Visualizzazione post con etichetta costituzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta costituzione. Mostra tutti i post

martedì 6 dicembre 2011

FIOM: SCIOPERO GENERALE 8 ORE LUNEDì 12 DICEMBRE


Lunedì 12 dicembre 8 ore di sciopero generale
delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici

Per cambiare la manovra del Governo, contro la scelta della Fiat di cancellare il contratto nazionale.

La manovra economica annunciata dal Governo è ingiusta, socialmente insopportabile, fa cassa su chi ha sempre pagato, aumenta i divari fra i ricchi da una parte e lavoratrici, lavoratori, giovani e pensionati dall’altra producendo un impoverimento di massa e sempre maggiore incertezza nella vita delle persone.

Fra i provvedimenti più odiosi:
  • Pensioni. Non saranno più adeguate alla crescita dell’inflazione le pensioni sopra i 900 euro lordi; passaggio immediato al sistema contributivo pro-rata per tutti con abbattimento secco dell’importo per chi è in prossimità della pensione; uscita dal lavoro per le donne dai 62 ai 70 anni, per gli uomini dai 66, nel 2018 uguale per tutti; pensione di anzianità con 42 anni di contributi e riduzione dei rendimenti.
  • Ici/Imu. La tassa sulla prima casa viene reintrodotta per tutti e cambia nome perché servirà per pagare il debito e non andrà più ai comuni per i servizi.
  • Iva. Sale di 2 punti, aumentando così il costo dei beni di consumo.
  • Solo briciole sui lussi ma non c’è nulla che assomigli a una patrimoniale o a una tassazione delle rendite finanziarie.

Questa manovra rende sempre più precarie le condizioni e il reddito da lavoro e non produce quella necessaria discontinuità con le scelte del Governo Berlusconi di cancellare diritti e Stato sociale.

Non è così che si fa equità, non è così che si progetta un diverso modello sostenibile per la vita e per l’ambiente!

È necessario:
  • Rimettere in discussione provvedimenti che allargano l’ingiustizia sociale.
  • Cancellare l’articolo 8 della finanziaria del Governo precedente che annulla contratti nazionali e leggi attraverso le deroghe, compreso l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti discriminatori.
  • Difendere il lavoro e l’occupazione e mettere in campo una nuova politica industriale di qualità, anche attraverso l’intervento pubblico.
  • Respingere le scelte della Fiat di uscita dal Contratto nazionale, resa oggi ancora più grave dalla decisione, presa insieme ai sindacati firmatari degli accordi separati, di estendere l’accordo di Pomigliano a tutti gli 80.000 lavoratori del Gruppo, senza alcun mandato e mettendo in discussione le libertà sindacali in questo Paese.
  • Difendere la Costituzione, le libertà sindacali e la democrazia, il diritto di sciopero, il diritto al lavoro e al Contratto nazionale di lavoro.


martedì 19 aprile 2011

GLI ALLIEVI DI DON MILANI A NAPOLITANO


Lettera aperta al Presidente della Repubblica on.Giorgio Napolitano

17/4/11

Questo è il testo della lettera che gli allievi di don Lorenzo Milani hanno indirizzato all'attenzione del Presidente della Repubblica. Il testo è pubblicato sul sito www.altreconomia.it attraverso il quale è possibile aderire all'appello dell'11 aprile.

Signor Presidente, lei non può certo conoscere i nostri nomi: siamo dei cittadini fra tanti di quell'unità nazionale che lei rappresenta. Ma, signor Presidente, siamo anche dei "ragazzi di Barbiana". Benchè nonni ci portiamo dietro il privilegio e la responsabilità di essere cresciuti in quella singolare scuola, creata da don Lorenzo Milani, che si poneva lo scopo di fare di noi dei "cittadini sovrani". Alcuni di noi hanno anche avuto l'ulteriore privilegio di partecipare alla scrittura di quella Lettera a una professoressa che da 44 anni mette in discussione la scuola italiana e scuote tante coscienze non soltanto fra gli addetti ai lavori.
Il degrado morale e politico che sta investendo l'Italia ci riporta indietro nel tempo, al giorno in cui un amico, salito a Barbiana, ci portò il comunicato dei cappellani militari che denigrava gli obiettori di coscienza. Trovandolo falso e offensivo, don Milani, priore e maestro, decise di rispondere per insegnarci come si reagisce di fronte al sopruso. Più tardi, nella Lettera ai giudici, giunse a dire che il diritto - dovere alla partecipazione deve sapersi spingere fino alla disobbedienza: "In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo d'amare la legge è d'obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole).
Quando invece vedranno che non sono giuste ( cioè quando avallano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate".Questo invito riecheggia nelle nostre orecchie, perché stiamo assistendo ad un uso costante della legge per difendere l'interesse di pochi, addirittura di uno solo, contro l'interesse di tutti. Ci riferiamo all´ attuale Presidente del Consiglio che in nome dei propri guai giudiziari punta a demolire la magistratura e non si fa scrupolo a buttare alle ortiche migliaia di processi pur di evitare i suoi.
In una democrazia sana, l'interesse di una sola persona, per quanto investita di responsabilità pubblica, non potrebbe mai prevalere sull'interesse collettivo e tutte le sue velleità si infrangerebbero contro il muro di rettitudine contrapposto dalle istituzioni dello stato che non cederebbero a compromesso. Ma l'Italia non è più un paese integro: il Presidente del Consiglio controlla la stragrande maggioranza dei mezzi radiofonici e televisivi, sia pubblici che privati, e li usa come portavoce personale contro la magistratura. Ma soprattutto con varie riforme ha trasformato il Parlamento in un fortino occupato da cortigiani pronti a fare di tutto per salvaguardare la sua impunità.
Quando l'istituzione principe della rappresentanza popolare si trasforma in ufficio a difesa del Presidente del Consiglio siamo già molto avanti nel processo di decomposizione della democrazia e tutti abbiamo l'obbligo di fare qualcosa per arrestarne l'avanzata. Come cittadini che possono esercitare solo il potere del voto, sentiamo di non poter fare molto di più che gridare il nostro sdegno ogni volta che assistiamo a uno strappo.Per questo ci rivolgiamo a lei, che è il custode supremo della Costituzione e della dignità del nostro paese, per chiederle di dire in un suo messaggio, come la Costituzione le consente, chiare parole di condanna per lo stato di fatto che si è venuto a creare. Ma soprattutto le chiediamo di fare trionfare la sostanza sopra la forma, facendo obiezione di coscienza ogni volta che è chiamato a promulgare leggi che insultano nei fatti lo spirito della Costituzione.
Lungo la storia altri re e altri presidenti si sono trovati di fronte alla difficile scelta: privilegiare gli obblighi di procedura formale oppure difendere valori sostanziali. E quando hanno scelto la prima via si sono resi complici di dittature, guerre, ingiustizie, repressioni, discriminazioni.Il rischio che oggi corriamo è lo strangolamento della democrazia, con gli strumenti stessi della democrazia.
Un lento declino verso l'autoritarismo che al colmo dell'insulto si definisce democratico: questa è l'eredità che rischiamo di lasciare ai nostri figli. Solo lo spirito milaniano potrà salvarci, chiedendo ad ognuno di assumersi le proprie responsabilità anche a costo di infrangere una regola quando il suo rispetto formale porta a offendere nella sostanza i diritti di tutti. Signor Presidente, lasci che lo spirito di don Milani interpelli anche lei.Nel ringraziarla per averci ascoltati, le porgiamo i più cordiali saluti.

Francesco Gesualdi, Adele Corradi, Nevio Santini, Fabio Fabbiani, Guido Carotti, Mileno Fabbiani, Nello Baglioni, Franco Buti, Silvano Salimbeni, Enrico Zagli, Edoardo Martinelli, Aldo Bozzolini .

Per informazioni e interviste: Francesco Gesualdi, coord@cnms.it - tel. 050.82.63.54


Chi era don Lorenzo Milani - brevissima scheda: Don Lorenzo Milani, morto nel giugno 1967, è salito alla ribalta della scena italiana per essersi dedicato, corpo e anima, all'elevazione culturale di operai e contadini affinché potessero affrancarsi dall'oppressione e dall'ingiustizia. Persona tutta d'un pezzo, appena nominato cappellano a Calenzano (Firernze), scosse l'Italia per la sua costante denuncia di tutte le situazioni che provocano ingiustizia e violazione dei diritti, indipendentemente da chi le provocasse o avallasse. Ciò gli procurò molti nemici anche all'interno della sua stessa Chiesa, che per neutralizzarlo lo confinò a Barbiana, un villaggio sperduto sugli Appenini toscani. Ma la sua notorietà crebbe ulteriormente perché creò una scuola del tutto innovativa, per contenuti, finalità e metodi. L'atto finale fu la stesura di Lettera a una professoressa, un testo collettivo scritto assieme agli allievi per denunciare il carattere classista e discriminatorio della scuola italiana. Don Milani è famoso anche per la Lettera ai Giudici, nella quale sostiene il primato della coscienza sulle leggi dell'uomo proponendo la disobbedienza come via estrema per evitare all'umanità il ripetersi delle atrocità che ha conosciuto.

mercoledì 23 marzo 2011

CGIL: la costituzione declinata al femminile

LA COSTITUZIONE
DECLINATA
AL FEMMINILE

COME LE CONQUISTE DELLE DONNE 
HANNO RAPPRESENTATO
L’EVOLUZIONE CIVILE
DI TUTTE LE SOCIETÀ

Un incontro sulla Costituzione al Femminile e uno spettacolo dedicato alla conquista delle otto ore in risaia (secondo appuntamento dopo la “Lectio Magistralis” dell’11 marzo).

venerdì 1° aprile 2011
ore 17.00 sala "Pia Lai" Cgil
via Pedrotti 5 - Torino

tavola rotonda con:
  • Laura SEIDITA
  • Donata CANTA
  • Sophia LIVINGSTONE
  • Sergio NEGRI

CGIL PIEMONTE
CGIL TORINO

lunedì 7 marzo 2011

CGIL: adesione della CGIL alla manifestazione in difesa della costituzione


ADESIONE DELLA CGIL DI TORINO ALLA MANIFESTAZIONE
 DEL 12 MARZO 2011

Anche a Torino la CGIL parteciperà alla manifestazione del 12 marzo a difesa e a sostegno della Costituzione. Con le associazioni che danno vita a questo appuntamento abbiamo svolto numerose battaglie comuni, in particolare sulla giustizia, sulla libera informazione, per la cultura, sui temi del lavoro e del suo valore sociale, a difesa del ruolo del Parlamento e delle autonomie istituzionali contro proposte sbagliate che ora si vorrebbero riproporre.

In particolare nella manifestazione del 12 marzo il valore e l’importanza della conoscenza e la difesa del ruolo della scuola pubblica, assieme al rinnovato riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dagli insegnanti, ancora di più in un momento contrassegnato da politiche gravemente restrittive, rappresentano temi centrali, contro lo strappo operato dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio tese a ridurre gli spazi di coesione, uguaglianza, democrazia e partecipazione.

Al centro della mobilitazione, dunque, la difesa della Costituzione. La Costituzione , di cui il ruolo pubblico e laico dell’istruzione è parte fondamentale, è il patto unitario su cui si regge tutta la nostra convivenza civile e non può essere a disposizione di una coalizione di governo, quale che essa sia.

Per questo la CGIL partecipa insieme a tutti coloro che ne condividono l’esigenza e la motivazione di fondo, ad una mobilitazione che sia innanzitutto culturale e delle coscienze, per allargare il peso, il ruolo e l’influenza dei soggetti della rappresentanza sociale, nel segno di una democrazia intesa come partecipazione, più forte e più consapevole. La manifestazione del 12 marzo rappresenta anche per questo un momento importante.

CGIL: manifestazione a difesa della costituzione



Torino, 4 marzo 2011


A Difesa della Costituzione

Articolo 21, ANPI, FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) Piemonte, Giustizia e Libertà, Comitato Piemontese e Valdostano "Salviamo la Costituzione"

INVITANO

i cittadini torinesi a manifestare, senza bandiere o simboli di partito e di associazioni, il 12 marzo 2011 in Piazza Castello a Torino dalle 14 alle 17

  • Per la salvezza della Costituzione della Repubblica e dei suoi inderogabili principi
  • Per la libertà di informazione e all'informazione
  • Per la Giustizia uguale per tutti
  • Per la scuola pubblica

giovedì 30 dicembre 2010

FIOM: Documento Finale Comitato Centrale 29/12/2010


Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale





Documento finale
Comitato Centrale 29 dicembre 2010


Il Comitato Centrale della Fiom considera la scelta compiuta dalla Fiat alle Carrozzerie di Mirafiori un atto antisindacale, antidemocratico ed autoritario senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali nel nostro Paese dal dopoguerra, in contrasto con i princìpi ed i valori della nostra Carta Costituzionale.

L'obiettivo strategico della Fiat è chiaro: provare a cancellare in modo definitivo il sistema dei diritti individuali e collettivi nel lavoro, conquistati nel tempo con le lotte dalle lavoratrici e dai lavoratori del nostro Paese, tramite una libera ed autonoma azione di contrattazione collettiva ed affermare che questa è l'unica condizione per poter investire in Italia.

I contenuti dell'intesa imposta dall'Azienda alle Carrozzerie di Mirafiori saranno estesi anche a Pomigliano rendendo evidente le volontà e la radicalità del gruppo Fiat:

  • Le Newco servono per cancellare il Contratto nazionale, per azzerare i diritti nel lavoro sanciti da accordi pregressi, per permettere alla Fiat stessa di uscire dal sistema di rappresentanza confindustriale.
  • I sindacati vengono trasformati in soggetti aziendalistici e corporativi senza più alcun diritto a contrattare, che esistono solo se firmano e sostengono le ragioni e le posizioni dell'impresa. Chi non firma l'intesa non ha diritto di esistere e gli vengono negate tutte le agibilità sindacali, dai permessi sindacali al diritto di assemblea, alla trattenuta sindacale.
  • Le lavoratrici e i lavoratori non hanno più il diritto ad eleggere propri delegati sindacali, perché ci saranno solo rappresentanti nominati in maniera paritetica dalle Organizzazioni sindacali aderenti al Regolamento imposto dalla Fiat.
  • Si peggiorano le condizioni di lavoro, di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, riducendo le pause sulle linee di montaggio, assumendo la nuova metrica del lavoro Ergouas quale metodo indiscutibile e immodificabile, aumentando gli orari di lavoro e lo straordinario obbligatorio, derogando dalle leggi e dal Ccnl, aumentando le saturazioni dei tempi di lavoro e lo sfruttamento.
  • Si riduce nei fatti il salario reale, cancellando la contrattazione aziendale sul salario, come avvenuto nel 2010 tagliando il Premio di risultato.
  • Si introducono sanzioni e penalizzazioni che permettono all'azienda di non retribuire i primi giorni di malattia e di impedire il diritto di sciopero fino alla licenziabilità del dipendente.

È paradossale che la Fiat vincoli gli investimenti all'esito di un referendum da lei promosso, in cui si ricattano sul piano occupazionale le lavoratrici e i lavoratori, chiedendo loro di uscire dal Ccnl, dalle leggi e dai princìpi e dai valori della Costituzione e di cancellarne le libertà sindacali.
Il Comitato Centrale della Fiom-Cgil conferma, come già deciso sull'intesa separata della Fiat a Pomigliano, la scelta di considerare inaccettabile e non firmabile il testo proposto dalla Fiat per le Carrozzerie di Mirafiori, giudica illegittimo sottoporre a referendum diritti indisponibili alla negoziazione tra le parti, a partire dalla libera scelta della propria rappresentanza sindacale con il voto, e considera un grave errore della Fim e della Uilm cedere al ricatto della Fiat, perché così si rinuncia a svolgere un ruolo contrattuale e si rischia di rompere con la storia e la natura confederale e solidale del sindacalismo italiano.

Se poi, nello stesso giorno, succede che il Governo fa approvare la riforma Gelmini, taglia i fondi per l'informazione e la cultura e sostiene le scelte della Fiat, è evidente che siamo in presenza di un attacco ai diritti, al lavoro ed alla democrazia che deve preoccupare tutte le forze che hanno a cuore la difesa della nostra Costituzione.

Per queste ragioni il Comitato Centrale della Fiom-Cgil decide di:

  • Proclamare 8 ore di sciopero generale dei metalmeccanici con l'effettuazione di presidi e manifestazioni regionali per la giornata di venerdì 28 gennaio 2011, rivolgendosi anche a tutte le persone, le associazioni e i movimenti che hanno partecipato il 16 ottobre alla grande manifestazione di Roma.
  • Lanciare in tutti i luoghi di lavoro e nel Paese una raccolta di firme contro gli accordi di Mirafiori e Pomigliano, per un Contratto nazionale senza deroghe, per la libertà sindacale, per un lavoro stabile e con diritti ed a sostegno della Fiom e della lotta dei metalmeccanici.
  • Organizzare in tutte le città momenti pubblici e permanenti di presidio, discussione ed informazione per il lavoro, il contratto, la democrazia e le libertà sindacali.

Inoltre il Comitato Centrale della Fiom dà mandato alla Segreteria nazionale di effettuare:

  • Incontri con le forze politiche.
  • Un'iniziativa aperta della Consulta giuridica.
  • Organizzare in rapporto con le Fiom di Torino e di Napoli le iniziative più utili per dare continuità al proprio ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Fiat.
  • Un'estensione dell'azione contrattuale e giuridica per difendere il Ccnl del 2008 e le libertà sindacali, come deciso dai precedenti Comitati Centrali.

Il Comitato Centrale della Fiom esprime il proprio totale sostegno e la propria profonda solidarietà alle Rsu, ai delegati, ai militanti, agli iscritti della Fiom di Mirafiori e Pomigliano che per primi sono impegnati in questa difficile e durissima vertenza e si rivolge a tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici affinché con la loro mobilitazione ed azione collettiva si difendano le libertà sindacali, la dignità del lavoro e la democrazia nei luoghi di lavoro e nel Paese.


Approvato con 102 favorevoli e 29 astensioni

giovedì 17 giugno 2010

FIOM: volantino distribuito ai lavoratori di Pomiglliano

IL NO DELLA FIOM PER IL LAVORO,
I DIRITTI E LA DIGNITÀ


Lavoratrici e lavoratori di Pomigliano,

sulle vostre spalle pesa in questi giorni un terribile ricatto. Da un lato la minaccia di chiusura dello stabilimento, dall’altro i diritti fondamentali garantiti dal Contratto nazionale, dallo Statuto dei lavoratori, dalla Costituzione.

L’accordo che la Fiom non ha sottoscritto porta indietro di più di 50 anni le condizioni e i diritti del lavoro. Cambiano i turni, le pause, l’organizzazione del lavoro. Con un aggravio pesantissimo per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.
Ma, oltre a questo, per la prima volta in Italia si scrive che per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non varrà più il Contratto nazionale sugli orari di lavoro, sul trattamento di malattia, sulle qualifiche. Per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non ci saranno più le regole e i diritti scritti sul contratto e validi finora per tutti.

Ma in più, oltre a questo, si toglie ai lavoratori e al sindacato il diritto alla difesa contro i soprusi dell’azienda. Questo è un punto di una gravità senza precedenti, mai sottoscritto in nessun accordo. Infatti al punto 15 dell’accordo separato la Fiat scrive che tutte le parti contenute nell’accordo diventano una sorta di nuovo contratto individuale di lavoro e che il lavoratore che viola questo nuovo contratto è passibile di provvedimenti disciplinari fino al licenziamento. In questo modo i lavoratori di Pomigliano dovrebbero perdere la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e della stessa Costituzione.

La Fiom ha detto di no a un accordo che non solo peggiora le condizioni di lavoro, ma che se applicato impedisce qualsiasi possibilità di migliorarle. La Fiom ha dato la disponibilità a trattare e discutere sulle pesanti condizioni di lavoro chieste dalla Fiat, ma non a rinunciare ai diritti personali e indisponibili delle lavoratrici e dei lavoratori.

Ora a Pomigliano si dovrebbe scegliere tra il posto di lavoro e i diritti sacrosanti garantiti dalla Costituzione. È una scelta vergognosa che la Fiom respinge.

La Fiom non accetta e non accetterà mai di cancellare i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo, comunque vada un referendum che è assolutamente immorale e illegittimo, la Fiom continuerà a dire NO all’accordo e a tutelare in tutte le sedi i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Pomigliano.

martedì 15 giugno 2010

FIOM: punto contratto - Pomigliano




POMIGLIANO. LE LAVORATRICI E I LAVORATORI CHIAMATI A SCEGLIERE FRA IL POSTO DI LAVORO E IL RADICALE PEGGIORAMENTO DEI PROPRI DIRITTI

Un ricatto, non un accordo


Nella vertenza sul futuro di Pomigliano la Fiat non ha mai voluto aprire una trattativa ma ha solo cercato di imporre le sue proposte. Ancora nell’ultimo incontro di venerdì 11 giugno ha chiesto di aderire al Documento conclusivo consegnato l’8 giugno, rifiutandosi di cambiare alcuna parola. La disponibilità di Fiat, dopo la dichiarazione di adesione di Fim, Uilm e Fismic al testo aziendale, ad aggiungere una frase che istituisce una Commissione di raffreddamento non modificando i contenuti, aggrava le conseguenze per i lavoratori.

Quello che si vuole imporre a Pomigliano con il ricatto della chiusura non è solo un pessimo accordo sindacale ma la cancellazione del Contratto nazionale e Leggi dello Stato.


I CONTENUTI DELLA PROPOSTA FIAT

Orario di lavoro
Addetti Linea. Articolazione dello stabilimento su 18 turni dal lunedì al sabato (8 ore a turno per 6 giorni). Con due opzioni:
a) riposo a scorrimento nella settimana.
b) Settimane alternativamente di 6 e 4 giorni lavorativi.
Il 18° turno del sabato non viene lavorato ma coperto da Par, festività e cumulo della 1/2 ora accantonata per turno.
Pausa mensa. 1/2 ora spostata a fine turno.
Manutenzione. Su 21 turni (7 giorni la settimana) con riposi a scorrimento.

Lavoro straordinario
80 ore di straordinario senza preventivo accordo sindacale, da effettuarsi sul 18° turno, con preavviso di 4 giorni, possibilità di assenza fino al 20% e possibilità di sostituzione con volontari.
Il lavoro straordinario, nell’ambito delle 200 ore annue pro-capite, può essere svolto durante la mezz’ora di mensa.

Rapporto diretti/indiretti
Garantire corretto equilibrio diretti/indiretti sia nella fase di avvio della Nuova Panda che, successivamente, a fronte di particolari fabbisogni.

Bilanciamenti produttivi
Possibilità interna dei lavoratori fra le diverse aree produttive sia sulla prima ora del turno che, nell’arco del turno, per fermate tecniche e produttive.

Organizzazione del lavoro
Applicazione del sistema Wcm e della metrica Ergo-Uas.
Riduzione pause sulle linee meccanizzate e sulle passo-passo: dagli attuali 40 minuti a 30 minuti.
I 10 minuti di pausa tagliati sono monetizzati e definiti in un importo di 0,1813 euro lordi/ora (comprensivi di tutti gli istituti) e corrisposti solo per l’effettiva presenza in linea.

Formazione
I lavoratori dovranno partecipare obbligatoriamente ai programmi di formazione da fare durante la Cigs (provvedimenti disciplinari in caso di assenza).
Nessuna integrazione, diretta o indiretta, a carico dell’azienda.

Recuperi produttivi
Le perdite produttive per causa di forza maggiore o interazione delle forniture vengonorecuperate collettivamente (senza maggiorazioni) sia nella 1/2 ora di mensa, sia nel 18° turno che nei giorni di riposo individuale, entro i 6 mesi successivi.

Assenteismo
Per contrastare forme anomale di assenteismo, quando la percentuale sia significativamente
superiore alla media, Fiat non pagherà la quota di indennità malattia a carico aziendale. Una commissione paritetica esaminerà i casi di particolare criticità da escludere da questa norma.
In caso di tornate elettorali con forti assenze dei lavoratori si chiuderà lo stabilimento (con Par o ferie) e si recupererà la produzione a paga ordinaria.
Chi andrà ai seggi elettorali come rappresentante di lista non sarà pagato dall’azienda e non avrà diritto a riposi.

Cigs
Ci sarà bisogno di Cigs per i due anni della ristrutturazione, senza rotazione dei lavoratori.

Abolizione voci retributive
Dal 1° gennaio 2011 le paghe di posto, l’indennità disagio linea, il premio mansioni e premi speciali sono aboliti e saranno corrisposti sotto la voce “superminimo individuale non assorbibile” solo a chi oggi ne ha diritto.

Maggiorazioni lavoro straordinario, notturno e festivo
Sono confermate le maggiorazioni esistenti nel Gruppo Fiat

Polo logistico di Nola
Eventuali esigenze occupazionali vedranno il trasferimento di personale da Pomigliano a Nola.

Decadenza accordi
L’intesa annulla e sostituisce quanto pattuito precedentemente nelle medesime materie.

Clausola di responsabilità
Il mancato rispetto degli impegni assunti con l’Accordo o comportamenti, delle organizzazioni o di singole Rsu, “idonei a rendere inesigibili le condizioni concordate, liberano l’Azienda da obblighi contrattuali (versamento contributi sindacali, permessi per gli organismi dirigenti) nonché da accordi aziendali (monte ore sindacale del Gruppo e figura di esperto)”.
Anche atti individuali o collettivi dei lavoratori possono portare al medesimo effetto liberatorio per l’Azienda.

Clausole integrative del Contratto individuale di lavoro
La violazione, da parte del singolo lavoratore, di una delle condizioni contenute nell’Accordo costituisce infrazione disciplinare da sanzionare, secondo gradualità, in base agli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari e ai licenziamenti per mancanze.


LE CONSEGUENZE

Rapporto diretti/indiretti
L’obiettivo è industrialmente motivato ma senza esame con le Rsu può dar luogo a discrezionalità e abusi.

Bilanciamenti produttivi
L’obiettivo è industrialmente motivato ma senza esame con le Rsu può dar luogo a discrezionalità e abusi.

Organizzazione del lavoro
L’organizzazione del lavoro e la metrica rientrano negli ambiti decisionali dell’impresa.
Tuttavia per le evidenti ricadute sull’intensità della prestazione e sui rischi per la salute è grave che Fiat abbia rifiutato di esaminare preventivamente con una commissione di esperti tutti gli aspetti di questa scelta.
Con la disdetta degli accordi precedenti, la saturazione potrà arrivare al 99% del tempo effettivo.
Da un primo calcolo approssimativo la cadenza della linea della Panda avrà tempi tagliati almeno del 20% rispetto alla linea di Melfi sulla Grande Punto. La riduzione di 10 minuti delle pause, sommata allo spostamento della mensa a fine turno, si commenta da sola.

Formazione
Quanto imposto da Fiat è in aperto contrasto con la Legge 102 del 2009 che prevede, in caso di obbligo di presenza dei lavoratori in Cassa integrazione a corsi di formazione, che l’azienda paghi la differenza fra trattamento di Cig e salario.
Per come è scritto il testo, la Fiat non paga neppure la mensa.

Recuperi produttivi
Si vuole operare in totale deroga all’art. 4 del Ccnl per casistiche, tempi e modalità di recupero. Ancora una volta in contrasto con la Legge 66/2003 sugli orari di lavoro e con la Direttiva europea.

Assenteismo
A problemi veri si risponde non adoperando gli strumenti già previsti dal Ccnl e dalle leggi per colpire eventuali abusi ma abolendo obblighi in materia di indennità di malattia e permessi elettorali.

Cigs
La ristrutturazione è necessaria e sarà lunga. Riguardo i rientri al momento dell’avvioproduttivo, alla Rsu non viene dato alcun ruolo.

Abolizione voci retributive
I nuovi assunti (quando?) non avranno alcun diritto a questa voce.

Maggiorazioni lavoro straordinario, notturno e festivo
Tutto invariato.

Polo logistico di Nola
Nessun ruolo alla Rsu. Decide la Fiat.

Clausola di responsabilità
Alla Fiat viene data totale discrezionalità per valutare se una qualsiasi iniziativa (dalla protesta allo sciopero) in contrasto con uno dei qualsiasi punti dell’Accordo (carichi di lavoro, straordinari, gestione della forza lavoro), costituisca violazione dell’Accordo stesso e perciò agire nei confronti delle Oo.Ss..
Potendo agire contro i Sindacati anche nel caso di iniziative non promosse da questi affida alla rappresentanza sindacale un ruolo di “guardiani” verso i lavoratori.

Clausole integrative del Contratto individuale di lavoro
E’ la clausola finale e la più spregiudicata di tutto il Documento Fiat. Il diritto individuale di aderire a uno sciopero, sancito dall’Art. 40 della Costituzione, diviene oggetto di provvedimento disciplinare fino al licenziamento.
Non c’è alcuna legittimità in questo, ma intanto la Fiat ci prova.

FIOM: il no della fiom alla fiat - le proposte per riaprire la trattativa



Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale



COMITATO CENTRALE FIOM-CGIL
14 giugno 2010


Documento conclusivo
Il no della Fiom al documento Fiat
le proposte per riaprire la trattativa


Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011 e, permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia.

Nella stessa giornata, il Gruppo Fiat ha condizionato l’investimento 700 miliardi di euro per produrre nel 2012 la Panda a Pomigliano all’accettazione di una proposta ultimativa, non negoziabile, che nel delineare un nuovo sistema di utilizzo degli impianti e di organizzazione del lavoro deroga all’applicazione del Ccnl e di diverse norme di legge in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nel lavoro a turni.

Ci riferiamo, ad esempio, al fatto che le condizioni della Fiat sanciscano che:
  • lo straordinario obbligatorio passa da 40 a 120 ore annue con possibilità per l’azienda di comandarlo come 18° turno, nella mezz’ora di pausa mensa, nei giorni di riposo, per recuperiproduttivi anche dovuti a non consegna delle forniture;
  • le pause sui montaggi si riducono da 40 a 30 minuti giornalieri;
  • si può derogare al riposo di almeno 11 ore previste dalla legge da un turno all’altro per il singolo lavoratore;
  • l’azienda può decidere di non pagare il trattamento di malattia contrattualmente previsto a suo carico;
  • l’azienda può modificare le mansioni del lavoratore senza rispettare il principio dell’equivalenza delle mansioni;
  • l’azienda ricorre per 2 anni alla Cigs per ristrutturazione senza rotazione, con l’obbligo del lavoratore alla formazione senza alcuna integrazione al reddito.
Inoltre, la proposta ultimativa della Fiat contiene un sistema sanzionatorio nei confronti delle organizzazioni sindacali, delle Rsu e delle singole lavoratrici e lavoratori che cancella il diritto alla contrattazione collettiva fino a violare le norme della nostra Costituzione in materia di diritto di sciopero e licenziabilità.

Mentre Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno aderito alla posizione della Fiat, la Fiom-Cgil ha dichiarato
inaccettabili tali proposte e richiesto alla Fiat di non considerare concluso il negoziato.

Il Gruppo Fiat ha preso atto delle adesioni, ribadito che la proposta era conclusiva e non negoziabile e nel caso la non firma della Fiom avesse determinato l’inapplicabilità di tali contenuti si sarebbe riservata di valutare la conferma o meno dell’investimento a Pomigliano.

La scelta della Fiat segna un passaggio di fase radicale nel sistema delle relazioni industriali affermando il superamento dell’esistenza del Contratto nazionale e assume pertanto una valenza generale che coinvolge l’intera categoria.

Se si afferma il principio che per investire in Italia è necessario derogare dai Ccnl e dalle Leggi si apre una voragine che indica quale uscita dalla crisi la riduzione dei diritti, dei salari e una modifica di fatto della Costituzione sociale e materiale.

Il Comitato centrale della Fiom, a partire dal Piano industriale della Fiat presentato il 21 aprile 2010, considera necessario mettere in campo tutte le iniziative utili a realizzare la difesa, l’innovazione e lo sviluppo delle produzioni automobilistiche in Italia e dell’occupazione. Rivendichiamo la definizione, frutto di un confronto tra tutte le parti, di un piano di intervento pubblico sul terreno della mobilità sostenibile e dello sviluppo della tecnologia alternativa, compresa la mobilità elettrica, e di un reale coordinamento tra le varie istituzioni.

La Fiat, nello stabilimento di Pomigliano, ha dato disdetta degli accordi aziendali in materia di orari di lavoro e organizzazione della produzione e in sostituzione ha proposto un nuovo accordo i cui contenuti sono quelli prima richiamati condizionando gli investimenti all’accettazione da parte di tutte le organizzazioni sindacali.

Pertanto, in assenza di una soluzione aziendale condivisa tra tutte le parti stipulanti, l’unico strumento in vigore e condiviso in materia di orario e organizzazione del lavoro è il Contratto collettivo nazionale.

L’applicazione del Ccnl permette alla Fiat la definizione di un regime di orario articolato anche su 18 turni, previo esame congiunto con le Rsu e l’utilizzo di 40 ore pro capite di straordinario comandato.

Ciò permette alla Fiat di avere garantita una produzione annua di oltre 280.000 Panda con una produzione giornaliera su tre turni di 1.050 vetture che sono gli obiettivi dichiarati dal Gruppo per realizzare gli investimenti a Pomigliano.

Se la Fiat sceglie di applicare in tal modo il Ccnl e le leggi, la Fiom ne prende atto senza alcuna opposizione, disponibili ovviamente a una applicazione anche delle parti più rigorose e severe.

Non accedere a questa soluzione renderebbe evidente che per la Fiat l’obiettivo non è né quello della produzione né quello della flessibilità/compatibilità produttiva, ma come evidenziato dalle dichiarazioni dei ministri Sacconi e Tremonti l’obiettivo diventerebbe quello di voler affermare il superamento del Ccnl e aprire la strada al superamento dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

Il Comitato centrale della Fiom ribadisce inoltre che deroghe al Ccnl e la messa in discussione di diritti indisponibili non sono materia a disposizione della contrattazione, sia nei singoli stabilimenti che a livello nazionale. Tanto meno, possono essere materia di ricatto verso le lavoratrici e i lavoratori che dovrebbero scegliere tra mantenere un posto di lavoro o rinunciare ai loro diritti individuali, compresi quelli sanciti dalla Costituzione in materia di sciopero e di contrattazione collettiva delle condizioni di lavoro, elementi che uniscono la libertà e la democrazia di un paese.

Per l’insieme di tali impegni il Comitato centrale condivide e sostiene la scelta di considerare non
accettabile il documento conclusivo proposto dalla Fiat per lo stabilimento di Pomigliano e di conseguenza decide che la Fiom non può firmare un testo con contenuti che mettono in discussione diritti individuali, deroghe al Ccnl e con profili di illegittimità in materia di malattia e diritto allo sciopero.

Il Comitato centrale della Fiom ribadisce la piena disponibilità a garantire l’efficienza e la flessibilità produttiva dello stabilimento di Pomigliano attraverso un’intesa che garantisca il massimo utilizzo degli impianti, le flessibilità orarie utili a rispondere alla fluttuazione del mercato, un’organizzazione della produzione che garantisca qualità e produttività, salvaguardando le condizioni di lavoro. Tutto ciò è possibile realizzarlo nell’ambito del Ccnl e delle Leggi esistenti e su tali basi si riapra un vero tavolo di trattativa per giungere a un accordo.

Il Comitato centrale esprime profondo rispetto e massima solidarietà verso le lavoratrici e i lavoratori della Fiat.
La Fiom nazionale concorderà con la Fiom di Napoli le modalità per dare continuità al proprio ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.

Approvato all’unanimità

FIOM: documento conclusivo su sciopero generale



Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale




COMITATO CENTRALE FIOM-CGIL
14 giugno 2010



Documento conclusivo
Per i diritti e la democrazia sciopero generale di 8 ore il 25 giugno


La scelta della Fiat di imporre deroghe al contratto nazionale e la rinuncia a diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione ai lavoratori di Pomigliano, fa parte di un disegno complessivo che parte dal Governo e dalla Confindustria, di fronte all’aggravarsi della crisi.

Governo e Confindustria per mesi hanno colpevolmente minimizzato l’aggravarsi della crisi, parlando di ripresa, spandendo inutile ottimismo, rinunciando a misure vere a favore dell’occupazione. Ora che la crisi comincia a portare tutto il suo peso, esso viene totalmente scaricato sul mondo del lavoro, sui pensionati, sui disoccupati, sulle zone più deboli del paese a partire dal Mezzogiorno.

Le misure inique prese dal Governo fanno così parte di un progetto più vasto che vede l’attacco al Contratto nazionale, l’arbitrato, lo Statuto dei lavori, come strumenti fondamentali della destrutturazione dei diritti di tutto il mondo del lavoro. Si pensa di affrontare la crisi mettendo in discussione i princìpi di solidarietà fondamentali garantiti dalla Costituzione della Repubblica, che non a caso oggi viene messa esplicitamente in discussione come vecchia e inadeguata di fronte alla crisi.

L’attacco all’articolo 41 della Costituzione nel nome della piena libertà d’impresa muove assieme a quello allo Statuto dei lavoratori e al Contratto nazionale. Pur di avere un posto, le lavoratrici e i lavoratori dovrebbero rinunciare ai loro diritti fondamentali. Questo è il regime economico e sociale che si vuole imporre.

Il blocco della retribuzione dei lavoratori pubblici annuncia così l’attacco al salario dei lavoratori privati, mentre per tutti c’è il taglio dello Stato sociale in tutti i suoi aspetti e forme. Per tutte e tutti si allunga ulteriormente l’età pensionabile, ma in particolare sono le donne oggi a essere brutalmente colpite nella loro condizione di vita. L’occupazione, in particolare quella giovanile, pagherà il prezzo per queste scelte.
Di fronte a tutte queste misure non un solo centesimo viene preso dalla grande ricchezza accumulata in questi anni di crisi.

La Fiom è consapevole che quanto sta avvenendo nel mondo del lavoro è parte di un disegno più generale, dove interessi antichi e forti puntano a colpire tutti gli equilibri sociali e anche gli assetti democratici del nostro paese. Non è un caso che, mentre si aggredisce il Contratto nazionale e lo Statuto dei lavoratori, si mette in discussione la libertà di stampa e l’autonomia della magistratura. È un modello autoritario e regressivo di gestione della crisi che si vuole imporre a tutti i livelli e in tutte le sedi del nostro paese.

Per queste ragioni la Fiom chiama tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori metalmeccanici a una lunga e difficile fase di mobilitazione per la difesa dei diritti e per conquistare una via di uscita dalla crisi fondata sulla giustizia, sulla democrazia, su un diverso modello di sviluppo rispetto a quella che si sta praticando.

La Fiom proclama 8 ore di sciopero il 25 giugno per tutta la categoria nell’ambito dello sciopero generale confederale. La Fiom convoca per il mese di giugno a Pomigliano un’assemblea nazionale di tutte le delegate e i delegati metalmeccanici del gruppo Fiat e del Mezzogiorno d’Italia per definire iniziative di solidarietà con i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano. Ulteriori iniziative saranno decise per garantire la continuità della mobilitazione.

In questi giorni si è riaperta la questione della democrazia sindacale. La Fiom ha sempre rivendicato la necessità di regole certe sulla rappresentanza e sul diritto al voto, per tutte le lavoratrici e i lavoratori e si prepara a consegnare alle Camere un progetto di legge che ha già ampiamente superato le 50.000 firme raccolte. È paradossale che dopo aver negato a tutti i lavoratori metalmeccanici il diritto a decidere sul Contratto nazionale e sul principio delle deroghe, ora si voglia imporre azienda per azienda l’accettazione di questo principio. La Fiom ribadisce che non sono sottoponibili a rinuncia, neppure con il voto, i diritti indisponibili delle lavoratrici e dei lavoratori, e che il distorto principio, così applicato, è lo stesso che fa votare in Parlamento leggi che negano princìpi costituzionali di fondo sulla stampa e sull’autonomia della
magistratura.

La Fiom è dunque consapevole che l’attacco ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è parte di questa più vasta aggressione alla Costituzione della Repubblica e per questo chiama i metalmeccanici alla mobilitazione in difesa della democrazia.

Per queste ragioni la Fiom aderisce alla giornata di lotta indetta per il 9 luglio dalla Federazione nazionale della Stampa.

Approvato all’unanimità

martedì 25 maggio 2010

Partecipazione a manifestazione del 2 giugno a Milano

"INSIEME PER LA COSTITUZIONE"
MANIFESTAZIONE 2 GIUGNO 2010 A MILANO

Il CONCENTRAMENTO è previsto per le ore 14,00 ai BASTIONI DI PORTA VENEZIA, il CORTEO raggiungerà PIAZZA CASTELLO dove il comizio sarà concluso dal Segretario Generale della CGIL Guglielmo EPIFANI.

Per i lavoratori che vorranno partecipare:
CGIL Torino sta predisponendo dei pullman, vi chiediamo di comunicarci (rsudianos@gmail.com) eventuali adesione entro e non oltre le ore 18,00 di mercoledì 26 maggio.

CGIL: appello per il 2 giugno

Appello per il 2 giugno

La Repubblica e la Costituzione italiana sono legate in un rapporto indissolubile. Hanno radici comuni nella nostra storia e in particolare nella Resistenza, che, come ha ricordato il Presidente Giorgio Napolitano, non ha soltanto liberato il Paese dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista, ma ha riunificato l’Italia.
Il 2 giugno è la Festa della nascita della Repubblica e della Carta Costituzionale.
La Costituzione ha consacrato sentimenti, speranze, valori profondamente radicati, in cui si riconoscono tutti gli italiani.
Essa è il frutto del lavoro unitario della costituente, ma non può essere ridotta al semplice compromesso tra i partiti Ora siamo vieppiù italiani ed europei. Ma siamo tanto più europei, se ogni cittadino, a Nord e a Sud, sente di appartenere alla stessa comunità, che ha fondamento nella Costituzione.
La Costituzione è base della nostra libertà.
In essa sono scolpiti i pilastri della nostra democrazia:
  • i diritti umani e la partecipazione della cittadinanza alla vita sociale e politica;
  • la passione egualitaria, cioè la passione verso i diritti di cittadinanza, egualmente riconosciuti a tutti. A partire dal diritto al lavoro e alla formazione, eliminando gli impedimenti e gli ostacoli e creando le condizioni al suo esercizio effettivo;
  • l’autonomia e la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), compreso quello dell’informazione; e la loro indipendenza, la loro laicità e l’equilibrio tra di essi.

Oggi questi pilastri e questi principi sono a rischio. E dunque la stessa democrazia può entrare in crisi e correre rischi di svuotamento e di involuzione.
La Costituzione è come un albero, radicato nella terra in cui nasce e cresce. Si può potarlo o innestarlo, ma non si può sradicarlo dalla sua terra, senza farlo morire.
Le riforme per rinnovare l’Italia vanno realizzate seguendo i principi della Carta Costituzionale.
Per queste ragioni invitiamo tutti coloro i quali si riconoscono in questi fondamentali principi ed obiettivi a partecipare alla manifestazione che si svolgerà a Milano il 2 giugno. Facciamo del 2 giugno la ricorrenza civile e popolare per imparare, ridestare e tenere svegli i valori fondanti della Repubblica e della Costituzione.

Comitato promotore:
ACLI Lombardia
ANPI Nazionale
ARCI
Associazione Adesso Basta
Associazione Culturale Punto Rosso
Casa della Carità
Casa della Cultura
CGIL
Il Popolo Viola Milano
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Libertà e Giustizia

FIOM: Solidali contro la crisi

p e r u n a
r e p u b b l i c a
d e m o c r a t i c a
f o n d a t a s u l
l a v o r o art.1

i diritti inviolabili dell’uomo...
i doveri di solidarietà politica,
economica e sociale art.2
pari dignità sociale... la libertà
e l’eguaglianza dei cittadini
art.3
lo sviluppo della cultura e
la ricerca art.9
diritto d’asilo... art.10
la pace e la giustizia...
ripudia la guerra... art.11


S O L I D A L I
C O N T R O L A C R I S I

MARTEDÌ 1 GIUGNO 2010
da Piazza Castello - Torino
dalle ore 20 laboratori di pittura
ore 21 percorso con testimonianze

Al mattino, ore 9 con
Libera, inaugurazione di
Cascina Arzilla,
bene confi scato alla mafia
a Volvera, via Garibaldi

per fermarsi idealmente al fi anco di chi è più colpito
perché si faccia di più per difendere e promuovere il lavoro
per dire no ad ogni discriminazione e razzismo verso le persone e le famiglie straniere
perché si investa e non si tagli su scuola, educazione, ricerca e cultura
perché si investa e non si tagli su welfare, politiche sociali, impegno verso i popoli e le fasce più deboli
perché ci sia più giustizia fiscale e si utilizzino al meglio le risorse disponibili
perché la migliore risposta alla crisi è più democrazia e legalità, nel Pianeta e nei mercati finanziari
Per rilanciare la nostra Costituzione come progetto di futuro


clicca qui per scaricare la locandina dell'evento