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domenica 23 dicembre 2012

Rassegna Stampa: La Repubblica




Protagoniste della vicenda tre lavoratrici bergamasche della Borgunitour, un'agenzia di viaggi
riconducibile al sindacato. L'azienda: "Pronti a incontrarci per trovare insieme una soluzione" 

Licenziate da un'agenzia di viaggi di proprietà della Cisl di Bergamo, tre lavoratrici si rivolgono alla Cgil e aprono una vertenza. La comunicazione era alle tre dipendenti dell'agenzia Borgunitour, controllata dall'Ente turismo sociale italiano (a sua volta di proprietà della Cisl), all'inizio di dicembre: la società annunciava "un percorso di riduzione del personale a seguito della grave crisi che il settore delle agenzie di viaggio sta subendo e indipendente da qualsiasi altro fattore intervenuto nei confronti della società in questi mesi".

Alle lavoratrici, di età compresa tra i 35 e i 45 anni, era stata avanzata una "proposta di lavoro alternativa", ritenuta però non soddisfacente. E così le donne hanno preferito chiedere all'Ufficio vertenze della Cgil di impugnare il licenziamento. La Cgil ha accettato l'incarico e contattato la proprietà per un primo incontro in calendario dopo le feste. "Alle lavoratrici coinvolte ed alla organizzazione sindacale che le tutela - commenta invece la Borgunitour - abbiamo già manifestato la nostra massima disponibilità a incontrarci per trovare una soluzione della controversia".

Proprio la Borgunitour nei mesi scorsi era stata coinvolta nell'inchiesta che aveva portato all'arresto dell'ex titolare Dario Zambelli e del funzionario dell'assessorato alla Famiglia del Comune di Milano, Patrizio Mercadante, con l'accusa di turbativa d'asta e corruzione per fatti legati alla gestione di case vacanza.

22/12/2012

sabato 21 luglio 2012

Esodati e lavoratori in mobilità







Esodati/e 
e lavoratori/trici in mobilità: 
una soluzione per tutti 


Con il Decreto Legge sulla “Spending Review” il Governo pensa di chiudere il problema “esodati”, esonerando dall’applicazione della riforma Fornero 120 mila persone. In realtà, introduce nuovamente norme inique, che creano disparità di trattamento e che certamente non sono risolutive al problema. 

CGIL CISL UIL di TORINO rivendicano con forza una soluzione per tutti coloro che hanno accettato di uscire dal lavoro nelle varie forme con la prospettiva di agganciarsi alla pensione. 

In particolare:
E’ inaccettabile che vengano introdotti numeri oltre i quali non verranno accolte domande di pensione, non stabilendo per tutti un diritto universale. 
E’ sbagliato riconoscere diritti diversi sulla base della sede della firma dell’accordo (sede Ministeriale e altre sedi).
E’ iniquo non ricomprendere tutte le tipologie di persone che per effetto della riforma Fornero non riescono ad agganciarsi alla pensione (ad es. coloro che transitano dalla mobilità, alla quale aggiungerebbero contribuzione volontaria).  
E’  assurdo applicare a coloro che vengono esonerati l’aumento legato alle aspettative di vita, che sposta ulteriormente l’età pensionabile. 
Inoltre, non è stata data ancora nessuna soluzione operativa all’art 12 comma 5 bis della Legge 122/2010, con la conseguenza che molte persone sono già da tempo e saranno ancora per molti mesi prive di sostegno al reddito. 

CGIL CISL UIL di TORINO, pertanto, ritengono che vada ristabilito il principio universale secondo il quale il diritto alla pensione è legato alle condizioni in essere al momento dell’uscita dal lavoro. 

Per cambiare le norme proposte dal Governo, in accordo col Comitato “Lavoratori in mobilità ma senza pensione” CGIL CISL UIL di TORINO invitano tutti i lavoratori/trici a partecipare al Presidio previsto per 


Mercoledì 25 Luglio 2012 ore 10 alle ore 12 
in piazza Castello fronte Prefettura 
Torino, luglio 2012

mercoledì 4 luglio 2012

Assemblea pubblica 9 Luglio a Torino ed incontro del Comitato di Livorno con Bersani



Assemblea Pubblica a Torino
Ricordiamo a tutti i lavoratori in mobilità ed in esodo di Torino e Provincia la
Assemblea pubblica del  9 Luglio ore 17:00 presso la CGIL - sala salone “Pia Lai” - Via Pedrotti 5, Torino
organnizzata da CGIL, CISl, UIL e dal "Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione" di Torino.
Oltre che del decreto Fornero, vi segnaliamo che si parlerà anche degli aspetti legali in riferimento ai possibili profili di anticostituzionalità delle norme, e la possibilità di rivalsa sulle imprese che hanno posto in mobilità i lavoratori .
Ci uniamo ai sindacati nel consigliarvi di non imbastire cause legali con leggerezza senza la sicurezza delle competenze necessarie in materia, anche al fine di evitare cause controproducenti e inutili perdite di soldi.


Comitato di Livorno incontra Pierluigi Bersani
Di seguito riportiamo:
1)messaggio di Enzo Cozzolini del “Comitato lavoratori in mobilità” Livorno che ha incontrato il 2 luglio  Pierluigi Bersani nell’ambito di una conferenza del PD
2)commenti ed impressioni di Enzo dopo l’incontro
3)Due commenti da Facebook
4)un stralcio dell’articolo di La Repubblica

1) Messaggio
2 Luglio:
Buongiorno, "quasi" sicuramente oggi dovrei parlare ad una conferenza del PD. sarà presente il segretario Bersani e conto, se non sarà possibile parlargli di dargli questo documento che copio e incollo qui sotto. cozzolini enzo

Come è noto i lavoratori in mobilità sono dipendenti  licenziati  a seguito di ristrutturazioni o chiusure di aziende, cui l’Inps eroga un sussidio in base all’età che arriva fino a 3 anni. È una prassi consolidata da anni di mandare in mobilità i più vecchi (anziché i più giovani) che  permette di andare in pensione alla fine della mobilità stessa, salvando chi, avendo meno anni si ritroverebbe senza lavoro. La legge 122 del 2010 a firma Sacconi, ha rotto un principio che esonerava da tutte le riforme o leggi, i lavoratori che trovandosi in mobilità erano di fatto fuori dal lavoro e quindi impossibilitati a poter allungare la propria vita lavorativa. La 122 allungava la finestra  da 9 mesi a  di 1 anno, lasciando scoperti economicamente migliaia di persone, e salvandone solo 10000, come una lotteria dalla gestione ad oggi poco chiara.
La legge Fornero ha rivoluzionato negativamente tutte le aspettative pensionistiche, alzando l’età e gli anni di contributi necessari alla pensione. Ancora una volta noi lavoratori in mobilità siamo stati penalizzati, in quanto si è limitato l’esonero a detta legge a tutti quelli che ci sono andati entro il 2011, ma con un limite di spesa annuo, che non garantisce l’inclusione di tutti quelli che sono in mobilità, esodati e autorizzati alla contribuzione volontaria.
L’esenzione a tale riforma di tutti quelli andati in mobilità, esodati o autorizzati alla contribuzione volontaria entro il 2011, ci lascia perplessi, in quanto si fa riferimento a LIMITI di spesa annui, con incognite di scoperture future.
Sulla stampa si è letto che nel decreto mille proroghe si sarebbe corretto sia la data di inclusione degli esentati, sia la penalizzazione della pensione per i cosidetti precoci.
Noi mobilitati abbiamo chiesto a tutte le forze politiche, che siano in parlamento oppure no, che si adoperino affinchè si dia giustizia a dei lavoratori che non hanno più lavoro, e non sanno quando andranno in pensione.
Non siamo in possesso di dati ufficiale su quanti siano nelle nostre condizioni,  sono cifre che solo l’Inps ha, ma  si parla di circa  800 nel comune di Livorno e 390.000 in tutta Italia.
In questi giorni abbiamo visto la Ministra elencare numeri e cifre, ebbene senza entrare nel merito, noi ribadiamo che tale esenzione deve essere per TUTTi  quelli che hanno fatto accordi di mobilità o esodo, contribuzione volontaria e comunque licenziati vicino alla pensione.
La copertura finanziaria non è un problema, visto il gran risparmio che produce la riforma delle pensioni, ma comunque una patrimoniale sui grandi possedimenti potrebbe coprire questo e altri scoperti di bilancio.
Chiediamo al PD e direttamente al suo segretario Bersani, che si adoperi perché messa  fine a questa ingiustizia. Questo subito e senza rimandamenti che producono solo angosce a chi, come noi è senza lavoro e senza pensione.
Comitato lavoratori in mobilità Livorno

2) Commenti ed impressioni di Enzo 
2 Luglio:
Oggi il PD locale mi ha dato una possibilità che pensavo impossibile, son riuscito a parlare direttamente con Bersani dopo aver parlato sul palco. Nel suo discorso si è soffermato moltissimo sul problema esodati, e come riportato gia dai giornali on line, ha detto che LORO glielo avevano detto alla Fornero che la sua riforma avrebbe procurato questi problemi. Non ci hanno ascoltato e ora dobbiamo-devono riparare. A fine discorso ho dato il documento che ho gia postato e mia assicurato che lui ne ha parlato e ne riparlerà con Monti, perchè il problema va risolto. Unica cosa che non sono soddisfatto è che probabilmente  non saranno subito inclusi tutti, ma come sempre accadrà in 2 tempi. Vedremo, noi non molleremo finchè non sarà garantito il diritto a tutti. saluti Enzo
2 Luglio:
Oggi come comitato livornese in mobilità ho avuto la possibilità di parlare dal palco livornese del Goldoni a Bersani. Gli ho detto tutta la nostra rabbia, cosa che è stata recepita dal segretario che si è detto consapevole del problema.
ha parlato a lungo degli esodati, cosi tanto che tutti i giornali on line oggi ne parlano. è importante che sentano la nostra rabbia:

3 Luglio:
Ogni volta che incontro un politico ho un disagio. Il mio malessere è fondato su 2 cose, la prima è di non riuscire a far capire bene la condizione in cui stiamo vivendo. La seconda è che loro non la capiscano. Ogni volta però che esco da detto incontro sento dentro di me che ho portato un contributo al nostro problema. Non penso che l'ho risolto, magari, ma solo un piccolo contributo. Vi giuro però che questo mi costa molto, non è facile mostrarsi sempre come il solito....esodato un saluto Enzo.

3) Due commenti da Facebook
Fanio G.
… loro ci stanno adesso al governo. Per essere credibili devono fare qualcosa di significativo SUBITO!!!
Salvatore C.
….non riesco a trovare proprio nulla da difendere in questa dichiarazione ... siamo allo stesso punto del 4 dicembre, anzi peggio perché ora il problema lo conoscono benissimo, fanno dichiarazioni mirabolanti di fermezza sui principi (alla stampa ovviamente, mai in Parlamento: bastava sfiduciare al Fornero ed il gioco era fatto!!) .. adesso il gioco è il "palleggiamento dell'esodato" ... non sono più credbili: ora contano solo i FATTI!!

4) un stralcio dell’articolo di La Repubblica
……
Gli esodati. "Un pò di conti li abbiamo fatti anche noi, e per noi sono 270-280 mila". Bersani, affronta il tema esodati. "La garanzia che voglio dare è che noi non molliamo. Nessuno in Europa lascia a casa la gente senza salari e ammortizzatori sociali. Poi, su come affrontarlo, vedremo quando andremo al governo". Il segretario del Pd ha ricordato che "noi glielo avevamo detto in cinese che sulla riforma delle pensioni c'era un buco. Abbiamo offerto una proposta, con un'uscita flessibile; la risposta è stata 'no, no, no perche' così si risparmia di menò. Ma poi con quel buco lì, i soldi ce li devi mettere lo stesso".
……


 

Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione
e-mail: comitato.lav.mobil@hotmail.it (circa 680 aderenti)
facebook: gruppo Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione  (circa 320 aderenti) (http://www.facebook.com/groups/228984997160896/ )
google+: Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione ( http://plus.google.com/113675928933484932136 )
twitter: LavoratoriInMobilità @lavmobilita ( http://twitter.com/lavmobilita )

 

venerdì 8 giugno 2012

FIOM: Patto Associativo 2009 tra CISL e CUQ



Di seguito il Patto Associativo del 2009 (e di cui si è avuta notizia solo in questi giorni) tra CISL e Confederazione Unitaria Quadri (di cui fanno parte Anqui e Ass. Capi e quadri Fiat).




giovedì 31 maggio 2012

CGIL, CISL, UIL Manifestazione Roma 2 giugno 2012









CAMBIARE IL FISCO PER IL LAVORO, LA CRESCITA, IL WELFARE

L'aggravarsi della situazione economica e sociale a livello europeo impone l'esigenza di una svolta nella politica economica dell'Europa, concentrando l'attenzione sui temi della crescita e dell'occupazione accanto alle politiche di controllo del debito. E‘, quindi, necessaria una nuova politica europea che liberi risorse per finanziare investimenti a sostegno dell'occupazione, dell'innovazione e dello sviluppo.
In Italia la grave situzione economica e l'emergenza finanziaria sono state affrontate senza una politica di crescita, attraverso drastiche, quanto ingiuste, misure sul sistema pensionistico, volte solo a fare cassa, e attraverso l'ulteriore aumento dell'imposizione fiscale, soprattutto sui redditi fissi (IMU sulla casa di abitazione, addizionali IRPEF regionali e comunali, aumenti IVAe dell'accise sulla benzina, riduzione della rivalutazione delle pensioni).
Cosi facendo, il conto è stato ancora una volta pagato soprattutto dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Fermo restando le esigenze di una riforma strutturale del fisco e di politiche orientate allo sviluppo, occorrono azioni immediate che cambino la politica economica del Governo.

Ridurre subito le tasse a lavoratori e pensionati 
CGIL, ClSLe UIL chiedono nell'immediato di:
  1. Aumentare di 400 euro annui pro-capite le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione, compresi entro l'attuale limite di 55.000 euro.
  2. Abolire I'IMU sulla abitazione principale (per gli immobili non di pregio) esclusivamente per chi possieda un solo immobile.
  3. Varare il decreto attuativo per rendere applicabile il meccanismodi detassazione dei premi di risultato, erogati tramite la contrattazione collettiva aziendale o territoriale.

Una svolta epocale nella lotta all'evasione fiscale
Le tasse nel nostro paese le pagano prevalentemente i lavoratori e i pensionati. Nessuna economia, soprattutto nella nuova fase di competizione globale, può sopportare una cosi alta evasione.
Non c'è vera democrazia senza democrazia fiscale.

In particolare CGIL, CISL e UIL chiedono:
  • una riorganizzazione dell'apparato statale rafforzando ed estendendo i controlli e l'accertamento;
  • l'incrocio tra le banche dati delle Amministrazioni centrali, locali e dei servizi pubblici;
  • la modifica del sistema sanzionatorio al fine di rendere effettiva l'applicazione della pena;
  • la revisione degli Studi di settore da trasformare in uno strumento di reale accertamento;
  • l'esigibilità dello Statuto del contribuente per garantire diritti fondamentali con l'istituzione di una “carta dei servizi’ fiscali”, fornendo annualmente uno schema semplificato degli adempimenti fiscali.

Interventi straordinari per l'occupazione e le sviluppo
La difficile situazione occupazionale rende necessario mettere all'ordine del giorno l'attuazione di politiche per le creazione di lavoro, a partire dall'emergenza della disoccupazione giovanile e femminile, particolarmente accentuata nel Mezzogiomo e dalla necessità di reimpiegare le centinaia di migliaia di lavoratori ancora coinvolti dagli ammortizzatori sociali.

Vanno create tutte le condizioni necessarie per rilanciare, con l'impegno di tutti i livelli Istituzionali e nei tempi più solleciti, gli investimenti infrastrutturali, materiali ed immateriali, nei trasporti, nelle reti energetiche, nella manutenzione e difesa del suolo, nella innovazione e nella ricerca, utilizzando a questo fine tutte le risorse pubbliche disponibili, coinvolgendo le imprese e i capitali privati, sbloccando il Patto di Stabilità negli Enti Locali per gli investimenti ed ottimizzando l'utilizzo dei Fondi nazionali ed Europei per il Mezzogiomo.

Come finanziare le richieste di CGIL, CISL e UIL
Utilizzare una quota significativa delle risorse recuperate nel 2012 dalla lotta all'evasione fiscale 

Istituire una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze

Accelerare un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali esportati 

Rendere più effciente e meno costoso il “sistema politico”, razionalizzando i costi di gestione della Pubblica Amministrazione e semplificando i processi decisionali. 

Riformare il sistema e le regole degli appalti della Pubblica Amministrazione per eliminare clientele, sprechi ed inefficienze che sono stimate dalla Corte dei Conti in oltre 60 miliardi 

Prevedere interventi immediati di riduzione dei costi di funzionamento del sistema pubblico: blocco per due anni di tutte le consulenze e riduzione del 20% degli emolumenti dei 24.000 componenti dei consigli degli enti della P.A.


MANIFESTAZIONE NAZIONALE ROMA 2 giugno 2012
Intervengono i Segretari Generali
S. CAMUSSO, R. BONANNI,  L. ANGELETTI

Conunicato Stampa: Attentato a Brindisi





COMUNICATO STAMPA 
delle Segreterie Nazionali CGIL CISL UIL 


CGIL, CISL e UIL esprimono lo sdegno di tutti i lavoratori italiani per l'efferato attentato che ha colpito inermi alunne di una scuola di Brindisi. Spetta agli inquirenti accertare la matrice dell'atto criminale. Ma tutti gli elementi fanno propendere, sin da ora, per un attentato di natura mafiosa.

CGIL, CISL e UIL, nell'esprimere vicinanza alle famiglie colpite, condannano duramente l'accaduto e si affidano alle forze investigative affinché autori e colpevoli del vile delitto siano prontamente assicurati alla giustizia. 

La coscienza civile collettiva si ribella a questi attentati che vogliono colpire lo Stato e tutti i suoi cittadini.

CGIL, CISL e UIL, dunque, si mobilitano invitando a realizzare fiaccolate o sit-in davanti a tutte le Prefetture italiane nella giornata di mercoledì 23 maggio, anniversario della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e della scorta.

Roma, 19 maggio 2012

giovedì 12 aprile 2012

FIOM Torino: comunicato stampa su sciopero FIM



COMUNICATO FIOM CGIL TORINO


Sono 350 mila i lavoratori e le lavoratrici che in seguito ai provvedimenti governativi che allungano l’età pensionabile sono senza lavoro e senza pensione, così come sono molti i pensionati che dovranno pagare ricongiunzioni onerosissime e improponibili.

Per queste ragioni CGIL CISL e UIL, hanno indetto per il giorno 13 aprile a ROMA, una manifestazione nazionale alla cui riuscita partecipa la FIOM CGIL.



Ci giunge notizia che la FIM CISL Piemonte avrebbe indetto improvvisamente uno sciopero con presidio davanti alla Prefettura di Torino in contemporanea con la manifestazione nazionale unitaria di Roma.

IN ALCUNI VOLANTINI IL PRESIDIO È STATO FALSAMENTE DEFINITO UNITARIO!

Questo modo di fare rischia di produrre confusione tra i lavoratori e le lavoratrici, e l’iniziativa, per quanto legittima, deresponsabilizza i metalmeccanici della FIM Piemonte dalla riuscita della mobilitazione del 13 aprile a Roma.



LA FIOM CGIL TORINO È IMPEGNATA AD ORGANIZZARE LA PARTECIPAZIONE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI METALMECCANICI AGLI SCIOPERI GENERALI TERRITORIALI E ALLE INIZIATIVE PROMOSSE CON LA CGIL PER LA PROSSIMA SETTIMANA, PERCHÉ:

  • SIA RAPIDAMENTE E POSITIVAMENTE RISOLTA LA QUESTIONE DEI LAVORATORI IN MOBILITÀ CHE NON POSSONO PIÙ RAGGIUNGERE LA PENSIONE;
  • IN PARLAMENTO SIA SALVAGUARDATO IL DIRITTO AL REINTEGRO PER TUTTI I LAVORATORI LICENZIATI INGIUSTAMENTE, COME PREVEDE L’ATTUALE ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, SENZA MODIFICHE PASTICCIATE CHE RENDANO DI FATTO INESIGIBILE IL DIRITTO.



Torino, 11 aprile 2012

CGIL Piemonte: Comunicato Stampa su iniziativa FIM










COMUNICATO STAMPA




Sono 350 mila i lavoratori e le lavoratrici che in seguito ai provvedimenti governativi che allungano l’età pensionabile sono senza lavoro e senza pensione, così come sono molti i pensionati che dovranno pagare ricongiunzioni onerosissime e improponibili.

Queste le ragioni principali per le quali CGIL CISL e UIL, hanno indetto per il giorno 13 aprile a ROMA, una manifestazione nazionale. La nostra organizzazione è impegnata nella piena riuscita di questa mobilitazione con un grande sforzo organizzativo che ha coinvolto tutte le categorie.

Veniamo a conoscenza di una proclamazione di sciopero della FIM CISL Piemonte, che indice in contemporanea, un presidio davanti alla Prefettura di Torino. Ci risulta che in un primo volantino il presidio sia stato falsamente definito unitario, e che sia stato organizzato anche davanti ad altre Prefetture.

La concomitanza di uno sciopero regionale di categoria con la manifestazione nazionale rischia di produrre confusione tra i lavoratori e le lavoratrici, ed è un’iniziativa, per quanto legittima, assolutamente scorretta in quanto contraddice la decisione unitaria nazionale e deresponsabilizza i metalmeccanici della FIM Piemonte dall’organizzazione e dalla riuscita della mobilitazione del 13 aprile.

La CGIL non può che rammaricarsi di una così plateale violazione delle regole di comportamento tra le organizzazioni sindacali e nei confronti dei lavoratori.

 
Segreteria CGIL Piemonte

Torino, 10 aprile 2012

mercoledì 11 aprile 2012

CGIL: "esodati" - manifestazione unitaria venerdì 13 aprile a Roma




I provvedimenti assunti dal Governo Monti sulle pensioni hanno creato una vera e propria emergenza sociale per i lavoratori in mobilità ordinaria ed in mobilità lunga, per i lavoratori che hanno accettato esodi individuali e collettivi, per i titolari di prestazioni di sostegno al reddito a carico del fondi di solidarietà di settore, per gli autorizzati alla prosecuzione volontaria, per coloro che hanno ottenuto l'esonero dal servizio. Lavoratrici e lavoratori per i quali il diritto a pensione è diventato una vera e propria lotteria e che rischiano di rimanere per anni senza alcun sostegno economico e senza pensione. Nulla è stato previsto dal Governo per coloro che sono stati licenziati individualmente o collettivamente in assenza di accordi nonché per i lavoratori, nella stessa condizione, per i quali è iniziata ma non si è conclusa la procedura di licenziamento.

Restano ancora aperti, inoltre, i problemi derivanti dalle ricongiunzioni onerose presso diverse gestioni previdenziali, a seguito della cancellazione effettuata dalla legge 122/2010 di una serie di norme che consentivano ai lavoratori del settore privato e del settore pubblico di chiedere la costituzione della posizione assicurativa o la ricongiunzione gratuita della contribuzione in un unico fondo. Di conseguenza, a partire dal luglio del 2010, a questi lavoratori per poter andare in pensione vengono imposti oneri di ricongiunzione estremamente gravosi che, in molti casi, raggiungono addirittura l’importo di centinaia di migliaia di euro, con la conseguenza che molte lavoratrici e molti lavoratori, non potendo pagare, si trovano nella condizione di non aver diritto a pensione.

CGIL CISL e UIL chiedono:
  • che le esenzioni dalla nuova normativa si applichino anche agli accordi di mobilità siglati tra il 4 ed il 31 dicembre 2011;
  • che per i lavoratori posti in mobilità o in esodo non si applichi l'incremento dell'età relativo alla speranza di vita;
  • che per gli esodi l'esenzione sia estesa anche a tutti coloro che, in base ad accordi sottoscritti nel 2011, cesseranno dal lavoro in data successiva al 31 dicembre 2011;
  • che per gli esodi sia cancellato il vincolo dei 24 mesi in cui, in base all'attuale normativa, devono essere raggiunti sia i requisiti per il diritto a pensione sia l'apertura della finestra sia l'aumento dell'età relativo alla speranza di vita;
  • che nelle esenzioni vengano considerati anche i lavoratori licenziati individualmente o collettivamente senza accordi e che l'esenzione sia applicabile anche a coloro per i quali la procedura di licenziamento è iniziata ma non si è ancora conclusa;
  • che venga ripristinata la possibilità del trasferimento o della ricongiunzione gratuita della contribuzione versata all'INPS come unico vero atto di equità rispetto a lavoratrici e lavoratori che hanno sempre versato la contribuzione.

CGIL CISL e UIL chiedono al Governo e al Parlamento di intervenire per modificare i provvedimenti varati e renderli più equi sul piano sociale, dando di nuovo certezze sul diritto a pensione a tutti i lavoratori espulsi o prossimi all’espulsione dal lavoro e consentendo a chi è ormai prossimo alla pensione di ricongiungere tutti i contributi maturati presso enti o gestioni diverse senza oneri. Anche a tale scopo si chiede al Governo di avviare quanto prima un confronto di merito, al fine di individuare le soluzioni più adeguate per rispondere ai problemi sopra richiamati.

MANIFESTAZIONE UNITARIA – ROMA, 13 APRILE 2012

lunedì 2 aprile 2012

RSU FIM CSC: comunicato sindacale su articolo 18


(Abbiamo ricevuto copia del comunicato sindacale della RSU FIM-CISL di CSC Torino in merito alla riforma del lavoro, con particolare attenzione all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, di cui Parti Sociali e Governo stanno discutendo. Lo pubblichiamo di seguito perchè riteniamo sia indicativo del clima che si respira nelle altre realtà informatiche nazionali. Liberamente abbiamo evidenziato alcuni passaggi che a nostro avviso sono importanti.)


Care colleghe e cari colleghi,


il governo tecnico e/o politico ci sta mettendo in ginocchio con le sue leggi e riforme che vanno a colpire sempre le stesse persone e le stesse categorie di lavoratori.

A queste azioni le parti sociali hanno reagito in maniera differente.

Noi rsu FIM vogliamo proclamare il nostro dissenso e disgusto sull’operato del segretario generale della CISL Raffele Bonanni, sulla sua totale incoerenza e incosistenza, sul suo comportamento che va contro i lavoratori e contro il mondo del lavoro.

La FIM deve intervenire anchesganciandosi dalla CISL e soprattutto aggregandosi con le altre sigle sindacali per aderire e/o proporre scioperi e mobilitazioni generali.

Dobbiamo andare oltre al sindacato per difendere i nostri diritti di lavoratori.

Toccando l’articolo 18 le aziende sarebbero libere di licenziare a proprio piacimento appellandosi a motivi economici.

Aiutare i giovani a trovare lavoro non deve significare licenziare le persone “sgradite” o meno giovani creando un clima di terrorismo all’interno delle aziende.

Per questo motivo abbiamo chiesto, chiediamo e chiederemo che l’articolo 18 non venga modificato e che il sindacato prenda una posizione dura e decisa contro questo governo.

I lavoratori dipendenti non possono e non devono pagare per tutti cercando di salvare la situazione economica dell’intero paese.

Visto la gravità del momento la priorità deve essere quella di salvaguardare il lavoro e per questo dobbiamo viaggiare tutti uniti per una lotta unitaria.

  RSU FIM


lunedì 14 novembre 2011

CGIL Torino: comitato lavoratori in mobilità


Con il sostegno di CGIL CISL UIL di TORINO si è costituito il comitato:

"Lavoratori in mobilità, ma senza pensione"

Il Decreto Legge 78 del 31 Maggio 2010 (diventato Legge 122/2010) che stabilisce in dodici mesi l’attesa della decorrenza dei trattamenti  pensionistici (tra la maturazione del diritto e il percepimento della pensione, precedentemente limitata a pochi mesi), sta causando, tra i lavoratori posti in mobilità negli ultimi anni, una forte preoccupazione rispetto alla possibiltà di aggancio tra fine mobilità e decorso della pensione.
In sostanza questi lavoratori  vengono, e verranno, a trovarsi in una situazione tale per cui, terminato il periodo di mobilità , previsto a suo tempo, non riceveranno più la  mobilità e contemporaneamente non percepiranno ancora la pensione e saranno quindi persone a reddito zero.

A parziale deroga di quanto sopra,  il comma 5 dello stesso decreto prevede l’applicazione della vecchia normativa sulle finestre al numero limitato di 10.000 casi; per tutti gli altri è invece previsto un generico impegno del governo a stanziare i fondi  per il prolungamento della mobilità.
Al momento, però, l'INPS ha anticipato gli assegni di prosecuzione della mobilità, per i lavoratori ai quali era scaduta,  solo per i mesi di luglio ed agosto, ma non ha disposizioni per l'erogazione dell'assegno per i mesi successivi.
Siamo quindi in una  SITUAZIONE per cui coloro che HANNO RAGGIUNTO IL REQUISITO pensionistico non sanno se sono nei 10mila salvati ( e avranno la pensione in base alle vecchie finestre, seppure in ritardo) oppure dovranno attendere il raggiungimento della nuova finestra senza avere, al momento, la certezza che l’erogazione della mobilità prosegua !

Se a questo aggiungiamo il fatto che le pensioni sono nuovamente sotto tiro, è evidente che se mai passasse una modifica tale da innalzare i requisiti per la maturazione del diritto ( per non parlare delle proposte di abolizione delle pensioni di anzianità ) questi lavoratori, andati in mobilità volontaria, in base alle leggi vigenti al momento delle dimissioni, non solo si troverebbero a dover attendere l'attuale finestra annuale, ma precipiterebbero in una rincorsa senza fine verso il raggiungimento dei nuovi requisiti, e, il tutto, in una situazione di reddito zero !

Il comitato richiede:
·           che vengano rispettati gli accordi presi e sottoscritti da Organizzazioni Sindacali, Unione Industriale, Aziende, INPS, Ministero del Lavoro, in relazione al pensionamento, secondo le normative in vigore all'atto del licenziamento dei lavoratori interessati
·           che si garantisca innanzitutto la copertura finanziaria sino all'erogazione della pensione
Gli obiettivi del comitato sono i seguenti:

·           fornire informazione tempestiva ed esaustiva ai lavoratori in mobilità che si trovano nella situazione di attesa della pensione
·           mettere in atto le iniziative opportune per proporre in tutte le sedi l'attenzione sul problema e coinvolgere tutte le parti in causa ( Organizzazioni Sindacali, Unione Industriale, Aziende, INPS, Ministero del Lavoro)
·           coordinare i rapporti con le organizzazioni sindacali

Assemblea pubblica:

Lunedì 21 Novembre 2011 ore 17,00
presso Camera del Lavoro di Torino
- Sala Pia Lai Via Pedrotti, 5  -Torino –


     Il comitato “Lavoratori in mobilità, ma senza pensione”

Primi aderenti 60 lavoratori in mobilità ma senza pensione.
Tutti quelli che vogliono aderire al comitato possono inviare una mail a:

beppef53@hotmail.com; 
renzopiatti52@gmail.com

con il seguente testo:

Io sottoscritto .............................. 
e-mail ..........................................
telefono......................
ex-azienda di appartenenza …………………
finestra attesa per pensione: .........................
tipo mobilità (breve, lunga): ...........................

autorizzo l'inserimento del mio nominativo (con indicata l'ex-azienda di appartenenza) tra gli aderenti al 
"Comitato Lavoratori in mobilità, ma senza pensione"

giovedì 14 luglio 2011

FIOM: Punto Fiom 9/2011





 
Nei luoghi di lavoro al via le assemblee e le iniziative per definire le piattaforme per i Ccnl e illustrare i contenuti dell’Accordo interconfederale

Tutti al voto!

Il Comitato centrale del 12 luglio 2011 ha approvato le modalità per predisporre le piattaforme per i rinnovi dei Ccnl e per illustrare i contenuti dell’Accordo interconfederale da sottoporre al voto.



Documento approvato dal Comitato centrale della Fiom
«Il Comitato centrale Fiom-Cgil impegna le proprie strutture a convocare assemblee e iniziative in tutti i luoghi di lavoro al fine di predisporre le piattaforme per i rinnovi dei Ccnl e per illustrare i contenuti dell’ipotesi di accordo tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil del 28 giugno 2011.
Nel rispetto della discussione svolta e delle decisioni assunte nel Comitato direttivo della Cgil nazionale, in merito all’Accordo interconfederale, il Comitato centrale della Fiom è impegnato a far pronunciare tutti gli iscritti e le iscritte tramite voto referendario certificato, in quanto afferenti al sistema contrattuale Confindustria.
Nel rispetto dello Statuto della Fiom e tenuto conto della necessità di coinvolgere tutta la categoria nel percorso della predisposizione della piattaforma per il rinnovo del Ccnl, il Comitato centrale della Fiom decide di estendere il diritto e la possibilità di pronunciarsi sull’ipotesi di Accordo interconfederale a tutti i metalmeccanici tramite il voto referendario.
Le modalità di voto dovranno consentire la massima partecipazione e la certificazione sia dell’esito del pronunciamento degli iscritti, sia dell’esito del pronunciamento di tutti i metalmeccanici.
Le strutture regionali della Fiom-Cgil dovranno coordinare e raccogliere i risultati della consultazione di ogni singolo territorio e inviarli alla Fiom nazionale.
Il Comitato centrale della Fiom dà mandato alla Segreteria nazionale di valutare l’opportunità di definire una diversa data di convocazione dell’Assemblea nazionale della Fiom, prevista per il mese di settembre, per la predisposizione della piattaforma per il rinnovo dei Ccnl Federmeccanica, Unionmeccanica e Cooperative.»

Approvato con 83 voti a favore


Documento respinto dal Comitato centrale della Fiom del 12 luglio
«Il Comitato centrale della Fiom-Cgil decide di avviare, nel rispetto delle decisioni e delle deliberazioni assunte dal Comitato direttivo nazionale della Cgil, la consultazione degli iscritti sull'ipotesi di accordo interconfederale del 28 giugno 2011.
Pertanto, saranno consultati gli iscritti alla Cgil nelle aziende metalmeccaniche che applicano il Contratto Federmeccanica; tali iscritti rappresentano, per la Fiom, la platea di riferimento per la consultazione.
Nell'ambito di tale consultazione, verrà avviata con l'insieme dei lavoratori la discussione sulla piattaforma per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, in scadenza al 31 dicembre 2011. Gli elementi e le indicazioni che emergeranno in questa discussione costituiranno oggetto di valutazione da parte dell'Assemblea nazionale Fiom-Cgil, da mantenere nei tempi indicati del 22 e 23 settembre 2011, anche per definire la piattaforma sulla base dell'esito della consultazione.»

Respinto con 22 voti a favore




AL REFERENDUM: VOTANDO SÌ, APPROVI L’ACCORDO. VOTANDO NO, LO RESPINGI

Accordo interconfederale Confindustria, Cgil, Cisl, Uil del 28 giugno 2011

Premessa
Le parti, premesso che
  • è interesse comune definire pattiziamente le regole in materia di rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori;
  • è obiettivo comune l'impegno per realizzare un sistema di relazioni industriali che crei condizioni di competitività e produttività tali da rafforzare il sistema produttivo, l'occupazione e le retribuzioni;
  • la contrattazione deve esaltare la centralità del valore del lavoro anche considerando che sempre più è la conoscenza, patrimonio del lavoratore, a favorire la diversità della qualità del prodotto e quindi la competitività dell'impresa;
  • la contrattazione collettiva rappresenta un valore e deve raggiungere risultati funzionali all'attività delle imprese ed alla crescita di un'occupazione stabile e tutelata e deve essere orientata ad una politica di sviluppo adeguata alle differenti necessità produttive da conciliare con il rispetto dei diritti e delle esigenze delle persone;
  • è essenziale un sistema di relazioni sindacali e contrattuali regolato e quindi in grado di dare certezze non solo riguardo ai soggetti, ai livelli, ai tempi e ai contenuti della contrattazione collettiva ma anche sull'affidabilità ed il rispetto delle regole stabilite;
  • fermo restando il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro, è comune l'obiettivo di favorire lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello per cui vi è la necessità di promuoverne l'effettività e di garantire una maggiore certezza alle scelte operate d'intesa fra aziende e rappresentanze sindacali dei lavoratori,

TUTTO CIÒ PREMESSO LE PARTI CONVENGONO CHE:

  1. ai fini della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria, si assumono come base i dati associativi riferiti alle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori. Il numero delle deleghe viene certificato dall'Inps tramite un'apposita sezione nelle dichiarazioni aziendali (Uniemens) che verrà predisposta a seguito di convenzione fra Inps e le parti stipulanti il presente accordo interconfederale. I dati così raccolti e certificati, trasmessi complessivamente al Cnel, saranno da ponderare con i consensi ottenuti nelle elezioni periodiche delle rappresentanze sindacali unitarie da rinnovare ogni tre anni, e trasmessi dalle Confederazioni sindacali al Cnel. Per la legittimazione a negoziare è necessario che il dato di rappresentatività così realizzato per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro;
  2. il contratto collettivo nazionale di lavoro ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale;
  3. la contrattazione collettiva aziendale si esercita per le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria o dalla legge;
  4. i contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda se approvati dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette secondo le regole interconfederali vigenti;
  5. in caso di presenza delle rappresentanze sindacali aziendali costituite ex art. 19 della legge n. 300/70, i suddetti contratti collettivi aziendali esplicano pari efficacia se approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali costituite nell'ambito delle associazioni sindacali che, singolarmente o insieme ad altre, risultino destinatarie della maggioranza delle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori all'azienda nell'anno precedente a quello in cui avviene la stipulazione, rilevati e comunicati direttamente dall'azienda. Ai fini di garantire analoga funzionalità alle forme di rappresentanza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, come previsto per le rappresentanze sindacali unitarie anche le rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, quando presenti, durano in carica tre anni. Inoltre, i contratti collettivi aziendali approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali con le modalità sopra indicate devono essere sottoposti al voto dei lavoratori promosso dalle rappresentanze sindacali aziendali a seguito di una richiesta avanzata, entro 10 giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria del presente accordo o almeno dal 30% dei lavoratori dell'impresa. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto al voto. L'intesa è respinta con il voto espresso dalla maggioranza semplice dei votanti;
  6. i contratti collettivi aziendali, approvati alle condizioni di cui sopra, che definiscono clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l'esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda e non per i singoli lavoratori;
  7. i contratti collettivi aziendali possono attivare strumenti di articolazione contrattuale mirati ad assicurare la capacità di aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi. I contratti collettivi aziendali possono pertanto definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro. Ove non previste ed in attesa che i rinnovi definiscano la materia nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell'azienda, i contratti collettivi aziendali conclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda d'intesa con le organizzazioni sindacali territoriali firmatarie del presente accordo interconfederale, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell'impresa, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro. Le intese modificative così definite esplicano l'efficacia generale come disciplinata nel presente accordo;
  8. le parti con il presente accordo intendono dare ulteriore sostegno allo sviluppo della contrattazione collettiva aziendale per cui confermano la necessità che il Governo decida di incrementare, rendere strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure – che già hanno dimostrato reale efficacia – volte ad incentivare, in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livelo che collega aumenti di retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività nonché ai risultati legati all'andamento economico delle imprese, concordati fra le parti in sede aziendale.

Intesa Cgil-Cisl-Uil
su accordi sindacali con valenza generale
Le piattaforme sindacali vengono proposte unitariamente dalle Segreterie e dibattute negli organismi direttivi interessati, i quali approvano le piattaforme da sottoporre successivamente alla consultazione dell'insieme dei lavoratori e dei pensionati.
Tutto il percorso negoziale dalla piattaforma alla firma è accompagnato da un costante coinvolgimento degli organismi delle confederazioni, prevedendo momenti di verifica con gli iscritti e assemblee di tutti i lavoratori e i pensionati.
Le Segreterie assumono le ipotesi di accordo e le sottopongono alla valutazione e approvazione dei rispettivi organismi direttivi per la firma da parte delle stesse, previa consultazione certificata tra tutti i lavoratori, le lavoratrici, le pensionate e i pensionati, come già avvenuto nel 1993 e nel 2007.

Accordi di categoria
Le Federazioni di categoria nel quadro delle scelte di questo documento, definiranno specifici regolamenti sulle procedure per i loro rinnovi contrattuali, al fine di coinvolgere sia gli iscritti che tutti i lavoratori e le lavoratrici. Tali regolamenti dovranno prevedere sia il percorso per la costruzione delle piattaforme che per l'approvazione delle ipotesi di accordo.
Queste intese potranno prevedere momenti di verifica per l'approvazione degli accordi mediante il  coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori in caso di rilevanti divergenze interne alle delegazioni trattanti.
Le categorie definiranno, inoltre, regole e criteri per le elezioni delle Rsu e per la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici per gli accordi di II livello.




Documento presentato dalla Segreteria nazionale Cgil e approvato dal Comitato direttivo della Confederazione

Il Comitato direttivo nazionale della Cgil condivide e approva l’ipotesi di Accordo tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil siglato il 28 giugno 2011 (dalla Cgil sulla base del mandato ricevuto dal Direttivo del 27 giugno).
L’ipotesi di Accordo giunge dopo anni di contrapposizione fra i sindacati e la conseguente disgregazione del sistema contrattuale e delle regole di rappresentanza e democrazia.
L’ipotesi di Accordo blocca la deriva dei contratti separati e ristabilisce una griglia minima di regole unitarie sulla rappresentanza e la contrattazione.
L’ipotesi di Accordo cancella l’idea dei due livelli contrattuali separati e alternativi fra loro e ricolloca al centro del sistema contrattuale il Contratto nazionale di lavoro come regolatore generale e fonte normativa del secondo livello di contrattazione.
L’ipotesi di accordo valorizza il ruolo delle Oo.Ss. di categoria poiché affida loro il compito di innovare il sistema contrattuale e rafforza il ruolo delle Rsu quali rappresentanti contrattuali dei lavoratori in azienda.
L’intesa endosindacale che integra l’ipotesi di Accordo con Confindustria, riprendendo il documento unitario del 2008, conferma la necessità di coinvolgere gli iscritti e i lavoratori durante l’intero iter negoziale (piattaforme, trattative, ipotesi di accordo da convalidare).
L’intesa endosindacale prevede, per la prima volta, che si coinvolgano i lavoratori in caso di rilevanti divergenze interne alle delegazioni trattanti, come aveva proposto la Cgil con il direttivo del 15 gennaio 2011, allo scopo di prevenire conclusioni separate della trattativa.
L’ipotesi di Accordo siglata con Confindustria ha validità pro futuro per tutte le aziende rappresentate da Confindustria: non influisce sui contenziosi in corso e non accredita accordi precedentemente sottoscritti in forma separata.
La misurazione della rappresentanza sindacale nel settore privato rappresenta una innovazione che cambierà in profondità i comportamenti delle parti sociali e il modo in cui si esercitano i diritti sindacali e di contrattazione.
Saranno gli iscritti e i voti dei lavoratori a stabilire il peso sindacale e contrattuale di ciascuna organizzazione. La campagna di affiliazione al sindacato non sarà più un fatto meramente organizzativo, separato dalla sua forza negoziale, ma l’occasione per accrescere il consenso all’azione contrattuale del sindacato.
Le Oo.Ss. nazionali, le Rsu e persino le Rsa eserciteranno le loro funzioni e il loro potere sulla base del loro peso effettivo in termini di numero di iscritti e di voti ricevuti e non più in forma convenzionalmente paritetica.
Per la prima volta un accordo tra le parti norma l’azione delle Rsa e la sottopone alla verifica del voto dei lavoratori.
Eventuali clausole di tregua sindacale a livello aziendale hanno effetto vincolante esclusivamente per le organizzazioni firmatarie dell’ipotesi di Accordo del 28 giugno e, come esplicitato, non riguardano i diritti in capo ai singoli lavoratori.
L’ipotesi di Accordo supera la pratica delle deroghe ai Ccnl e introduce un criterio di articolazione della contrattazione aziendale per aderire maggiormente alle esigenze dei diversi contesti produttivi. La prossima stagione di rinnovo dei Ccnl potrà prevedere materie e procedure per rendere la contrattazione di secondo livello più aderente alle singole realtà aziendali entro i limiti definiti dal contratto nazionale stesso.
In attesa dei rinnovi dei Ccnl le rappresentanze sindacali in azienda potranno, in situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi, d’intesa con le segreterie territoriali dei sindacati di categoria, definire accordi modificativi dei Ccnl in materia di prestazione lavorativa, orari e organizzazione del lavoro.
In questa situazione transitoria, non sono sufficienti le normali regole di definizione dell’ipotesi di accordo da parte della maggioranza delle Rsu. Se non c’è intesa tra le Rsu e le Oo.Ss. territoriali di categoria l’accordo modificativo transitorio non può essere concluso.
Sull’ipotesi di Accordo del 28 giugno 2011 la Cgil, ai sensi dell’art. 6, titolo I, lettera “b” del proprio Statuto, attiverà il pronunciamento di tutti gli iscritti dipendenti dalle aziende afferenti al sistema contrattuale di Confindustria. L’esito del pronunciamento sarà vincolante per la Cgil e per le sue articolazioni confederali, territoriali e di categoria a tutti i livelli.

Il pronunciamento si articolerà nel modo seguente:
  1. tutte le categorie territoriali interessate consegneranno alle rispettive Ccdl entro l’11 luglio 2011 gli elenchi delle aziende afferenti al sistema contrattuale di Confindustria e il numero degli iscritti corrispondenti alle stesse;
  2. le assemblee degli iscritti si svolgeranno a partire dal 12 luglio e termineranno entro il 16 settembre;
  3. l’esito finale del pronunciamento degli iscritti sarà comunicato entro il 19 settembre dalle Oo.Ss. nazionali di categoria alla Confederazione che lo renderà pubblico martedì 20 settembre 2011.
Approvato con 117 voti a favore


Documento presentato dall’area programmatica «la Cgil che vogliamo»

L'area programmatica «La Cgil che vogliamo» esprime un giudizio negativo sull'accordo interconfederale tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil del 28 giugno 2011 per le seguenti ragioni: tutto l'impianto di validazione degli accordi nazionali e aziendali non prevede l'espressione del voto dei lavoratori. Ed è la prima volta che la Cgil accetta che possa essere negata la libera espressione della volontà dei lavoratori.
La validazione a maggioranza semplice delle organizzazioni esclude l'agibilità dell'organizzazione dissenziente, avalla la pratica degli accordi separati, rischia di determinare una balcanizzazione delle relazioni sindacali, condizionando la stessa libertà di iscrizione al sindacato.
Si afferma la coesistenza di rappresentanze sindacali elette da tutti i lavoratori (Rsu) e rappresentanze sindacali designate dalle organizzazioni (Rsa), di fatto abbandonando l'obiettivo della generalizzazione delle Rsu, come previsto nella legge del Pubblico impiego e nell'accordo interconfederale del 23 luglio 1993.
Nella fase transitoria le contrattazioni aziendali possono derogare dalle norme del contratto nazionale, prefigurando nei fatti la modifica del contratto nazionale come fonte del diritto su materie fondamentali quali la prestazione lavorativa, gli orari, l'organizzazione del lavoro. In sintesi, questo accordo conferma e rafforza quanto contenuto nell'accordo separato del 2009. Inoltre, per la prima volta, l'accordo afferma che i contenuti della contrattazione aziendale possano essere definiti per legge.
Si prevedono inaccettabili tregue sindacali vincolanti e dunque sanzionabili anche nel caso di accordi separati.
Un'organizzazione non firmataria di accordo non può chiedere il voto dei lavoratori e non può nemmeno chiamarli allo sciopero, pena sanzioni.
L'allegato accordo endosindacale non solo non è risolutivo delle questioni aperte sulla democrazia e partecipazione dei lavoratori ma non ha nessuna validità davanti alle controparti, come dimostra l'accordo del commercio che non ha impedito due contratti separati.
La gestione della trattativa che ha condotto a questo accordo non ha previsto nessun coinvolgimento delle strutture pure direttamente interessate, aprendo un'ulteriore ferita nel tasso di democrazia della vita interna dell'Organizzazione.
«La Cgil che vogliamo» rivendica la necessità di una consultazione degli iscritti Cgil con regole chiare, trasparenti, uniformi, in una campagna di assemblee nelle quali siano esplicite le differenti posizioni.

Respinto con 21 voti a favore




Piattaforme in allestimento
Riportiamo di seguito uno stralcio del Documento finale prodotto dall’Assemblea nazionale della Fiom, svolta a Cervia lo scorso febbraio, e ribadito dal Documento finale del Comitato centrale del 30 maggio scorso, che riporta la griglia sulla quale predisporre le piattaforme per il rinnovo dei Ccnl Federmeccanica, Unionmeccanica e Cooperative

Le piattaforme per il rinnovo dei Ccnl saranno costruite «... sulla base di una griglia fondata sui seguenti punti:

RIAFFERMARE una pari dignità tra lavoro e impresa fondata sulla democrazia e i diritti nel lavoro, anche sulla base della proposta della Cgil sulla democrazia e la rappresentanza;


AFFERMARE un modello contrattuale fondato su 2 livelli contrattuali:
  • il Contratto nazionale di lavoro, puntando alla riunificazione dei diritti e delle condizioni di lavoro (tenendo aperto l'orizzonte per il Contratto dell'industria e una dimensione europea per i diritti comuni);
  • un secondo livello a carattere integrativo, che può svolgersi a livello aziendale, di sito produttivo, territoriale e di filiera;
AFFERMARE un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale delle produzioni, sulla qualità del lavoro, la ricerca, l'innovazione e sulla responsabilità sociale delle imprese;


AVVIARE una riflessione sul rapporto tra la contrattazione di secondo livello e la contrattazione sociale, confederale e di categoria nel territorio e nel rapporto con le istituzioni.

In particolare, la riconquista di un Contratto nazionale condiviso dalle lavoratrici e dai lavoratori, sottoscritto unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali e datoriali, deve essere fondato sulla seguente griglia di contenuti e su una coerente azione di contrattazione collettiva nei luoghi di lavoro:

NON DEROGABILITÀ delle norme contrattuali nazionali;

DIRITTI di informazione e confronto preventivo in materia di politiche industriali, investimenti e modelli organizzativi, acquisendo il diritto di proposta per le organizzazioni sindacali e le Rsu preventivo alle decisioni aziendali;

DIFESA delle libertà dei lavoratori e delle libertà sindacali, rafforzamento del ruolo contrattuale delle Rsu;

AFFERMARE il ruolo del Ccnl per la difesa e l'incremento del valore reale dei salari e a tal fine confermare e rivalutare il valore del punto e prevedere meccanismi di recupero certi su base annua;

INTERVENTO a difesa e miglioramento delle condizioni di lavoro sulla salute e la sicurezza;

A PARTIRE da quanto previsto dal Ccnl del 2008 in vigore, la durata dello stesso sarà oggetto, senza pregiudiziali, della trattativa;

ESTENSIONE del diritto alla formazione continua per tutte le lavoratrici e i lavoratori e ridefinizione del sistema di inquadramento professionale;

TUTELA del diritto alla maternità e alla salute riproduttiva delle donne anche in relazione alle condizioni e all'organizzazione del lavoro nelle imprese;

DIFESA dell'occupazione tramite il blocco dei licenziamenti e l'estensione degli ammortizzatori sociali e una politica di contrattazione degli orari di lavoro, che estenda il ricorso ai contratti di solidarietà in caso di crisi e che a fronte di un aumento dell'utilizzo degli impianti riduca gli orari di lavoro, a partire dai lavori più disagiati;

DEFINIZIONE delle regole sulla rappresentanza e la democrazia, estendendo l'elezione delle Rsu e prevedendo la validazione delle piattaforme e degli accordi tramite referendum anche nel caso di diverse posizioni tra le organizzazioni sindacali, così come del resto già definito unitariamente per la realizzazione del Ccnl 2008, al fine di prevenire ed escludere la pratica degli accordi separati.»

Al termine delle assemblee e delle iniziative nei luoghi di lavoro, nel mese di settembre - nei giorni che stabilirà la Segreteria nazionale Fiom su mandato del Comitato centrale - si riunirà l’Assemblea nazionale della Fiom con il compito di varare le piattaforme definitive - da sottoporre alla consultazione e al voto referendario delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici - le quali saranno presentate alle controparti entro la fine dello stesso mese, vale a dire tre mesi prima della scadenza dei contratti, stabilita per il 31 dicembre 2011.