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giovedì 21 giugno 2012

Piattaforma per Rinnovo CCNL: FIM-CISL UILM 2013-2015






Premessa
Nel difficile contesto economico, vissuto quotidianamente da gran parte dei cittadini italiani, e tra questi, certamente, dai lavoratori dell’industria, e di quella metalmeccanica e dell’installazione di impianti in particolare, e nella confusa fase politica dell’Italia e della stessa Europa, impegnarsi a rinnovare il Contratto Nazionale è per il movimento sindacale decisivo per tutelate e rappresentare i lavoratori, ed è un modo per riaffermare il ruolo e la funzione stessa del Sindacato e della contrattazione collettiva che resta lo strumento principale per migliorare i salari e le condizioni di lavoro. 

La contrattazione collettiva rappresenta infatti lo strumento contro le spinte ideologiche che cavalcano i piccoli e grandi egoismi e particolarismi, a scapito dell’interesse comune che il lavoro chiede in termini di tutele, salario e sviluppo economico. 

Il rinnovo del Contratto nazionale, finalizzato a garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale, in questo contesto, non può che muoversi all'interno del sistema di regole per i rinnovi contrattuali definito nel 2009 che, così come vincola le Organizzazioni sindacali, impegna le Controparti a concludere i negoziati nei tempi previsti. 

Porsi al di fuori di quelle regole, significherebbe rischiare di non rinnovare il contratto e scegliere la strada del conflitto, costosa per i lavoratori, ma, oggi più che mai, improduttiva, dannosa per il sistema produttivo perché rischierebbe di “spegnere” i timidi segnali di “ripresa” e alla fine sterile, perché l’allungamento dei tempi del rinnovo significherebbe anche spostare in un tempo indefinito gli incrementi salariali che possono servire oggi non solo a rispondere alle giuste esigenze dei lavoratori, ma anche alle necessità del nostro sistema economico di riavviare i consumi. 

Fim e Uilm riconoscendo e confermando la regole applicate in tutti i rinnovi contrattuali dal 2009 a oggi, predispongono la piattaforma insieme e lo fanno in continuità con tali regole: si tratta di una scelta coerente finalizzata a valorizzare le esperienze realizzate che hanno consentito il rinnovo dei contratti in una fase critica per l’economia e per il lavoro. 

Il nostro obiettivo è rinnovare il contratto; nelle esperienze degli ultimi anni questo è stato garantito solo dalla nostra azione e dalle nostre scelte mentre altri si sono limitati a presentare   piattaforme senza alcun risultato per i lavoratori. 

Fim e Uilm presentano una piattaforma che ha l’obiettivo di diventare un “contratto” nei tempi stabiliti, senza ritardi, e portando ai lavoratori metalmeccanici risultati concreti, con un incremento dei minimi già da gennaio 2013 e nuovi e migliori diritti. 

Fim e Uilm inoltre ritengono necessario aggiornare l’avviso comune definito con Federmeccanica e Assistal in occasione del rinnovo del contratto del 2009 per chiedere urgenti e adeguati interventi al Governo per affrontare il problema dell’abnorme peso della pressione fiscale sul lavoro, peso ulteriormente aggravatosi con i provvedimenti legislativi più recenti. 


I temi del rinnovo

Aumento delle retribuzioni
La richiesta d’incremento salariale – coerentemente con il sistema contrattuale definito – si ricava dalla previsione dell’ISTAT sull’andamento dell’indice IPCA per il triennio 2013-2015 e dal recupero dello scostamento tra l’inflazione reale e quella presa a riferimento nel CCNL 2009, che è particolarmente rilevante per l’anno in corso.



Semplificazione della busta paga
Al fine di rendere più semplice ed immediata la comprensione della busta paga si richiede il conglobamento dell’EDR 31 luglio 1992 all’interno dei minimi contrattuali.

Rivalutazione dell’elemento perequativo
Confermiamo la necessità e l’importanza della diffusione e della qualificazione della contrattazione di secondo livello; l’elemento perequativo, previsto dal 2006 come forma di retribuzione aggiuntiva minima a disposizione di chi non usufruisce della contrattazione di secondo livello, risulta essere sotto questo aspetto elemento di spinta a trattare aziendalmente. 

Chiediamo un incremento di € 10 al mese dell’elemento perequativo in modo che venga elevato da € 455€ a € 585 annui. 

Incremento del “contributo mètaSalute”
Il fondo sanitario integrativo alle prestazioni del servizio sanitario nazionale per i lavoratori e le lavoratrici dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti, costituito a fine 2011 e ora in fase di avvio, necessita di maggiori risorse per fornire prestazioni migliori che consentano di aumentare i massimali di intervento e di ampliarne gli ambiti offrendo di conseguenza una maggiore tutela. La contribuzione va aumentata portandola da € 36 a € 108 annui. 


News mètaSalute
Dal mese di giugno è possibile aderire a metaSalute, il fondo sanitario integrativo costituito da Fim Uilm Federmexccanica e Assistal in atuazione del Ccnl 15 ottobre 2009. A metaSalute possono iscriversi i lavoratori dipendenti da aziende che applicano il Ccnl Federmeccanica . I contributi al fondo sono pari a 3 € al mese, 2 € a carico del datore di lavoro, 1 € a carico dell’ iscritto a decorrere dal gennaio 2013; vengono versati al Fondo dal Datore di lavoro e non subiscono alcuna tassazione né in fase di versamento della contribuzione né in fase di erogazione delle prestazioni. Tutti coloro che si iscriveranno entro il 2012 potranno usufruire dal mese di aprile del 2013 delle prestazioni che sono per ora operative nei settori della chirurgia con diagnostica pre e post ricovero, della riabilitazione post intervento, della riabilitazione post infortunio per qualsiasi causa, dell’ odontoiatria, della chirurgia odontoiatrica. Con pochi € all’ anno il lavoratore che si iscrive avrà diritto a usufruire delle prestazioni senza esborsi nei limiti dei massimali che sono stati fissati nella rete di strutture convenzionate con metaSalute o , nel caso della chirurgia, al rimborso dei ticket e ad una diaria giornaliera, nel caso si rivolga al servizio pubblico. Ciò è possibile perché attraverso metaSalute si valorizzano i piccoli contributi versati da ognuno realizzando mutualità e reciproca solidarietà, E’ possibile perché metaSalute è un fondo senza fini di lucro , gestito dalle parti che lo hanno istituito con il solo scopo di dare risposte a bisogni importanti dei lavoratori. Rivolgiti a Fim e Uilm, Territoriali, chiedi ai delegati sindacali della tua azienda, apri la pagine web del fondo all’ indirizzo www.fondometasalute.it, troverai tutte le informazioni sul fondo metaSalute. 
Giugno 2012 


Adeguamento delle indennità di trasferta e di reperibilità 
Si richiede l’adeguamento delle indennità di trasferta e di reperibilità contrattualmente previste. Per ottenere un risultato tangibile, oltre a contrattare un aumento delle succitate indennità, occorre intervenire per l’adeguamento dei valori fiscalmente e contributivamente esenti, le cui soglie sono ferme al 1997. 

Maggiorazione turni 
Si chiede l’incremento delle maggiorazioni legate alle turnistiche più disagiate. 

Orario di lavoro ed esigenze dei lavoratori
Accanto all'orario a supporto dei cicli produttivi e delle esigenze dell’impresa deve convivere l'orario coerente con i cicli di vita del lavoratore, prevedendo l'introduzione di menù di orari che permettano al lavoratore la scelta tra regimi diversi con particolare attenzione al tema della conciliazione delle responsabilità per rispondere alle esigenze personali e famigliari dei lavoratori. 

Il CCNL inoltre dovrebbe definire schemi da sottoporre a procedura aziendale che prevedano la flessibilità su base giornaliera per chi ha esigenze particolari (figli da portare asilo/scuola/ecc) modulando una diversa possibilità di orario, nell'ambito della garanzia delle ore di lavoro giornaliere previste e la flessibilità della prestazione lavorativa plurisettimanale per eventi particolari (necessità di assistenza continuativa di famigliari per periodi non eccessivamente lunghi 1-3 mesi), secondo i principi dell’orario plurisettimanale o della banca ore, iniziando in questo caso dallo scarico e compensando poi con i recuperi. 

Vanno previsti inoltre tre giorni di permesso retribuito per il padre in occasione della nascita del figlio senza riduzioni del congedo per maternità previsto dalla legge. 

Diffusione del part-time
Il part-time rappresenta una forma contrattuale da estendere per più ragioni: quelle legate alle esigenze di cura di studio e di salute (riassumibili sotto la voce di “esigenze personali”) e quelle legate alle politiche attive del lavoro per i giovani e per gli ultracinquantenni. Sostenuto da coerenti provvedimenti di legge il part time può infatti essere anche un prezioso strumento per l’alleggerimento della prestazione lavorativa dei lavoratori più anziani con contestuale accesso al pensionamento parziale per la parte di orario ridotto e contemporaneamente può essere utile per percorsi di affiancamento e tutoraggio dei giovani neoassunti al fine di trasmettere competenze, esperienza, professionalità. 

Per queste numerose ragioni il part-time va reso più facilmente ottenibile, incrementando le percentuali e limitando le casistiche di possibile diniego. 

Mercato del Lavoro e formazione continua 
L’apprendistato professionalizzante va ridefinito in riferimento al Testo Unico e all'accordo interconfederale riaffermando le scelte compiute nell'accordo del 2006. 

Proponiamo anche di regolamentare l’apprendistato per l’alta formazione, finalizzato al conseguimento del diploma e dei titoli di studio universitari attraverso percorsi di formazione e lavoro, con specifiche sperimentazioni e convenzioni. 

Per il contratto a tempo determinato le modifiche introdotte dalla riforma del lavoro attualmente all'esame del Parlamento rendono necessaria un’armonizzazione di quanto previsto dal contratto nazionale. Chiediamo che, nei casi di cambio appalto nei servizi generali, i lavoratori interessati abbiano il diritto a essere ricollocati nella società subentrante. 

Chiediamo di definire nel contratto il diritto ad una “dote formazione” per i singoli lavoratori da spendere in azienda nell'arco di un determinato periodo proponendo come obiettivi azioni per la crescita professionale e la riqualificazione. 
Le commissioni aziendali per la formazione professionale possono svolgere un ruolo molto importante sulla materia ai sensi del Ccnl e pertanto chiediamo vengano costituite su richiesta di una delle parti nelle unità produttive con almeno 300 dipendenti.

Inquadramento
Va realizzata la riforma dell'inquadramento introducendo un sistema più dinamico ed efficace nel rappresentare l'attività lavorativa, portando a compimento un progetto di riforma già avviato, in particolare in grado di dare una risposta alle esigenze di crescita e mobilità professionale per i lavoratori che abbiano qualifiche medio basse. 

Ciò può essere fatto attraverso uno schema a fasce professionali che consenta lo sviluppo professionale all’interno delle fasce e da fascia a fascia, implementabile dalla contrattazione aziendale. 

I profili professionali devono essere aggiornati con l’inserimento dei criteri di polivalenza e polifunzionalità al fine del conseguente riconoscimento. 

Tutele delle malattie lunghe e gravi 
Chiediamo il miglioramento delle tutele a disposizione del lavoratore che si ammali gravemente e che per questo sia costretto a lunghe assenze dal lavoro con l’aumento dell’integrazione economica a carico delle imprese in tali casi. 

Relazioni sindacali, bilateralità 
Chiediamo la piena attuazione degli impegni relativi all’Ente Bilaterale dei metalmeccanici al quale vanno affidati i seguenti compiti: 
  • studio degli andamenti dei comparti presenti nel settore metalmeccanico,
  • definizione delle politiche di formazione professionale continua dei lavoratori;
  • gestione di interventi per l’accompagnamento alla pensione per i lavoratori “anziani”
  • sostegno alla ricollocazione dei lavoratori in caso di ristrutturazioni aziendali.

Informazione, consultazione, partecipazione 
Vanno potenziati diritti e procedure prevedendo anche la partecipazione di esperti di parte. Va data una migliore evidenza alle materie oggetto d’informazione e consultazione, occorre inoltre prevedere modalità di partecipazione in organismi di controllo e di gestione delle aziende anche alla luce delle modifiche legislative attualmente all’esame del Parlamento. Deve essere infine proseguito il lavoro di studio e proposta sulla materia iniziato con il Ccnl del 2009 per diffondere pratiche di responsabilità sociale e l’adozione di codici etici aziendali. 

Salute e sicurezza
Chiediamo un aumento dei RLS (al di fuori della RSU) rispetto al minimo previsto per legge e del relativo “monte ore”. 

Nelle unità produttive con oltre 200 lavoratori chiediamo uno spazio riservato ai RLS (visibile e accessibile), in cui possa essere custodita la documentazione inerente l’esercizio dei propri compiti. Per favorire l’accesso alla documentazione e all'aggiornamento degli stessi, ai RLS sarà fornito almeno un personal computer con stampante e collegamento a internet. 

Lavoratori immigrati
Chiediamo di ampliare le casistiche di utilizzo dei diritti contrattuali per i lavoratori stranieri estendendo l’uso di permessi non retribuiti e PAR alle necessità di richiesta o rinnovo dei permessi di soggiorno e la fruizione di aspettative e congedi per eventi e cause particolari alle esigenze di rientro ai paesi di origine. 

Va rivolto maggiore impegno all’attuazione degli impegni contrattuali relativi alla promozione di corsi di lingua e cultura italiana con l’obiettivo dell’integrazione. 

Inoltre, considerato il pluralismo religioso presente nelle aziende metalmeccaniche, chiediamo che venga favorito l’esercizio del culto attraverso l’utilizzo dei permessi contrattuali in coincidenza con le diverse e particolari festività religiose. 

Contribuzione “una tantum” 
Alle lavoratrici e ai lavoratori non iscritti ad alcuna Organizzazione sindacale sarà chiesta una contribuzione “una tantum” per il rinnovo contrattuale. 

Informazione e consultazione degli iscritti e dei lavoratori
La presente ipotesi di piattaforma sarà sottoposta alla valutazione e approvazione degli Organismi Nazionali di Fim e Uilm e alla ratifica da parte dell’“Assemblea dei delegati” composta da dirigenti sindacali e rappresentanti sindacali unitari di Fim e Uilm convocata per il 13 giugno. 

Successivamente sarà illustrata ai lavoratori nelle assemblee e sottoposta entro il 6 luglio al voto degli iscritti a Fim e Uilm. 

Il 9 luglio le Segreterie Nazionali renderanno noto il risultato della consultazione. 
Roma, 7 giugno 2012






venerdì 30 settembre 2011

Incontro Pubblico: TAV e SALUTE

POLITECNICO DI TORINO
AULA MAGNA
corso Duca Degli Abruzzi 24
 
6 OTTOBRE 2011
Ore 9.00-13.00
INCONTRO PUBBLICO: 

TAV E SALUTE
 
QUALI RISCHI PER L’AMBIENTE,
I LAVORATORI DEI CANTIERI,
I CITTADINI  DELLA VALLE DI SUSA
E DELL’AREA TORINESE?
 

La realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione in Val di Susa è da tempo contornata da aspre polemiche, che non lasciano emergere gli aspetti più significativi e tecnici dell’opera stessa. Al di là degli slogan e delle posizioni favorevoli o contrarie alla sua realizzazione, l’incontro si pone l’obiettivo di far luce su tematiche relative alla salute pubblica, ai possibili disagi psicosociali e all’infortunistica, che un progetto di queste dimensioni potrebbe comportare.
Sono però temi che vanno contestualizzati, osservati con la cognizione dei dati relativi all’intera opera: per questo è imprescindibile la conoscenza degli obiettivi che l’opera stessa si prefigge, in termini economici e di politica dei trasporti, alla luce di un bilancio tra costi-benefici – economici ed energetici – e del possibile impatto ambientale.
Del resto sono tematiche la cui osservazione può poggiare non soltanto su analisi, dati di studio e proiezioni, ma anche sull’esperienza ormai maturata e consolidata attraverso la realizzazione di altre tratte di linea. Un’esperienza alla quale pure far riferimento, come quella dell’area fiorentina e del Mugello da cui si possono trarre testimonianza e vantaggio, per calare la singola questione della Alta Velocità in Val di Susa nel più ampio ambito della rete ad Alta Velocità a livello nazionale.
Le tematiche trattate nel convegno verteranno prevalentemente su aspetti scientifici della salute pubblica e di impatto ambientale: si è scelta la sede del Politecnico di Torino per permettere a chiunque di parteciparvi.


PROGRAMMA


Mario CAVARGNA – Pronatura, Torino
Analisi delle caratteristiche del progetto TAV in Val di Susa
Una grande opera o è fortemenete utile o è fortemente dannosa. L'utilità diventa quindi il primo parametro da affrontare e in questo senso le richieste di analisi esaurienti e leali, sia in termini di impatto fisico che di salute, da parte dei cittadini interessati sono legittime.
Per quanto attiene la ferrovia ad alta velocità manca il traffico: il traffico merci nei trafori autostradali italo-francesi è sceso del 31% nel decennio 2000-2009. Il livello attuale è tornato a essere quello di 18 anni addietro con tendenza negativa, poiché gli scambi reciproci sono stati sostituiti da importazioni d'oltremare.
L’insieme dei problemi legati al trasporto, alla sicurezza e alle modalità d’esercizio conducono l’iniziale progetto ad alta velocità ad una paradossale penalizzazione della capacità di traffico a fronte di una spesa equiparabile a quella sostenibile per tre ponti sullo stretto di Messina.


Angelo TARTAGLIA – Politecnico di Torino
Quali dovrebbero essere i vantaggi del nuovo collegamento tra Torino e Lione?
Analizzando sinteticamente i costi dell'opera e l'andamento attuale e futuro probabile dei lussi di passeggeri e merci si dimostra che il nuovo collegamento non avrebbe alcuna possibilità di raggiungere il pareggio economico nemmeno sul lungo periodo, sommando così gli svantaggi economici a quelli ambientali.
 

Pietro SALIZZONI - Università di Lione
Impatto acustico delle linee AV/AC
Descrizione dei fenomeni di generazione di rumore ferroviario della sua propagazione in prossimità di una linea AV/AC, con particolare attenzione al caso delle valli alpine. Analisi di un caso studio: l'impatto della linea Torino-Lione nella bassa Val di Susa.
 

Massimo ZUCCHETTI - Politecnico di Torino
Impatto ambientale e sulla salute del TAV: uranio, amianto, altri materiali pericolosi
La presenza di uranio, amianto e altri materiali pericolosi in Val di Susa viene esaminata sulla base della letteratura storica e recente, illustrando i risultati degli studi dell'autore, consulente della Comunità Montana Valsusa da quasi un decennio. verranno illustrati due case studies sugli effetti: radon e lavoratori, polveri di smarino e popolazione.


Luca MERCALLI - Società Meteorologica Italiana
La cura del ferro per inquinare meno? Dipende, c’è ferro e ferro…

Il principale postulato su cui si basa la scelta di trasferire merci e passeggeri dalla strada alla rotaia è la riduzione di emissioni climalteranti e inquinanti associata al risparmio energetico ottenibile dal mezzo ferroviario rispetto a quello su gomma azionato da motore termico. Ciò non è tuttavia sempre vero, e dipende fortemente dall'investimento di "energia grigia" utilizzata per la costruzione di una nuova infrastruttura, comprensiva di quella inglobata nei materiali e di quella necessaria alla gestione e manutenzione. Nel caso di un progetto pervaso da gigantismo infrastrutturale come la linea Torino-Lione, si rischia che la cura sia peggiore del male, e si richiede comunque un'accurata analisi del ciclo di vita dell'opera prima di avviare qualsivoglia realizzazione. Inoltre la rapida evoluzione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché del trasporto su gomma alimentato elettricamente, consigliano ulteriore prudenza rispetto agli scenari che giustificano un'opera assolutamente rigida e non modulabile.
 

Girolamo DELL’OLIO - presidente Associazione di volontariato “Idra”, Firenze
Impatti, prevenzione, controlli e sicurezza nella TAV appenninica e nel Nodo di Firenze
La documentazione raccolta in 17 anni di monitoraggio rivela il tipo di approccio col quale sono stati affrontati in Toscana i temi della prevenzione nei cantieri, della salute pubblica e della sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri della linea TAV. Di particolare interesse la persistente sottovalutazione del diritto alla salute e alla qualità della vita anche nella dimensione urbana della cantierizzazione per la stazione e i tunnel per il Nodo AV di Firenze.
 
Luigi CARPENTIERO - Medico del Lavoro, ASL 10 Firenze
Problematiche infortunistiche, di salute e disagio psicosociale  nei lavoratori della TAV e delle grandi opere infrastrutturali dell'area fiorentina
Le ricerche effettuate dalla ASL 10 di Firenze, con il supporto universitario e della cooperazione sociale,  nell'ultimo decennio di lavori nelle grandi opere infrastrutturali dell'area fiorentina, tra cui la TAV, hanno evidenziato un impatto importante dell'organizzazione del lavoro sia nell'amplificazione dei rischi classici propri di tali opere (polveri, fumi, rumore ecc.) sia sull'usura psicofisica e sul disagio psicosociale dei lavoratori. Fatica fisica,  turni di lavoro a ciclo continuo, isolamento nei campi base dormitorio e  lontananza dalla famiglia sono stati gli aspetti più indagati. Si è rilevata anche una connessione tra gli infortuni più gravi e la tipologia di turno adottato. Un'aggravante per alcuni cantieri è costituito dal fenomeno del “mobbing" determinato dal "caporalato" che vige nel reclutamento dei lavoratori, provenienti quasi tutti da determinate aree geografiche del paese.

Marco TOMALINO - Coordinamento operatori sanitari Val di Susa
TAV e salute pubblica. I rischi emergenti dall’analisi dei progetti
L'esame dei progetti preliminari della nuova linea Torino-Lione rivela numerosi aspetti critici per la salute pubblica, legati alla presenza di materiali pericolosi, amianto e uranio, e alle attività di cantiere, con possibile coinvolgimento di strutture assistenziali e sanitarie. Vengono esaminati in dettaglio gli aspetti carenti e contraddittori dei progetti. Viene presentata l'iniziativa di informazione degli operatori sanitari della Valle.


Fulvio AURORA - Medicina Democratica, Milano
Il rischio zero. Un diritto per la popolazione della Val di Susa
La realizzazione di grandi opere in un momento di grave crisi sembra sempre più motivarsi per l’investimento, lo spostamento di ingenti capitali ancora prima che per la presunta utilità delle opere stesse. Di fatto assistiamo a una subordinazione del lavoro da parte del mondo della Finanza: tanto più distante è l’investitore dal mondo del lavoro, tanto maggiore è la possibilità che problemi quali l’impatto ambientale e la salvaguardia della salute per lavoratori e cittadini passino in secondo piano o vengano minimizzati. Questo lede un diritto fondamentale dei cittadini e dei lavoratori medesimi, quello di vivere e di lavorare a rischio zero. Definito attraverso le lotte operaie, e recuperato nei processi che hanno avuto per soggetti lavoratori morti per infortunio e per malattie professionali, sottolineato e teorizzato da Medicina Democratica a partire da Giulio Maccaccaro, il “rischio zero” è l'idea base della partecipazione dei lavoratori e dei cittadini ai processi decisionali.
 
Enrico MORICONI, Presidente AVDA (Associazione Veterinari per i diritti degli animali)
Non solo gli uomini, anche gli animali soffrono
Nella progettazione delle grandi opere spesso – quasi sempre – non si considera quello che può accadere agli animali, o sono genericamente considerati far parte dell'ambiente. Riconoscendo l'importanza fondamentale dell'ambiente, non si deve dimenticare che gli animali però sono esseri viventi che soffrono e si ammalano come le persone e sono diversi dal mondo vegetale. L'intervento presenta il risultato di un primo documento di valutazione dei possibili danni per gli animali, quelli che vivono in famiglia, quelli allevati per interesse e quelli liberi. Si tratta di un lavoro in corso in quanto sono attesi interventi di altri professionisti e valutazioni non solo generali ma anche specifiche.


Moderano:
Giulietto CHIESA, giornalista, europarlamentare
Rossana BECARELLI, Ospedale S. Giovanni Antica Sede, Torino


ORGANIZZAZIONE
RSU Politecnico di Torino - rsu@polito.it
Rossana Becarelli, +39.347.27.37.181 - r.becarelli@tiscali.it
Isabella Ramassa - saidaelena91@gmail.com

UFFICIO STAMPA
Massimo Bonato, +39.328.26.85.087 - max.bonato@gmail.com