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sabato 29 dicembre 2012

Rassegna Stampa: Lo Spiffero





”Con lo stanziamento di 16 milioni di euro deliberato questa mattina confermiamo il sostegno alle attività di formazione di lavoratori occupati proposte dalle imprese o dalle agenzie formative”. Lo hanno detto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota e l’assessore al Lavoro Claudia Porchietto, annunciando il rifinanziamento della direttiva occupati. ”Dal 2007 ad oggi - spiegano Cota e Porchietto - la Regione ha finanziato attività di formazione diretta (cioè direttamente in impresa) per quasi 14milioni di euro, coinvolgendo oltre 6mila imprese, 30mila allievi e attivando più di 6mila corsi. Allo stesso modo per attività di formazione indiretta (realizzate quindi dalle agenzie formative) sono stati utilizzati circa 16milioni di euro per 3mila corsi, interessando quasi 16mila imprese committenti, 38mila allievi”. ”Le risorse messe a disposizione oggi - precisa Cota - testimoniano come la Regione dia all’azione formativa ed al suo ruolo di strumento attivo e di supporto dei processi di innovazione un ruolo centrale nella propria agenda politica”. ”Ci interessa - aggiunge Porchietto - continuare a promuovere attraverso una formazione personalizzata, oltre all’accrescimento delle proprie competenze e conoscenze, anche la capacità strategica dei lavoratori ad orientarsi nei contesti in cui operano, avendo come obiettivo la dimensione del cambiamento e dell’aumento della produttività. Una scelta in linea con le esigenze di un mercato sempre più dinamico”.

”Oggi abbiamo anche approvato una delibera che trasferisce 1milione e 400mila euro alle Province - concludono Cota e Porchietto - per aiutarle a sostenere i costi derivanti sia dalla Riforma Fornero sia da quella regionale sull’accreditamento e sull’innalzamento degli standard qualitativi legati alle politiche per il lavoro”.

Pubblicato Venerdì 28 Dicembre 2012

lunedì 24 dicembre 2012

RSU Dianos: comunicato Regione Piemonte su CIG Deroga


21 dicembre 2012 – Comunicato – CIG in deroga – Accordo quadro per l’anno 2013 - Prime istruzioni operative sulla nuova annualità
 
La Regione, l’INPS e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto in data odierna l’Accordo Quadro per la gestione 2013 degli ammortizzatori sociali in deroga.
L’accordo si pone in linea di continuità con quello del 2012, presentando però alcune innovazioni rispetto alla normativa precedente, e in particolare:
  • la durata massima delle domande di CIGD è fissata in 6 mesi per le aziende che possono accedere alla CIG straordinaria e in 3 mesi per tutti gli altri datori di lavoro;
  • il limite massimo di richiesta è portato a 910 giorni nel quadriennio 2010-2013, calcolati come in precedenza per ogni unità produttiva, per periodi anche non consecutivi. Raggiunta tale soglia non sarà più possibile presentare ulteriori domande di CIGD per il 2013; non è prevista la concessione di un monte ore supplementare, introdotto nel 2012 solo in via transitoria, per favorire un passaggio progressivo alla nuova modalità di gestione;
  • i datori di lavoro che nel 2012 hanno raggiunto il limite delle 730 giornate e interamente consumato il monte ore aggiuntivo non possono più accedere all’integrazione salariale; quelli che non hanno ancora utilizzato o hanno utilizzato solo parzialmente le ore supplementari hanno titolo ad usufruire della quota residua nel 2013, ma non potranno più presentare domande di CIGD quando questa sarà esaurita.
Nell’applicativo on-line Aminder il dato relativo al totale delle giornate di CIGD richieste nel triennio 2010-2012, accertato dagli uffici regionali, sarà riportato nella prima domanda del 2013 presentata dalle unità produttive che non rientrano fra quelle che stanno usufruendo del monte ore supplementare. I referenti di tali pratiche riceveranno una comunicazione preventiva, a fini di verifica, con l’ammontare delle giornate calcolate dalla Regione, un dato che non sarà modificabile on-line e che verrà aggiornato in automatico dal sistema in ogni successiva istanza.

Le unità produttive che accedono per la prima volta all’integrazione salariale nel 2013 e quelle che non hanno superato i 545giorni di richiesta di CIGD nel triennio 2010-2012 (e a cui restano quindi almeno 365 giorni disponibili per arrivare al tetto delle 910 giornate) non hanno in teoria limiti di richiesta per il 2013, salvo quelli derivanti dall’eventuale esaurimento delle risorse, che risultano attualmente insufficienti a coprire il volume di domanda preventivabile, ma che si spera saranno integrate in corso d’anno.

Nulla cambia, rispetto alle regole introdotte nell’Accordo Quadro 2012, per la gestione delle domande presentate da imprese in cessazione di attività o in procedura concorsuale, articolate in tre categorie a seconda del periodo di CIG richiesto in precedenza. Le aziende che hanno dovuto chiudere anticipatamente la richiesta di CIGD al 31.12.2012 hanno titolo di proseguire nel 2013 fino al completamento del periodo residuo, al termine del quale non potranno più accedere alla CIG in deroga.
L’applicativo on-line Aminder non sarà operativo per l’accoglimento delle domande di CIGD per il 2013 prima di metà gennaio; la data di apertura del sistema verrà comunicata tempestivamente, così come la scadenza per la presentazione delle domande con inizio nel mese di gennaio 2013, che sarà prorogata rispetto ai termini ordinari.

Vista la necessità di chiudere in tempi certi e brevi le pratiche pendenti, si precisa che nel 2013 le rettifiche richieste dagli uffici, inoltre, andranno evase entro il termine di 15 giorni dall’invio della mail al referente della pratica, pena la reiezione dell’istanza. Si ricorda che le istanze presentate non vengono prese in carico per l’istruttoria in mancanza della marca da bollo e della consuntivazione della domanda precedente, relativa alla medesima unità produttiva; anche in questi casi si definiranno tempi ultimativi di definizione delle pratiche in sospeso. Un quadro dettagliato delle novità di carattere gestionale sarà riportato nella Circolare congiunta Regione-INPS 2013, che sarà diffusa entro il mese di gennaio.

Gli accordi relativi ad imprese cassa integrabili già sottoscritti con esame congiunto in Regione e chiusi anticipatamente al 31.12.2012 possono proseguire fino al completamento dei termini di decorrenza a suo tempo previsti mediante la procedura già applicata nella fase di transizione fra le gestioni 2010-2011 e 2011-2012, qui di seguito descritta. Si rammenta però che, per i nuovi limiti di richiesta introdotti, la prima istanza presentata nel 2013 dovrà chiudersi entro il 30 giugno.
Per prorogare l’accordo sottoscritto nel 2012, l’impresa comunica alle Organizzazioni Sindacali e alle RSU l’intenzione di completare il periodo standard concedibile, secondo le regole stabilite nel 2012, dando conferma delle stesse caratteristiche (numero lavoratori coinvolti e modalità di riduzione/sospensione) definite con l’esame congiunto tenuto in Regione.
Qualora entro sette giorni dall’invio della comunicazione non sia stato richiesto un incontro o le parti si siano accordate per far proseguire senza modifiche l’integrazione salariale, l’accordo si intende prorogato; la comunicazione andrà allegata alla domanda presentata on-line alla Regione entro i termini sopra citati, con i giustificativi dell’invio (ricevute raccomandate A.R., ricevute del fax, controfirma delle rappresentanza sindacali se consegnata a mano), unitamente a una copia dell’accordo di partenza.

Qualora, invece, siano state concordate fra le parti modifiche alle caratteristiche di cui sopra, nel caso che le parti non concordino sulla conferma delle condizioni precedenti, ovvero se l’azienda intende presentare una richiesta di CIG in deroga modificando elementi essenziali dell’accordo, si dovrà sottoscrivere un nuovo accordo, attivando una nuova procedura secondo la normativa in vigore.
Si conferma quanto specificato nel Comunicato diffuso in data 17 dicembre, cioè che le comunicazioni di avvio della procedura vanno trasmesse alle OO.SS. prima dell’inizio del periodo di CIGD richiesto. Gli accordi sindacali relativi alle domande con inizio a gennaio 2013, ove richiesti, vanno sottoscritti prima della presentazione della domanda su Aminder.

Sempre in relazione al comunicato del 17 dicembre 2012, si ribadisce che dal 1° gennaio 2013 i lavoratori collocati in CIG in deroga o fruitori di mobilità in deroga non dovranno più sottoscrivere la DID regionale, né presentarsi al Centro per l’Impiego competente nel termine di 5 giorni lavorativi dall’inizio della sospensione. Le iniziative di politica attiva saranno riorganizzate nel corso del 2013 alla luce delle disposizioni contenute all’art.4, comma 33 della L. 92/2012, di riforma del mercato del lavoro.



FIOM Torino: comunicato Regione Piemonte su ammortizzatori in deroga


17 dicembre 2012 – Comunicato – Gestione 2013 degli ammortizzatori sociali in deroga
Determinazioni in merito agli interventi di politica attiva e prime indicazioni sul passaggio alla nuova annualita

Si comunica che l’offerta di politiche attive collegata agli interventi anti-crisi prevista dall’Accordo Stato Regione del febbraio 2009 e dai successivi provvedimenti di attuazione regionali si conclude con l’annualità 2012 con le modalità stabilite dalla Determinazione Direttoriale n. 642 del 13/11/2012, che prevede che le attività programmate nel 2012 vadano chiuse entro e non oltre il 30 aprile 2013, per garantire alle persone interessate il completamento degli interventi avviati.

Dal 1° gennaio 2013 i lavoratori collocati in CIG in deroga o fruitori di mobilità in deroga non dovranno più sottoscrivere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità regionale, né presentarsi al Centro per l’Impiego competente entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della sospensione dal lavoro o dalla presentazione della domanda di mobilità in deroga, come indicato nella DID. Le iniziative di politica attiva saranno riorganizzate nel corso del 2013 alla luce delle disposizioni contenute all’art.4, comma 33 della L. 92/2012, di riforma del mercato del lavoro, e in relazione agli impegni contenuti al punto 8) dell’intesa Stato-Regioni sugli ammortizzatori in deroga sottoscritta in data 22 novembre 2012, che prevede la definizione di criteri minimi per regolare l’attivazione delle politiche attive nei confronti dei destinatari di ammortizzatori in deroga entro il mese di febbraio 2013.

La Regione Piemonte, l’INPS e le Parti sociali piemontesi stanno definendo le modalità gestionali degli ammortizzatori sociali per il prossimo anno, che saranno rese note non appena il nuovo Accordo Quadro verrà sottoscritto, ma che, in linea generale, secondo gli orientamenti emersi dal dibattito in corso, si porranno in linea di continuità con le logiche introdotte nel 2012, con i necessari adeguamenti applicativi.
Al momento, il programma regionale on-line Aminder non consente di inserire istanze di CIG in deroga con inizio nel 2013. Sono stati definiti vari interventi correttivi per migliorare la performance gestionale del sistema che avranno luogo nelle prossime settimane: la data di apertura operativa alle domande della nuova annualità verrà comunicata tempestivamente.

Si ricorda peraltro che la procedura per accedere all’integrazione salariale all’inizio del 2013 va avviata preventivamente con una comunicazione alle OO.SS. Si applicheranno delle norme di salvaguardia di natura transitoria per facilitare l’avvio della nuova annualità, in relazione alla sottoscrizione degli accordi sindacali e della presentazione delle domande, considerando i tempi ristretti in cui ci troviamo ad operare, con le festività di fine anno ormai imminenti, ma è necessario che le operazioni di avvio delle procedure si realizzino secondo la tempistica standard, cioè prima dell’inizio del periodo di CIGD richiesto.

Indicazioni più puntuali su modalità e tempi di attuazione della gestione 2013 saranno oggetto di un prossimo comunicato.

lunedì 16 gennaio 2012

CGIL Piemonte: comunicato stampa su aumento IRPEF regionale


COMUNICATO STAMPA

LE TASCHE DEI PIEMONTESI NELLE MANI DI COTA. LA GIUNTA AUMENTA LE TASSE ALLE CLASSI SOCIALI PIÙ DEBOLI, AI LAVORATORI E AI PENSIONATI CON L'INCREMENTO DELL'IRPEF

La scelta di aumentare l'addizionale regionale IRPEF, operata dalla Giunta Cota il 29 dicembre, rappresenta un ulteriore aggravamento della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, in particolare le fasce più deboli.

Contrariamente a quanto dichiarato dalla Giunta e in particolare dal Presidente Cota, la Regione Piemonte opera una precisa scelta politica che si abbatte sui redditi più bassi che continuano ad essere gli unici a pagare il prezzo della crisi.

I lavoratori si troveranno, a valle di tutti i provvedimenti operati dalle misure anticrisi dei Governi Berlusconi e Monti, a pagare il prezzo più alto della crisi.

Riteniamo sbagliata la scelta di non operare sull'addizionale IRPEF una vera progressività del peso della tassazione, intervenendo su scaglioni di reddito più elevati.

Le nuove aliquote infatti rendono esplicita questa contraddizione: zero% fino a 15.000 euro lordi (mantenendo cioè la situazione attuale, ovvero una aliquota dello 0.90%), lo 0.3% sui redditi fino a 22.000 euro lordi (aumentando così l'imposta complessiva a 1.5%) e lo 0.5% per i redditi superiori a 22.000 euro lordi (portando l'aliquota a 1.9%) .

Una scelta di progressività e di equità avrebbe permesso di non appesantire ulteriormente i redditi da lavoro dipendente e le pensioni che, nell'attuale formulazione, sono pienamente coinvolti dagli aumenti delle tasse.

I tagli alla sanità, che la CGIL ha più volte denunciato, non possono essere finanziati con l'aumento della tassazione sul lavoro.

Da questo punto di vista ci preoccupa la decisione di prevedere una riduzione del carico IRAP sulle imprese compensandolo con l'aumento dell'addizionale IRPEF.

Questa scelta è politica: diminuisce la pressione fiscale sulle imprese mentre l'aumenta sul lavoro e sulle pensioni.

Giova sottolineare come una discussione compiuta con le parti sociali avrebbe garantito un percorso più trasparente e giusto.

Siamo alle solite, il confronto non è il pane quotidiano di questa Giunta, eppure soluzioni alternative erano e sono possibili.

Peraltro le organizzazioni sindacali hanno richiesto da tempo un tavolo per discutere l'attivazione anche in Piemonte del Patto Anti-evasione.

Dobbiamo pensare che la Regione Piemonte non abbia a cuore una seria lotta all'evasione fiscale?


Torino, 3 gennaio 2012 


UFFICIO STAMPA