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giovedì 21 febbraio 2013

FIOM Torino: Svendita dei diritti.




LA FIM CISL: CONTINUA LA SVENDITA DEI DIRITTI 

La FIM CISL ha firmato un accordo aziendale alla INFOCERT (importante azienda informatica e di certificazione) dove, usando le deroghe previste dal famigerato art. 8 del Ministro Sacconi, introduce per quei lavoratori alcune incredibili novità: 
Derogando alla legge (e al Contratto) il periodo di prova per gli apprendisti passa da un mese (o un mese e mezzo secondo il livello di sbocco) a 8 mesi per tutti; 
Derogando alla legge (e pure all’accordo separato firmato da loro) si prevede la possibilità, in caso di crisi: lo smaltimento obbligatorio di Par e ferie 
  • la sospensione degli accantonamenti in banca ore 
  • la sospensione delle forme integrative di assistenza sanitaria 
  • la sospensione dei trattamenti aziendali di miglior favore per i trasferimenti applicando solo il CCNL …. 
  • e infine: nel caso in cui siano internalizzate attività oggi in appalto, l’azienda “potrà affidare ai propri lavoratori mansioni di livello contrattuale eventualmente inferiore rispetto a quello posseduto adeguandone contestualmente la retribuzione” …. (!)


DAVVERO UN BEL MODO DI FARE ACCORDI!






Torino 21 Febbraio 2013

giovedì 27 settembre 2012

Fiom Torino Compartimento Informatico:Sciopero IBM


NONOSTANTE IL RADDOPPIO DELL’UTILE

IBM ITALIA
COSTRINGE MOLTI DIPENDENTI ALLE 

DIMISSIONI

PER QUESTO ABBIAMO INDETTO
UNO SCIOPERO con PRESIDIO
davanti alla sede IBM di
C.so Orbassano
 
CONTRO
  • Il TRASFERIMENTO ILLEGITTIMO di 300 dipendenti a Segrate
    da molte sedi Italiane (Torino-Roma-Bari-Napoli-Catania-
    Palermo-Cagliari-Padova-Bologna-Firenze-Genova) 
  • La DELOCALIZZAZIONE di attività nell’Est Europeo
  • Il pesante clima di incertezza in cui vivono i lavoratori
  • Il pessimo rapporto del Management con i lavoratori e le RSU
Dobbiamo difendere la nostra DIGNITA’ e
il nostro POSTO DI LAVORO

La permanenza della SEDE IBM a Torino con la garanzia
occupazionale per i 1500 lavoratori coinvolti (indotto
compreso)

Per denunciare la grave crisi del settore informatico
regionale, (vedi Oracle-CSC-Solgenia ecc)
Per imprimere forza alle azioni messe in atto con le
ISTITUZIONI PIEMONTESI per la difesa dell’occupazione sul
territorio


Torino 11 settembre 2012 
RSU IBM Torino

lunedì 10 gennaio 2011

FIOM: adesione al 90% per lo sciopero alla Ceva

Torino, 10 gennaio 2011

COMUNICATO STAMPA


Adesione al 90% per lo sciopero alla Ceva

La Fiom-Cgil rende noto che questa mattina, lunedì 10, i lavoratori e le lavoratrici, in prevalenza impiegati, della Ceva di None sono in sciopero per tutta la giornata a causa della decisione aziendale di trasferire 101 lavoratori presso la sede di Assago, in provincia di Milano, dalla fine di gennaio. L’adesione allo sciopero è di circa il 90% dei lavoratori interessati.

Presso il sito di None, la Ceva gestisce tutte le attività di movimentazione e trasporto delle forniture presso gli stabilimenti Fiat e Iveco. Impiegati e tecnici della movimentazione hanno appreso la notizia come il tentativo di indurli al licenziamento, viste le difficoltà che in particolar modo avrà il personale femminile per raggiungere Assago e conciliare i propri impegni famigliari.

In particolar modo i lavoratori con lo sciopero chiedono:

  1. Il ritiro delle lettere di trasferimento per rasserenare i rapporti;

  2. Il coinvolgimento del Committente Fiat per valutare la possibilità di essere inseriti presso le Unità operative dell’area Torinese;

  3. La partecipazione di una delegazione di lavoratori alle trattative;

  4. L’attivazione di un tavolo istituzionale per scongiurare il trasferimento.


Antonio Citriniti e Edi Lazzi, della Fiom-Cgil, di Torino dichiarano: «È inaccettabile che l’azienda avvii la procedura di esame dei trasferimenti collettivi e, intanto, recapiti ai lavoratori 35 lettere di trasferimento. Riteniamo inoltre che Fiat sia parte in causa perché dopo aver fatto a inizio d’anno la grande operazione di insourcing di oltre 2.000 dipendenti Ceva, ha inspiegabilmente lasciato fuori questi 100 lavoratori. Come abbiamo più volte denunciato, Torino continua a perdere conoscenze preziose e occupazione a favore di Milano così come avvenuto per altre situazioni aziendali, per esempio la Technimont. Riteniamo dovere anche delle Istituzioni, che intendiamo coinvolgere, tutelare quel patrimonio di conoscenze, professionalità e occupazione che caratterizza il nostro territorio».

Ufficio stampa Fiom