mercoledì 12 dicembre 2012
Rassegna Stampa: Il Post
Rassegna Stampa: La Repubblica
Federico Rampini
Pagina originale
sabato 21 luglio 2012
Sematic condannata per comportamento antisindacale
- il voto dei lavoratori nella elezione della RSU
- i diritti individuali e collettivi
- le libertà sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici,
Teksid condannata per attività antisindacale
Fiat condannata per attività antisindacale
domenica 15 aprile 2012
FIOM: comunicato stampa - Giorgio Airaudo su sentenze Fiat di Napoli e Lecce
mercoledì 4 aprile 2012
Punto Fiom nr. 4 - 29 marzo 2012
Il Tribunale di Bologna accoglie il ricorso Fiom e condanna la Magneti Marelli (gruppo Fiat) per condotta antisindacale
Il testo integrale del decreto può essere consultato su www.fiom.cgil.it
(...)Conclusioni
In conclusione ritiene questo Giudice che si possa interpretare l'art 19 Legge 300/70 nel senso di garantire il diritto di costituzione di Rsa ai sindacati che hanno partecipato attivamente alla fase di formazione della contrattazione applicata nell'unità produttiva pur senza la necessità di firma dello stesso una volta che, come nel caso di specie, si possa ricavare agevolmente la rappresentatività dello stesso sindacato, proprio per evitare che sia eliminato quel valore dialettico che è considerato di speciale rilevanza ed imprescindibile nel nostro ordinamento, con la previsione di cui al primo comma dell'art. 39 della Costituzione [«L'organizzazione sindacale è libera», ndr].
Riconosce questo Giudice che allo stato non può escludersi l'eventualità della permanenza di dubbi sulla costituzionalità dell'impianto dell'art. 19 Legge 300/70 una volta considerata la situazione particolare determinatasi con gli ultimi sviluppi della vicenda presa in considerazione (ed infatti in una prima fase, successivamente superata la presente decisione, anche questo Giudice aveva avvertito l'esigenza di uno spazio di riflessione sullo specifico tema comunicato alle parti chiedendo la loro collaborazione per chiarire tali aspetti). Questa considerazione porta a non escludere che nelle successive fasi del giudizio la questione possa essere prospettata ma non appare, comunque, la soluzione preferibile in questa fase ex art. 28 Legge 300/70 caratterizzata dalla speditezza. Ha scritto recentemente la Corte Costituzionale: “l'ordinamento predispone particolari rimedi, come quello cautelare, intesi ad evitare che il protrarsi del giudizio vada a scapito delle ragioni del lavoratore” (C. Cost. 303/2011). In questo senso il ricorso ex art. 28 garantisce ai rappresentanti dei lavoratori un particolare rimedio che nella speditezza trova una sua essenziale ragion d'essere.
(…)
Dispone che la presente decisione sia affissa per venti giorni nelle unità produttive (…) in luogo accessibile a tutti.
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| Bacheca Sindacale (riconquistata) alla Magneti Marelli di Crevalcore (BO) |
Il reintegro alla Sata di Melfi di Giovanni Barozzino, Antonio La Morte e Marco Pignatelli
La Corte d’Appello di Potenza rende note le motivazioni della condanna della Fiat Sata di Melfi per condotta antisindacale
sabato 31 marzo 2012
Punto Fiom nr. 3 - 20 marzo 2012
- non cancella le tante forme di lavoro precario che hanno svuotato di significato il Contratto a tempo indeterminato e fatto dell'Italia il paese più precario d'Europa;
- cancella la Cig per cessazione di attività e la mobilità proponendo un modello di ammortizzatori che nei fatti riduce complessivamente le tutele, non determina una reale universalità nel sostegno al reddito, si fonda su un sistema puramente assicurativo e non prevede alcun intervento a carico della fiscalità generale;
- smantella, in modo inaccettabile, il diritto al reintegro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori in caso di licenziamento senza giusta causa e apre, quindi, alla libertà di licenziamento.

Il Comitato centrale dà mandato alla Segreteria nazionale di convocare nel mese di aprile l'Assemblea nazionale per definire le iniziative più opportune per la riconquista del Ccnl sulla base della Piattaforma votata e presentata alle nostre controparti.
Comportamento lesivo della libertà sindacale.
Condannata dal Tribunale di Torino la Sicme Motori srl
Il Giudice ha riconosciuto il comportamento aziendale come lesivo della libertà sindacale, riconoscendo la piena validità dello strumento della cessione del credito per sostenere il proprio sindacato e ordinando all’azienda di operare le trattenute richieste dai lavoratori.
Il Giudice ha inoltre sottolineato che la Costituzione non ammette un trattamento discriminatorio verso una Organizzazione sindacale e i suoi iscritti.
Ordine del giorno assunto dalla presidenza del Comitato centrale della Fiom-Cgil
Medio Oriente. No alla guerra, no alla repressione, basta con le occupazioni! Libertà, diritti, democrazia per tutti i popoli
Arabia Saudita, Bahrain, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Libano, Kuwait, Iran, Iraq, Oman, Qatar, Siria, Turchia, Yemen....
La pratica della repressione, con il carcere e con le armi, di chi chiede l'affermazione dei propri diritti, è ampiamente diffusa.
I paesi occidentali non difendono i diritti umani violati, ma solo i loro interessi geopolitici. Esempio lampante è il caso di Israele, che, come si è visto ancora recentemente con gli attacchi contro Gaza che hanno fatto decine di vittime, reprime e uccide, estende la colonizzazione e l'esproprio di terre palestinesi nel silenzio internazionale.
Il governo siriano da mesi fa la guerra ai suoi cittadini/e che rivendicano libertà. Gruppi armati cercano di affrontare l’esercito. Sempre più si sentono richieste e minacce di interventi militari esterni e di fornitura di armi all’opposizione, da parte di governi ostili al Governo siriano. Sull'orlo di una guerra civile, le opposizioni laiche e democratiche si trovano paralizzate dal confronto armato. La ribellione pacifica popolare, cominciata un anno fa, è solo un ricordo.
Migliaia di profughi e sfollati lasciano in fuga le zone di guerra cercando scampo. La repressione brutale del governo siriano si deve fermare e anche tutti i gruppi armati devono accettare un cessate il fuoco.
Condanniamo tutte le azioni militari e le violazioni dei diritti umani in Siria, da qualsiasi parte provengano.
Ci opponiamo a qualsiasi intervento militare esterno, cosiddetto «umanitario», che non farebbe altro che sostenere il conflitto armato e aumentare le sofferenze della popolazione civile, senza risolvere alcun problema. Come ampiamente dimostrato dal recente caso della Libia.
Auspichiamo, e ci impegniamo a contribuire, affinché tutto il movimento per la pace riprenda unitariamente l'iniziativa.
martedì 20 marzo 2012
FIOM Torino: comunicato stampa su SICME Motori
Fiom Torino: condannata Sicme Motori per non aver trattenuto le quote sindacali
CONDANNATA PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE LA SICME MOTORI
IL TRIBUNALE DI TORINO, SU RICORSO DELLA FIOM CGIL, HA CONDANNATO PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE LA SICME MOTORI SRL PER AVER RIFIUTATO, DA GENNAIO 2012, DI TRATTENERE LE QUOTE SINDACALI AI LAVORATORI ISCRITTI ALLA FIOM CGIL:
- il Giudice conferma che e’ diritto di tutti i lavoratori scegliere liberamente il sindacato a cui aderire
- il Giudice conferma che le aziende sono tenute ad effettuare le trattenute sindacali mensili richieste dai dipendenti iscritti
- il Giudice conferma che è incostituzionale discriminare una organizzazione sindacale e i suoi iscritti
iscriviti alla Fiom!
mercoledì 14 marzo 2012
FIOM Torino: sentenza della corte di cassazione su trattenute sindacali

MA LA DEMOCRAZIA E’ UNA COSA SERIA …
iscriviti subito alla Fiom!
Torino, marzo 2012
martedì 19 luglio 2011
FIOM: La Fiom-CGIL ha vinto la causa contro la Fiat
la causa contro la Fiat
rappresentati dal sindacato che scelgono
Le lavoratrici ed i lavoratori che nei referendum, non liberi, hanno espresso un coraggioso dissenso rispetto alle condizioni di lavoro e di libertà che la Fiat ha imposto ai suoi dipendenti avranno diritto ad essere rappresentati.
La Fiom-Cgil e suoi delegati, che noi faremo sempre eleggere dalle lavoratrici e dai lavoratori, potranno agire negli stabilimenti Fiat senza vincoli e sanzioni non previste dalle leggi e dal diritto del lavoro italiano.
Restiamo in fabbrica, per diritto e senza nessun vincolo, come avevamo sempre detto e nonostante gli accordi separati che non possono escluderci. La divisione sindacale che la Fiat ha messo in atto e che le altre sigle sindacali, sbagliando, stanno subendo ha una battuta di arresto.
Il contratto aziendale secondo noi non deve e non può sostituire il Contratto nazionale dei metalmeccanici, perché questo indebolisce tutti i lavoratori e le lavoratrici metalmeccaniche.
Per noi resta valido il Contratto nazionale del 2008 l'ultimo contratto votato dalle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici e firmato da tutti.
In queste ore sentiamo dire che la Fiat potrebbe mettere in discussione gli investimenti in Italia, investimenti che noi non conosciamo né nella loro interezza, né nel dettaglio (conosciamo la destinazione di 2.2 miliardi di € sui 20 miliardi promessi per Fabbrica Italia) ed è inaccettabile che una grande impresa oramai internazionale tenga i lavoratori dei suoi stabilimenti e l’intero Paese in ostaggio, mentre cessa l'attività di tre stabilimenti in Italia, Cnh Imola, Fiat auto Termini Imerese e Irisbus Avellino.
domenica 17 ottobre 2010
FIOM: comunicato stampa - Caso Capozzi

COMUNICATO STAMPA
Decreto sul caso Capozzi: condotta anti-sindacale e reintegro
La Fiom-Cgil rende noto che oggi, giovedì 14 ottobre, è stato pubblicato il decreto con cui il Tribunale di Torino, ieri, aveva deciso il reintegro di Pino Capozzi, il lavoratore licenziato a luglio dalla Fiat per aver diffuso, tramite la posta elettronica aziendale, un volantino sindacale.
Nel decreto si dichiara «antisindacale la condotta tenuta dalla società convenuta e consistita nel licenziamento» intimato a Pino Capozzi il 13 luglio di quest'anno; e si ordina all'azienda di «dar corso alla reintegrazione di detto lavoratore nel suo posto di lavoro».
Nel decreto si legge altresì, rispetto all'utilizzo della posta elettronica, che «tale profilo è residuale rispetto ai fini della decisione avendo l'azienda applicato la sanzione espulsiva in ragione del contenuto dell'email inviata dal dipendente e non tanto per l'uso abusivo della posta elettronica». Rispetto poi ai contenuti del testo il tribunale afferma che «la terminologia utilizzata nell'email in esame non risulta di per sé lesiva della reputazione» aziendale ma rappresenta «una forte critica sindacale».
Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: «Ci aspettiamo che Fiat reintegri Pino Capozzi e già nella giornata di oggi abbiamo provveduto, attraverso i nostri legali, a chiedere formalmente all'azienda di dar corso a quanto deciso dal tribunale, reintegrando il lavoratore al suo effettivo posto di lavoro. Auspichiamo che avendo la sentenza disinnescato un altro dei fronti aperti con Fiat, sanando un'ingiustizia e riaffermando la libertà di opinione e i diritti dei lavoratori, ci siano le condizioni perché il confronto con l'azienda ritorni su binari normali, e si possa tornare a discutere delle prospettive industriali del gruppo in Italia e a Torino in particolare».
Silvia Ingegneri e Elena Poli, avvocati della Fiom-Cgil, dichiarano: «Il provvedimento emesso dal Giudice di Torino ribadisce, in ossequio alle disposizioni normative, il diritto dei lavoratori di esprimere liberamente il loro pensiero anche in modo fortemente critico rispetto alle posizioni aziendali e lo fa chiarendo che questa manifestazione di pensiero costituisce esercizio della libertà sindacale. Del resto il diritto di critica è costituzionalmente garantito e trova il suo limite nella lesione di altri diritti di pari livello, quali il decoro e la reputazione dell'azienda che nel caso di specie non sono stati ritenuti violati, oltre a costituire uno dei fondamenti stessi dell'attività sindacale anch'essa garantita dalla Costituzione».
Torino, 14 ottobre 2010 Ufficio stampa Fiom
lunedì 26 luglio 2010
FIOM: ricorso al Tribunale di Melfi contro FIAT per comportamento antisindacale


COMUNICATO STAMPA
Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
“Oggi abbiamo presentato al Tribunale di Melfi, tramite un nostro avvocato, un ricorso contro la Fiat per condotta antisindacale, in base a quanto sancito dall’art. 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300: lo Statuto dei diritti dei lavoratori. Ciò perché riteniamo siano manifestamente illegittimi i licenziamenti di due delegati e di un terzo lavoratore dello stabilimento auto della Sata di Melfi, tutti iscritti alla Fiom-Cgil, effettuati nei giorni scorsi dalla Fiat.”
“A fine mattinata, abbiamo appreso con soddisfazione che il Tribunale ha convocato per venerdì 30 luglio la prima udienza in cui discutere il nostro ricorso.”
“Alla manifestazione che abbiamo tenuto in quest’occasione nel centro cittadino, erano presenti circa 200 lavoratori in sciopero. Allo stabilimento auto di Melfi abbiamo infatti indetto per oggi uno sciopero di due ore, sia come forma di solidarietà nei confronti dei tre lavoratori ingiustamente licenziati, sia come forma di protesta nei confronti della Fiat per la sua annunciata volontà di non corrispondere, a fine luglio, neppure un euro quale saldo del pagamento del Premio di Risultato.”
Roma, 21 luglio 2010







