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giovedì 21 febbraio 2013

Rassegna Stampa: Lo Spiffero




L’intero settore informatico è in crisi. Il 15% dei dipendenti è in cassa integrazione e i ritardi dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche rischiano di far chiudere molte aziende. 6mila famiglie in difficoltà. Venerdì manifestazione indetta dai sindacati


La punta dell’iceberg è il Csi, ma è tutto il mondo dell’Ict piemontese che annaspa e da mesi chiede un cambio di rotta agli enti locali. Il 15% dei lavoratori del settore è in cassa integrazione e tra le principali cause della crisi rimangono i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Per questo le aziende del Torinese hanno deciso di proclamare una giornata di mobilitazione venerdì 22 febbraio, con un presidio, a partire dalle 10, davanti alla sede della Regione Piemonte.

«Manca un piano di rientro, una politica industriale sul territorio e l’attivazione di un’Agenda digitale piemontese per difendere e rilanciare un settore che rappresenta il 9% del Pil piemontese» affermano i sindacati.Il mancato pagamento dei crediti del Csi da parte della Regione Piemonte e del Comune di Torino comporta fortissimi ritardi nel pagamento dei fornitori diretti fra cui Cic, Scai, Aizoon e Consoft e di riflesso di tutte le aziende a loro collegate, che forniscono al consorzio circa 600 consulenti esterni. Alla fine dello scorso anno il Csi ha maturato debiti nei confronti delle aziende consulenti per 48 milioni di euro, con ritardi nella liquidazione delle fatture di oltre 200 giorni dalla scadenza. Insomma, il Csi aspetta i pagamenti dagli enti consorziati - Regione e Comune di Torino in primis, che vantano debiti per 72 milioni - e come in un effetto domino ripercuote i medesimi ritardi sull’indotto creando un circolo vizioso che sta portando alla chiusura di molte aziende e mettendo a rischio, secondo i dati dei rappresentanti dei lavoratori, oltre 6mila lavoratori. «Chiediamo all’assessore un piano chiaro di rientro del debito per le aziende Ict con la definizione dell’impegno economico e le date di pagamento».

Pubblicato Mercoledì 20 Febbraio 2013

sabato 29 dicembre 2012

Rassegna Stampa: lo Spiffero



Doccia fredda di fine anno. Comunicata stamane la procedura, ma si teme che sia solo la prima tranche. Un mese a casa, a partire dal 7 gennaio, in attesa delle decisioni di azienda e soci pubblici. Avviato l’iter di privatizzazione

Brutta fine d’anno per i dipendenti del Csi Piemonte. Questa mattina sono state infatti recapitate ad un centinaio di lavoratori del consorzio le notifiche di cassa integrazione: un mese a partire dal prossimo 7 gennaio 2013. Ma il provvedimento odierno potrebbe essere solo la prima tranche, giacché nelle scorse settimane il vertice dell’azienda aveva individuato in complessive 200 unità la forza lavoro da lasciare a casa per tre mesi. La decisione arriva a poche ore dall’assemblea di ieri in cui sono state adottate delibere fondamentali per il destino del Csi: la modifica dello statuto per garantire l’ingresso di nuovi soci e l’avvio del processo di privatizzazione dell’ente, recependo le indicazioni della troika di “esperti” nominati da Regione, Comune e Provincia di Torino.

Scelte derivanti da un piano di riorganizzazione dalla lunga e travagliata gestazione, tradotto in un piano industriale altrettanto contrastato. Dura presa di posizione di Monica Cerutti (Sel): «Sfuggono i criteri con i quali questi lavoratori siano stati selezionati. È stato spiegato che venivano scelti coloro che lavorano ad attività ridimensionate per la contrazione del budget. Però dalle prime notizie siamo sconcertati che invece risulterebbero essere stati colpiti dipendenti part-time o appartenenti alle categorie protette. Su questo chiederemo spiegazioni essendo ancora, fino a prova contraria, il consorzio un ente pubblico. Si continua a procedere in modo approssimativo e a farne le spese sono come sempre i lavoratori e le lavoratrici».

Pubblicato Sabato 29 Dicembre 2012


venerdì 23 novembre 2012

Rassegna stampa: Linkiesta


(riportiamo un estratto dell'articolo pubblicato da Linkiesta che potrebbe interessare tutti i dipendenti del gruppo Scai di cui Dianos fa parte; per leggere l'articolo completo cliccare sul titolo sotto riportato)



Il Piemonte è in default. La Corte dei Conti stima il buco in 6,4 miliardi di debito, ma c’è chi calcola sia pari a quello della Sicilia, circa 10 miliardi. Il governatore Cota ha già perso la maggioranza ma è stato salvato dal Pd. E ha detto di non sapere come pagare gli stipendi di dicembre. 

[...]

"E allora si capisce perché un Cota pallido e teso, a una riunione di maggioranza nei giorni scorsi ha detto di non sapere come pagare gli stipendi di dicembre, salvo poi aggiungere che si troverà una soluzione al problema. Il problema? Il problema è che con l’assestamento di bilancio del 2012 pochi giorni fa è stata abolita l’agenzia regionale dei servizi sanitari, Aress. Il problema è che la Regione ha smesso di pagare gli stipendi della comunità montane, anche se l’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia, ha tentato di rassicurarle. Il problema è che il CSI, il consorzio informatico del Piemonte ha dei costi che secondo l’assessore alla Sanità, Paolo Monferino, sono fuori mercato, ma vanta crediti verso regione e comune pari a 72 milioni di euro, che mettono a rischio 1200 posti di lavoro dei dipendenti del consorzio e circa cento aziende sub-appaltate, che a loro volta vantano crediti di 48 milioni euro e rischiano di chiudere a fine dicembre."

[...]

Linkiesta 22/11/2012 

venerdì 1 luglio 2011

RSA SCAI: Quale futuro per il CSI Piemonte?


Care/i colleghe/i

CSI:

Martedì prossimo 5 luglio, dalle 17:00 alle 20:00, è convocato il Consiglio Regionale con all'ordine del giorno la richiesta “Quale futuro per il CSI Piemonte?”.

Vi invitiamo pertanto a partecipare al PRESIDIO, che si terrà in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale, a partire dalle 17:00 davanti a Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15.

La situazione instabile che vive il CSI, ha un impatto su tutti i lavoratori ICT piemontesi, dipendenti e consulenti dello stesso.

PS: in allegato il comunicato stampa delle RSU CSI Piemonte

SCAI:

Lunedì invieremo un resoconto relativo alla mobilitazione e alla situazione aziendale SCAI

Le RSA Scai



PRESIDIO PER IL FUTURO DEL CSI PIEMONTE
Le RSU del CSI Piemonte e le OO.SS. CGIL, CISL e UIL organizzano un presidio dei lavoratori del Consorzio, martedì 5 luglio 2011, davanti a Palazzo Lascaris a partire dalle 17:00 in occasione della seduta del Consiglio Regionale che discuterà del futuro del CSI Piemonte.
Le rappresentanze sindacali esprimono la preoccupazione dei lavoratori per la situazione di stallo dovuta alle recenti dimissioni del consiglio di amministrazione del CSI e per le forti tensioni fra le diverse idee sul futuro del consorzio.
Chiedono quindi agli enti consorziati, in particolare alla Regione Piemonte, di arrivare responsabilmente ad una rapida designazione del nuovo CDA che garantisca il governo del consorzio e la sua piena operatività.
Con il presidio le rappresentanze sindacali intendono ribadire unitariamente la propria posizione a difesa dei livelli occupazionali e professionali dei lavoratori del consorzio, l'importanza della conferma della sua missione come ente pubblico garante dei servizi della PA ai cittadini e del suo ruolo strategico per il rilancio del settore ICT Piemontese.
 

Le RSU del CSI Piemonte

venerdì 16 aprile 2010

Da RSA SCAI: piattaforma trasferte, formazione, CSI‏, Dianos

Care colleghe, cari colleghi
di seguito trovate un riepilogo delle iniziative che stiamo portando avanti e delle criticità emerse in queste settimane:


Piattaforma Trasferte
In questi giorni invieremo a tutti i colleghi e all'azienda la "piattaforma trasferte" approvata durante l'assemblea dei lavoratori del 26 Marzo 2010. E' un momento importante perchè andiamo a disciplinare e normare con l'azienda un aspetto della nostra attività lavorativa e professionale significativo.
Per la prima volta nella storia della Scai proponiamo tutti insieme all'azienda una soluzione, interagiamo per trovare la maniera migliore di affrontare un aspetto del nostro lavoro.
Contiamo di rendere finalmente uniforme ed equa la disciplina delle trasferte.
Ricordiamo che attualmente è stato ritirato il vecchio "libro vita aziendale" e l'azienda applica ai colleghi in trasferta condizioni arbitrarie.
Raggiunto l'accordo, previa intesa delle parti, firmeremo all'unione industriale un documento ufficiale.
Auspichiamo insieme all'azienda di aprire così un nuovo corso in SCAI fondato sul reciproco rispetto, che porti gradualmente l'azienda e noi tutti a lavorare in un contesto sempre più armonioso, di costante crescita professionale, di maggiore e più efficace comunicazione.


Formazione, corso .NET
Alcuni colleghi stanno attualmente seguendo un corso di formazione su .NET. Si tratta di un corso organizzato con risorse del Fondo For.te ( il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua per le imprese del terziario, costituito tra Confcommercio, Abi, Ania, Confetra e Cgil, Cisl, Uil).
Le lezioni, tenute da docenti specializzati nella formazione del personale, sono caratterizzate da metodologie didattiche e strumenti all'avanguardia.
Nonostante aderisca al fondo For.Te sin dal 2002, è la prima volta che la nostra azienda fa ricorso a questa opportunità.
Lunedì abbiamo fatto visita ai colleghi e abbiamo raccolto le impressioni sul corso e tutti hanno espresso un giudizio positivo.
L'unica criticità emersa riguarda il differente grado delle conoscenze tecniche pregresse del gruppo di colleghi che partecipa al corso (purtroppo pressochè inevitabile), che ha determinato rallentamenti nello svolgimento del programma:pertanto su segnalazione dei colleghi e della stessa docente abbiamo proposto all'azienda di prolungare il corso per altre 2 settimane rispetto alle 4 previste inizialmente.
Chiederemo un incontro ad hoc con l'area Risorse Umane per verificare la fattibilità di un piano di formazione generale.
E' inutile sottolineare che riteniamo l'aggiornamento professionale fondamentale nel nostro settore.


CSI
Più di un collega purtroppo ci ha segnalato preoccupazione circa le sorti del CSI e dei consulenti impiegati su attività dello stesso.
Ricordiamo che il CSI dopo decenni ha un nuovo direttore che sta incidendo su vecchi equilibri e pratiche all'interno dello stesso.
Al momento pare ufficiale la dismissione o il ridimensionamento dell'area del Sistema Informativo Interno (SII) composta da circa 40 persone di cui la metà consulenti (tre di loro sono colleghi della SCAI).
Come RSA della SCAI non possiamo che sottolineare che come lavoratori, in generale, ci troviamo a subire le vicende elettorali e le politiche clientelari di questo o quel partito politico.
Abbiamo chiesto al delegato del CSI che partecipa al Coordinamento Informatici di quali informazioni fossero in possesso e quale linea si intendesse adottare sindacalmente in merito.
Riportiamo ciò che ci ha gentilmente risposto il collega del CSI:

"...le RSU del CSI hanno seguito con attenzione l'evolversi della situazione esprimendo con un comunicato solidarietà per i colleghi consulenti, disagio per la mancanza di rispetto delle comuni regole di buon comportamento (abbiamo chiesto più volte di evitare che le persone "si schiantino ai tornelli") e preoccupazione per l'apparente mancanza di pianificazione (tutti a casa, no ops... tutti ancora un mese). Ho parlato personalmente con molti dipendenti e "collaboratori esterni" (nonche' XXXXXXX) del Sistema Informativo Interno raccogliendo le loro opinioni e sentimenti (= erano molto arrabbiati).
L'operazione malriuscita rientra in un riordino complessivo del Consorzio che prevede una riduzione dei costi delle commesse esterne del 10% (l'obbiettivo dovrebbe essere sui 10M€), un passaggio dalle collaborazioni "body rental" a commesse a corpo, riorganizzazione e "riqualificazione" del personale di diverse aree aziendali, internalizzazione di alcune funzioni (ad esempio spostare personale CSI alle reception come receptioninsta e presso i clienti come facilitatori) e nel caso del sistema informativo interno la scelta di passare da una soluzione interna (più costosa credo) ad una soluzione sul mercato (da recuperare gioco forza con opportuno bando di gara). Chiaramente le discontinuità fanno male in particolar modo se mal gestite.
Per quanto riguarda il "fronte interno" oltre al comunicato abbiamo ribadito le nostre richieste di informazioni e del piano complessivo per risollevare le sorti del consorzio. Nei prossimi mesi incontreremo l'azienda e porteremo avanti il discorso.
Per quantro riguarda il "fronte comune" possiamo lavorare come CGIL ad una piattaforma per una vertenza territoriale e proporre alla Regione e agli altri enti consorziati (i padroni del CSI) una politica di rivalutazione e di rilancio del comparto informatico piemontese che, tra le varie istanze, chieda di mettere il CSI in condizione di fare da motore del comparto e lo usi per far crescere le varie società di consulenza anziché sfruttarlo erroneamente come ammortizzatore sociale o ridistributore di finti fondi per l'innovazione."


DIANOS
Esprimiamo infine solidarietà ai colleghi della DIANOS che ci hanno invitato alla loro assemblea di lunedì e che stanno giustamente rivendicando la massima rotazione durante la cassa integrazione straordinaria, l'affiancamento per i colleghi che attualemnete non possono ruotare e un piano formativo adeguato.
Ricordiamo che si tratta di nostri colleghi altamente specializzati in ambito finanziario per i quali auspichiamo quanto prima la risoluzione di tutti i problemi.

Saluti
Le RSA SCAI