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lunedì 14 novembre 2011

CGIL Torino: comitato lavoratori in mobilità


Con il sostegno di CGIL CISL UIL di TORINO si è costituito il comitato:

"Lavoratori in mobilità, ma senza pensione"

Il Decreto Legge 78 del 31 Maggio 2010 (diventato Legge 122/2010) che stabilisce in dodici mesi l’attesa della decorrenza dei trattamenti  pensionistici (tra la maturazione del diritto e il percepimento della pensione, precedentemente limitata a pochi mesi), sta causando, tra i lavoratori posti in mobilità negli ultimi anni, una forte preoccupazione rispetto alla possibiltà di aggancio tra fine mobilità e decorso della pensione.
In sostanza questi lavoratori  vengono, e verranno, a trovarsi in una situazione tale per cui, terminato il periodo di mobilità , previsto a suo tempo, non riceveranno più la  mobilità e contemporaneamente non percepiranno ancora la pensione e saranno quindi persone a reddito zero.

A parziale deroga di quanto sopra,  il comma 5 dello stesso decreto prevede l’applicazione della vecchia normativa sulle finestre al numero limitato di 10.000 casi; per tutti gli altri è invece previsto un generico impegno del governo a stanziare i fondi  per il prolungamento della mobilità.
Al momento, però, l'INPS ha anticipato gli assegni di prosecuzione della mobilità, per i lavoratori ai quali era scaduta,  solo per i mesi di luglio ed agosto, ma non ha disposizioni per l'erogazione dell'assegno per i mesi successivi.
Siamo quindi in una  SITUAZIONE per cui coloro che HANNO RAGGIUNTO IL REQUISITO pensionistico non sanno se sono nei 10mila salvati ( e avranno la pensione in base alle vecchie finestre, seppure in ritardo) oppure dovranno attendere il raggiungimento della nuova finestra senza avere, al momento, la certezza che l’erogazione della mobilità prosegua !

Se a questo aggiungiamo il fatto che le pensioni sono nuovamente sotto tiro, è evidente che se mai passasse una modifica tale da innalzare i requisiti per la maturazione del diritto ( per non parlare delle proposte di abolizione delle pensioni di anzianità ) questi lavoratori, andati in mobilità volontaria, in base alle leggi vigenti al momento delle dimissioni, non solo si troverebbero a dover attendere l'attuale finestra annuale, ma precipiterebbero in una rincorsa senza fine verso il raggiungimento dei nuovi requisiti, e, il tutto, in una situazione di reddito zero !

Il comitato richiede:
·           che vengano rispettati gli accordi presi e sottoscritti da Organizzazioni Sindacali, Unione Industriale, Aziende, INPS, Ministero del Lavoro, in relazione al pensionamento, secondo le normative in vigore all'atto del licenziamento dei lavoratori interessati
·           che si garantisca innanzitutto la copertura finanziaria sino all'erogazione della pensione
Gli obiettivi del comitato sono i seguenti:

·           fornire informazione tempestiva ed esaustiva ai lavoratori in mobilità che si trovano nella situazione di attesa della pensione
·           mettere in atto le iniziative opportune per proporre in tutte le sedi l'attenzione sul problema e coinvolgere tutte le parti in causa ( Organizzazioni Sindacali, Unione Industriale, Aziende, INPS, Ministero del Lavoro)
·           coordinare i rapporti con le organizzazioni sindacali

Assemblea pubblica:

Lunedì 21 Novembre 2011 ore 17,00
presso Camera del Lavoro di Torino
- Sala Pia Lai Via Pedrotti, 5  -Torino –


     Il comitato “Lavoratori in mobilità, ma senza pensione”

Primi aderenti 60 lavoratori in mobilità ma senza pensione.
Tutti quelli che vogliono aderire al comitato possono inviare una mail a:

beppef53@hotmail.com; 
renzopiatti52@gmail.com

con il seguente testo:

Io sottoscritto .............................. 
e-mail ..........................................
telefono......................
ex-azienda di appartenenza …………………
finestra attesa per pensione: .........................
tipo mobilità (breve, lunga): ...........................

autorizzo l'inserimento del mio nominativo (con indicata l'ex-azienda di appartenenza) tra gli aderenti al 
"Comitato Lavoratori in mobilità, ma senza pensione"

lunedì 10 gennaio 2011

FIOM: comitato per il NO al referendum di Mirafiori

COMUNICATO STAMPA


COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM


Domani martedì 11, ore 13, porta 2 di Mirafiori, corso Tazzoli

Conferenza stampa di presentazione del Comitato


Siamo lavoratrici e lavoratori della Carrozzeria di Mirafiori e abbiamo deciso di costituire il Comitato per il NO al referendum sull’accordo del 23 dicembre.

Reputiamo importante, proprio in quanto lavoratori della Carrozzeria direttamente coinvolti e su cui ricadranno gli effetti dell’accordo, costituirci in Comitato per schierarci esplicitamente per il NO.

Il Comitato reputa l’intesa raggiunta negativa perché peggiora le condizioni di lavoro, non difende la salute, taglia le pause, sposta la mensa a fine turno, mette in discussione il diritto di sciopero e la facoltà di eleggere democraticamente, segretamente e liberamente i rappresentanti sindacali.

Il Comitato darà indicazioni per votare NO e bocciare l’accordo con l’obiettivo di riaprire la trattativa per garantire investimenti e occupazione e raggiungere un’altra intesa che sia rispettosa delle condizioni di lavoro, dei diritti, della dignità dei lavoratori.

La nostra posizione ha l’obiettivo di dare un futuro allo stabilimento e ai lavoratori.

Il Comitato per il NO chiede formalmente agli organizzatori del referendum di essere parte della Commissione Elettorale per gestire il voto ed espletare le operazioni di scrutinio.

Questo per garantire a tutti i lavoratori la massima trasparenza e correttezza delle procedure di voto, nonché di scrutinio finale anche per evitare polemiche strumentali sull’esito del Referendum.

Il Comitato nomina come propri portavoce i seguenti lavoratori:

Rocco Moscato in qualità di Presidente. Nina Leone e Roberto Bretto in qualità di coadiuvatori.

martedì 5 ottobre 2010

FIOM Torino: Lavoro smarrito, diritti cancellati, lavoratori invisibili



Mercoledì 6 Ottobre, ore 20:45 - Unione Culturale, via C. Battisti 4b
Lavoro smarrito, diritti cancellati, lavoratori invisibili
  • Federico Bellono, segretario FIOM Torino
  • Matteo Saudino, precario della scuola
  • Soumahoro Aboubakar, Unione Sindacale di Base (USB) - Torino
  • Vincenzo Graziano, Collettivo Lavoratori Comdata - CUB

giovedì 17 giugno 2010

FIOM: volantino distribuito ai lavoratori di Pomiglliano

IL NO DELLA FIOM PER IL LAVORO,
I DIRITTI E LA DIGNITÀ


Lavoratrici e lavoratori di Pomigliano,

sulle vostre spalle pesa in questi giorni un terribile ricatto. Da un lato la minaccia di chiusura dello stabilimento, dall’altro i diritti fondamentali garantiti dal Contratto nazionale, dallo Statuto dei lavoratori, dalla Costituzione.

L’accordo che la Fiom non ha sottoscritto porta indietro di più di 50 anni le condizioni e i diritti del lavoro. Cambiano i turni, le pause, l’organizzazione del lavoro. Con un aggravio pesantissimo per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.
Ma, oltre a questo, per la prima volta in Italia si scrive che per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non varrà più il Contratto nazionale sugli orari di lavoro, sul trattamento di malattia, sulle qualifiche. Per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non ci saranno più le regole e i diritti scritti sul contratto e validi finora per tutti.

Ma in più, oltre a questo, si toglie ai lavoratori e al sindacato il diritto alla difesa contro i soprusi dell’azienda. Questo è un punto di una gravità senza precedenti, mai sottoscritto in nessun accordo. Infatti al punto 15 dell’accordo separato la Fiat scrive che tutte le parti contenute nell’accordo diventano una sorta di nuovo contratto individuale di lavoro e che il lavoratore che viola questo nuovo contratto è passibile di provvedimenti disciplinari fino al licenziamento. In questo modo i lavoratori di Pomigliano dovrebbero perdere la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e della stessa Costituzione.

La Fiom ha detto di no a un accordo che non solo peggiora le condizioni di lavoro, ma che se applicato impedisce qualsiasi possibilità di migliorarle. La Fiom ha dato la disponibilità a trattare e discutere sulle pesanti condizioni di lavoro chieste dalla Fiat, ma non a rinunciare ai diritti personali e indisponibili delle lavoratrici e dei lavoratori.

Ora a Pomigliano si dovrebbe scegliere tra il posto di lavoro e i diritti sacrosanti garantiti dalla Costituzione. È una scelta vergognosa che la Fiom respinge.

La Fiom non accetta e non accetterà mai di cancellare i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo, comunque vada un referendum che è assolutamente immorale e illegittimo, la Fiom continuerà a dire NO all’accordo e a tutelare in tutte le sedi i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Pomigliano.

mercoledì 2 giugno 2010

FIOM: L'Unionmeccanica-API vuole imporre un'intesa separata


News 11 | 27 maggio 2010
L’UNIONMECCANICA-API
VUOLE IMPORRE UN’INTESA SEPARATA


Al sedicente tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL delle imprese metalmeccaniche dell’industria minore, nell’incontro del 21 maggio scorso, la delegazione di Unionmeccanica‐Api ha dichiarato di avere ricevuto il mandato per ricercare un’intesa separata con Fim e Uilm.

Unionmeccanica‐Api ha quindi in modo conclusivo respinto la proposta della Fiom di evitare un’intesa separata attraverso un accordo ponte con il blocco dei licenziamenti.

E’ una scelta grave e illegittima che ignora la mobilitazione e gli scioperi che con successo si stanno svolgendo nei territori e nelle aziende e prefigura il tentativo di voler imporre un accordo di minoranza contrario alla volontà delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici interessati.

Il 3 e 4 giugno 2010 è convocato un nuovo incontro in cui Unionmeccanica, Fim e Uilm tenteranno di realizzare un’intesa separata che assume i contenuti dell’accordo separato interconfederale sul modello contrattuale non firmato dalla Cgil e, alla faccia di qualsiasi traccia di autonomia contrattuale, registra i contenuti dell’intesa separata di Federmeccanica.

Per la Fiom‐Cgil il Ccnl unitario del 25/01/2008 è valido e in vigore fino a tutto il 31/12/2011 e contrasteremo l’applicazione dell’eventuale intesa separata sia sul piano contrattuale che giuridico.

Le lavoratrici ed i lavoratori metalmeccanici hanno bisogno di difendere il loro salario, il loro posto di lavoro e di innovare e qualificare il sistema produttivo ed industriale del Paese.

Invece l’intesa separata che si profila tra Unionmeccanica e Fim e Uilm abbassa il potere d’acquisto dei salari e mette in discussione il sistema dei diritti e tutele che i meccanici si sono conquistati con anni di lotte, e non affronta in alcun modo la grave crisi che sta colpendo le lavoratrici ed i lavoratori e il sistema delle piccole e medie imprese.

L’attacco è anche ai più basilari princìpi di democrazia perché Unionmeccanica vorrebbe applicare a tutti un’intesa separata sottoscritta da sindacati che rappresentano una parte minoritaria nella categoria.

Senza la consultazione e il voto di tutte le lavoratrici e i lavoratori interessati, attraverso un referendum certificato, nessun contratto è legit timo ma è solo un sopruso e un atto autoritario.

CONTRO L’ARROGANZA DI CHI PRATICA GLI ACCORDI SEPARATI
CHE NEGANO I DIRITTI E LA DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO
CONTRO I LICENZIAMENTI E LA PRECARIETÀ
PER UN CONTRATTO UNITARIO
CHE SALVAGUARDI I SALARI E LA DIGNITÀ DEL LAVORO
CONTINUA LA MOBILITAZIONE

giovedì 1 aprile 2010

FIOM: raccolta firme per prooposta di legge di iniziativa popolare

FERMA GLI ACCORDI
SEPARATI

FIRMA LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA
POPOLARE SULLA DEMOCRAZIA E LA
RAPPRESENTANZA SINDACALE

LA FIOM CGIL PROMUOVE LA RACCOLTA DELLE FIRME DELLE LAVORATRICI, DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI A SOSTEGNO DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INZIATIVA POPOLARE PER OTTENERE
  • REGOLE DEMOCRATICHE SULLE RAPPRESENTANZE SINDACALI NEI LUOGHI DI LAVORO
  • REGOLE PER DEFINIRE LA REALE RAPPRESENTATIVITA' DI OGNI ORGANIZZAZIONE SINDACALE
  • REGOLE PER GARANTIRE AI LAVORATORI IL DIRITTO DI VOTARE CON IL REFERENDUM PER APPROVARE LE PIATTAFORME E GLI ACCORDI SINDACALI
Il diritto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori di votare sugli accordi sindacali che li riguardano è un’esigenza di democrazia.
Non vogliamo più accettare accordi che riguardano le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori ma che vengono firmati da sindacati di minoranza senza il voto democratico dei lavoratori interessati.

lunedì 8 marzo 2010

RSU FIOM - Venerdì 12 marzo sciopero dalle ore 14 alle ore 18

A TUTTI I LAVORATORI DIANOS


VENERDì 12 MARZO
DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 18.00
SCIOPERO INDETTO DALLE RSU FIOM


Le RSU FIOM Dianos, recependo le indicazioni del direttivo nazionale FIOM, intendono aderire allo sciopero generale indetto da CGIL per la difesa dell'art.18, minacciato dall'ormai approvato DdL.1167 che porta in seno anche un'ulteriore destrutturazione del Contratto Nazionale prevedendo il ricorso al meccanismo delle deroghe in fase di assunzione di un lavoratore.


E' necessario che al Governo arrivi un forte segnale di dissenso nei contronti della politica del lavoro finora attuata che mira, con il tacito consenso di CISL e UIL, ad indebolire le tutele per i lavoratori e l'efficacia del Contratto Nazionale, a discapito anche di pratiche sindacali democratiche quali la votazione delle piattaforme contrattuali da parte dei lavoratori di categoria.


Per tale motivo tutti i lavoratori Dianos sono invitati ad astenersi dal lavoro negli orari indicati.


Occorre precisare che siamo di fronte ad una “situazione fotocopia” di quanto accaduto nel 2002 con il famigerato “patto per l'Italia” che il Governo Berlusconi intendeva stipulare con gli Italiani e le parti sociali. All'epoca la manovra che si intendeva varare prevedeva lo stesso identico attacco all'art.18 dello statuto dei lavoratori e già all'epoca CGIL da sola, senza CISL e UIL sempre alla finestra a guardare, aveva organizzato una grande manifestazione nazionale per impedire quello scempio ai diritti dei lavoratori.


Oggi ancora più di allora è necessario partecipare alla difesa dei nostri diritti.


Le RSU FIOM intendono utilizzare attivamente le ore di sciopero con i colleghi che parteciperanno, per aprire un dibattito su quanto sta accadendo sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori, sulla situazione economico-sociale in Italia e nel Piemonte ed in particolare sul futuro dell'azienda.

Le RSU FIOM

martedì 2 marzo 2010

Comunicazione da RSA SCAI: incontro con direzione del 22 febbraio 2010

Per vostra conoscenza riportiamo di seguito la comunicazione pervenutaci dalle RSA di SCAI relativa all'incontro RSA-direzione del 22 febbraio 2010.

lunedì 22 febbraio 2010 si è tenuto il programmato incontro tra la Direzione e le RSA della SCAI.

Ordine del giorno presentato :

  • Rapporto sulla situazione del personale di SCAI S.p.A.
  • Aggiornamento progetto Calabria e trattamento di missione
  • Trattamento missioni
  • Varie ed eventuali


Aggiornamento progetto Calabria e trattamento di missione

Premesse

Durante le due ore di riunione abbiamo affrontato quasi esclusivamente il tema delle trasferte a Cosenza, vista l’urgenza dell’argomento, lasciando negli ultimi 5 minuti la trattazione di tutti gli altri punti

Come sacrosanta premessa abbiamo fatto presente all'azienda, per l'ennesima volta, che c'è attenzione da parte di tutti i dipendenti sulle trasferte a Cosenza, che destano preoccupazione e paura; che la tranquillità e serenità dei propri dipendenti dovrebbe essere un valore irrinunciabile da parte dell'azienda e che un clima come quello attuale non giova a nessuno; che nonostante tutto ci rendiamo disponibili in presenza di un progetto "vero", "strategico" ad impegnarci per una soluzione che concili gli interessi dell'azienda e dei suoi collaboratori al fine di poter di svolgere il lavoro con un minimo di garanzie e serenità.

Lo spirito con cui abbiamo partecipato all'incontro dall'inizio alla fine è stato di coloro che non vogliono un' incrinatura nei rapporti tra azienda e dipendenti e di coloro che auspicano un ritorno ad una gestione trasparente e rispettosa da ambo le parti.

L'azienda ha dichiarato di apprezzare queste motivazioni e di essere a conoscenza delle perplessità circa la trasferta di Cosenza. Ha però altresì affermato che a suo giudizio dovrebbe prevalere la possibilità di lavorare a Cosenza piuttosto che essere in cassa integrazione o peggio senza lavoro.

Ci siamo detti d'accordo con l'azienda ma ad una condizione: che il lavoro a Cosenza abbia garanzie.


Al momento esistono due prospettive di trasferta a Cosenza:

Progetto in corso su Cosenza

Attualmente sono a Cosenza due colleghi ed è stata ventilata l'ipotesi che un terzo a breve li debba raggiungere. Il progetto in corso consiste in un lavoro di back-office assicurativo sul quale complessivamente dovrebbero essere impiegate circa cinque risorse fino a fine anno. Uno dei due colleghi in trasferta, però, ci informa che il suo attuale incarico di trasferta a Cosenza consiste nel suo coinvolgimento nel Contratto d’Investimento della regione Calabria.

Fino ad ora l’azienda ha mostrato di considerare la trasferta su Cosenza alla stessa stregua di una trasferta su Milano o Genova: su questo punto non ci troviamo d’accordo. A nostro modo di vedere, le missioni dovrebbero avere pesi relativi differenti se non altro per la distanza di Cosenza da Torino e per le problematiche di logistica e dei trasporti. Cosenza non dispone di un aeroporto, occorre spostarsi su Lamezia Terme da cui si vola per Milano. Il treno impiega 14 ore per collegare Torino e Cosenza. Per ora i due colleghi hanno viaggiato in treno. Ciascuno di noi fino a prova contraria ha diritto a mantenere un legame con i propri familiari, i propri affetti.

Rispetto all'attuale trattamento abbiamo pertanto proposto alla direzione un protocollo da applicare sulla trasferta di Cosenza in aggiunta a quanto già previsto:

1) 2 rientri al mese, ma non in treno, abbiamo proposto o aerei low cost o, in alternativa, un budget da spendere come ognuno meglio crede

2) alloggio non in condivisione e nelle vicinanze degli uffici di Cosenza

3) preavviso di 15 gg prima della missione

4) diaria di 40 Euro al giorno

5) rotazione di più persone, al fine di limitare e ridurre il tempo di permanenza, vista la distanza da Torino.

L’azienda si è impegnata a darci a breve una risposta.


Contratto investimento Cosenza

Spiegare il CI

Abbiamo esordito chiedendo chiarimenti sul CI in quanto a distanza di mesi noi stessi non ne avevamo afferrato tutti gli elementi e chiedendo che oltre che essere spiegato a noi l'azienda facesse un' eccezione per questo progetto e facesse una sorta di presentazione pubblica ai propri dipendenti. dando così un segnale di trasparenza, di una nuova modalità di gestire i rapporti tra personale e direzione.

Abbiamo richiesto di poter visionare questo contratto ma ci è stato negato.

Durata

Quello che è stato detto a noi in quella sede è che la durata del CI prevista è di due anni a partire da quando ci sarà il primo stanziamento che a quanto pare non c'è ancora stato

N° di risorse

Per ora il progetto non è ancora cominciato. Presumibilmente il picco del progetto, inteso come numero di risorse coinvolte, potrebbe essere durante l'inverno prossimo, inverno del 2010.

Il numero di risorse necessarie sembrerebbe essere intorno a 7 o 8. A questo punto abbiamo tirato un sospiro di sollievo...ma poco dopo il numero è lievitato a 10 (?!).

Figure professionali necessarie

Riguardo agli skill ci è stato risposto che serviranno sia degli analisti che dei programmatori e che gli analisti dovrebbero operare per tempi più brevi mentre gli sviluppatori entrerebbero in campo in un secondo momento per periodi forse più lunghi

Contenuto dei progetti

I futuri progetti di Ricerca e Sviluppo a fronte del Contratto d'Investimento della Regione Calabria sovvenzionato dall'UE, riguarderebbero sia l’ambito finanziario che il campo della trattazione dei dati e alcuni di essi in collaborazione con l'Università di Rende.

Trattamento missioni

Abbiamo fatto presente all'azienda che attualmente c'è una forte disparità di trattamento tra i colleghi che si trovano in missione; a noi risulta che pochi hanno un trattamento adeguato, molti hanno un trattamento appena sufficiente, molti altri neanche quello.

L'azienda si è detta intenzionata a creare una piattaforma che disciplini tutte le trasferte della Scai (Cosenza e non ) per un trattamento equo ed uguale per tutti i dipendenti in missione. Abbiamo chiesto di partecipare a questo progetto e contiamo di cominciare quanto prima al fine di giungere il più celermente possibile ad un accordo. Fin tanto che l'accordo non sarà perfezionato, però, vanno gestite le attuali situazioni. L'azienda prevede che si giungerà ad un accordo non prima di giugno ma noi siamo convinti che lavorando seriamente insieme si possa giungere ad una soluzione in tempi più brevi, entro due mesi.

Abbiamo proposto altresì all’azienda di prendere in considerazione un fac-simile di incarico di trasferta da fornire obbligatoriamente a tutti i colleghi che vanno in missione. Un foglio di missione molto più dettagliato rispetto a quello attuale.

In attesa di tale protocollo Vi ricordiamo che è “diritto” dei lavoratori, se inviati in missione, chiedere il “foglio di incarico di trasferta” , foglio che l’Azienda è tenuta a fornire, esplicitando chiaramente il cliente presso cui il dipendente andrà a lavorare, il periodo della trasferta e le eventuali indennità, allo stesso modo deve essere definito al meglio il trattamento di tutta la sua logistica.


Rapporto sulla situazione del personale di SCAI S.p.A.

L'azienda ci ha fornito un rapporto sulla situazione dell'organico che richiedevamo da tempo. Contiene il numero di risorse attualmente impiegate su Torino suddivise per tempi determinati, indeterminati, a progetto, part-time.


Varie ed eventuali

Abbiamo chiesto quale fosse attualmente la situazione di mercato a Torino e il numero di colleghi non collocati presso il cliente: ci è stato rispostoche tale numero corrisponde al 5% dei dipendenti, che è, a detta dell'azienda, una percentuale fisiologica, accettabile per chi opera in un business come il nostro.

Abbiamo chiesto notizie dei colleghi in CSI ma al momento all'azienda non è stato comunicato nulla di allarmante. Ci è giunta notizia invece da colleghi che ci sono dei rilasci da Intesa-san paolo.

E' stata fatta richiesta all'azienda di risolvere con buon senso le problematiche che riguardano la collega residente a Verbania che si trova in una situazione personale difficile al fine di semplificarle quantomeno la vita. Sempre nell'ottica di instaurare un rapporto di reciproco rispetto tra azienda e suoi collaboratori.

L’azienda ci ha informato che nessuno è più in cassa integrazione e che ha rispettato gli accordi che a dicembre prevedevano il rientro della cassa a fronte della firma di un accordo sulle trasferte a Cosenza.

Nonostante l’accordo non si sia perfezionato (prevedeva 6 mesi di trasferta + 18 di distacco) l’azienda ha ritirato la cassa integrazione.

Questo è un gesto di apertura apprezzato anche da parte nostra.

Questo resoconto è anche l'occasione per meglio definire il concetto di distacco (sappiamo benissimo che questa esperienza è nuova per tutti e tutti ne sappiamo non molto) :

“Il distacco o comando si ha quando un datore di lavoro (distaccante), per proprie esigenze produttive, pone temporaneamente uno o più lavoratori (distaccati) a disposizione di un altro soggetto (distaccatario) per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.”

Il distacco prevede quindi il ritorno a fine mandato sulla sede di provenienza, ricordando quindi condizione di miglior favore rispetto al trasferimento proposto ad Aprile 2009 ad alcuni colleghi, condizione che non prevedeva assolutamente il ritorno su Torino.

Che fare ora?

Ora siamo in attesa di risposte dall’azienda.

Occorre il più celermente possibile presentare all’azienda una piattaforma di disciplina delle trasferte e in attesa del suo perfezionamento garantire già da adesso condizioni migliori ai colleghi che vengono inviati a Cosenza o altrove in quanto l'azienda sta proponendo trasferte anche su Firenze, Bologna e un trasferimento a Bologna.

Le prossime assemblee sindacali si svolgeranno presso la sede della CGIL di Torino in via Pedrotti 5.

Ringraziamo tutti i colleghi che ci hanno sostenuto con suggerimenti, moralmente e materialmente, dimostrando forte solidarietà ai colleghi inviati a Cosenza e non solo. GRAZIE!!!

Questa è la strada su cui dobbiamo proseguire, una strada fatta di una sempre maggiore unità e solidarietà fra tutti.

Tutto ciò dimostra sicuramente che l'UNIONE tra tutti noi colleghi può quanto meno ridurre alcuni effetti (ricordiamo il trasferimento proposto),ora è possibile discutere “rappresentandoci” perché ora abbiamo un corpo, una forma riconosciuti e che, anche se in fase di crescita faticosa e di costruzione ci permette di relazionarci con l'azienda, con tutto quello che è in nostro potere fare. Questo è importante, non dimentichiamolo !!! La persona sola rimane abbandonata a se stessa in mezzo a meccanismi che già risultano difficili così!!!!

Ricordiamo che quello che succede ad un collega oggi, può succedere a NOI domani, per questo dobbiamo continuare a ESSERE UNITI TRA NOI .. CREDIAMOCI !!!

NOI CI CREDIAMO, DIVERSAMENTE NON SAREMMO QUI CON VOI E COMUNICATE SU QUESTA MAIL EVENTUALI VOSTRI PROBLEMI .

Vogliamo ricordare all'azienda che siamo altamente motivati e collaborativi davanti a proposte e decisioni vere, che facciano capire che veramente esiste un ascolto, che veramente ci sia il tavolo della trattativa.

Confidiamo in questa vera comunicazione e auguriamo di proseguire in tal senso, e grave sarebbe venisse meno o non fosse vero il suo tentativo.

Per chiarimenti, suggerimenti non esitate a scrivere all’indirizzo rsa.cgil.scai.torino@gmail.com e aggiungetevi ai contatti che sono ormai più di 130. Ricordiamo inoltre che se qualcuno vuole fare RSA con noi è ben accetto .

CGIL: sciopero del 12 marzo per la tutela dei diritti dei lavoratori

Vi anticipiamo che per il 12 marzo prossimo la CGIL intende indire uno sciopero generale per manifestare contro il disegno di legge n. 1167-B (in particolare gli art. 30, 31 e 32) attualmente in discussione in Parlamento, che assieme alla Legge 69/2009 mira ad annientare il diritto di tutela giudiziaria del lavoratore.

In particolare:

La norma “manifesto” è il comma 9 dell’art. 31, dove si prevede la possibilità di privare il lavoratore della tutela giudiziaria, affidando le controversie non ai giudici, bensì ad arbitri. Questi ultimi potranno addirittura giudicare “secondo equità”, che significa: secondo il loro buon senso, senza applicare le norme di legge e dei contratti collettivi. Questo vuol dire privare il lavoratore di garanzie certe e universali quali quelle date dai contratti nazionali e dalle leggi, minando anche la stessa la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Ma vi è di più: anche se un lavoratore dovesse riuscire ad andare davanti ad un giudice, quest’ultimo non potrà sindacare le scelte del datore di lavoro e dovrà tener conto dei concetti di giusta causa e di giustificato motivo di licenziamento che saranno dettati non più dalla legge e dalle norme costituzionali, bensì dalla contrattazione collettiva (anche separata) e, ancor peggio, dal contratto di lavoro individuale stipulato all’atto dell’assunzione, qualora certificato da apposite commissioni (art. 30). E’ evidente che in quest’ultimo caso, data la disparità contrattuale tra datore e lavoratore, il contratto certificato potrà benissimo sanzionare con il licenziamento anche una minima mancanza del lavoratore.

Il disegno di legge contiene, inoltre, una ridefinizione dei termini per l’impugnazione dei licenziamenti, dei contratti di collaborazione, dei contratti a termine e dei trasferimenti che renderà assai difficile (se non impossibile) al lavoratore la tutela giurisdizionale dei propri diritti (art. 32).

A tutto ciò si aggiunge che, dopo la legge n. 69/2009, sarà possibile condannare il lavoratore alle spese di giudizio quando vorrà ricorrere al tribunale per difendere un suo diritto.

Vi invitiamo a prendere visione della comunicazione ufficiale inviataci dalla CGIL.

CGIL-FIOM: 1 marzo antirazzista (comunicazione in ritardo)

Ieri 1 marzo 2010 a partire dalle ore 17.00 si è tenuta una manifestazione a Torino contro il razzismo e per la parità dei diritti dei lavoratori extracomunitari.
Purtroppo la comunicazione della manifestazione ci è pervenuta in ritardo e quindi non è stato possibile informarvi per tempo, ma ci troviamo ad informarvi solo ora.
Vi invito in ogni caso a prendere visione del manifesto che spiega le ragioni di tale iniziativa.

mercoledì 24 febbraio 2010

Verbale dell'incontro RSU - direzione del 19 febbraio 2010

Venerdì 19 febbraio 2010 le RSU hanno incontrato la direzione Dianos, nelle persone del dottor Marchisio, direttore amministrativo, e del dottor Cipolletta, nuovo amministratore unico di Dianos Srl. In tale occasione si sono riepilogati i temi precedentemente trattati con il dottor Rannisi e si è fatta un pò di chiarezza sul futuro dell'azienda.

Modifica della ragione sociale di Dianos
La direzione ha motivato il passaggio di ragione sociale da Spa a Srl spiegando che per ripianare una parte delle perdite del 2009 il capitale sociale è stato portato a 100.000 euro ovvero sotto la soglia del minimo consentito per mantenere l'azienda come Società per azioni, quindi è stata presa la decisione di passare Dianos a Società a Responsabilità Limitata. In seguito a questo cambiamento i costi di gestione amministrativi diminuiranno sensibilmente in quanto non dovranno più essere mantenute strutture necessarie per una SpA (per es. Collegio dei sindaci, ecc.).
L'operazione, nell'ottica della direzione, è quindi stata utile per snellire i costi e la gestione operativa stessa dell'azienda.

Cassa integrazione Guadagni
La direzione ha comunicato l'intenzione di non dichiarare esuberi e di salvare l'occupazione per tutti i lavoratori Dianos utilizzando tutti gli ammortizzatori sociali previsti dal contratto industria a cui l'azienda aderisce. In tal senso al termine della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria verrà aperta la procedura per attivare la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, con motivazione “ristrutturazione aziendale”: tale tipo di CIGS prevede un piano industriale (piano operativo riportante gli investimenti) a documentare la ristrutturazione da operare.
Tale documento, assieme all'organigramma aggiornato, sarà stilato nei prossimi giorni: la direzione s'è impegnata a fornircene copia all'inizio di marzo.
Come già accennato la volontà aziendale è di salvaguardare al massimo l'occupazione, ovvero di accedere a tutti gli ammortizzatori sociali disponibili finchè sarà necessario. Se al termine dei dodici mesi di CIGS la ristrutturazione non dovesse aver dato i risultati sperati si proseguirà richiedendo la Cassa integrazione in deroga.
Mentre la CIGO non prevedeva nessun tipo di rotazione/alternanza dei lavoratori in posti in cassa, la CIGS prevede per legge di attuare tutte le rotazioni/alternanze possibili. La direzione ha dichiarato che valuterà le possibilità di attuazione in base alle indicazioni fornite dai tecnici Dianos e che aggiornerà le RSU non appena possibile.

Piano Operativo
Operativamente la direzione intende allargare il perimetro di possibilità per Dianos aumentando il raggio di azione. Dianos attualmente si occupa di produzione software per la finanza, l'intenzione è in prima battuta di dedicarsi anche a progetti e consulenze finanziarie, in seconda battuta di sviluppare software e dedicarsi a progetti e consulenze anche non di natura finanziaria. Ovviamente ove possibile i lavoratori Dianos verranno coinvolti anche sui progetti di SCAI. Si è accennato anche agli impegni che SCAI ha in Calabria: non si esclude la possibilità di coinvolgimento di personale Dianos.
Per ciò che riguarda le linee di prodotti attualmente attive, verranno effettuati degli investimenti su dealer wizard e su asset wizard per migliorarne la modularità. Merlino attualmente non presenta attività e rimarra congelato, mentre MFL continuerà a venir gestito all'interno dell'azienda.
Per ciò che riguarda l'impegno su RealGimm attualmente vi è un calo di attività per cui i gruppi dedicati a tale prodotto verranno ridotti in numero, in attesa di nuovi sviluppi che dovrebbero essere avviati a breve, a seguito di trattative commerciali in fase di chiusura.
Commercialmente la direzione si sta attivando per operare l'effettiva integrazione commerciale di Dianos in SCAI utilizzando strategie già note per SCAI – inserimento dei prodotti Dianos nel portafoglio dei commerciali SCAI e dei grandi vendor già partner di SCAI (KPMG, EDS, ecc) e proporre i prodotti Dianos oltre che agli utenti dei possibili clienti anche alla struttura ICT, come canale ausiliario di vendita. Inoltre, non appena ve ne sarà possibilità, verrà preso in considerazione l'inserimento di un nuovo commerciale dedicato a Dianos.

Formazione del personale
Oltre alla rotazione/alternanza dei lavoratori posti in cassintegrazione, un ulteriore canale che l'azienda intende utilizzare per salvaguardare la professionalità acquisita del personale è la formazione. Attualmente i fondi disponibili per i corsi Fondimpresa sono esauriti ma la direzione s'è impegnata a portare avanti corsi di formazione (interni o tenuti da terzi) per mantenere sempre aggiornati i propri dipendenti.


Al termine dell'incontro s'è ribadito che i delegati territoriali delle rispettive sigle sindacali presenti in azienda non sono per nulla soddisfatte del fatto che tutti i rappresentanti sindacali siano posti in cassa integrazione a zero ore e la loro intenzione di procedere ad un incontro conoscitivo in Unione Industriale.

venerdì 22 gennaio 2010

Incontro odierno con la dirigenza slittato

In data 19 gennaio 2010 le R.S.U. Dianos hanno richiesto un incontro con la Direzione Dianos che si è resa disponibile per oggi 22 gennaio 2010 alle ore 10.00.

Le R.S.U, essendo in cassa integrazione a zero ore, si sono attivate per essere puntuali e presenti all'incontro, ma nel frattempo la direzione (comunicazione odierna delle ore 10.30) ci ha avvisato che sarebbe stata disponibile per l'incontro solamente alle ore 12.00.

Questo modo di comportarsi della dirigenza, oltre che essere irrispettoso nei confronti delle Rappresentanze Sindacali e soprattutto dei lavoratori che esse rappresentano, porta ad un unico risultato, ossia rimandare continuamente la discussione sui problemi gravi dell'azienda con conseguenze negative per i lavoratori.

L'incontro odierno, in cui si sarebbero dovuti affrontare temi importanti quali rotazione dei lavoratori in cassa, utilizzo della cassa in deroga, ecc., stante l'impossibilità delle R.S.U. di fermarsi in azienda, verrà quindi ridefinito per una data prossima di cui vi daremo comunicazione al più presto.