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martedì 26 giugno 2012

Mobilitazione Nazionale 27 giugno 2012




Mercoledì alla Camera dei Deputati il Governo imporrà il voto di fiducia sulla legge di “riforma” del mercato del lavoro nonostante le lavoratrici e i lavoratori italiani, con la Fiom e la Cgil, giudichino questa legge sbagliata e controproducente perché:
  • NON COMBATTE DAVVERO LA PRECARIETÀ, specie dei giovani, perché mantiene tutte le tipologie precarie care alla politica liberista dei Governi Berlusconi;
  • NON ESTENDE A TUTTI LE TUTELE in caso di perdita del lavoro, anzi riduce la durata dei sussidi (chi andava in mobilità aveva fino a 36 mesi di sostegno, con la nuova legge ne avrà solo 18) e non li estende a chi oggi ne è escluso.
  • L'UNICO EFFETTO E' L'ATTACCO AI DIRITTI delle lavoratrici e di lavoratori, a cominciare dalla modifica dell'art.18, che mira a sostituire il reintegro del lavoratore ingiustamente lincienziato con un mancia economica

CON QUESTA LEGGE LA CRISI PROSEGUE E MINACCIA DI PROVOCARE ULTERIORI DRAMMI PER I GIOVANI, LE DONNE, I LAVORATORI ANZIANI E IL MEZZOGIORNO, A PARTIRE DAI LAVORATORI CHE RISCHIANO DI RIMANERE SENZA MOBILITA’ E SENZA PENSIONE A CAUSA DELLA INGIUSTA E FRETTOLOSA RIFORMA DELLE PENSIONI .

LA FIOM E LA CGIL CONTINUERANNO CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI LA LOTTA
  • PER UN VERO CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ DEL LAVORO
  • PER ESTENDERE A TUTTE E TUTTI GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
  • PER UN'OCCUPAZIONE STABILE E TUTELATA
  • PER ESTENDERE LE TUTELE DELL’ART. 18 CONTRO I LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI
  • PER UN PIANO DI CRESCITA DEL PAESE CHE PROMUOVA BUONA OCCUPAZIONE.





mercoledì 25 aprile 2012

FIOM: PuntoFiom 5/2012 del 23 aprile 2012




Un provvedimento che rende ancora più precario il mercato del lavoro, non estende ma riduce le tutele dei lavoratori, rende più facili i licenziamenti

Riforma de che?!?


Analizziamo e motiviamo di seguito le ragioni contrarie al disegno di legge del Governo in materia di riforma del lavoro.

• Disposizioni generali.

Qui si prevede, tra le altre cose, l’estensione della normativa ai dipendenti della pubblica amministrazione attraverso un successivo intervento normativo che dovrà definire ambiti, modalità e tempi.

MODIFICHE AL MERCATO DEL LAVORO

• Tempo determinato
Peggiorano le condizioni sia per i lavoratori assunti direttamente dall’azienda che per i lavoratori assunti in contratto di somministrazione:
  1. sono cancellate le causali per contratti inferiori a sei mesi.
  2. Aumenta il periodo entro il quale un contratto a termine si trasforma in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro prosegue dopo la scadenza del termine.
  3. È introdotta un’ulteriore flessibilità a favore delle agenzie di lavoro interinale.
  4. È ridotto il periodo entro il quale si deve depositare il ricorso in Tribunale.
  5. Il risarcimento del danno (tra 2,5 e 12 mensilità) nella conversione del contratto a tempo indeterminato è comprensivo di ogni richiesta retributiva e contributiva.
• Apprendistato
Introduce ulteriore flessibilità per le imprese:
  1. è introdotta la durata minima del contratto di apprendistato non inferiore a sei mesi.
  2. Viene estesa l’applicazione della disciplina del contratto di apprendistato al periodo di preavviso per risoluzione del rapporto di lavoro.
  3. Aumenta il rapporto percentuale tra i dipendenti specializzati e qualificati dell’azienda e la possibilità per la stessa di assunzione con contratto di apprendistato.
  4. Fino al 2015 le aziende potranno effettuare assunzioni di nuovi apprendisti a fronte della conferma del 30% dei contratti di apprendistato nei tre anni precedenti, dopo il 2015 il vincolo si alza al 50%, (il Ccnl Federmeccanica, Confapi e Cooperative prevede il vincolo del 70% nei 24 mesi precedenti).

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI

• Licenziamenti individuali
  1. La modifica introdotta sulla comunicazione del licenziamento e le modifiche all’art.18, che assegnano al lavoratore l’onere della prova in caso di licenziamento discriminatorio o disciplinare comminato senza motivazioni, rendono impraticabile l’inefficacia del licenziamento non motivato (e di conseguenza la prosecuzione del rapporto di lavoro, la retribuzione e la contribuzione dovute a seguito della inefficacia; al lavoratore); in caso di licenziamento illegittimo resta solo la corresponsione dell’indennità risarcitoria di 6/12 mensilità.
  2. Sono ridotti i termini (da 270 a 180 giorni) oltre i quali - se non si è depositato il ricorso in tribunale o non si è richiesta la conciliazione o l’arbitrato - decade l’impugnazione del licenziamento.
  3. Le imprese con più di 15 dipendenti devono far precedere la comunicazione del licenziamento da un tentativo di conciliazione, al termine del quale, se negativo, e comunque entro 20 giorni dalla convocazione in Commissione di Conciliazione, l’azienda può procedere al licenziamento. Inoltre, in caso di ricorso giudiziario il giudice, nel determinare il risarcimento a favore del lavoratore, valuterà il comportamento tenuto dalle parti nel tentativo di conciliazione anche in base al verbale e alla proposta conciliativa avanzata dalla commissione. Sono caratteristiche molto diverse dalla legislazione tedesca - a cui si dice di fare riferimento - dove, tra le altre diversità, ad esempio, il licenziamento non è efficace fino alla pronuncia del giudice.

• Licenziamenti illegittimi
Le tutele sostituiscono il reintegro:
  1. la «tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo» sostituisce la dicitura «reintegrazione nel posto di lavoro» dell’art.18.
  2. È ridotto il risarcimento a favore del lavoratore in caso di licenziamento discriminatorio, licenziamento disciplinare illegittimo, licenziamento illegittimo per difetto di giustificazione, per inidoneità fisica e psichica, in infortunio, malattia, maternità, e per manifesta insussistenza in caso di licenziamento per motivi economici.
  3. Il reintegro non è più previsto in caso di licenziamento illegittimo per motivi economici ed è sostituito dal risarcimento di un importo omnicomprensivo tra 12 e 24 mensilità, a meno che non venga dimostrata la «manifesta insussistenza», evento eccezionale, un vero e proprio miraggio per il lavoratore.
  4. Il reintegro non è più previsto in caso di licenziamento inefficace per vizi formali (mancanza di motivazioni nei licenziamenti individuali, vizi di procedura nei provvedimenti disciplinari, mancato rispetto dei requisiti di legge nei licenziamenti collettivi) ed è sostituito dal risarcimento di un importo omnicomprensivo tra 6 e 12 mensilità.

• Licenziamenti collettivi
  1. L’obbligo di comunicare l’elenco dei lavoratori collocati in mobilità non è più contestuale alla lettera di licenziamento del lavoratore (il sindacato riceve quindi i dati utili a verificare il rispetto dei criteri di legge quando il licenziamento è già comunicato al lavoratore).
  2. I vizi di procedura nei licenziamenti collettivi possono essere sanati con accordo sindacale che toglie al lavoratore il diritto di rivolgersi al giudice; in caso di mancato accordo sindacale ai licenziamenti collettivi inefficaci si applicano le tutele previste per i licenziamenti individuali.

• Tempi del processo
È istituito un «rito speciale» per l’impugnazione dei licenziamenti e la qualificazione dei rapporti di lavoro:
  1. udienza di comparizione, entro 30 giorni dal deposito del ricorso, nella quale il giudice emette un’ordinanza immediatamente esecutiva accogliendo o rigettando il ricorso; l’ordinanza rimane esecutiva fino alla pronuncia della sentenza.
  2. L’opposizione all’ordinanza del giudice, inoltrata entro 30 giorni, deve essere discussa entro 60 giorni.
  3. La sentenza, provvisoriamente esecutiva, deve essere emessa entro 10 giorni dall’udienza di discussione.
  4. Entro 30 giorni è possibile proporre ricorso in Corte d’Appello, l’udienza si svolge entro i successivi 60 giorni (udienza nella quale può essere sospesa la sentenza provvisoriamente esecutiva), entro i successivi 10 giorni la Corte d’Appello deve emettere la sentenza (la sospensione dell’efficacia della sentenza deve essere chiesta sempre alla Corte d’Appello che svolge l’udienza entro 60 giorni e si pronuncia entro i successivi 10 giorni).
  5. Il ricorso in Cassazione, entro i successivi 60 giorni, e l’udienza di discussione deve svolgersi entro i sei mesi successivi.

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

• Aspi – per gli eventi di disoccupazione è istituita l’Assicurazione sociale per l’impiego
  1. Dal 1° gennaio 2013 eroga l’indennità mensile di disoccupazione a tutti i lavoratori dipendenti in disoccupazione involontaria con almeno due anni di contribuzione di cui almeno 52 settimane versate nell’ultimo biennio (sono esclusi i dipendenti a tempo indeterminato della pubblica amministrazione e gli operai agricoli).
  2. L’importo dell’indennità è pari al 75% della retribuzione mensile fino a 1.180 euro e al 25% della retribuzione percepita oltre il tetto di 1.180 euro, con il riconoscimento dei contributi figurativa; l’indennità dopo sei mesi è ridotta del 15%, dopo 12 mesi di un’ulteriore 15%.
  3. Dal 1° gennaio 2016, per gli eventi di disoccupazione che si verificano, l’ Aspi è erogata per un massimo di 12 mesi ai lavoratori fino a 55 anni di età anagrafica, per un massimo di 18 mesi con età anagrafica pari o superiore a 55 anni.
  4. L’indennità decorre dall’8° giorno di disoccupazione o dal giorno successivo alla domanda che va presentata entro 68 giorni dal licenziamento, è sospesa fino a sei mesi se il lavoratore trova lavoro e, per il periodo residuo, riprende in caso di nuova disoccupazione.
  5. Dal 1° gennaio 2013, in caso di requisiti ridotti pari a 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi, è liquidata l’ Aspi per un numero di settimane pari al 50% delle settimane di contribuzione versate nell’ultimo anno.
  6. L’indennità erogata con il requisito ridotto è sospesa fino a un massimo di 5 giorni se il lavoratore trova lavoro e, per il periodo residuo, riprende in caso di nuova disoccupazione.
  7. Dal 1° gennaio 2013 ai rapporti di lavoro a termine è applicato un contributo addizionale dell’1,4% a carico dell’azienda (sono esclusi i lavoratori assunti in sostituzione, per svolgere attività stagionali, gli apprendisti e i dipendenti delle pubbliche amministrazioni).
  8. In caso di trasformazione a tempo indeterminato è restituito il contributo relativo alle ultime sei mensilità.
  9. In caso di licenziamento le aziende devono versare un importo pari al 50% della indennità per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni (in caso di 36 mesi di anzianità le aziende versano un importo pari a una mensilità e mezzo percepita dal lavoratore). L’indennità decade con la perdita dello stato di disoccupazione, in caso di avvio di attività autonoma, con la maturazione dei requisiti pensionistici.

• Periodo transitorio disoccupazione
Disoccupati dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015. Periodo massimo del diritto all’indennità di disoccupazione.

Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2013
- 8 mesi fino a 50 anni di età
- 12 mesi dai 50 anni
Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2014
- 8 mesi fino a 50 anni
- 12 mesi oltre 50 anni e fino a 55 anni
- 16 mesi dai 55 anni
Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2015
- 10 mesi fino a 50 anni
- 12 mesi oltre 50 anni e fino a 55 anni
- 16 mesi dai 55 anni

• Periodo transitorio mobilità
In mobilità dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2016. Periodo massimo del diritto all’indennità di mobilità.

Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2013
- 12 mesi fino a 40 anni di età (24 mesi per regioni del Sud)
- 24 mesi oltre i 40 e fino a 50 anni (36 mesi)
- 36 mesi dai 50 anni (48 mesi)
Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2014
- 12 mesi fino a 40 anni (18 mesi)
- 24 mesi oltre i 40 e fino a 50 anni (30 mesi)
- 30 mesi dai 50 anni (42 mesi)
Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2015
- 12 mesi fino a 40 anni (12 mesi)
- 18 mesi oltre i 40 e fino a 50 anni (24 mesi)
- 24 mesi dai 50 anni (36 mesi)
Dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2016
- 12 mesi fino a 50 anni (12 mesi elevato a 18 da 40 anni)
- 18 mesi dai 50 anni (24 mesi)

• Una tantum per i collaboratori coordinati e continuativi.
Dal 1° gennaio 2013 è istituita una indennità di disoccupazione una tantum per i collaboratori coordinati e continuativi che lavorano per un unico committente, i cui requisiti e modalità sono:
  1. reddito non superiore a 20mila euro, periodo di disoccupazione di almeno due mesi e versamento contributivo di almeno quattro mesi nell’anno precedente.
  2. Almeno 1 mese di contributi versati nell’anno di riferimento.
  3. L’importo, liquidato in un'unica soluzione se inferiore a 1.000 euro o in importi mensili se superiore, è pari al 5% del valore della Cig moltiplicato per il numero minore tra quello delle mensilità per le quali nell’anno precedente sono stati versati i contributi e quello delle mensilità non coperte dalla contribuzione (p.e. se nell’anno precedenti ci sono stati 8 mesi di lavoro e 4 mesi di disoccupazione si utilizza come moltiplicatore il 4; se ci sono stati 7 mesi di disoccupazione e 5 mesi di lavoro si utilizza il 5).

• Dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2016 il Ministero dell’economia può disporre la concessione della Cig e della mobilità in deroga.

• Dal 1° gennaio 2016 è abrogata la cassa integrazione straordinaria in caso di fallimento, concordato preventivo con cessione dei beni, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria e dal 1° gennaio 2017 è abrogato l’obbligo di versamento delle mensilità Inps previste per l’azienda che intende fare licenziamenti collettivi (il trattamento di Cigs è esteso alle imprese del trasporto aereo e al sistema aeroportuale, alle imprese commerciali e di viaggi e turismo con più di 50 dipendenti, alle imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti).

• Sono istituiti i fondi di solidarietà obbligatori per le imprese con più di 15 dipendenti nei settori non coperti dal trattamento di cassa integrazione, la cui gestione è affidata all’Inps, e per i quali è necessaria la definizione di accordi sindacali da stipulare entro il 31 marzo 2013:
  1. contribuzione minima del 1,5% ripartita per due terzi alle imprese e per un terzo al lavoratore.
  2. Obbligo di pareggio di bilancio, in assenza di copertura finanziaria la prestazione non è erogata.
  3. Copertura massima pari a un ottavo delle ore lavorabili calcolate in un biennio mobile (8% delle ore lavorabili) con le stesse modalità e per gli stessi importi dell’Aspi.
  4. Definire ulteriori tutele integrative in caso di disoccupazione, incentivazioni all’esodo, contribuzioni ai programmi formativi finalizzati alla riconversione e alla riqualificazione.
  5. Con le stesse finalità possono essere istituiti fondi anche nei settori coperti dalla cassa integrazione.
  6. Nei settori, per imprese con più di 15 dipendenti, nei quali non si stipulano entro il 31 marzo gli accordi sindacali istitutivi, è attivato un fondo residuale presso l’Inps a cui contribuiscono le imprese e i lavoratori interessati.
  7. Il fondo residuale Inps garantisce la copertura massima pari a un ottavo delle ore lavorabili calcolate in un biennio mobile (8% delle ore lavorabili), è finanziato con un contributo straordinario da definire in corrispondenza al fabbisogno.

• Interventi per i lavoratori anziani e per le donne nelle regioni del meridione.
  1. Le aziende con più di 15 dipendenti possono incentivare l’esodo di lavoratori che maturano i requisiti pensionistici entro 4 anni dal licenziamento corrispondendo al lavoratore il trattamento di pensione e all’Inps la contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti.
  2. Alle aziende spetta uno sgravio contributivo del 50% (fino a 18 mesi in caso di conferma) per le assunzioni a tempo determinato di lavoratori con 50 anni di età anagrafica e disoccupati da oltre 12 mesi.

• Ulteriori disposizioni nel mercato del lavoro
  1. Le dimissioni durante il periodo di gravidanza e nei primi tre anni di vita del bambino devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro.
  2. Il lavoratore padre ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di tre giorni entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, di cui due in sostituzione della madre, con il riconoscimento di un’indennità a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione; alla lavoratrice madre - al termine del congedo di maternità, fino agli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale – è riconosciuta la corresponsione di voucher per il servizio di baby-sitting.
  3. Il permesso di soggiorno del lavoratore immigrato disoccupato è confermato per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito e comunque non inferiore a un anno.

• Copertura finanziaria
Sono stimati i costi fino al 2021 per un importo complessivo di 20 mld e 368 mil - di cui 9 miliardi e 623 milioni entro il 2016, anno in cui sono a regime i nuovi ammortizzatori - (1.719 milioni nel 2013 - 2.921 nel 2014 – 2.500 nel 2015 – 2.482 nel 2016).
Solo per gli anni 2013-2014-2015 è definita la copertura finanziaria in carico - per un valore che oscilla tra il 66% e il 69% a seconda degli anni - a risparmi di spesa e alle maggiori entrate.
Il restante 31-34% degli importi di spesa previsti per gli anni 2013-2014-2015 e importi già definiti – che rispettano le stesse % degli anni precedenti - per gli anni successivi dal 2016 sino a tutto il 2021 sono coperti attraverso la riduzione delle dotazioni destinate alle restituzioni e ai rimborsi di imposta.
Nella legge non è prevista la copertura finanziaria, per il 66%-69% dei costi, dopo il 2016.


Le metalmeccaniche e i metalmeccanici si mobilitano
Le metalmeccaniche e i metalmeccanici non approvano le ipotesi di modifica al mercato del lavoro, alla disciplina dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali inseriti nel disegno di legge varato dal Governo nei primi giorni di aprile. E il loro dissenso lo hanno fatto capire mobilitandosi quotidianamente, in tutti i territori, da un mese a questa parte.
Alle lavoratrici e ai lavoratori metalmeccanici non piace un provvedimento che non riduce assolutamente la precarietà, non rende universali per tutte le forme di lavoro e per tutte le imprese gli ammortizzatori sociali e il sostegno al reddito e, per di più, svuota di valore l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
La mobilitazione delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici non si ferma, e continuerà fino allo sciopero generale, affinché il Parlamento cambi il disegno di legge del Governo.
Su www.fiom.cgil.it aggiornamento continuo delle iniziative, degli scioperi e delle mobilitazioni di cui giungono notizie dai territori e dai luoghi di lavoro



giovedì 7 luglio 2011

RSA SCAI: resoconto mobilitazione e situazione aziendale


Care/i colleghe/i
Qui di seguito trovate le nostre comunicazioni suddivise per argomento
 
MOBILITAZIONE
sulla scorta dei rapportini ricevuti,le adesioni allo sciopero in Fondiaria-Sai del 14 Giugno si attestano tra 25 e 30. Le adesioni allo sciopero di gruppo del 27 giugno con presidio davanti a Fondiaria-Sai sono tra 40 e 50. I colleghi di Intesa-SanPaolo hanno inoltre aderito al blocco degli straordinari.
Ci preme sottolineare che alla vigilia del secondo sciopero (quello del 27), il nostro funzionario, Antonio Caputi, su esplicita richiesta di noi RSA e di un gruppo di colleghi ha contattato la Direzione chiedendo se, in caso di sospensione dello sciopero, avrebbe valutato di riaprire il tavolo delle trattative. La risposta è stata negativa e ci è stato precisato che le ipotetiche voci di SAM - circa la possibilità di ottenere quanto richiesto ritirando lo sciopero - erano voci "che non rispecchiavano la volontà della Direzione".
Anche su altre Sedi del gruppo sembra che i SAM condividano quanto richiesto dai lavoratori nonostante ciò non rispecchi la volontà della Direzione.
Le lavoratrici e i lavoratori della Scai hanno dimostrato ancora una volta di essere in grado di rispondere quando gli spazi di negoziazione diventano pressoché nulli.
La mobilitazione, rispetto a novembre, è stata più articolata e "flessibile" ; poche ore di sciopero, come abbiamo visto, creano disservizio, e, sotto la sede di un cliente, apportano maggiore visibilità all’iniziativa.
In accordo con il nostro funzionario si mantiene "aperto" lo stato di agitazione.

STATO DI SALUTE AZIENDALE
Segnaliamo che nel recente CdA, dopo diversi anni, sono stati corrisposti dei dividendi agli azionisti.
In Fondiaria-SAI, dopo un piccolo "terremoto" che sta modificando gli assetti azionari della compagnia, la Scai potrebbe divenire Primary Contractor e quindi fornitore privilegiato del gruppo assicurativo.

CASSA INTEGRAZIONE
Riguarda 12 colleghi (e non 11 come inizialmente vi avevamo comunicato); 10 a Torino e 2 a Roma. Si vocifera di un ulteriore collega, su Torino, da porre nei prossimi giorni. Rimaniamo perplessi e contrari all'utilizzo di questo strumento quando l'azienda non attraversa affatto una crisi, quando pone in cassa colleghi appena rientrati dal cliente, quando non si preoccupa di fornire formazione e/o affiancare questi colleghi a gruppi di lavoro che sono invece sottoorganico, quando "brucia" 13 settimane (minimo richiedibile) su un totale di 52 disponibili nel biennio.
Il nostro funzionario ha chiesto un incontro specifico all'UI per verificare che l'adozione di questo strumento sia avvenuta nel pieno rispetto dei limiti di legge. Le RSA stesse sono impegnate in questi giorni a fare tutte le verifiche del caso (Inps, Skill dei colleghi etc...) e procederanno inoltre sul fronte diarie/trasferte giornaliere (15,50€) e sul fronte Sicurezza Aziendale.

TICKET RESTAURANT
Ad un mese dall'adozione dei nuovi ticket giungono lamentele circa l'impossibilità di essere utilizzati in alcuni esercizi ( il vecchio Ticket Restaurant era l'unico accettato ovunque). Nella mensa Fondiaria di Corso Galilei, ad esempio, in attesa di rinnovo delle convenzioni, i ticket DAY non sono accettati. Neanche in buona parte degli esercizi commerciali circostanti.
Ciò che preoccupa maggiormente rimane tuttavia il lorovalore nominale,mantenuto invariato nonostante la richiesta espressa e generalizzata di adeguarloa 5,29€ e a fronte di un cambio di fornitore.
Ora, non solo è basso, ma in alcune zone non si ha nemmeno la possibilità di utilizzarlo.

ASSEMBLEE
Sono indette due assemblee:la prima, per i soli iscritti, mercoledì 7 settembre dalle 16 alle 17. La seconda, "plenaria", martedì 20 settembre dalle 15:00 alle 17:00. Verrà inviato in seguito il relativo ordine del giorno.
 
QUADRO ECONOMICO
Purtroppo, anche questo mese, il dato relativo all'inflazione è sconfortante e dopo due mesi consecutivi (aprile/maggio) nei quali si è registrato il +2,6%, l'indice provvisorio di giugno fa segnare un incremento del +2,7% (nuovo record dal novembre 2008, fonte ISTAT) e, parallelamente, a luglio, si registrano ulteriori rincari sui carburanti e i prodotti energetici.
 
CONCLUSIONI
L'azienda è attualmente in un buonstato di salute;siamo i primi a compiacercene,tuttavia ,siccome pensiamo che parte del merito sia anche dei suoi collaboratori,gradiremmo un riconoscimento, magari nella direzione delle richieste avanzate in questi mesi. Chiudiamo invitando la Direzione ad affrontare i principali nodi e "veri" problemi che i lavoratori in questi mesi hanno evidenziato:no al riassorbimento dei super minimi, adeguamento buoni pasto, formazione, piattaforma trasferte.Di uscire da una situazione conflittuale cooperando con i propri collaboratori al fine di trovare soluzioni condivise.
Ringraziamo infine,sinceramente, tutti i colleghi per il lavoro di squadra che è stato svolto (anche i colleghi di Milano e Roma) e con l'occasione auguriamo a tutti buone vacanze.

Le RSA Scai

venerdì 1 luglio 2011

RSA SCAI: Quale futuro per il CSI Piemonte?


Care/i colleghe/i

CSI:

Martedì prossimo 5 luglio, dalle 17:00 alle 20:00, è convocato il Consiglio Regionale con all'ordine del giorno la richiesta “Quale futuro per il CSI Piemonte?”.

Vi invitiamo pertanto a partecipare al PRESIDIO, che si terrà in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale, a partire dalle 17:00 davanti a Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15.

La situazione instabile che vive il CSI, ha un impatto su tutti i lavoratori ICT piemontesi, dipendenti e consulenti dello stesso.

PS: in allegato il comunicato stampa delle RSU CSI Piemonte

SCAI:

Lunedì invieremo un resoconto relativo alla mobilitazione e alla situazione aziendale SCAI

Le RSA Scai



PRESIDIO PER IL FUTURO DEL CSI PIEMONTE
Le RSU del CSI Piemonte e le OO.SS. CGIL, CISL e UIL organizzano un presidio dei lavoratori del Consorzio, martedì 5 luglio 2011, davanti a Palazzo Lascaris a partire dalle 17:00 in occasione della seduta del Consiglio Regionale che discuterà del futuro del CSI Piemonte.
Le rappresentanze sindacali esprimono la preoccupazione dei lavoratori per la situazione di stallo dovuta alle recenti dimissioni del consiglio di amministrazione del CSI e per le forti tensioni fra le diverse idee sul futuro del consorzio.
Chiedono quindi agli enti consorziati, in particolare alla Regione Piemonte, di arrivare responsabilmente ad una rapida designazione del nuovo CDA che garantisca il governo del consorzio e la sua piena operatività.
Con il presidio le rappresentanze sindacali intendono ribadire unitariamente la propria posizione a difesa dei livelli occupazionali e professionali dei lavoratori del consorzio, l'importanza della conferma della sua missione come ente pubblico garante dei servizi della PA ai cittadini e del suo ruolo strategico per il rilancio del settore ICT Piemontese.
 

Le RSU del CSI Piemonte

lunedì 7 febbraio 2011

FIOM: mobilitazione del 13 febbraio - Se non ora quando?



Ecco le prime indicazioni organizzative  per la giornata nazionale di mobilitazione "Se non ora, quando?" di domenica 13 febbraio p.v.

Abbiamo ottenuto che a Torino l'appuntamento per tutte e tutti sia in piazza San Carlo alle ore 14,30

Prevediamo, oltre al concentramento in piazza, un percorso colorato, pieno dei nostri volti e dei nostri contenuti, che si snoderà per via Roma, piazza Castello, via Verdi - di fronte alla RAI - (dove verrà letto l'appello), via Montebello, via Po, piazza Vittorio Veneto.

Nell'affollata riunione di martedì 1 febbraio nel salone dell'Antico Macello abbiamo stabilito che non ci saranno né palchi, né interventi.
Non sono gradite bandiere e/o striscioni di partiti e/o sindacati.

Accogliendo con grande convinzione le linee guida indicate dalle donne del gruppo promotore di Roma,  precisiamo che
·        la manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive. I cartelli e gli striscioni staranno attenti a non generare equivoci su questo fatto.
·        la manifestazione è fatta per esprimere la forza e la indignazione  delle donne
·        non ci devono essere simboli partitici o sindacali. L'autonomia e la "trasversalità"  deve essere rispettata
·        la manifestazione è promossa dalle donne, la partecipazione di uomini amici è richiesta e benvenuta.

Invitiamo tutte e tutti a diffondere il più possibile l'informazione.
La riuscita della mobilitazione dipende da tutte noi !
Agli inizi della prossima settimana invieremo ulteriori indicazioni organizzative e creative.


FIOM: Appello - Se non ora quando?


INVITO ALLE DONNE ITALIANE A  PARTECIPARE AD UNA
GIORNATA NAZIONALE  DI MOBILITAZIONE
 DOMENICA 13 FEBBRAIO  2011

Se non ora, quando?

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

L’APPUNTAMENTO E’  PER IL 13 FEBBRAIO
 IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA.
A  TORINO
  IN PIAZZA SAN CARLO  ORE 14,30

Per le adesioni e informazioni l’indirizzo mail è


Firmatarie :
 
Rosellina Archinto, Gae Aulenti, Silvia Avallone, Maria Bonafede, Suor Eugenia Sonetti, Giulia Buongiorno, Margherita Buy, Susanna Camuso, Licia Colò, Cristina Comencini, Silvia Costa, Titti Di Salvo, Emma Fattorini , Tiziana Ferrario, Angela Finocchiaro, Inge Feltrinelli, Anna Finocchiaro, Donata Francescano, Rosetta Loy, Laura Morante, Claudia Mori, Michela Murgia, Flavia Nardelli , Valeria Parrella,Flavia Perina, Marinella Perrone, Amanda Sandrelli, Lunetta Savino, Clara Sereni, Gabriella Stramaccione, Patrizia Toja, Livia Turco, Lorella Zanardo, Natalia Aspesi, Letizia Battagli
Associazione Di nuovo
Associazione Le filomene- il filo delle donne


Prime adesioni:

 Francesca Comencini ,Isabella Ragonese, Roberta Agostini, Morena Piccinini, Valeria Fedeli, Barbara Scaramucci, Annamaria Tagliavini, Cecilia d’Elia, Paola Gaiotti, Cristina Marcuzzo, Paola Bertagnolio, Gabriella Salinetti, Monica Cerutti, Nicoletta Dentico, Annalisa Rosselli, Anna Vinci, Angela Nava, Maria Rosaria Stabili, Rosalba Giugni, Suzanne Diku, Paola Barbieri, Donatina Persichetti, Anna Rudeberg, Dora Jacobelli, Stefania Bartoloni, Franca Zambonini, Camilla Miglio, Luisa Miglio, Novella Bellucci, Marcella Corsi, Maria Grazia Fasoli, Rosalba Fanelli, Francesca Izzo, Elisabetta Addis, Antonella Anselmo, Marina Calloni, Iaia Caputo, Anna Carabetta, Carlotta Cerquetti, Licia Conte, Elisa Davoglio, Ilenia De Bernardis, Daniela De Pietri, Fabrizia Giuliani, Francesca Leone, Anna Francesca Lieggi, Anna Maria Mori, Monica Pasquino, Fabiana Pierbattista, Ilaria Ravarino, Anna Maria Riviello, Simonetta Robiony, Maria Serena Sapegno, Giorgia Serughetti, Sara Ventroni, Laura Onofri, Milena Boccadoro, Stefanella Campana, Simonetta Rho, Elena Rosa, Cinzia Ballesio, Pierangela Mela, Donata Canta.
Masci del Lazio (Movimento adultiscout cattolici italiani),
Le associazioni di volontariato: Welcom; Televita; Insieme con te; Articolo 3; Centro Italiano Femminile di Roma; Conferenza   Maschile "Federico Ozanam"


lunedì 2 agosto 2010

FIOM: Punto Fiom del 27 luglio 2010














La Fiom chiama alla mobilitazione
le metalmeccaniche e i metalmeccanici

Riconquistiamo il contratto


15 ottobre 2009
industria metalmeccanica

26 gennaio 2010
cooperative

3 giugno 2010
piccola e media industria

In queste tre date, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra, si è materializzato l’attacco frontale al contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici, e a tutto quello che rappresenta, dai diritti alle tutele, alla solidarietà ecc.
Tre accordi separati che assumono integralmente l’accordo separato sul modello contrattuale del 22 gennaio 2009 (non firmato dalla Cgil), che puntano a indebolire le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici, che attaccano i diritti e le tutele conquistati in decenni di lotte e mobilitazioni, che sanciscono la riduzione programmata del potere d’acquisto dei salari.
Tre intese illegittime, poiché riguardano contratti non ancora scaduti, che le associazioni aziendali hanno scelto di perseguire utilizzando le difficoltà della crisi.
La Fiom, subito dopo l’accordo separato del 15 ottobre 2009, ha chiesto formalmente alle organizzazioni sindacali firmatarie di far votare le lavoratrici e i lavoratori, chiedendo loro di esprimersi su ciò che li riguardava, affermando che il risultato sarebbe stato vincolante per tutti, anche per i metalmeccanici della Cgil. La risposta è stata negativa, con l’effettuazione di un referendum solo fra gli iscritti di Fim e Uilm (salvo poi chiedere la quota contratto ai non iscritti a distanza di pochi mesi) per l’accordo separato dell’industria e, in seguito, di una non meglio specificata «consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici» per l’accordo separato della piccola e media impresa, di cui viene informata Unionmeccanica senza renderne noti i risultati.
La Fiom, a partire dall’Assemblea di Bologna del 30 ottobre 2009, si è impegnata a una mobilitazione permanente, avviando subito tutte le iniziative necessarie per riconquistare un vero contratto nazionale.

In particolare è stata avviata una campagna di raccolta firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia, la rappresentanza e la rappresentatività nei luoghi di lavoro e sull’efficacia dei contratti collettivi di lavoro e sono state diffidate le aziende ad applicare l’accordo separato, denunciando il comportamento antisindacale (articolo 28 dello Statuto dei lavoratori) di quelle che continueranno a farlo.
Nel Comitato centrale della Fiom tenuto a Roma nei giorni 19 e 20 luglio scorsi, è stato deciso un calendario fitto di impegni per i prossimi mesi, che culminerà nella manifestazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici di sabato 16 ottobre, a Roma, «per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero Contratto nazionale», aperta alla partecipazione sociale e dell’opinione pubblica.
È necessario un impegno straordinario, di tutte e di tutti. Il contratto nazionale, i diritti, le tutele e la democrazia nei luoghi di lavoro e fuori, sono oggetto di un attacco violentissimo. Per questo la Fiom chiama le metalmeccaniche e i metalmeccanici alla mobilitazione.


Le iniziative della Fiom

Il Comitato centrale del 19 e 20 luglio scorsi, assumendo le decisioni dell’Assemblea di Pomigliano del 1° luglio, a deciso una serie di iniziative che impegneranno la Fiom fino al prossimo ottobre.
  • 27 luglio, Reggio Emilia. Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati delle piccole e medie imprese metalmeccaniche;
  • settembre, Bari (in una data stabilita dalla Segreteria nazionale). Conferenza per il Mezzogiorno;
  • 29 settembre, Bruxelles. Giornata di mobilitazione europea proclamata dalla Ces, per la difesa del lavoro e dei diritti sociali;
  • a partire dal prossimo autunno. Campagna straordinaria di proselitismo e di risottoscrizione della delega alla Fiom-Cgil tra tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici;
  • 16 ottobre, Roma. Manifestazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero Contratto nazionale, aperta alla partecipazione sociale e dell’opinione pubblica.

Elette Segreteria nazionale
e presidenza del Comitato centrale


Il Comitato centrale della Fiom, riunitosi il 19 e 20 luglio a Roma, ha completato gli organismi direttivi dell’organizzazione la cui definizione era stata avviata dal XXV Congresso tenuto a Montesilvano lo scorso aprile.
Giorgio Cremaschi, della Fiom nazionale, è stato eletto presidente del Comitato centrale, che ha come vice presidenti Manuela Marcon, della segreteria della Fiom Treviso, e Adam M’Body, segretario generale della Fiom di Biella.
La nuova Segreteria nazionale, la cui proposta è stata avanzata dal Segretario generale risulta ora così composta: Maurizio Landini, Segretario generale, Giorgio Airaudo, Sergio Bellavita e Laura Spezia.

«Risottoscrizione della delega Fiom»
Verificare e allargare la rappresentanza

La Fiom, con il documento approvato all’unanimità dal Comitato centrale del 19 e 20 luglio scorsi, ha annunciato una campagna straordinaria di proselitismo e risottoscrizione della delega sindacale.
Questo significa andare ben oltre la normale riconsegna della tessera per il prossimo anno, chiedendo concretamente a tutte le iscritte e a tutti gli iscritti di riaffermare la volontà di essere tesserati Fiom, e attraverso una presenza capillare in tutti i luoghi di lavoro verificare e allargare la nostra rappresentanza. È la scelta di una presa di contatto ancora più diretta con le lavoratrici e i lavoratori nelle imprese di ogni dimensione.
Il ritesseramento di fatto accompagna la nostra proposta di legge di iniziativa popolare su rappresentanza e rappresentatività nei luoghi di lavoro, mettendo al centro la democrazia, il diritto e il valore della scelta di iscriversi a un sindacato per dare forza al punto di vista del lavoro, proprio mentre è in atto il tentativo di trasformare la natura del sindacato indebolendo il suo carattere di rappresentanza collettiva e generale delle lavoratrici e dei lavoratori e non riconoscendo il voto dei lavoratori sui contratti che li riguardano. La nuova delega terrà conto anche della necessità di mettere al riparo la Fiom, che è finanziata unicamente dal pagamento delle tessere attraverso la trattenuta messa in atto dalle aziende, da mancati versamenti che le aziende dovessero praticare per diversi motivi.
La campagna della Fiom avrà bisogno di una precisa preparazione, che andrà condivisa a partire dall’autunno con tutte le strutture territoriali, e ancora una volta chiederà un impegno straordinario delle delegate e dei delegati, che sono la Fiom tutti i giorni nei luoghi di lavoro, nel rapporto quotidiano con le metalmeccaniche e i metalmeccanici.