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martedì 11 dicembre 2012

RSU Dianos: punti raccolta firme per referendum popolare


Domani mercoledì 12 dicembre 2012 saranno attivi i seguenti banchetti di raccolta firme  per il referendum di iniziativa popolare per l'abrogazione dell'art.8 della Finanziaria 2011 e delle modifiche introdotte all'art.18 L.300/70 dalla riforma Fornero.

Fiat Mirafiori
dalle ore 13.00 
alla porta 2 - corso Tazzoli
(banchetti su 3 porte distinte)

General Motors
dalle ore 11.30 alle ore 14.30
Corso Castelfidardo
(dietro il Politecnico)

Invitiamo pertanto tutti i colleghi Dianos e Scai che non abbiano ancora aderito alla raccolta firme a contattarci nel caso desiderassero recarsi a firmare. La RSU Fiom Dianos si rende disponibile ad accompagnare gli eventuali firmatari durante la pausa pranzo.

L'invito alla firma e al passaparola con amici e conoscenti per la riuscita dell'iniziativa è esteso, oltre che ai colleghi, anche a tutti i lettori del blog.

Saluti
La RSU Dianos.

lunedì 10 dicembre 2012

RSU Dianos: raccolta firme per referendum popolare presso CSC


Dando seguito all'azione del 25 ottobre, giorno in cui abbiamo organizzato un banchetto di raccolta firme all'esterno della sede aziendale, informiamo che:
la RSU Fiom CSC
martedì 11 dicembre 2012 
dalle ore 12.00 alle ore 14.00

organizza un banchetto di raccolta firme di fronte alla sede aziendale (Torino - Strada Pianezza, 289) per il referendum di iniziativa popolare per l'abrogazione dell'art.8 della Finanziaria 2011 e delle modifiche introdotte all'art.18 L.300/70 dalla riforma Fornero.

Invitiamo pertanto tutti i colleghi Dianos e Scai che non abbiano ancora aderito alla raccolta firme a contattarci nel caso desiderassero recarsi a firmare. La RSU Fiom Dianos sarà presente al banchetto di raccolta firme.

L'invito alla firma e al passaparola con amici e conoscenti per la riuscita dell'iniziativa è esteso, oltre che ai colleghi, anche a tutti i lettori del blog.

Saluti
La RSU Dianos.

domenica 2 dicembre 2012

RSU Dianos: raccolta firme per referendum popolare presso Sipal


Dando seguito all'azione del 25 ottobre, giorno in cui abbiamo organizzato un banchetto di raccolta firme all'esterno della sede aziendale, informiamo che:
la RSU Fiom Sipal
mercoledì 5 dicembre 2012 
dalle ore 12.30 alle ore 14.30

organizza un banchetto di raccolta firme di fronte alla sede aziendale (Torino - Via Invorio, 24) per il referendum di iniziativa popolare per l'abrogazione dell'art.8 della Finanziaria 2011 e delle modifiche introdotte all'art.18 L.300/70 dalla riforma Fornero.

Invitiamo pertanto tutti i colleghi Dianos e Scai che non abbiano ancora aderito alla raccolta firme a contattarci nel caso desiderassero recarsi a firmare. La RSU Fiom Dianos si rende disponibile ad accompagnare gli eventuali firmatari durante la pausa pranzo del 5 dicembre presso il banchetto organizzato dalla RSU Fiom Sipal.

L'invito alla firma e al passaparola con amici e conoscenti per la riuscita dell'iniziativa è esteso, oltre che ai colleghi, anche a tutti i lettori del blog.

Saluti
La RSU Dianos.

sabato 17 novembre 2012

RSU Dianos: raccolta firme per referendum popolare presso Microtecnica


Dando seguito all'azione del 25 ottobre, giorno in cui abbiamo organizzato un banchetto di raccolta firme all'esterno della sede aziendale, informiamo che:

la RSU Fiom Microtecnica
mercoledì 21 novembre 2012 
dalle ore 11.30 alle ore 14.30

organizza un banchetto di raccolta firme di fronte alla sede aziendale (Torino - Piazza Arturo Graf, 147) per il referendum di iniziativa popolare per l'abrogazione dell'art.8 della Finanziaria 2011 e delle modifiche introdotte all'art.18 L.300/70 dalla riforma Fornero.

Invitiamo pertanto tutti i colleghi Dianos e Scai che non abbiano ancora aderito alla raccolta firme a contattarci in quanto durante la pausa pranzo del 21 novembre la RSU Fiom Dianos si rende disponibile ad accompagnare eventuali firmatari presso il banchetto organizzato dalla RSU Fiom Microtecnica.

L'invito alla firma e al passaparola con amici e conoscenti per la riuscita dell'iniziativa è esteso, oltre che ai colleghi, anche a tutti i lettori del blog.

Saluti
La RSU Dianos.

martedì 23 ottobre 2012

RSU Dianos: raccolta firme per referendum popolare - Giovedì 25/10/2012


Come già anticipato in precedenti comunicazioni, per contrastare il duro attacco ai diritti dei lavoratori da parte di Governo e Confindustria la FIOM sta mettendo in campo diverse iniziative compreso il ricorso ad un referendum popolare abrogativo.

Gli obiettivi che si intende raggiungere con il referendum sono:

  • la cancellazione dell'art.8 della Finanziaria 2011, articolo di legge "ad aziendam" pro-Fiat, che di fatto ha aperto la strada alle deroghe ai CCNL permettendo agli accordi aziendali di ridimensionare i minimi sindacali garantiti dai contratti nazionali su materie importanti come inquadramento del personale, orario di lavoro, ecc.
  • l'eliminazione delle modifiche apportate all'art.18 dello Statuto dei Lavoratori da parte della "Riforma del Lavoro Fornero" per ristabilire il diritto al reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa.

In questi giorni tutte le strutture territoriali FIOM sono impegnate ad organizzare e agevolare la raccolta firme per l'approvazione dei quesiti referendari.

La RSU Dianos, in accordo con la FIOM territoriale, organizza un 

Banco di raccolta firme
giovedì 25 ottobre 2012
dalle 12.30 alle 14.30
in largo Turati, 49
(esterno sede SCAI-Dianos).


Pertanto invitiamo tutti i lavoratori Dianos, i colleghi di SCAI e i lettori del blog ad aderire alla raccolta firme negli orari sopra indicati avendo l'accortezza di presentarsi al banco con un documento di identità in corso di validità.


Invitiamo tutti ad informare amici e conoscenti dell'iniziativa di raccolta firme per permetterne la buona riuscita

Grazie
La RSU Dianos

Torino, 19 ottobre 2012


Per maggiori informazioni:

http://www.fiom.cgil.it/eventi/2012/12-referendum/default.htm
www.referendumlavoro.it


Referendum: si scrive 'lavoro', si legge 'democrazia'

L'attacco al contratto nazionale e all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori va inserito all'interno di un processo ormai trentennale volto alla completa destrutturazione dei diritti e delle tutele dei lavoratori. Con le modifiche alla legislazione sul lavoro varate dai Governi Berlusconi-Monti, tra l'altro senza nessun accordo con le parti sociali, si sono andate a smontare le principali difese sia individuali che collettive per chi lavora, alterando irrimediabilmente i rapporti di forza all'interno dei luoghi di lavoro. Tale processo è stato definito, giustamente, una 'lotta di classe al contrario'. Tutto questo sta avvenendo a tappe forzate sotto la direzione e supervisione di tutto l'establishment economico e finanziario europeo. Chi guida tale restaurazione sociale usa politicamente la crisi con il solo obiettivo di salvaguardare i profitti agendo su diritti e salari dei lavoratori e ponendo quindi le basi per una nuova fase di accumulazione del capitale.

All'interno del nuovo ordine, ai rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori viene assegnato un ruolo marginale e subalterno. Le “non-trattative” sulla riforma del sistema contrattuale, sulla riforma delle pensioni e sul mercato del lavoro sono a testimoniarci la svolta verso una nuova pratica autoritaria nelle relazioni sociali.

[...]

Certamente il referendum non è lo strumento più consono ed efficace nella regolamentazione delle relazioni e dei rapporti sociali, ma oggi lo diventa in quanto il lavoro, oltre a non trovare alcuna rappresentanza politica, non è più considerato un soggetto portatore di interessi autonomi all'interno della mediazione sociale.

Siamo altresì consapevoli che la difesa del contratto nazionale e dell'articolo 18 non 'parlano' alla generalità del disperso mondo del lavoro, non parlano ai giovani disoccupati, ai precari, ma questi, essendo tra i più importanti capisaldi della civiltà del lavoro, rappresentano tuttavia la chiave di volta verso la riunificazione del mondo del lavoro, attraverso la conquista di nuovi diritti e per una più sostenibile organizzazione del lavoro.

venerdì 30 settembre 2011

CGIL: Assemblea con Gianni Rinaldini



CONTRO LA CRISI COSTRUIAMO
LA VERTENZA GENERALE
E UNIAMO I MOVIMENTI

Contratto Nazionale, Democrazia, Statuto
 dei lavoratori: respingere le deroghe
 e cancellare l'art. 8


ASSEMBLEA
Mercoledì 5 ottobre 2011 ore 17,00
SALONE PIA LAI
Camera del Lavoro di Torino
Via Pedrotti 5

Interverrà il compagno
GIANNI RINALDINI
Coordinatore nazionale
dell'Area programmatica
"LA CGIL CHE VOGLIAMO"


giovedì 14 luglio 2011

FIOM: Punto Fiom 9/2011





 
Nei luoghi di lavoro al via le assemblee e le iniziative per definire le piattaforme per i Ccnl e illustrare i contenuti dell’Accordo interconfederale

Tutti al voto!

Il Comitato centrale del 12 luglio 2011 ha approvato le modalità per predisporre le piattaforme per i rinnovi dei Ccnl e per illustrare i contenuti dell’Accordo interconfederale da sottoporre al voto.



Documento approvato dal Comitato centrale della Fiom
«Il Comitato centrale Fiom-Cgil impegna le proprie strutture a convocare assemblee e iniziative in tutti i luoghi di lavoro al fine di predisporre le piattaforme per i rinnovi dei Ccnl e per illustrare i contenuti dell’ipotesi di accordo tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil del 28 giugno 2011.
Nel rispetto della discussione svolta e delle decisioni assunte nel Comitato direttivo della Cgil nazionale, in merito all’Accordo interconfederale, il Comitato centrale della Fiom è impegnato a far pronunciare tutti gli iscritti e le iscritte tramite voto referendario certificato, in quanto afferenti al sistema contrattuale Confindustria.
Nel rispetto dello Statuto della Fiom e tenuto conto della necessità di coinvolgere tutta la categoria nel percorso della predisposizione della piattaforma per il rinnovo del Ccnl, il Comitato centrale della Fiom decide di estendere il diritto e la possibilità di pronunciarsi sull’ipotesi di Accordo interconfederale a tutti i metalmeccanici tramite il voto referendario.
Le modalità di voto dovranno consentire la massima partecipazione e la certificazione sia dell’esito del pronunciamento degli iscritti, sia dell’esito del pronunciamento di tutti i metalmeccanici.
Le strutture regionali della Fiom-Cgil dovranno coordinare e raccogliere i risultati della consultazione di ogni singolo territorio e inviarli alla Fiom nazionale.
Il Comitato centrale della Fiom dà mandato alla Segreteria nazionale di valutare l’opportunità di definire una diversa data di convocazione dell’Assemblea nazionale della Fiom, prevista per il mese di settembre, per la predisposizione della piattaforma per il rinnovo dei Ccnl Federmeccanica, Unionmeccanica e Cooperative.»

Approvato con 83 voti a favore


Documento respinto dal Comitato centrale della Fiom del 12 luglio
«Il Comitato centrale della Fiom-Cgil decide di avviare, nel rispetto delle decisioni e delle deliberazioni assunte dal Comitato direttivo nazionale della Cgil, la consultazione degli iscritti sull'ipotesi di accordo interconfederale del 28 giugno 2011.
Pertanto, saranno consultati gli iscritti alla Cgil nelle aziende metalmeccaniche che applicano il Contratto Federmeccanica; tali iscritti rappresentano, per la Fiom, la platea di riferimento per la consultazione.
Nell'ambito di tale consultazione, verrà avviata con l'insieme dei lavoratori la discussione sulla piattaforma per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, in scadenza al 31 dicembre 2011. Gli elementi e le indicazioni che emergeranno in questa discussione costituiranno oggetto di valutazione da parte dell'Assemblea nazionale Fiom-Cgil, da mantenere nei tempi indicati del 22 e 23 settembre 2011, anche per definire la piattaforma sulla base dell'esito della consultazione.»

Respinto con 22 voti a favore




AL REFERENDUM: VOTANDO SÌ, APPROVI L’ACCORDO. VOTANDO NO, LO RESPINGI

Accordo interconfederale Confindustria, Cgil, Cisl, Uil del 28 giugno 2011

Premessa
Le parti, premesso che
  • è interesse comune definire pattiziamente le regole in materia di rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori;
  • è obiettivo comune l'impegno per realizzare un sistema di relazioni industriali che crei condizioni di competitività e produttività tali da rafforzare il sistema produttivo, l'occupazione e le retribuzioni;
  • la contrattazione deve esaltare la centralità del valore del lavoro anche considerando che sempre più è la conoscenza, patrimonio del lavoratore, a favorire la diversità della qualità del prodotto e quindi la competitività dell'impresa;
  • la contrattazione collettiva rappresenta un valore e deve raggiungere risultati funzionali all'attività delle imprese ed alla crescita di un'occupazione stabile e tutelata e deve essere orientata ad una politica di sviluppo adeguata alle differenti necessità produttive da conciliare con il rispetto dei diritti e delle esigenze delle persone;
  • è essenziale un sistema di relazioni sindacali e contrattuali regolato e quindi in grado di dare certezze non solo riguardo ai soggetti, ai livelli, ai tempi e ai contenuti della contrattazione collettiva ma anche sull'affidabilità ed il rispetto delle regole stabilite;
  • fermo restando il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro, è comune l'obiettivo di favorire lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello per cui vi è la necessità di promuoverne l'effettività e di garantire una maggiore certezza alle scelte operate d'intesa fra aziende e rappresentanze sindacali dei lavoratori,

TUTTO CIÒ PREMESSO LE PARTI CONVENGONO CHE:

  1. ai fini della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria, si assumono come base i dati associativi riferiti alle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori. Il numero delle deleghe viene certificato dall'Inps tramite un'apposita sezione nelle dichiarazioni aziendali (Uniemens) che verrà predisposta a seguito di convenzione fra Inps e le parti stipulanti il presente accordo interconfederale. I dati così raccolti e certificati, trasmessi complessivamente al Cnel, saranno da ponderare con i consensi ottenuti nelle elezioni periodiche delle rappresentanze sindacali unitarie da rinnovare ogni tre anni, e trasmessi dalle Confederazioni sindacali al Cnel. Per la legittimazione a negoziare è necessario che il dato di rappresentatività così realizzato per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro;
  2. il contratto collettivo nazionale di lavoro ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale;
  3. la contrattazione collettiva aziendale si esercita per le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria o dalla legge;
  4. i contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda se approvati dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette secondo le regole interconfederali vigenti;
  5. in caso di presenza delle rappresentanze sindacali aziendali costituite ex art. 19 della legge n. 300/70, i suddetti contratti collettivi aziendali esplicano pari efficacia se approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali costituite nell'ambito delle associazioni sindacali che, singolarmente o insieme ad altre, risultino destinatarie della maggioranza delle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori all'azienda nell'anno precedente a quello in cui avviene la stipulazione, rilevati e comunicati direttamente dall'azienda. Ai fini di garantire analoga funzionalità alle forme di rappresentanza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, come previsto per le rappresentanze sindacali unitarie anche le rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, quando presenti, durano in carica tre anni. Inoltre, i contratti collettivi aziendali approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali con le modalità sopra indicate devono essere sottoposti al voto dei lavoratori promosso dalle rappresentanze sindacali aziendali a seguito di una richiesta avanzata, entro 10 giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria del presente accordo o almeno dal 30% dei lavoratori dell'impresa. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto al voto. L'intesa è respinta con il voto espresso dalla maggioranza semplice dei votanti;
  6. i contratti collettivi aziendali, approvati alle condizioni di cui sopra, che definiscono clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l'esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all'interno dell'azienda e non per i singoli lavoratori;
  7. i contratti collettivi aziendali possono attivare strumenti di articolazione contrattuale mirati ad assicurare la capacità di aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi. I contratti collettivi aziendali possono pertanto definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro. Ove non previste ed in attesa che i rinnovi definiscano la materia nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell'azienda, i contratti collettivi aziendali conclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda d'intesa con le organizzazioni sindacali territoriali firmatarie del presente accordo interconfederale, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell'impresa, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro. Le intese modificative così definite esplicano l'efficacia generale come disciplinata nel presente accordo;
  8. le parti con il presente accordo intendono dare ulteriore sostegno allo sviluppo della contrattazione collettiva aziendale per cui confermano la necessità che il Governo decida di incrementare, rendere strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure – che già hanno dimostrato reale efficacia – volte ad incentivare, in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livelo che collega aumenti di retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività nonché ai risultati legati all'andamento economico delle imprese, concordati fra le parti in sede aziendale.

Intesa Cgil-Cisl-Uil
su accordi sindacali con valenza generale
Le piattaforme sindacali vengono proposte unitariamente dalle Segreterie e dibattute negli organismi direttivi interessati, i quali approvano le piattaforme da sottoporre successivamente alla consultazione dell'insieme dei lavoratori e dei pensionati.
Tutto il percorso negoziale dalla piattaforma alla firma è accompagnato da un costante coinvolgimento degli organismi delle confederazioni, prevedendo momenti di verifica con gli iscritti e assemblee di tutti i lavoratori e i pensionati.
Le Segreterie assumono le ipotesi di accordo e le sottopongono alla valutazione e approvazione dei rispettivi organismi direttivi per la firma da parte delle stesse, previa consultazione certificata tra tutti i lavoratori, le lavoratrici, le pensionate e i pensionati, come già avvenuto nel 1993 e nel 2007.

Accordi di categoria
Le Federazioni di categoria nel quadro delle scelte di questo documento, definiranno specifici regolamenti sulle procedure per i loro rinnovi contrattuali, al fine di coinvolgere sia gli iscritti che tutti i lavoratori e le lavoratrici. Tali regolamenti dovranno prevedere sia il percorso per la costruzione delle piattaforme che per l'approvazione delle ipotesi di accordo.
Queste intese potranno prevedere momenti di verifica per l'approvazione degli accordi mediante il  coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori in caso di rilevanti divergenze interne alle delegazioni trattanti.
Le categorie definiranno, inoltre, regole e criteri per le elezioni delle Rsu e per la consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici per gli accordi di II livello.




Documento presentato dalla Segreteria nazionale Cgil e approvato dal Comitato direttivo della Confederazione

Il Comitato direttivo nazionale della Cgil condivide e approva l’ipotesi di Accordo tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil siglato il 28 giugno 2011 (dalla Cgil sulla base del mandato ricevuto dal Direttivo del 27 giugno).
L’ipotesi di Accordo giunge dopo anni di contrapposizione fra i sindacati e la conseguente disgregazione del sistema contrattuale e delle regole di rappresentanza e democrazia.
L’ipotesi di Accordo blocca la deriva dei contratti separati e ristabilisce una griglia minima di regole unitarie sulla rappresentanza e la contrattazione.
L’ipotesi di Accordo cancella l’idea dei due livelli contrattuali separati e alternativi fra loro e ricolloca al centro del sistema contrattuale il Contratto nazionale di lavoro come regolatore generale e fonte normativa del secondo livello di contrattazione.
L’ipotesi di accordo valorizza il ruolo delle Oo.Ss. di categoria poiché affida loro il compito di innovare il sistema contrattuale e rafforza il ruolo delle Rsu quali rappresentanti contrattuali dei lavoratori in azienda.
L’intesa endosindacale che integra l’ipotesi di Accordo con Confindustria, riprendendo il documento unitario del 2008, conferma la necessità di coinvolgere gli iscritti e i lavoratori durante l’intero iter negoziale (piattaforme, trattative, ipotesi di accordo da convalidare).
L’intesa endosindacale prevede, per la prima volta, che si coinvolgano i lavoratori in caso di rilevanti divergenze interne alle delegazioni trattanti, come aveva proposto la Cgil con il direttivo del 15 gennaio 2011, allo scopo di prevenire conclusioni separate della trattativa.
L’ipotesi di Accordo siglata con Confindustria ha validità pro futuro per tutte le aziende rappresentate da Confindustria: non influisce sui contenziosi in corso e non accredita accordi precedentemente sottoscritti in forma separata.
La misurazione della rappresentanza sindacale nel settore privato rappresenta una innovazione che cambierà in profondità i comportamenti delle parti sociali e il modo in cui si esercitano i diritti sindacali e di contrattazione.
Saranno gli iscritti e i voti dei lavoratori a stabilire il peso sindacale e contrattuale di ciascuna organizzazione. La campagna di affiliazione al sindacato non sarà più un fatto meramente organizzativo, separato dalla sua forza negoziale, ma l’occasione per accrescere il consenso all’azione contrattuale del sindacato.
Le Oo.Ss. nazionali, le Rsu e persino le Rsa eserciteranno le loro funzioni e il loro potere sulla base del loro peso effettivo in termini di numero di iscritti e di voti ricevuti e non più in forma convenzionalmente paritetica.
Per la prima volta un accordo tra le parti norma l’azione delle Rsa e la sottopone alla verifica del voto dei lavoratori.
Eventuali clausole di tregua sindacale a livello aziendale hanno effetto vincolante esclusivamente per le organizzazioni firmatarie dell’ipotesi di Accordo del 28 giugno e, come esplicitato, non riguardano i diritti in capo ai singoli lavoratori.
L’ipotesi di Accordo supera la pratica delle deroghe ai Ccnl e introduce un criterio di articolazione della contrattazione aziendale per aderire maggiormente alle esigenze dei diversi contesti produttivi. La prossima stagione di rinnovo dei Ccnl potrà prevedere materie e procedure per rendere la contrattazione di secondo livello più aderente alle singole realtà aziendali entro i limiti definiti dal contratto nazionale stesso.
In attesa dei rinnovi dei Ccnl le rappresentanze sindacali in azienda potranno, in situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi, d’intesa con le segreterie territoriali dei sindacati di categoria, definire accordi modificativi dei Ccnl in materia di prestazione lavorativa, orari e organizzazione del lavoro.
In questa situazione transitoria, non sono sufficienti le normali regole di definizione dell’ipotesi di accordo da parte della maggioranza delle Rsu. Se non c’è intesa tra le Rsu e le Oo.Ss. territoriali di categoria l’accordo modificativo transitorio non può essere concluso.
Sull’ipotesi di Accordo del 28 giugno 2011 la Cgil, ai sensi dell’art. 6, titolo I, lettera “b” del proprio Statuto, attiverà il pronunciamento di tutti gli iscritti dipendenti dalle aziende afferenti al sistema contrattuale di Confindustria. L’esito del pronunciamento sarà vincolante per la Cgil e per le sue articolazioni confederali, territoriali e di categoria a tutti i livelli.

Il pronunciamento si articolerà nel modo seguente:
  1. tutte le categorie territoriali interessate consegneranno alle rispettive Ccdl entro l’11 luglio 2011 gli elenchi delle aziende afferenti al sistema contrattuale di Confindustria e il numero degli iscritti corrispondenti alle stesse;
  2. le assemblee degli iscritti si svolgeranno a partire dal 12 luglio e termineranno entro il 16 settembre;
  3. l’esito finale del pronunciamento degli iscritti sarà comunicato entro il 19 settembre dalle Oo.Ss. nazionali di categoria alla Confederazione che lo renderà pubblico martedì 20 settembre 2011.
Approvato con 117 voti a favore


Documento presentato dall’area programmatica «la Cgil che vogliamo»

L'area programmatica «La Cgil che vogliamo» esprime un giudizio negativo sull'accordo interconfederale tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil del 28 giugno 2011 per le seguenti ragioni: tutto l'impianto di validazione degli accordi nazionali e aziendali non prevede l'espressione del voto dei lavoratori. Ed è la prima volta che la Cgil accetta che possa essere negata la libera espressione della volontà dei lavoratori.
La validazione a maggioranza semplice delle organizzazioni esclude l'agibilità dell'organizzazione dissenziente, avalla la pratica degli accordi separati, rischia di determinare una balcanizzazione delle relazioni sindacali, condizionando la stessa libertà di iscrizione al sindacato.
Si afferma la coesistenza di rappresentanze sindacali elette da tutti i lavoratori (Rsu) e rappresentanze sindacali designate dalle organizzazioni (Rsa), di fatto abbandonando l'obiettivo della generalizzazione delle Rsu, come previsto nella legge del Pubblico impiego e nell'accordo interconfederale del 23 luglio 1993.
Nella fase transitoria le contrattazioni aziendali possono derogare dalle norme del contratto nazionale, prefigurando nei fatti la modifica del contratto nazionale come fonte del diritto su materie fondamentali quali la prestazione lavorativa, gli orari, l'organizzazione del lavoro. In sintesi, questo accordo conferma e rafforza quanto contenuto nell'accordo separato del 2009. Inoltre, per la prima volta, l'accordo afferma che i contenuti della contrattazione aziendale possano essere definiti per legge.
Si prevedono inaccettabili tregue sindacali vincolanti e dunque sanzionabili anche nel caso di accordi separati.
Un'organizzazione non firmataria di accordo non può chiedere il voto dei lavoratori e non può nemmeno chiamarli allo sciopero, pena sanzioni.
L'allegato accordo endosindacale non solo non è risolutivo delle questioni aperte sulla democrazia e partecipazione dei lavoratori ma non ha nessuna validità davanti alle controparti, come dimostra l'accordo del commercio che non ha impedito due contratti separati.
La gestione della trattativa che ha condotto a questo accordo non ha previsto nessun coinvolgimento delle strutture pure direttamente interessate, aprendo un'ulteriore ferita nel tasso di democrazia della vita interna dell'Organizzazione.
«La Cgil che vogliamo» rivendica la necessità di una consultazione degli iscritti Cgil con regole chiare, trasparenti, uniformi, in una campagna di assemblee nelle quali siano esplicite le differenti posizioni.

Respinto con 21 voti a favore




Piattaforme in allestimento
Riportiamo di seguito uno stralcio del Documento finale prodotto dall’Assemblea nazionale della Fiom, svolta a Cervia lo scorso febbraio, e ribadito dal Documento finale del Comitato centrale del 30 maggio scorso, che riporta la griglia sulla quale predisporre le piattaforme per il rinnovo dei Ccnl Federmeccanica, Unionmeccanica e Cooperative

Le piattaforme per il rinnovo dei Ccnl saranno costruite «... sulla base di una griglia fondata sui seguenti punti:

RIAFFERMARE una pari dignità tra lavoro e impresa fondata sulla democrazia e i diritti nel lavoro, anche sulla base della proposta della Cgil sulla democrazia e la rappresentanza;


AFFERMARE un modello contrattuale fondato su 2 livelli contrattuali:
  • il Contratto nazionale di lavoro, puntando alla riunificazione dei diritti e delle condizioni di lavoro (tenendo aperto l'orizzonte per il Contratto dell'industria e una dimensione europea per i diritti comuni);
  • un secondo livello a carattere integrativo, che può svolgersi a livello aziendale, di sito produttivo, territoriale e di filiera;
AFFERMARE un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale delle produzioni, sulla qualità del lavoro, la ricerca, l'innovazione e sulla responsabilità sociale delle imprese;


AVVIARE una riflessione sul rapporto tra la contrattazione di secondo livello e la contrattazione sociale, confederale e di categoria nel territorio e nel rapporto con le istituzioni.

In particolare, la riconquista di un Contratto nazionale condiviso dalle lavoratrici e dai lavoratori, sottoscritto unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali e datoriali, deve essere fondato sulla seguente griglia di contenuti e su una coerente azione di contrattazione collettiva nei luoghi di lavoro:

NON DEROGABILITÀ delle norme contrattuali nazionali;

DIRITTI di informazione e confronto preventivo in materia di politiche industriali, investimenti e modelli organizzativi, acquisendo il diritto di proposta per le organizzazioni sindacali e le Rsu preventivo alle decisioni aziendali;

DIFESA delle libertà dei lavoratori e delle libertà sindacali, rafforzamento del ruolo contrattuale delle Rsu;

AFFERMARE il ruolo del Ccnl per la difesa e l'incremento del valore reale dei salari e a tal fine confermare e rivalutare il valore del punto e prevedere meccanismi di recupero certi su base annua;

INTERVENTO a difesa e miglioramento delle condizioni di lavoro sulla salute e la sicurezza;

A PARTIRE da quanto previsto dal Ccnl del 2008 in vigore, la durata dello stesso sarà oggetto, senza pregiudiziali, della trattativa;

ESTENSIONE del diritto alla formazione continua per tutte le lavoratrici e i lavoratori e ridefinizione del sistema di inquadramento professionale;

TUTELA del diritto alla maternità e alla salute riproduttiva delle donne anche in relazione alle condizioni e all'organizzazione del lavoro nelle imprese;

DIFESA dell'occupazione tramite il blocco dei licenziamenti e l'estensione degli ammortizzatori sociali e una politica di contrattazione degli orari di lavoro, che estenda il ricorso ai contratti di solidarietà in caso di crisi e che a fronte di un aumento dell'utilizzo degli impianti riduca gli orari di lavoro, a partire dai lavori più disagiati;

DEFINIZIONE delle regole sulla rappresentanza e la democrazia, estendendo l'elezione delle Rsu e prevedendo la validazione delle piattaforme e degli accordi tramite referendum anche nel caso di diverse posizioni tra le organizzazioni sindacali, così come del resto già definito unitariamente per la realizzazione del Ccnl 2008, al fine di prevenire ed escludere la pratica degli accordi separati.»

Al termine delle assemblee e delle iniziative nei luoghi di lavoro, nel mese di settembre - nei giorni che stabilirà la Segreteria nazionale Fiom su mandato del Comitato centrale - si riunirà l’Assemblea nazionale della Fiom con il compito di varare le piattaforme definitive - da sottoporre alla consultazione e al voto referendario delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici - le quali saranno presentate alle controparti entro la fine dello stesso mese, vale a dire tre mesi prima della scadenza dei contratti, stabilita per il 31 dicembre 2011.

venerdì 21 gennaio 2011

RSU FIOM Dianos: sciopero di venerdì 28 gennaio 2011

A TUTTI I LAVORATORI DIANOS


Come sicuramente avrete appreso dai giornali e dai post del blog inviati negli ultimi giorni,


venerdì 28 gennaio 2011


è stato indetto lo


SCIOPERO GENERALE dei METALMECCANICI.


Le motivazioni per cui è stato dichiarato lo sciopero generale crediamo siano ben note a tutti voi, la vicenda Fiat Pomigliano - Mirafiori non ha certo bisogno di essere riassunta in questo comunicato, ma è evidente che non sono le uniche motivazioni in gioco.

Fiom ha ben presente che dopo il comparto industriale, il comparto informatico è stato quello più colpito dalla crisi, utilizzata ad arte dalle direzioni aziendali per giustificare tagli al personale e cessione di diritti in cambio di lavoro.

Alcuni esempi lampanti sono:
  • Engineering.it: licenziamento di 48 dipendenti a seguito di disaccordo su deroghe a quanto previsto dal CCNL su trasferimento sede;
  • Voice Care: l'AD inizialmente era dubbioso circa le richieste portate avanti da Marchionne per Fiat, per poi approfittare del risultato del "referendum" tentando di imporre deroghe al CCNL con la minaccia di delocalizzare l'attività;
  • IBM: non si fa scrupolo a sostituire i lavoratori che protestano scioperando con lavoratori precari pagati come consulenti, anche solo per una giornata.
La struttura della FIOM, pur essendo pesantemente coinvolta nelle vicende di Mirafiori, non ha comunque trascurato il comparto informatico, ma ha organizzato le attività del Coordinamento Provinciale Aziende Informatiche allo scopo di arrivare al più presto a unire le forze per fronteggiare gli attacchi a cui siamo sempre più spesso sottoposti.

Pertanto

SIETE TUTTI INVITATI a PARTECIPARE

alla manifestazione che si terrà a Torino con


corteo da Porta Susa alle ore 9.30


per sostenere tutti insieme che "Il Lavoro è un Bene Comune" anche per tutti noi che saremo schierati dietro lo striscione "Lavoratori e Lavoratrici Aziende Informatiche - FIOM-CGIL Torino".


Le RSU FIOM Dianos

Torino, 21 gennaio 2011