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giovedì 24 gennaio 2013

Fiom Torino: La Democrazia non è acqua

Per stabilire se un contratto collettivo è valido, se ha una sua legittimità, il medesimo deve trovare riscontro nelle norme di legge e al tempo stesso in regole concordate da tutte le parti in causa.
È ben per questo che nel corso degli anni, a partire dal dettato costituzionale, tra le parti sociali è nata l’esigenza di addivenire a regole condivise. 
Non fa mai male ricordare che il primo articolo della Costituzione Italiana inizia affermando che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e che i temi del diritto del lavoro riaffiorano in articoli successivi. Per esempio l’art. 36 afferma che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.” 
Il compito di proteggere i lavoratori in maniera equa ricade sui contratti collettivi. Ed è nella logica di promuovere la coesione del Paese che sono nati i contratti nazionali di categoria (nel senso di settore merceologico/lavorativo) superando lo schema delle gabbie salariali (regionali) dell’immediato secondo dopoguerra. 
Ma la coesione territoriale da sola non basta a tenere insieme un Paese se le tensioni sociali ed economiche non trovano soluzioni in un equilibrio tra le parti sociali. 
Sorge quindi spontanea la domanda: chi avrebbe diritto a stipulare accordi erga omnes, e cioè validi per tutti? Ci rifacciamo nuovamente alla costituzione, art. 39.

“L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme stabilite dalla legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. 
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.    

Nel tentativo di riavviare un percorso sindacale unitario, il 28 giugno 2011 fu siglato da CGIL-CISL-UIL e Confindustria l’Accordo interconfederale nel quale il diritto di negoziazione con le associazioni di rappresentanza delle imprese a livello nazionale e decentrato viene riconosciuto ai sindacati che rappresentano almeno il 5% dei lavoratori.
La FIOM-CGIL ha 358.722 iscritti (dato 2011; fonte: www.cgil.it), pari al 22% dei lavoratori metalmeccanici per i quali il contratto nazionale è stato rinnovato. È anche il sindacato più rappresentativo del settore, essendo i lavoratori iscritti a FIM-CISL e UILM-UIL inferiori in numero (dichiarati 200.000 per la FIM e 90.000 per la UILM).
La democrazia non è un’opinione, bensì uno strumento necessario per la convivenza civile. Se poi l’affermazione delle regole democratiche, che la stessa Costituzione ha previsto, deve passare attraverso criteri proporzionali e maggioranze numeriche, tutti sono in grado di capire che accordi “separati” come quello del 5 dicembre 2012 sono delegittimati in partenza, se non addirittura imposti con spirito anticostituzionale.
Sono frasi pesanti? Come definire altrimenti intese siglate da sindacati che insieme non raggiungono neanche la metà dei lavoratori iscritti a organizzazioni sindacali? La cosa grave è che per la prima volta la FIOM-CGIL non è stata neanche invitata al tavolo delle trattative. La motivazione avanzata è che la FIOM non avendo sottoscritto il contratto precedente, non sarebbe titolata a partecipare al suo rinnovo. Un pretesto assurdo che non ha alcun appiglio giuridico, ma che anzi si propone come uno sfregio all’articolo 39 della Costituzione Italiana in tema di diritti e libertà sindacali.

Se FIM e UILM condivisero le regole per il rinnovo del biennio economico 2005-2006 del CCNL metalmeccanici, con un accordo tra confederazioni che prevedeva di sottoporre a referendum tra tutti i lavoratori sia la piattaforma sia l’accordo raggiunto con Federmeccanica (e analoga cosa avvenne per il CCNL unitario siglato il 20 gennaio 2008), non si spiega perché sin dai primi mesi del 2009 la linea di FIM e UILM abbia subito un’involuzione democratica sconsolante. 
Tralasciando qui i contenuti degli accordi separati (gli aspetti normativi e salariali), è anche su un piano di metodo che il loro comportamento appare sconcertante: abbiamo assistito, dal settembre 2009 in poi, a consultazioni parziali ridicole, per non dire veri e propri obbrobri elettorali. Per fare un esempio, basato su quei pochi luoghi di lavoro nei quali hanno sottoposto i loro accordi al voto dei lavoratori, nel referendum sull’accordo separato del 15 ottobre 2009, fecero votare i lavoratori nel seguente modo:
  • Alenia Aeronautica Caselle sud e Caselle nord con due urne separate (iscritti FIM-UIM da una parte, tutti gli altri in un’altra urna)
  • Alenia Aeronautica corso Marche e Alenia SIA in un’unica urna
  • Thales Alenia Space in urna unica, ma con schede di colore diverso (iscritti e non)
Qualcuno si chiederà come avranno fatto a far quadrare lo spoglio a livello complessivo?
In ogni caso in quelle citate, che sono grandi aziende, l’accordo fu sonoramente bocciato (68,84% i no), ma evidentemente non ne tennero conto.

Se poi veniamo all’accordo separato del 5 dicembre 2012, i pasticci si sono ripetuti, con alcune aggravanti, dedotte in parte dai loro stessi comunicati: il voto sulla loro piattaforma separata ha visto in Alenia corso Marche la partecipazione di 100 persone (su circa 1500 lavoratori aventi diritto, di cui 950 presenti. I voti favorevoli sono stati 90.
Alla votazione sul conseguente accordo del 5/12/2012 i votanti sono stati 146 (su 833 presenti dichiarati) e i “SÌ” sono stati 91. 
L’Accordo unitario di regolamentazione sulla costituzione e il funzionamento delle Rappresentanze sindacali unitarie e la democrazia sui luoghi di lavoro (sottoscritto da FIM FIOM UILM nazionali il 14 dicembre 1993) prevede quanto segue: “Il referendum è valido nel caso in cui partecipino al voto il 50% +1 dei lavoratori presenti nello stabilimento, compresi i lavoratori in CIG, nel periodo di effettuazione delle operazioni di voto.”

Siamo di fronte a consultazioni alle quali hanno partecipato il 17,5% dei presenti. In molte aziende i referendum non hanno mai avuto luogo. 
Allora… qualcuno è ancora in grado di comprendere che il consenso non esiste a un percorso separato di piattaforma e accordo, sul quale i voti ottenuti sono 90 o 91 su 1500 persone sulle quali si vorrebbe farlo ricadere?

Laddove i votanti sono stati in misura percentualmente maggiore, vedi Alenia Aermacchi Caselle + Selex Galileo + Simav, i dati risultano essere questi: 
su 1571 presenti (1273 presenze in Alenia, 273 presenze in Selex-Galileo e 25 presenze in Simav) e non 1273 come dichiarato nel comunicato di FIM e UILM, hanno votato 489 persone (il 31,13% dei presenti, quindi il referendum non sarebbe valido nemmeno lì) con ben 207 voti contrari e una percentuale risicata di “SÌ” pari al 17,19% dei presenti e al 55,21% dei votanti. Ma anche qui si è lontanissimi dal raggiungimento del quorum.

Questo accordo è illegittimo, non sta in piedi nemmeno giuridicamente, per come è nato e perché non è stato approvato dalla categoria dei metalmeccanici. Per questo La FIOM si farà carico, di concerto con i lavoratori, di mettere in atto una controffensiva di azioni (anche legali) associate a battaglie sindacali volte a contrastare le caratteristiche negative dell’accordo separato e a impedire, in tutte le realtà lavorative, le penalizzazioni sul piano normativo (malattia, orari, ecc.) ed economico. 
 Torino Gennaio 2013



 

giovedì 13 dicembre 2012

FIOM Nazionale: ricorso in giudizio della Fiom-Cgil contro Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm-Uil




(Estratto della Lettera della Segreteria Nazionale Fiom-CGIL alle proprie strutture)

[...] (Vi informiamo) del ricorso ex articolo 702/bis C.P.C. che la Fiom-Cgil ha depositato al Tribunale civile di Roma, il 4/12/2012, contro Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm-Uil, avente ad oggetto la violazione dell’Accordo interconfederale del 28 giugno 2011/21 settembre 2011, tesa ad ottenere il riconoscimento del diritto della Fiom-Cgil ad essere convocata ai tavoli di trattativa per il Ccnl, la nullità/inefficacia dell’Accordo separato sul Ccnl, nel frattempo intervenuto, un risarcimento del danno di immagine subito dalla Fiom-Cgil.

[...]

(entrando nel merito) del ricorso si evince che la decisione della Fiom-Cgil non è contro l’Accordo del 28 giugno bensì per ottenerne l’applicazione rimuovendone così la violazione di Federmeccanica, Fim e Uilm che ha prodotto la discriminazione verso la Fiom-Cgil e la realizzazione di un illegittimo accordo.
Non era mai successo che la Fiom-Cgil fosse deliberatamente oggetto di un tentativo sistematico di esclusione dal tavolo nazionale di trattativa per il Contratto.

E’ un dovere statutario, della Segreteria nazionale della Fiom-Cgil, quello di difendere il ruolo contrattuale generale di tutela dei propri iscritti e dei metalmeccanici che rappresentiamo.

Per la verità dei fatti, nell’incontro tra le due Segreterie Cgil e Fiom-Cgil del 16/11/2012, il Segretario generale della Fiom-Cgil, oltre che a cogliere l’invito di prendere tempo – visto che la trattativa confederale sulla produttività e competitività, in cui si discuteva anche della presenza della Fiom al tavolo della trattativa per il Ccnl, era ancora formalmente aperta – aveva con chiarezza ribadito che in assenza di tale risultato, per la Fiom-Cgil era necessario agire, anche sul piano giuridico, prima che si arrivasse alla firma dell’Accordo separato.

Su tutto ciò è stato coinvolto anche il Comitato Centrale della Fiom-Cgil nella stessa giornata del 16 novembre che ha discusso nel merito delle questioni aperte.

Cari saluti.
La Segreteria nazionale Fiom-Cgil

lunedì 10 dicembre 2012

FIOM Torino: sciopero del 6 dicembre 2012 - Grazie a Tutti


TORINO 6 DICEMBRE 2012
SCIOPERO GENERALE
DEI METALMECCANICI

CON LA FIOM CGIL
CONTRO IL CONTRATTO DEI PADRONI,
PER LA DEMOCRAZIA, PER IL LAVORO,
PER UN VERO CONTRATTO NAZIONALE.




Una grande adesione nelle fabbriche,
una grande manifestazione di lavoratrici
e di lavoratori metalmeccanici.


GRAZIE A TUTTE E A TUTTI


domenica 9 dicembre 2012

FIOM Torino: CCSL Fiat - comunicato sindacale Fismc, UGL, Quadri



COMUNICATO SINDACALE

Con l'avvicinarsi del mese di dicembre si entra nel vivo della discussione per il rinnovo dei Contratti metalmeccanico e FIAT. La discussione finora è stata molto tradizionale crediamo indispensabile dare una svolta per offrire ai lavoratori quel rinnovo contrattuale che essi meritano e che questo possa e debba avvenire entro la fine dell'anno, rispettando i tempi delle procedure per il rinnovo.

Per quanto riguarda il CCSL per i lavoratori FIAT riteniamo che sia sbagliato e controproducente continuare le trattative seguendo la scia del tavolo di FEDERMECCANICA, si rischierebbe in tal caso, di non fare cogliere le opportunità presenti al tavolo FIAT e di negare la possibilità di sviluppare la specificità necessaria che abbiamo individuato fin dalla firma del CCSL.

Nonostante la perdurante crisi economica che grava sul Paese, riteniamo che ci siano le condizioni per una rapida chiusura del CCSL FIAT, anche tenendo conto dell'opportunità che viene offerta ai lavoratori dall'accordo sulla produttività, che consente di definire aumenti gravati solo del 10% di tassazione. La FISMIC, UGLM ed AQCF propongono pertanto di accelerare il confronto sui seguenti punti:
  • rinviare la parte normativa ad una Commissione che dovrà concludere i suoi lavori entro la fine della vigenza contrattuale, anche tenendo conto che il CCSL è stato scritto solo un anno fa e limitandoci a recepire le novità legislative intervenute;
  • conglobare i 103 € in paga base dal 1/1/2013;
  • definire un aumento legato alla produttività a partire sempre dal 1/1/2013, che rispetti le linee del recente accordo da Governo e Parti Sociali e garantisca ai lavoratori di percepire lo stesso importo del premio pagato nel luglio 2012. Inoltre tale aumento, in virtu’ dell’intesa, sarebbe gravato solo al 10% di tasse;
  • stabilire due tranches di aumento dei minimi per il 2014 e 2015 in grado di adeguare le retribuzioni all'andamento previsto del costo della vita.
Attraverso questi punti è possibile, ad avviso della FISMIC, UGLM ed AQCF, realizzare rapidamente una buona conclusione del CCSL che consenta ai lavoratori ed alle lavoratrici FIAT di non vedere penalizzate ulteriormente le loro retribuzioni, già pesantemente segnate dalla CIG.

Un rinnovo rapido su queste basi, inoltre, migliorerebbe il clima delle relazioni sindacali con l'Azienda facendo un ulteriore passo in avanti sulla via della partecipazione dei lavoratori, in un momento assai critico, ma nel quale stanno partendo gli investimenti tanto attesi, a cominciare da Grugliasco, Melfi e Maserati di Modena e che interesseranno tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo nei prossimi due anni.

In questo quadro FISMIC, UGLM ed AQCF si adopereranno anche per la rapida e positiva conclusione della procedura di mobilità per 19 dipendenti aperta dalla FIP di Pomigliano, che si deve concludere senza nessun esubero. Le tre Organizzazioni Sindacali ritengono la sentenza del Tribunale di Roma particolarmente discriminatoria, in quanto se pienamente applicata, vedrebbe un’organizzazione non firmataria favorita nell’assunzione alla FIP rispetto agli iscritti dei Sindacati che hanno sottoscritto l’accordo e ai non iscritti a nessun sindacato. FISMIC, UGLM ed AQCF agiranno in tutte le sedi qualora l’applicazione della sentenza penalizzasse i propri iscritti. Infine FISMIC, UGLM ed AQCF ribadiscono il rispetto integrale dell'accordo di Pomigliano, che prevede l'utilizzo di tutta la forza lavoro esistente nello stabilimento G.B. Vico al 15 giugno 2010.

Roma, 30 novembre 2012
Le Segreterie Nazionali FISMIC, AQCF E UGLM


sabato 10 novembre 2012

RSU Dianos: sciopero generale CGIL mercoledì 14 novembre


MERCOLEDì 14 NOVEMBRE 2012
DALLE 9 ALLE 13

SCIOPERO GENERALE
CGIL
CON MANIFESTAZIONE E CORTEO
DA PIAZZA VITTORIO A PIAZZA CASTELLO


Si tratta di un'iniziativadella Confederazione Europea dei Sindacati – di cui la CGIL fa parte - chemira a riunire i lavoratori europeiper dire no al clima di austerità che sta investendo il vecchio continente e che sta portando solamente recessione con conseguenti tagli ai salari e crescita della disoccupazione,aumentando le disuguaglianze sociali.

Questa è l'occasione ideale per far sentire la nostra voce
per proporre un modello che rispetti i diritti sociali e sindacali fondamentali e di conseguenza il dialogo sociale e la contrattazione collettiva.

I temi che questa iniziativa mette in campo integrano l'azione della Fiom
nella battaglia per la salvaguardia del contratto nazionale e dei diritti sindacali fondamentali, a partire dalla vicenda Fiat che a Pomigiliano sta cercando di mettere i lavoratori uno contro l'altro, fino ad arrivare alla vertenza con Federmeccanica che prestestuosamente non vuole discutere dell'accordo di transizione per uscire dalla crisi proposto dalla Fiom.

Ma in piazza ci saranno anche importanti
vertenze del comparto informatico per la salvaguardia occupazionale nel nostro territorio, come IBM(licenziamentimascherati da trasferimento ed è notizia di oggi che la direzione ha anche attuato alcuni licenziamenti in base alla riforma del lavoro Fornero), Sun-Oracle (licenziamentiunilaterali), CSC(cessioni di ramo d'azienda che porteranno ad una profonda ristrutturazione aziendale), senza contare le storiche vertenze di Agile-Euteliaed ex-Solgenia, più un'infinità di altre situazioni criticheche interessano aziende più o meno note, come ancheDianos e SCAI.

E' quindi estremamenteimportante che la piazza sia piena e chetutti i lavoratori Dianosportino il loro contributo alla manifestazione. Il ritrovo è in Piazza Vittorio alle ore 9.30.

Torino, 08 novembre 2012
La Rsu Dianos

domenica 28 ottobre 2012

Fiom Torino: Sciopero 16 Novembre 2012




Lunedì 22 ottobre 2012, dopo il primo incontro del 1 ottobre, si è svolto un'ulteriore incontro con Federmeccanica sullo stato dei rapporti sindacali nella nostra categoria nel quale è emersa la volontà di Federmeccanica di rigettare la proposta della Fiom in alternativa agli accordi separati, per un accordo unitario, della durata di un anno, per il lavoro e per un'industria di qualità ambientalmente sostenibile.

Federmeccanica ha deciso di escludere il sindacato più rappresentativo, la Fiom, proseguendo una trattativa separata con sindacati minoritari quali sono Fim e Uilm, di trattare con il Fismic, un sindacato che esiste solo negli stabilimenti Fiat nonostante la Fiat sia fuori da Federmeccanica e dal CCNL, di fare un accordo separato con l'Ugl, sigla sindacale di scarsa rilevanza tra i lavoratori metalmeccanici.

Federmeccanica continua a violare l'accordo del 28 giugno 2011 che prevede, come chiede la Fiom, la definizione di regole sulla rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni sindacali che possono sottoscrivere il CCNL valido per tutti i lavoratori e prevede la legittimità a negoziare per le organizzazioni sindacali che superano il 5% di iscritti e nel voto nei rinnovi della RSU.

Federmeccanica, con il sostegno di organizzazioni sindacali che non raggiungono neppure la soglia del 5%, estende il modello Fiat a tutte le aziende metalmeccaniche, mette in discussione l'esistenza stessa del Contratto Nazionale e rifiuta la proposta avanzata dalla Fiom, il sindacato maggiormente rappresentativo tra i metalmeccanici, proposta che vuole affrontare la gravissima crisi che colpisce i lavoratori e le aziende metalmeccaniche attraverso un aumento salariale defiscalizzato per tutte le lavoratrici e i lavoratori, una politica degli orari a salvaguardia dell'occupazione a partire dal ricorso ai contratti di solidarietà, politiche industriali a salvaguardia del settore e delle imprese metalmeccaniche.

Federmeccanica esclude la Fiom e prosegue gli incontri separati con coloro che hanno accettato di discutere la sua piattaforma:
  • a fronte di decine di migliaia di licenziamenti e di chiusure di fabbriche, con l'aumento della disoccupazione, della precarietà, del ricorso continuo alla cassa integrazione vogliono, con questa trattativa separata, aumentare l'orario di lavoro giornaliero e settimanale, vogliono aumentare lo straordinario obbligatorio a 250 ore annue creando ulteriore disoccupazione.
  • mentre tutti ormai sanno, e riconoscono, che i lavoratori stanno attraversando una gravissima emergenza salariale, che i nostri salari sono tra i più bassi in Europa e non sono più sufficienti a garantire il potere d'acquisto per i beni di prima necessità, intorno a un tavolo intendono discutere di come non pagare ai metalmeccanici i minimi salariali garantiti dal Contratto Nazionale e di come introdurre in azienda ulteriori deroghe ai diritti tutelati dai contratti e dalle leggi.
  • Fim e Uilm sono disponibili a mettere in discussione il pagamento dei primi tre giorni di malattia e contemporaneamente nelle assemblee si dimenticano questo tema e propongono ai lavoratori di iscriversi alla sanità integrativa in un fondo nazionale a cui devolvere quote di salario; propongono di sostituire le prestazioni pubbliche con una assistenza sanitaria contrattuale tutta da verificare mentre le imprese chiedono la restituzione di un diritto contrattuale certo e in vigore come il pagamento della malattia.
La Fiom non accetterà un accordo separato e a perdere per i metalmeccanici, che peggiora le condizioni salariali, di vita e di lavoro, e metterà in campo tutte le iniziative e le lotte necessarie per contrastare e rendere inapplicabile nelle fabbriche lo smantellamento del contratto nazionale.


Diciamo no a Federmeccanica partecipando 
allo sciopero generale del
16 novembre 2012
per la democrazia, il contratto, il reddito, l'occupazione


Torino 26 Ottobre 2012