Visualizzazione post con etichetta aumento orario lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aumento orario lavoro. Mostra tutti i post

venerdì 15 marzo 2013

Comunicato Fiom:

Fiat, basta scuse
servono gli investimenti

L'amministratore delegato della Fiat accampa sempre nuove scuse per giustificare il fallimento della direzione aziendale tenuta sino ad oggi in Italia. Prima la Fiom, a seguire i lavoratori, i Tribunali, la sinistra, l'instabilità istituzionale e oggi addirittura l'uscita dall'euro.

La verità è che sul piano industriale Fiat vende sempre meno auto; l'anno scorso non si sono raggiunte le 400mila vetture e nei primi due mesi del 2013 le immatricolazioni sono calate del 16,8% rispetto allo scorso anno. La conseguenza diretta sono più di 50 milioni di ore di Cassa integrazione solo lo scorso anno.
Nei fatti al centro degli sforzi dell'amministratore delegato di Fiat c'è l'interesse della proprietà a mantenere la liquidità per la scalata al “tesoretto” Chrysler, nonostante le agenzie di rating internazionale abbassano di verifica in verifica il voto sulla credibilità del Gruppo.

Nei tre anni trascorsi dall'uscita dal Contratto nazionale, la Fiat ha di fatto aumentato l’orario, i ritmi e i carichi di lavoro e ad oggi nessun accordo è stato raggiunto sul rinnovo del Ccsl con le organizzazioni sindacali complici su salario e premio. Mentre per migliaia di lavoratori in cassa integrazione Fiat non prevede nessuna integrazione del reddito.

La Volkswagen, nel frattempo, ha ridotto la retribuzione del management, erogato 7.200 euro di premio ai suoi lavoratori e aumentato gli occupati.

La Fiat ha dato 9 milioni di premio all’amministratore delegato, zero euro – ad oggi – ai suoi lavoratori, di cui alcune migliaia sono stati licenziati.


Contano i fatti, non le parole
La Fiom-Cgil chiede che le Istituzioni facciano rispettare le leggi, le sentenze e la democrazia alla Fiat e che convochino un tavolo nazionale per il piano industriale e il futuro occupazionale di tutti gli stabilimenti Fiat, dell'indotto e della componentistica.

Roma, 5 marzo 2013
www.fiom.cgil.it


giovedì 13 dicembre 2012

Fiom Nazionale: Le bugie di FIM e UILM... sugli orari di lavoro



Le bugie di Fim e Uilm
Dal 1° gennaio 2013, con meno di 1 euro al giorno,
aumentano di 150 ore l’orario di lavoro annuo
e cancellano la contrattazione della Rsu


Con l'accordo separato del 5.12.2012 Fim e Uilm peggiorano le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori aumentando l'orario di lavoro e cancellando la contrattazione della RSU sugli orari in fabbrica. In tutte le imprese metalmeccaniche estendono il peggioramento degli orari di lavoro introdotto con l'accordo separato a Pomigliano e in tutti gli stabilimenti Fiat
Aumenta strutturalmente l'orario individuale di lavoro fino a 144 ore annue nelle aziende con oltre 200 dipendenti e fino a 152 ore nelle aziende con meno di 200 dipendenti introducendo come unico vincolo per le imprese il limite di 120 ore di utilizzo complessivo tra ore di flessibilità e ore di straordinario obbligatorio.

L'orario di lavoro non è più oggetto di contrattazione in azienda con la RSU, viene introdotta una procedura di "esame" della durata di 10 giorni trascorsi i quali l'azienda può procedere


Aumentano l'orario di lavoro attraverso l'aumento della flessibilità e dello straordinario obbligatorio, la monetizzazione dei Par, lo slittamento della mezz'ora di mensa
  • aumentano fino a 80 ore annue le attuali 40 ore di straordinario obbligatorio nelle aziende con più di 200 dipendenti e fino a 88 ore all'anno le 48 ore di straordinario obbligatorio previste nelle aziende fino a 200 dipendenti; aumentano fino a 80 ore annue le attuali 64 ore di flessibilità a disposizione delle aziende;
  • monetizzano tre PAR: sono 3 giorni di lavoro in più all’anno;
  • prevedono lo slittamento della mezz'ora di mensa a fine turno.
Cancellano dalla normativa contrattuale sull'orario ogni riferimento alle norme di legge e introducono ulteriori flessibilità che peggiorano il lavoro e la vita delle persone e delle loro famiglie
Introducono l'orario flessibile per "necessità improvvise", superano le causali che lo giustificano (stagionalità, picchi produttivi, attività di istallazione e montaggio) e cancellano i limiti massimi fino ad oggi previsti (8 ore sul primo turno del sabato, 6 ore su due turni al sabato, 32 ore di prestazione minima settimanale).

Cancellano i diritti dei lavoratori e introducono ulteriori flessibilità di orario a costo zero per le imprese
Concedono alle imprese, in alternativa alla Cigo, il recupero delle ore di produzione perse in caso di interruzione delle forniture e l'utilizzo delle ferie e del conto ore dei lavoratori.


Con la crisi, con le fabbriche senza lavoro, con la disoccupazione che cresce, hanno firmato un accordo che aumenta gli orari di lavoro e riduce salario e diritti



Senza il voto dei lavoratori questo non è un contratto


Il contratto nazionale, per essere valido,
deve essere sottoposto a referendumtra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori

sabato 8 dicembre 2012

FIOM Nazionale: Un accordo bidone






UN ACCORDO BIDONE

Fim, Uilm e Fismic hanno firmato un accordo per il rinnovo del Contratto dei metalmeccanici che conviene solo alle imprese.

Dopo tre mesi di finta trattativa, escludendo dal negoziato il sindacato maggiormente rappresentativo nella categoria, senza coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori e senza mandato degli stessi, la nuova intesa raccoglie solo i contenuti voluti dalla Federmeccanica e rappresenta il primo frutto avvelenato dell’accordo separato sulla produttività non firmato dalla Cgil.

Gli aumenti previsti – 130 euro lordi per il quinto livello, in tre rate, l'ultima nel 2015 – non tutelano il potere d’acquisto dei salari, l’erogazione e le quantità dichiarate non sono garantite nel triennio di vigenza contrattuale.

Ciò che è garantito, invece, è l’aumento secco dell’orario di lavoro, attraverso il raddoppio dello straordinario obbligatorio e l’aumento delle ore di flessibilità.

Quest’accordo cancella il ruolo contrattuale delle Rsu in materia di orario e ne consegna alle aziende la gestione unilaterale, perché dalla sua entrata in vigore per le stesse sarà sufficiente l’esame congiunto, da effettuare in tempi ristretti, per applicare nuove turnazioni.

Le aziende potranno pagare 3 Par all’anno, aumentando anche per questa via l‘orario di lavoro.

Le lavoratrici e i lavoratori non avranno più la garanzia del pagamento dei primi tre giorni di malattia, così come vedranno svanire l’obbligo dell’automatismo nella progressione dei passaggi di livello più bassi.

Fim, Uilm e Fismic pensano di liquidare il Contratto nazionale senza passare attraverso il voto dei lavoratori, perché consapevoli di aver assecondato le posizioni di Federmeccanica su aspetti decisivi della tutela delle condizioni di lavoro.

La Fiom considera questo accordo illegittimo, perché è l’esito di una trattativa che ha escluso il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria e perché manomette essenziali diritti contrattuali.

Perciò la Fiom intensificherà la propria iniziativa per conquistare un vero contratto e invita i lavoratori e le lavoratrici a mobilitarsi per rivendicare il diritto a decidere sul proprio contratto e sulle proprie condizioni di lavoro.

FIOM NAZIONALE
Roma, 5 dicembre 2012

venerdì 7 dicembre 2012

FIOM Nazionale: Contratto Metalmeccanici



Il contratto dei padroni

Fim, Uilm e Fismic hanno firmato un accordo per il rinnovo del Contratto dei metalmeccanici che conviene solo alle imprese. 

Dopo tre mesi di finta trattativa, escludendo dal negoziato il sindacato maggiormente rappresentativo nella categoria, senza coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori e senza mandato degli stessi, la nuova intesa raccoglie solo i contenuti voluti dalla Federmeccanica e rappresenta il primo frutto avvelenato dell’accordo separato sulla produttività non firmato dalla Cgil.

Gli aumenti previsti – 130 euro lordi per il quinto livello, in tre rate, l'ultima nel 2015 – non tutelano il potere d’acquisto dei salari, l’erogazione e le quantità dichiarate non sono garantite nel triennio di vigenza contrattuale. 

Ciò che è garantito, invece, è l’aumento secco dell’orario di lavoro, attraverso il raddoppio dello straordinario obbligatorio e l’aumento delle ore di flessibilità.

Quest’accordo cancella il ruolo contrattuale delle Rsu in materia di orario e ne consegna alle aziende la gestione unilaterale, perché dalla sua entrata in vigore per le stesse sarà sufficiente l’esame congiunto, da effettuare in tempi ristretti, per applicare nuove turnazioni. 

Le aziende potranno pagare 3 Par all’anno, aumentando anche per questa via l‘orario di lavoro.

Le lavoratrici e i lavoratori non avranno più la garanzia del pagamento dei primi tre giorni di malattia, così come vedranno svanire l’obbligo dell’automatismo nella progressione dei passaggi di livello più bassi.

Fim, Uilm e Fismic pensano di liquidare il Contratto nazionale senza passare attraverso il voto dei lavoratori, perché consapevoli di aver assecondato le posizioni di Federmeccanica su aspetti decisivi della tutela delle condizioni di lavoro. 

La Fiom considera questo accordo illegittimo, perché è l’esito di una trattativa che ha escluso il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria e perché manomette essenziali diritti contrattuali. Perciò la Fiom intensificherà la propria iniziativa per conquistare un vero contratto e invita i lavoratori e le lavoratrici a mobilitarsi per rivendicare il diritto a decidere sul proprio contratto e sulle proprie condizioni di lavoro.

FIOM NAZIONALE
Roma, 5 dicembre 2012