madri e padri, lesive della legislazione vigente e dei principi di parità, sanciti dalla Costituzione Italiana e riaffermati dalle normative europee.

Infatti il “Premio straordinario 2012” pari a 600 euro lordi verrà erogato esclusivamente a chi avrà effettuato “nel periodo gennaio- giugno 2012 un numero di ore di effettiva prestazione lavorativa non inferiore a 870”.

Nel testo dell’accordo è chiaro che è esclusa dal computo delle ore di effettiva prestazione lavorativa ogni assenza/mancata prestazione lavorativa retribuita e non retribuita a qualsiasi titolo ivi comprese “le assenze la cui copertura è per legge e/o contratto parificata alla prestazione lavorativa”.

Detto in parole semplici ciò vuol dire che in Fiat qualsiasi assenza dovuta a maternità(ivi compreso il periodo di congedo obbligatorio e quello cosiddetto sotto ispettorato), le due ore di riposo per allattamento, congedi parentali, assenze per malattia figlio, permessi per legge 104, faranno perdere il diritto a percepire il premio 2012.( Sic!)

Sul Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, (che contiene il recepimento italiano della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari opportunità e parità di trattamento tra donne e uomini) è scritto che in Italia è considerato discriminatorio “ogni trattamento meno favorevole in ragione dello stato di gravidanza, nonché di maternità o paternità, anche adottive, ovvero in ragione della titolarità e dell’esercizio dei relativi diritti” riteniamo quindi palesemente discriminatorio un accordo che nega l’erogazione del premio in ragione dell’esercizio da parte di lavoratrici e lavoratori dei diritti a tutela della maternità e a favore della conciliazione.

Inoltre queste somme saranno detassate, secondo le normative introdotte dal suo predecessore Ministro Sacconi, contribuendo in tal modo ad allargare ulteriormente il differenziale salariale tra uomini e donne nelle nostre aziende.

Chiediamo a lei, per il doppio ruolo istituzionale di cui è investita, e alle Consigliere di Parità regionali e provinciali competenti per i territori in cui sono dislocate le sedi di aziende del gruppo Fiat, di intervenire ad impedire che tale trattamento discriminatorio abbia luogo.

Lo riteniamo un atto dovuto non solo per noi e tutte le lavoratrici ( e qualche lavoratore) del gruppo Fiat e Fiat Industrial, ma anche perché un accordo così palesemente discriminatorio applicato nel maggiore gruppo industriale d’Italia non potrà che produrre un effetto negativo su tutta la contrattazione aziendale indicando che la produttività aziendale viene prima di tutto, contro e sopra ogni diritto di lavoratrici e lavoratori, facendo arretrare condizioni minime di civiltà, che già oggi vengono considerate come insufficienti per garantire nel nostro paese reale parità e pari dignità nel lavoro.

Le segnaliamo inoltre che il nuovo sistema degli orari, la metrica e la turnistica che viene adottata con il nuovo “Contratto “ determina un notevole peggioramento dei carichi di lavoro e dell’affaticamento sulle linee di produzione.

Nessuno - né della gerarchia aziendale, né dei sindacati che hanno sottoscritto quell’accordo - ci ha dimostrato che tali aggravi non avranno conseguenze negative sulla salute riproduttiva delle donne inserite nelle linee di montaggio.

Non ci risulta, infatti , che siano state condotte indagini con rilevanza scientifica sui riflessi dei nuovi ritmi e organizzazione del lavoro sulla fertilità femminile, sulla possibilità di portare a termine in modo regolare e sano le gravidanze e l’allattamento o sulle alterazioni , disfunzioni e patologie del ciclo mestruale e della menopausa, derivanti da tale sovraccarico di lavoro.

Le chiediamo quindi che in quanto delegata dal Presidente del Consiglio a coordinare le politiche di Pari Opportunità, si faccia promotrice di una commissione d’inchiesta indipendente che approfondisca sul piano scientifico i possibili rischi per la salute riproduttiva delle lavoratrici nel nuovo sistema degli orari e dei turni previsto dal “Contratto” Fiat e imposto a tutte/i noi.

Infine, per quanto sopra espresso, le chiediamo di poterla incontrare al fine di poterle illustrare in forma più articolata e documentata la nostra situazione e farle conoscere la Fiat a partire dalle concrete condizioni di lavoro e di vita delle operaie e delle impiegate che vi lavorano.
Le lavoratrici del gruppo Fiat / Fiat Industrial
SEGUONO 205 FIRME DI LAVORATRICI DEGLI STABILIMENTI:
FIAT CARROZZERIE MIRAFIORI - PRESSE MIRAFIORI - MECCANICHE MIRAFIORI (FIAT POWERTRAIN) - FIAT SERVICES
FIAT RICAMBI NONE VOLVERA - FIAT FGA (ENTI CENTRALI) - AUTOMOTIVE LIGHT VENARIA – FGA OAG -EX
BERTONE- di Torino
MAGNETI MARELLI di Corbetta , Milano
OFFICINE BRENNERO (IVECO) di Verona
MAGNETI MARELLI POWERTRAIN di Bologna e Crevalcore ( Bo)- CENTRO RICERCHE FIAT-Bologna
CNH ITALIA SPA – Stabilimenti di Jesi( AN) e Modena
FIAT AUTOMOBILES Spa di Cassino ( FR)
FIAT SEVEL di Atessa (CH)
FMA di Pratola Serra e IRISBUS di Flumeri (Av)
FIAT GROUP AUTOMOBILES POMIGLIANO - FIAT GROUP AUTOMOBILES - EX ELASIS - FIAT CENTER ITALIA - FIAT
POWERTRAIN TECHNOLOGIES S.P.A. POMIGLIANO di Napoli
FIAT POWERTRAIN di Termoli
FIAT SATA di Melfi

(Allegato 2)
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Roma 14 febbraio 2012
Care lavoratrici,
ho letto con attenzione la vostra Lettera Aperta del 7 febbraio 2012. L’ho fatto non solo per dovere derivante dal mio ruolo istituzionale (che non considero "doppio" giacché la delega per le politiche di Pari Opportunità è elemento essenziale e integrante delle mie responsabilità quale Ministro del Lavoro), ma anche per una mia personale sensibilità al tema.
Per questa ragionne, ho preso contatto con l’azienda che mi ha rappresentato i criteri in base ai quali il "Premio Straordinario" è attribuito.
Ho peraltro manifestato loro il mio fermo convincimento che, al netto di ogni considerazione economica, non si possa non considerare la maternità obbligatoria come un diritto irrinunciabile, un principio di civiltà.
Posso oggi garantirvi che sarà mia cura far sì che gli uffici del Ministero seguano la vicenda che vi tocca direttamente.
Infine la mia disponibilità a incontrarvi l’avete e troveremo presto un’occasione per farlo.
Cordiali saluti

Elsa Fornero
(Allegato 3)
c. a. Prof.ssa Elsa Fornero
Ministra del lavoro e delle politiche sociali
Con delega alle Pari Opportunità
Gentile Ministra Elsa Fornero,
 
riteniamo importante l’attenzione da Lei prestata a quanto denunciato nella nostra lettera aperta e la condivisione della nostra preoccupazione per gli elementi discriminatori contenuti nell’accordo separato del gruppo Fiat/Fiat Industrial del 13 dicembre 2011.
 
Anche noi riteniamo le leggi che tutelano la maternità/paternità e la conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari diritti e principi di civiltà irrinunciabili, così come lo è il diritto all’integrità psicofisica e a non ammalarci a causa delle condizioni di lavoro.
 
Purtroppo, come crediamo abbia avuto modo di verificare Lei stessa, nei suoi approfondimenti con FIAT, il rispetto di questi diritti e della dignità del lavoro non sono i principi ispiratori della gestione del personale e dell’organizzazione del lavoro dei nostri stabilimenti.
 
Per questo riteniamo necessario insistere perché, nonostante i suoi numerosi e pressanti impegni, fissi un incontro con noi su tutte le questioni sollevate nella lettera aperta.
 
Sicure della sua attenzione e disponibilità, restiamo in attesa di una sua convocazione.
Seguono firme