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mercoledì 12 dicembre 2012

Rassegna Stampa: Il Post


Il Michigan ha approvato 
la legge contro i sindacati 

Vieta che l'iscrizione dei lavoratori sia di fatto obbligatoria: secondo i repubblicani creerà nuovi posti di lavoro, 12 mila persone hanno protestato sotto la neve  nella capitale Lansing 


La Camera del Michigan ha approvato la cosiddetta “legge sul diritto al lavoro”, che vieterà ai sindacati di chiedere il pagamento di una tariffa anche ai non iscritti, come condizione per ottenere un lavoro. La legge, che era stata approvata al senato venerdì scorso, è stata proposta dai repubblicani – che hanno la maggioranza al Congresso del paese – sostenendo che favorirà la libertà di scelta dei cittadini e che garantirà nuovi posti di lavoro. Secondo i democratici invece è una misura che punta soltanto a indebolire i sindacati.
Più di 12 mila persone da tutto il paese si sono radunate nella capitale Lansing per protestare. Circa duemila sono entrate all’interno del Campidoglio, dov’era in discussine la legge, mentre diecimila hanno manifestato fuori dall’edificio, sotto la neve. Le manifestazioni erano iniziate già la scorsa settimana dopo l’approvazione del senato: la polizia aveva arrestato otto persone. Il governatore repubblicano Rick Snyder, che negli ultimi due anni ha criticato la legge ritenendola troppo divisiva e controversa, si è ora detto disposto a firmarla, nonostante le richieste dei democratici di porre il veto o sottoporla a referendum popolare. I sindacati sperano comunque di raccogliere le firme necessarie per chiedere il referendum nel 2014.

La legge riguarda i sindacati del settore privato e pubblico, fatta eccezione per i pompieri e i poliziotti. Secondo alcuni esperti non produrrà cambiamenti immediati nella vita dei lavoratori, perché verranno comunque mantenuti i contratti stipulati più di recente. L’effetto principale sarà molto probabilmente quello di indebolire i sindacati, che in Michigan sono piuttosto potenti e organizzati, soprattutto nel settore automobilistico. In particolare verrà colpito lo United Auto Workers, il sindacato più ricco degli Stati Uniti (nonostante gli accordi sottoscritti da UAW per abbassare il costo del lavoro durante la crisi e l'impiego del fondo pensione UAW siano stati determinanti nel salvataggio di Chrisler - NdB).  
Un eventuale indebolimento delle unioni sindacali potrà però avere ripercussioni future sugli stipendi degli operai, perché i sindacati avranno meno peso contrattuale e saranno costretti ad accettare condizioni di lavoro più sfavorevoli. Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intervenuto sulla questione e dopo una visita a una fabbrica di Redford, in Michigan, ha detto che «queste cosiddette leggi sul diritto al lavoro non hanno niente a che fare con l’economia. Hanno a che fare con la politica. Hanno a che fare con farvi lavorare per meno soldi».

11/12/2012







Rassegna Stampa: La Repubblica



Michigan, Obama contro la legge anti-sindacato 


Federico Rampini

Oggi la lotta di classe riesplode nel Michigan. Alta tensione per la decisione del governatore repubblicano: firmerà la legge anti-sindacato. La chiamano “right to work” perché precludendo il tesseramento sindacale nelle aziende attira gli investimenti, secondo la destra. Obama è sceso in campo di persona per attaccarla: “Non è una legge che favorisce il diritto al lavoro, vi dà solo il diritto di lavorare guadagnando meno”. Mobilitazione sindacale e manifestazioni, ma è improbabile che il governatore ci ripensi.
11/12/2012

Pagina originale

sabato 21 luglio 2012

Sematic condannata per comportamento antisindacale




LA SEMATIC SPA DI BERGAMO CONDANNATA DAL
TRIBUNALE PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE PER 
NON AVER RICONOSCIUTO ALLA FIOM 
IL DELEGATO RELATIVO ALL'1/3 
NEL RINNOVO DELLA RSU

La Fiom di Bergamo è ricorsa al Tribunale del Lavoro per accertare il comportamento antisindacale della Sematic che non voleva riconoscere il delegato eletto nelle liste della Fiom per la quota dell'1/3.

La Fiom ha chiesto al Giudice di obbligare l'azienda ad applicare gli accordi sulle RSU sottoscritti tra Confindustria Cgil Cisl e Uil e tra Federmeccanica Fiom Fiom e Uilm, riconoscendo la proporzionalità anche per la quota di RSU eletta nell'1/3, avendo la Fiom disdettato il patto di solidarietà. 

Contro il ricorso della Fiom si sono costituiti in giudizio sia l'azienda che la Fim Cisl; l'azienda e Confindustria di Bergamo hanno sostenuto l'impossibilità di riconoscere il delegato Fiom in assenza di una comunicazione unitaria delle Organizzazioni Sindacali mentre la Fim ha sostenuto la prevalenza del patto di solidarietà. 

Il decreto del Tribunale di Bergamo, accogliendo il ricorso della Fiom, ha sancito che l'unica regola di riferimento a cui l'azienda deve attenersi è la proporzionalità prevista dall'accordo interconfederale sottoscritto con Confindustria e successivamente con Federmeccanica, questi accordi vincolano l'azienda a riconoscere il delegato Fiom. 

Il Giudice ha quindi dichiarato antisindacale il comportamento dell'azienda condannandola a riconoscere, a partire dalla data delle elezioni, il delegato Fiom e ogni suo diritto conseguente compreso il diritto ai permessi sindacali.

La Fiom continua l'iniziativa per far valere: 
  • il voto dei lavoratori nella elezione della RSU
  • i diritti individuali e collettivi 
  • le libertà sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, 
a partire dal diritto a:
  • eleggere le proprie rappresentanza sindacali;
  • votare piattaforme e accordi che li riguardano;
  • certificare la reale rappresentatività delle organizzazioni sindacali. 

FIOM -CGIL NAZIONALE
Roma, 3 luglio 2012

Teksid condannata per attività antisindacale




IL TRIBUNALE DI ALBA CONDANNA 
TEKSID ALUMINUM (GRUPPO FIAT) 
PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE

Anche il Tribunale di Alba ha dichiarato illegittimo il rifiuto delle aziende del Gruppo FIAT di trattenere le quote sindacali ai dipendenti iscritti alla FIOM CGIL. 

Questa volta è stata condannata la TEKSID ALUMINUM di Carmagnolache da gennaio 2012 rifiuta di eseguire le trattenute sindacali, richieste dalle lavoratrici e dai lavoratori, a favore della FIOM CGIL di Torino.

Il Giudice ha ordinato alla TEKSID ALUMINUM di dare corso alla volonta’ dei lavoratori iscritti e di riprendere subito le trattenute mensili a favore della FIOM CGIL di TORINO.

Come nelle precedenti occasioni la Fiom Cgil di Torino ha rinunciatoalle quote mensili arretrate per non gravare sul reddito degli iscritti.

La FIAT insiste nel negare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a sostenere il sindacato a cui aderiscono e da cui vogliono essere rappresentati …



Fiat condannata per attività antisindacale



FIAT DI NUOVO CONDANNATA
PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE

QUESTA VOLTA E’ TOCCATO ALLE OFFICINE  AUTOMOBILISTICHE GRUGLIASCO 
(EX BERTONE) 

Il Tribunale di Torino ha dichiarato che non trattenere le quote sindacali ai dipendenti iscritti alla FIOM CGIL è un illecito civilistico ma anche una evidente attività antisindacale . 

Questa volta è stata condannata per attività antisindacale la OFFICINE AUTOMOBILISTICHE GRUGLIASCO (EX BERTONE) che da gennaio 2012 rifiuta di eseguire le trattenute sindacali, richieste dalle lavoratrici e dai lavoratori, a favore della FIOM CGIL di Torino.Il Giudice ha ordinato alla O.A.G. di dare corso alla volonta’ dei lavoratori iscritti e di riprendere subito le trattenute sindacali mensili ai dipendenti iscritti alla Fiom Cgil.

Come nelle precedenti occasioni la Fiom Cgil di Torino ha rinunciato alle quote mensili non trattenute fino ad aprile per non gravare sul reddito degli iscritti, quasi tutti in cassa integrazione da molto tempo.

Nonostante le ormai numerose condanne, la FIAT insiste nel negare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di iscriversi e sostenere il sindacato da cui vogliono essere rappresentati …




domenica 15 aprile 2012

FIOM: comunicato stampa - Giorgio Airaudo su sentenze Fiat di Napoli e Lecce





COMUNICATO STAMPA


Fiat. Airaudo (Fiom): “Nuova condanna per comportamento antisindacale alla Magneti Marelli di Caivano (Napoli). Il Tribunale di Napoli intima all’Azienda di riconoscere alla Fiom tutte le agibilità sindacali”


Giorgio Airaudo, Segretario nazionale della Fiom-Cgil e Responsabile del settore Auto, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione

“Esprimiamo grande soddisfazione per la sentenza di oggi del Tribunale di Napoli che condanna la Fiat per comportamento antisindacale alla Magneti Marelli di Caivano. Si riporta così ai lavoratori e alle lavoratrici il diritto a scegliere liberamente il sindacato che li rappresenti e alla Fiom Cgil il diritto alle agibilità sindacali garantite dalla Costituzione e previste dallo Statuto dei Lavoratori, a partire dalla nomina dei propri rappresentanti.”
“Dopo la sentenza di Torino di luglio su Fabbrica Italia Pomigliano, a Napoli si registra la seconda condanna alla Fiat per comportamento antisindacale.”
“La sentenza per la Cnh di Lecce, che non accoglie le richieste della Fiom e contro la quale ricorreremo, evidenzia un problema di interpretazione dell’art. 19 dello Statuto dei Lavoratori. Interpretazioni restrittive che non consideriamo valide e che non possono negare il libero diritto costituzionale delle persone a scegliersi il sindacato che vogliono e ad organizzarsi collettivamente. Auspichiamo, dunque, che le sentenze attese per i prossimi giorni – sono 61 i ricorsi presentati dalla Fiom – vadano in questa direzione.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa


Roma, 13 aprile 2012

mercoledì 4 aprile 2012

Punto Fiom nr. 4 - 29 marzo 2012



Il Tribunale di Bologna accoglie il ricorso Fiom e condanna la Magneti Marelli (gruppo Fiat) per condotta antisindacale

Rientriamo in Fiat

Riportiamo di seguito le conclusioni del Decreto del Tribunale di Bologna, emesso il 27 marzo 2012, riguardo il ricorso con il quale la Fiom di Bologna ha chiesto al Giudice di «accertare e dichiarare l'antisindacalità della condotta della Magneti Marelli spa», la quale aveva «negato efficacia e legittimità delle nomine dei dirigenti della Rsa Fiom», «negato il diritto all'esercizio dei diritti di cui agli articoli 27 [Locali delle Rsa, ndr] e 30 [Permessi, ndr] della Legge 300/70 e conseguentemente limitato l'esercizio dell'attività sindacale presso la convenuta dell'organizzazione sindacale ricorrente attraverso le sue diramazioni periferiche e il conseguente uso dei diritti di cui al Titolo III dello Statuto dei lavoratori», «aveva, con la condotta di cui sopra, gravemente leso l'immagine dell'organizzazione sindacale ricorrente quale soggetto contrattuale rappresentativo, in generale nei confronti dei dipendenti della società convenuta e in particolare nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom che si vedono privati della possibilità di una loro rappresentanza sindacale nel luogo di lavoro».

Il testo integrale del decreto può essere consultato su www.fiom.cgil.it

(...)
Conclusioni
In conclusione ritiene questo Giudice che si possa interpretare l'art 19 Legge 300/70 nel senso di garantire il diritto di costituzione di Rsa ai sindacati che hanno partecipato attivamente alla fase di formazione della contrattazione applicata nell'unità produttiva pur senza la necessità di firma dello stesso una volta che, come nel caso di specie, si possa ricavare agevolmente la rappresentatività dello stesso sindacato, proprio per evitare che sia eliminato quel valore dialettico che è considerato di speciale rilevanza ed imprescindibile nel nostro ordinamento, con la previsione di cui al primo comma dell'art. 39 della Costituzione [«L'organizzazione sindacale è libera», ndr].
Conseguentemente deve essere accolto il ricorso e si deve intimare alla società convenuta di rimuovere la propria condotta accettando i nominativi forniti da Fiom quali Rsa e riconoscere, conseguentemente, tutti i diritti derivanti da tale nomina di cui al Titolo III della Legge 300/70.
Riconosce questo Giudice che allo stato non può escludersi l'eventualità della permanenza di dubbi sulla costituzionalità dell'impianto dell'art. 19 Legge 300/70 una volta considerata la situazione particolare determinatasi con gli ultimi sviluppi della vicenda presa in considerazione (ed infatti in una prima fase, successivamente superata la presente decisione, anche questo Giudice aveva avvertito l'esigenza di uno spazio di riflessione sullo specifico tema comunicato alle parti chiedendo la loro collaborazione per chiarire tali aspetti). Questa considerazione porta a non escludere che nelle successive fasi del giudizio la questione possa essere prospettata ma non appare, comunque, la soluzione preferibile in questa fase ex art. 28 Legge 300/70 caratterizzata dalla speditezza. Ha scritto recentemente la Corte Costituzionale: “l'ordinamento predispone particolari rimedi, come quello cautelare, intesi ad evitare che il protrarsi del giudizio vada a scapito delle ragioni del lavoratore” (C. Cost. 303/2011). In questo senso il ricorso ex art. 28 garantisce ai rappresentanti dei lavoratori un particolare rimedio che nella speditezza trova una sua essenziale ragion d'essere.
(…)
Per queste motivazioni [Il Giudice] dichiara l'antisinsacalità del comportamento della società Magneti Marelli spa consistita nell'aver negato l'efficacia e legittimità delle nomine dei dirigenti della Rappresentanza sindacale aziendale Fiom (…) e tutte le conseguenti prerogative sindacali derivanti da tali nomine e intima alla società convenuta di riconoscere i nominativi forniti da Fiom quali Rsa e riconoscere, altresì, tutti i diritti di cui al Titolo III della Legge 300/70 conseguenti a tali nomine.
Dispone che la presente decisione sia affissa per venti giorni nelle unità produttive (…) in luogo accessibile a tutti. 
Condanna la società Magneti Marelli spa al pagamento delle spese della presente fase del giudizio (…).

Bacheca Sindacale (riconquistata) alla Magneti Marelli di Crevalcore (BO)


Alla Magneti Marelli di Bologna, il Tribunale ha condannato la Fiat per comportamento antisindacale e ha intimato all’Azienda di riconoscere alla Fiom-Cgil tutte le agibilità sindacali previste dallo Statuto dei Lavoratori, a partire dal riconoscimento delle Rsa.
È la quinta volta, in cinque diversi Tribunali, che nell’ultimo anno la Fiat viene condannata per comportamento antisindacale per atti e azioni contro la Fiom, i suoi iscritti e i suoi delegati.
Si dimostra che il nuovo contratto imposto dalla Fiat - più che per ragioni produttive, economiche e organizzative - ha l’obiettivo di escludere il sindacato più rappresentativo del settore e di limitare le libertà sindacali delle singole persone.

È il momento della responsabilità verso le lavoratrici, i lavoratori della Fiat e verso il paese: la Fiat applichi in tutti i suoi stabilimenti lo Statuto dei Lavoratori, le leggi e i princìpi costituzionali; il Parlamento si esprima; il Governo convochi un incontro tra l’Azienda e le Organizzazioni sindacali per ottenere garanzie certe d’investimento di tutela occupazionale e produttiva per tutti gli stabilimenti del Gruppo Fiat.
Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil


Il reintegro alla Sata di Melfi di Giovanni Barozzino, Antonio La Morte e Marco Pignatelli
La Corte d’Appello di Potenza rende note le motivazioni della condanna della Fiat Sata di Melfi per condotta antisindacale



Il 23 febbraio 2012, la Corte d’Appello di Potenza, accogliendo il ricorso della Fiom, ha condannato - confermando il primo decreto emesso dal Tribunale di Melfi - la Fiat Sata di Melfi per comportamento antisindacale, disponendo il reintegro sul loro posto di lavoro di Giovanni Barozzino, Antonio La Morte e Marco Pignatelli, tutti e tre iscritti alla Fiom e, i primi due, delegati Rsu.
Le motivazioni della sentenza sono state depositate lo scorso 23 marzo e si caratterizzano per il rigore con cui, in 67 pagine, vengono affrontate le questioni di diritto e di fatto.

Su www.fiom.cgil.it può essere consultato il documento in tutta la sua interezza. Di seguito riportiamo la parte finale del comunicato stampa degli avvocati del Collegio di difesa Fiom.

«(...) Il collegio di difesa della Fiom non può che esprimere piena soddisfazione del fatto che sia stato riaffermato il principio di giustizia già accolto con decreto dal primo giudice del Tribunale di Melfi del 9 agosto 2010, ma negato dal secondo giudice del Tribunale di Melfi con sentenza 14 luglio 2011: i tre licenziamenti, a seguito di una approfondita valutazione dei fatti da parte della Corte d’Appello di Potenza, sono risultati non solo pretestuosi e ingiustificati, ma anche – nel momento in cui vanno a colpire, tra tanti sindacalisti presenti, solo quelli della Fiom – antisindacali.

La Sata, seguendo le direttive dei dirigenti della Fiat, così come non aveva ottemperato al primo decreto del Tribunale di Melfi, continua a non consentire l’accesso in fabbrica dei tre lavoratori, con un’aggravante: allora aveva infatti giustificato la sua condotta: a) con la “sommarietà” dell’accertamento del primo giudice, che quindi suggeriva di attendere il compiersi del processo ordinario di merito; b) col fatto che, oltre al pagamento delle retribuzioni, avrebbe garantito ai delegati sindacali membri di Rsu l’accesso in azienda per svolgere attività sindacale.

Oggi entrambe queste motivazioni sono venute meno, essendosi esaurito il giudizio di merito con la sentenza della Corte d’Appello di Potenza e non essendo consentita alcuna agibilità in alcuno stabilimento del Gruppo Fiat ai sindacalisti della Fiom [chiaramente questo comunicato è precedente il decreto del Tribunale di Bologna riguardo la condotta antisindacale della Magneti Marelli sopra riportato, ndr], per aver Fiat disdettato l’accordo interconfederale sulle Rsu, consentendo la nomina di Rsa (rappresentanze sindacali aziendali) solo alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo di Gruppo.

Il mancato rispetto dell’ordine di reintegrazione, quindi, appare, oltre che irriguardoso nei confronti della Giustizia, un’ennesima dimostrazione di arroganza datoriale nei confronti dei singoli lavoratori e dell'organizzazione sindacale che li rappresenta, che in tutti i modi si vuole tenere fuori dagli stabilimenti della Fiat, come del resto è evidente nella mancata assunzione di iscritti alla Fiom a Pomigliano.

In un momento in cui l’attacco alle tutele dei lavoratori – e in particolare alla possibilità di reintegrazione anche a fronte di licenziamenti pretestuosi – viene giustificato persino in progetti di legge governativi, faremo il possibile per cercare di contrastare una simile ingiustizia.»

Franco Focareta, Alberto Piccinini, Lina Grosso e Massimo Vaggi Avvocati del Collegio di difesa Fiom

sabato 31 marzo 2012

Punto Fiom nr. 3 - 20 marzo 2012



Il Comitato centrale della Fiom-Cgil proclama due ore di sciopero in tutti i luoghi di lavoro contro ogni manomissione dell’art. 18 
Giù le mani dall’articolo 18

Riportiamo di seguito il Documento finale, approvato all’unanimità, del Comitato centrale della Fiom-Cgil del 19 marzo 2012

La riuscita dello sciopero generale e la straordinaria partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici alla manifestazione nazionale del 9 marzo 2012, conferma la richiesta di un cambiamento delle politiche economiche e sociali fin qui perseguite dal Governo e dalla Confindustria e rappresenta le ragioni per proseguire nel contrasto delle scelte della Fiat e di Federmeccanica al fine di affermare la libertà e la democrazia nei luoghi di lavoro e riconquistare un vero Contratto nazionale.
 
La vera priorità del paese, economica, sociale e politica, è la riunificazione e l'estensione dei diritti e della tutela universale nel lavoro, la difesa dell'occupazione, il superamento della precarietà e la costituzione di nuovi posti di lavoro.
 
Il Comitato centrale giudica negativamente le proposte avanzate dal Governo in materia di mercato del lavoro perché:
  • non cancella le tante forme di lavoro precario che hanno svuotato di significato il Contratto a tempo indeterminato e fatto dell'Italia il paese più precario d'Europa;
  • cancella la Cig per cessazione di attività e la mobilità proponendo un modello di ammortizzatori che nei fatti riduce complessivamente le tutele, non determina una reale universalità nel sostegno al reddito, si fonda su un sistema puramente assicurativo e non prevede alcun intervento a carico della fiscalità generale;
  • smantella, in modo inaccettabile, il diritto al reintegro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori in caso di licenziamento senza giusta causa e apre, quindi, alla libertà di licenziamento.
Il Comitato centrale giudica le proposte finora avanzate dal Governo sul mercato del lavoro, conseguenza della logica che ha ispirato l'intervento sbagliato e inaccettabile effettuato sulle pensioni, che indica un obiettivo di superamento di un modello sociale solidaristico.

Il Comitato centrale riafferma la necessità di un'intesa che riduca realmente la precarietà, cancellando forme di lavoro indecenti quali ad esempio il lavoro a chiamata e le finte collaborazioni, che estenda realmente e universalmente gli ammortizzatori sociali a tutte le forma di lavoro e a tutte le tipologie d'impresa e che sperimenti forme di reddito di cittadinanza.
 
Occorre garantire l'accesso alla pensione per tutte le persone coinvolte in accordi di ristrutturazione e di crisi e ripristinare la legge che impedisce le dimissioni in bianco.
 
Il Comitato centrale respinge ogni manomissione all'articolo 18, del resto affermato anche dal documento del Direttivo nazionale della Cgil del 27 febbraio e riconferma quale unica disponibilità al confronto la proposta per una riduzione dei tempi dei processi.
 
A sostegno di tutto ciò, in coerenza e in continuità con le ragioni dello sciopero generale del 9 marzo e della mobilitazione già in corso in queste ore, il Comitato centrale proclama a partire da martedì 20 marzo almeno 2 ore di sciopero da effettuarsi in tutti i luoghi di lavoro, con modalità decise dalle Rsu e dalle strutture territoriali.
 
Il Comitato centrale ritiene necessario che qualsiasi ipotesi di accordo dovesse essere raggiunta, sia approvata e sia sottoposta al voto referendario, vincolante, di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori coinvolti, con modalità che consentano una precisa informazione e una trasparente e democratica certificazione della volontà delle persone coinvolte, compreso i giovani e i precari.
 
Il Comitato centrale considera inaccettabile il tentativo della Fim, della Uilm e di Federmeccanica di escludere la Fiom dall'1/3 nelle elezioni delle Rsu, in quanto in violazione delle norme di ultrattività del Ccnl 2008, dell'Accordo interconfederale del giugno 2011 e delle più normali regole di democrazia e di rappresentanza.

Il Comitato centrale dà mandato alla Segreteria nazionale di convocare nel mese di aprile l'Assemblea nazionale per definire le iniziative più opportune per la riconquista del Ccnl sulla base della Piattaforma votata e presentata alle nostre controparti.



Comportamento lesivo della libertà sindacale.
Condannata dal Tribunale di Torino la Sicme Motori srl

Il 15 marzo, il Tribunale di Torino, accogliendo il ricorso della Fiom, ha condannato per attività antisindacale la Sicme Motori srl, che da gennaio rifiuta di trattenere le quote sindacali ai lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil.
Il Giudice ha riconosciuto il comportamento aziendale come lesivo della libertà sindacale, riconoscendo la piena validità dello strumento della cessione del credito per sostenere il proprio sindacato e ordinando all’azienda di operare le trattenute richieste dai lavoratori.
Il Giudice ha inoltre sottolineato che la Costituzione non ammette un trattamento discriminatorio verso una Organizzazione sindacale e i suoi iscritti.
 
La sentenza del Tribunale di Torino è pubblicata sul sito della Fiom nell’area www.fiom.cgil.it/sindacale/leggi



Ordine del giorno assunto dalla presidenza del Comitato centrale della Fiom-Cgil

Medio Oriente. No alla guerra, no alla repressione, basta con le occupazioni! Libertà, diritti, democrazia per tutti i popoli

Le violazioni dei diritti umani continuano da anni in molti paesi del vicino e medio Oriente nella quasi totale acquiescenza dei loro alleati occidentali e orientali.
Arabia Saudita, Bahrain, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Libano, Kuwait, Iran, Iraq, Oman, Qatar, Siria, Turchia, Yemen....
La pratica della repressione, con il carcere e con le armi, di chi chiede l'affermazione dei propri diritti, è ampiamente diffusa.
I paesi occidentali non difendono i diritti umani violati, ma solo i loro interessi geopolitici. Esempio lampante è il caso di Israele, che, come si è visto ancora recentemente con gli attacchi contro Gaza che hanno fatto decine di vittime, reprime e uccide, estende la colonizzazione e l'esproprio di terre palestinesi nel silenzio internazionale.
Gli orrori e la follia della guerra e delle occupazioni hanno avuto un'ennesima prova con la strage di donne e bambini in Afghanistan da parte di militari statunitensi. Come è avvenuto in Iraq e poi in Libia, la Siria è sempre più il campo di battaglia di diversi interessi geopolitici.
Il governo siriano da mesi fa la guerra ai suoi cittadini/e che rivendicano libertà. Gruppi armati cercano di affrontare l’esercito. Sempre più si sentono richieste e minacce di interventi militari esterni e di fornitura di armi all’opposizione, da parte di governi ostili al Governo siriano. Sull'orlo di una guerra civile, le opposizioni laiche e democratiche si trovano paralizzate dal confronto armato. La ribellione pacifica popolare, cominciata un anno fa, è solo un ricordo.
Tutti i potenti, e tra loro i peggiori regimi del Medio Oriente, hanno finora ostacolato, mettendo condizioni insormontabili, qualsiasi tentativo di mediazione, e di cessate il fuoco, condizioni per aprire un negoziato che metta fine alle sofferenze della popolazione inerme.
Migliaia di profughi e sfollati lasciano in fuga le zone di guerra cercando scampo. La repressione brutale del governo siriano si deve fermare e anche tutti i gruppi armati devono accettare un cessate il fuoco.
Condanniamo tutte le azioni militari e le violazioni dei diritti umani in Siria, da qualsiasi parte provengano.
Ci opponiamo a qualsiasi intervento militare esterno, cosiddetto «umanitario», che non farebbe altro che sostenere il conflitto armato e aumentare le sofferenze della popolazione civile, senza risolvere alcun problema. Come ampiamente dimostrato dal recente caso della Libia.
Auspichiamo, e ci impegniamo a contribuire, affinché tutto il movimento per la pace riprenda unitariamente l'iniziativa.
Chiediamo che il governo italiano, come quelli europei, facciano valere una politica estera di relazioni con il Medio Oriente fondata sulla comprensione delle cause dei conflitti, sull'impegno a bloccare le forniture di armi ai paesi che violano i diritti umani, e a ricercare la mediazione con azioni diplomatiche, creando le condizioni affinché ciascun popolo possa decidere liberamente e pacificamente del proprio futuro, condizione essenziale per l'affermazione e l'estensione della democrazia, nei paesi orientali come in quelli occidentali.


martedì 20 marzo 2012

FIOM Torino: comunicato stampa su SICME Motori


Torino, 16 marzo 2012

COMUNICATO STAMPA

Sicme Motori condannata
per attività antisindacale

La Fiom-Cgil rende noto che con sentenza del 15 marzo 2012 il tribunale di Torino, su ricorso della Fiom-Cgil, ha condannato per attività antisindacale la Sicme Motori che da gennaio rifiuta di trattenere le quote sindacali ai lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil.

La Fiom-Cgil si è rivolta la giudice dopo che la Sicme Motori aveva inviato ai 14 dipendenti, iscritti alla Fiom-Cgil, una lettera con cui comunicava l’interruzione delle trattenute sindacali a partire dal mese di gennaio, perché la Fiom-Cgil non sarebbe più firmataria del Contratto nazionale. Gli stessi lavoratori in precedenza avevano provveduto a trasmettere alla direzione gli atti di cessione del credito con cui intendevano pagare mensilmente la quota di adesione al sindacato.

Il giudice ha riconosciuto il comportamento aziendale come lesivo della libertà sindacale, riconoscendo la piena validità dello strumento della cessione del credito per sostenere il proprio sindacato e ordinando all’azienda di operare le trattenute richieste dai lavoratori. Il giudice ha anche sottolineato che la Costituzione non ammette un trattamento discriminatorio verso una organizzazione sindacale e i suoi iscritti.

Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: «Questa sentenza è importante perché riconosce in modo argomentato le nostre ragioni e, in generale, il diritto di tutti i lavoratori a scegliere liberamente il sindacato cui aderire e da cui farsi rappresentare. La rappresentanza democratica del lavoro non può dipendere dal gradimento dell’azienda. Intendiamo difendere ovunque questi diritti, a cominciare dalle aziende del Gruppo Fiat contro cui abbiamo depositato in tutta Italia i ricorsi legali sul diritto alla rappresentanza».


Ufficio stampa Fiom

Fiom Torino: condannata Sicme Motori per non aver trattenuto le quote sindacali





COMUNICATO FIOM CGIL


CONDANNATA PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE LA SICME MOTORI


IL TRIBUNALE DI TORINO, SU RICORSO DELLA FIOM CGIL, HA CONDANNATO PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE LA SICME MOTORI SRL PER AVER RIFIUTATO, DA GENNAIO 2012, DI TRATTENERE LE QUOTE SINDACALI AI LAVORATORI ISCRITTI ALLA FIOM CGIL:


  • il Giudice conferma che e’ diritto di tutti i lavoratori scegliere liberamente il sindacato a cui aderire
  • il Giudice conferma che le aziende sono tenute ad effettuare le trattenute sindacali mensili richieste dai dipendenti iscritti
  • il Giudice conferma che è incostituzionale discriminare una organizzazione sindacale e i suoi iscritti


I TENTATIVI DI FEDERMECCANICA E DI ALTRI SINDACATI PER IMPEDIRE ALLA FIOM CGIL DI FARE IL SINDACATO NON PAGANO …


iscriviti al sindacato dei metalmeccanici
iscriviti alla Fiom!



mercoledì 14 marzo 2012

FIOM Torino: sentenza della corte di cassazione su trattenute sindacali



LA CORTE DI CASSAZIONE:
le aziende devono trattenere le quote sindacali a favore del sindacato scelto dal lavoratore




LA CORTE DI CASSAZIONE, CON SENTENZA N. 2012/02314 DEL 17/2/2012, HA RESPINTO IL RICORSO DELLA FIAT SATA DI MELFI CONFERMANDO LA CONDANNA PER ATTIVITA’ ANTISINDACALE EMESSA DALLA CORTE D’APPELLO DI POTENZA NEL 2006 PER AVER RIFIUTATO DI TRATTENERE LE QUOTE SINDACALI, COME RICHIESTO DAI LAVORATORI ISCRITTI AL SINDACATO.



LA SUPREMA CORTE RIAFFERMA TRA L’ALTRO:
“… il datore di lavoro che, in presenza di cessione del credito relativo alle quote sindacali, rifiuti senza giustificazione di effettuare il versamento configura un inadempimento che, oltre a rilevare sul piano civilistico, costituisce anche condotta antisindacale in quanto pregiudica sia i diritti individuali dei lavoratori di scegliere liberamente il sindacato al quale aderire, sia il diritto del sindacato stesso di acquisire dagli aderenti i mezzi di finanziamento necessari allo svolgimento della propria attività”


FEDERMECCANICA OLTRE AD ATTACCARE I DIRITTI E LE TUTELE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI VORREBBE NEGARE LA LIBERTA’ DI SCEGLIERSI IL SINDACATO A CUI ADERIRE !!


MA LA DEMOCRAZIA E’ UNA COSA SERIA …



iscriviti subito alla Fiom!


Torino, marzo 2012 
FIOM CGIL TORINO

martedì 19 luglio 2011

FIOM: La Fiom-CGIL ha vinto la causa contro la Fiat

 
La Fiom-Cgil ha vinto
la causa contro la Fiat


I lavoratori hanno diritto ad essere
rappresentati dal sindacato che scelgono



Sabato 16 luglio, il Tribunale di Torino ha stabilito che la Fiat ha svolto attività antisindacale quando, con l’accordo separato di Pomigliano, ha cercato di estromettere la Fiom-Cgil e i suoi delegati eletti liberamente dalle lavoratrici e dai lavoratori dallo stabilimento di Pomigliano d’Arco (questa sentenza ha effetti anche a Mirafiori e per la Fga di Grugliasco).

Le lavoratrici ed i lavoratori che nei referendum, non liberi, hanno espresso un coraggioso dissenso rispetto alle condizioni di lavoro e di libertà che la Fiat ha imposto ai suoi dipendenti avranno diritto ad essere rappresentati.

La Fiom-Cgil e suoi delegati, che noi faremo sempre eleggere dalle lavoratrici e dai lavoratori, potranno agire negli stabilimenti Fiat senza vincoli e sanzioni non previste dalle leggi e dal diritto del lavoro italiano.

Restiamo in fabbrica, per diritto e senza nessun vincolo, come avevamo sempre detto e nonostante gli accordi separati che non possono escluderci. La divisione sindacale che la Fiat ha messo in atto e che le altre sigle sindacali, sbagliando, stanno subendo ha una battuta di arresto.

Il contratto aziendale secondo noi non deve e non può sostituire il Contratto nazionale dei metalmeccanici, perché questo indebolisce tutti i lavoratori e le lavoratrici metalmeccaniche.

Per noi resta valido il Contratto nazionale del 2008 l'ultimo contratto votato dalle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici e firmato da tutti.

In queste ore sentiamo dire che la Fiat potrebbe mettere in discussione gli investimenti in Italia, investimenti che noi non conosciamo né nella loro interezza, né nel dettaglio (conosciamo la destinazione di 2.2 miliardi di € sui 20 miliardi promessi per Fabbrica Italia) ed è inaccettabile che una grande impresa oramai internazionale tenga i lavoratori dei suoi stabilimenti e l’intero Paese in ostaggio, mentre cessa l'attività di tre stabilimenti in Italia, Cnh Imola, Fiat auto Termini Imerese e Irisbus Avellino.
 
Le leggi e i diritti non possono essere costruiti ad "aziendam" solo intorno a un’impresa cancellando i lavoratori, i cittadini e le istituzioni. La classe dirigente di questo Paese ha la grave responsabilità, ad oggi, di aver lasciato soli i lavoratori della Fiat ed è ora che reagisca difendendo il Paese. La Fiom-Cgil chiede che si riaprano i negoziati sul futuro di tutto il gruppo Fiat nel rispetto dei contratti e delle leggi, garantendo voce e rappresentanza a tutti i lavoratori.


domenica 17 ottobre 2010

FIOM: comunicato stampa - Caso Capozzi



COMUNICATO STAMPA


Decreto sul caso Capozzi: condotta anti-sindacale e reintegro

La Fiom-Cgil rende noto che oggi, giovedì 14 ottobre, è stato pubblicato il decreto con cui il Tribunale di Torino, ieri, aveva deciso il reintegro di Pino Capozzi, il lavoratore licenziato a luglio dalla Fiat per aver diffuso, tramite la posta elettronica aziendale, un volantino sindacale.

Nel decreto si dichiara «antisindacale la condotta tenuta dalla società convenuta e consistita nel licenziamento» intimato a Pino Capozzi il 13 luglio di quest'anno; e si ordina all'azienda di «dar corso alla reintegrazione di detto lavoratore nel suo posto di lavoro».

Nel decreto si legge altresì, rispetto all'utilizzo della posta elettronica, che «tale profilo è residuale rispetto ai fini della decisione avendo l'azienda applicato la sanzione espulsiva in ragione del contenuto dell'email inviata dal dipendente e non tanto per l'uso abusivo della posta elettronica». Rispetto poi ai contenuti del testo il tribunale afferma che «la terminologia utilizzata nell'email in esame non risulta di per sé lesiva della reputazione» aziendale ma rappresenta «una forte critica sindacale».

Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: «Ci aspettiamo che Fiat reintegri Pino Capozzi e già nella giornata di oggi abbiamo provveduto, attraverso i nostri legali, a chiedere formalmente all'azienda di dar corso a quanto deciso dal tribunale, reintegrando il lavoratore al suo effettivo posto di lavoro. Auspichiamo che avendo la sentenza disinnescato un altro dei fronti aperti con Fiat, sanando un'ingiustizia e riaffermando la libertà di opinione e i diritti dei lavoratori, ci siano le condizioni perché il confronto con l'azienda ritorni su binari normali, e si possa tornare a discutere delle prospettive industriali del gruppo in Italia e a Torino in particolare».

Silvia Ingegneri e Elena Poli, avvocati della Fiom-Cgil, dichiarano: «Il provvedimento emesso dal Giudice di Torino ribadisce, in ossequio alle disposizioni normative, il diritto dei lavoratori di esprimere liberamente il loro pensiero anche in modo fortemente critico rispetto alle posizioni aziendali e lo fa chiarendo che questa manifestazione di pensiero costituisce esercizio della libertà sindacale. Del resto il diritto di critica è costituzionalmente garantito e trova il suo limite nella lesione di altri diritti di pari livello, quali il decoro e la reputazione dell'azienda che nel caso di specie non sono stati ritenuti violati, oltre a costituire uno dei fondamenti stessi dell'attività sindacale anch'essa garantita dalla Costituzione».

Torino, 14 ottobre 2010 Ufficio stampa Fiom




lunedì 26 luglio 2010

FIOM: ricorso al Tribunale di Melfi contro FIAT per comportamento antisindacale


FEDERAZIONE IMPIEGATI OPERAI METALMECCANICI





COMUNICATO STAMPA



Fiat. Masini (Fiom): “Presentato al Tribunale di Melfi un ricorso contro l’Azienda per comportamento antisindacale”. La prima udienza fissata per il 30 luglio

Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
“Oggi abbiamo presentato al Tribunale di Melfi, tramite un nostro avvocato, un ricorso contro la Fiat per condotta antisindacale, in base a quanto sancito dall’art. 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300: lo Statuto dei diritti dei lavoratori. Ciò perché riteniamo siano manifestamente illegittimi i licenziamenti di due delegati e di un terzo lavoratore dello stabilimento auto della Sata di Melfi, tutti iscritti alla Fiom-Cgil, effettuati nei giorni scorsi dalla Fiat.”
“A fine mattinata, abbiamo appreso con soddisfazione che il Tribunale ha convocato per venerdì 30 luglio la prima udienza in cui discutere il nostro ricorso.”
“Alla manifestazione che abbiamo tenuto in quest’occasione nel centro cittadino, erano presenti circa 200 lavoratori in sciopero. Allo stabilimento auto di Melfi abbiamo infatti indetto per oggi uno sciopero di due ore, sia come forma di solidarietà nei confronti dei tre lavoratori ingiustamente licenziati, sia come forma di protesta nei confronti della Fiat per la sua annunciata volontà di non corrispondere, a fine luglio, neppure un euro quale saldo del pagamento del Premio di Risultato.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 21 luglio 2010