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sabato 21 luglio 2012

Esodati e lavoratori in mobilità







Esodati/e 
e lavoratori/trici in mobilità: 
una soluzione per tutti 


Con il Decreto Legge sulla “Spending Review” il Governo pensa di chiudere il problema “esodati”, esonerando dall’applicazione della riforma Fornero 120 mila persone. In realtà, introduce nuovamente norme inique, che creano disparità di trattamento e che certamente non sono risolutive al problema. 

CGIL CISL UIL di TORINO rivendicano con forza una soluzione per tutti coloro che hanno accettato di uscire dal lavoro nelle varie forme con la prospettiva di agganciarsi alla pensione. 

In particolare:
E’ inaccettabile che vengano introdotti numeri oltre i quali non verranno accolte domande di pensione, non stabilendo per tutti un diritto universale. 
E’ sbagliato riconoscere diritti diversi sulla base della sede della firma dell’accordo (sede Ministeriale e altre sedi).
E’ iniquo non ricomprendere tutte le tipologie di persone che per effetto della riforma Fornero non riescono ad agganciarsi alla pensione (ad es. coloro che transitano dalla mobilità, alla quale aggiungerebbero contribuzione volontaria).  
E’  assurdo applicare a coloro che vengono esonerati l’aumento legato alle aspettative di vita, che sposta ulteriormente l’età pensionabile. 
Inoltre, non è stata data ancora nessuna soluzione operativa all’art 12 comma 5 bis della Legge 122/2010, con la conseguenza che molte persone sono già da tempo e saranno ancora per molti mesi prive di sostegno al reddito. 

CGIL CISL UIL di TORINO, pertanto, ritengono che vada ristabilito il principio universale secondo il quale il diritto alla pensione è legato alle condizioni in essere al momento dell’uscita dal lavoro. 

Per cambiare le norme proposte dal Governo, in accordo col Comitato “Lavoratori in mobilità ma senza pensione” CGIL CISL UIL di TORINO invitano tutti i lavoratori/trici a partecipare al Presidio previsto per 


Mercoledì 25 Luglio 2012 ore 10 alle ore 12 
in piazza Castello fronte Prefettura 
Torino, luglio 2012

mercoledì 4 luglio 2012

Assemblea pubblica 9 Luglio a Torino ed incontro del Comitato di Livorno con Bersani



Assemblea Pubblica a Torino
Ricordiamo a tutti i lavoratori in mobilità ed in esodo di Torino e Provincia la
Assemblea pubblica del  9 Luglio ore 17:00 presso la CGIL - sala salone “Pia Lai” - Via Pedrotti 5, Torino
organnizzata da CGIL, CISl, UIL e dal "Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione" di Torino.
Oltre che del decreto Fornero, vi segnaliamo che si parlerà anche degli aspetti legali in riferimento ai possibili profili di anticostituzionalità delle norme, e la possibilità di rivalsa sulle imprese che hanno posto in mobilità i lavoratori .
Ci uniamo ai sindacati nel consigliarvi di non imbastire cause legali con leggerezza senza la sicurezza delle competenze necessarie in materia, anche al fine di evitare cause controproducenti e inutili perdite di soldi.


Comitato di Livorno incontra Pierluigi Bersani
Di seguito riportiamo:
1)messaggio di Enzo Cozzolini del “Comitato lavoratori in mobilità” Livorno che ha incontrato il 2 luglio  Pierluigi Bersani nell’ambito di una conferenza del PD
2)commenti ed impressioni di Enzo dopo l’incontro
3)Due commenti da Facebook
4)un stralcio dell’articolo di La Repubblica

1) Messaggio
2 Luglio:
Buongiorno, "quasi" sicuramente oggi dovrei parlare ad una conferenza del PD. sarà presente il segretario Bersani e conto, se non sarà possibile parlargli di dargli questo documento che copio e incollo qui sotto. cozzolini enzo

Come è noto i lavoratori in mobilità sono dipendenti  licenziati  a seguito di ristrutturazioni o chiusure di aziende, cui l’Inps eroga un sussidio in base all’età che arriva fino a 3 anni. È una prassi consolidata da anni di mandare in mobilità i più vecchi (anziché i più giovani) che  permette di andare in pensione alla fine della mobilità stessa, salvando chi, avendo meno anni si ritroverebbe senza lavoro. La legge 122 del 2010 a firma Sacconi, ha rotto un principio che esonerava da tutte le riforme o leggi, i lavoratori che trovandosi in mobilità erano di fatto fuori dal lavoro e quindi impossibilitati a poter allungare la propria vita lavorativa. La 122 allungava la finestra  da 9 mesi a  di 1 anno, lasciando scoperti economicamente migliaia di persone, e salvandone solo 10000, come una lotteria dalla gestione ad oggi poco chiara.
La legge Fornero ha rivoluzionato negativamente tutte le aspettative pensionistiche, alzando l’età e gli anni di contributi necessari alla pensione. Ancora una volta noi lavoratori in mobilità siamo stati penalizzati, in quanto si è limitato l’esonero a detta legge a tutti quelli che ci sono andati entro il 2011, ma con un limite di spesa annuo, che non garantisce l’inclusione di tutti quelli che sono in mobilità, esodati e autorizzati alla contribuzione volontaria.
L’esenzione a tale riforma di tutti quelli andati in mobilità, esodati o autorizzati alla contribuzione volontaria entro il 2011, ci lascia perplessi, in quanto si fa riferimento a LIMITI di spesa annui, con incognite di scoperture future.
Sulla stampa si è letto che nel decreto mille proroghe si sarebbe corretto sia la data di inclusione degli esentati, sia la penalizzazione della pensione per i cosidetti precoci.
Noi mobilitati abbiamo chiesto a tutte le forze politiche, che siano in parlamento oppure no, che si adoperino affinchè si dia giustizia a dei lavoratori che non hanno più lavoro, e non sanno quando andranno in pensione.
Non siamo in possesso di dati ufficiale su quanti siano nelle nostre condizioni,  sono cifre che solo l’Inps ha, ma  si parla di circa  800 nel comune di Livorno e 390.000 in tutta Italia.
In questi giorni abbiamo visto la Ministra elencare numeri e cifre, ebbene senza entrare nel merito, noi ribadiamo che tale esenzione deve essere per TUTTi  quelli che hanno fatto accordi di mobilità o esodo, contribuzione volontaria e comunque licenziati vicino alla pensione.
La copertura finanziaria non è un problema, visto il gran risparmio che produce la riforma delle pensioni, ma comunque una patrimoniale sui grandi possedimenti potrebbe coprire questo e altri scoperti di bilancio.
Chiediamo al PD e direttamente al suo segretario Bersani, che si adoperi perché messa  fine a questa ingiustizia. Questo subito e senza rimandamenti che producono solo angosce a chi, come noi è senza lavoro e senza pensione.
Comitato lavoratori in mobilità Livorno

2) Commenti ed impressioni di Enzo 
2 Luglio:
Oggi il PD locale mi ha dato una possibilità che pensavo impossibile, son riuscito a parlare direttamente con Bersani dopo aver parlato sul palco. Nel suo discorso si è soffermato moltissimo sul problema esodati, e come riportato gia dai giornali on line, ha detto che LORO glielo avevano detto alla Fornero che la sua riforma avrebbe procurato questi problemi. Non ci hanno ascoltato e ora dobbiamo-devono riparare. A fine discorso ho dato il documento che ho gia postato e mia assicurato che lui ne ha parlato e ne riparlerà con Monti, perchè il problema va risolto. Unica cosa che non sono soddisfatto è che probabilmente  non saranno subito inclusi tutti, ma come sempre accadrà in 2 tempi. Vedremo, noi non molleremo finchè non sarà garantito il diritto a tutti. saluti Enzo
2 Luglio:
Oggi come comitato livornese in mobilità ho avuto la possibilità di parlare dal palco livornese del Goldoni a Bersani. Gli ho detto tutta la nostra rabbia, cosa che è stata recepita dal segretario che si è detto consapevole del problema.
ha parlato a lungo degli esodati, cosi tanto che tutti i giornali on line oggi ne parlano. è importante che sentano la nostra rabbia:

3 Luglio:
Ogni volta che incontro un politico ho un disagio. Il mio malessere è fondato su 2 cose, la prima è di non riuscire a far capire bene la condizione in cui stiamo vivendo. La seconda è che loro non la capiscano. Ogni volta però che esco da detto incontro sento dentro di me che ho portato un contributo al nostro problema. Non penso che l'ho risolto, magari, ma solo un piccolo contributo. Vi giuro però che questo mi costa molto, non è facile mostrarsi sempre come il solito....esodato un saluto Enzo.

3) Due commenti da Facebook
Fanio G.
… loro ci stanno adesso al governo. Per essere credibili devono fare qualcosa di significativo SUBITO!!!
Salvatore C.
….non riesco a trovare proprio nulla da difendere in questa dichiarazione ... siamo allo stesso punto del 4 dicembre, anzi peggio perché ora il problema lo conoscono benissimo, fanno dichiarazioni mirabolanti di fermezza sui principi (alla stampa ovviamente, mai in Parlamento: bastava sfiduciare al Fornero ed il gioco era fatto!!) .. adesso il gioco è il "palleggiamento dell'esodato" ... non sono più credbili: ora contano solo i FATTI!!

4) un stralcio dell’articolo di La Repubblica
……
Gli esodati. "Un pò di conti li abbiamo fatti anche noi, e per noi sono 270-280 mila". Bersani, affronta il tema esodati. "La garanzia che voglio dare è che noi non molliamo. Nessuno in Europa lascia a casa la gente senza salari e ammortizzatori sociali. Poi, su come affrontarlo, vedremo quando andremo al governo". Il segretario del Pd ha ricordato che "noi glielo avevamo detto in cinese che sulla riforma delle pensioni c'era un buco. Abbiamo offerto una proposta, con un'uscita flessibile; la risposta è stata 'no, no, no perche' così si risparmia di menò. Ma poi con quel buco lì, i soldi ce li devi mettere lo stesso".
……


 

Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione
e-mail: comitato.lav.mobil@hotmail.it (circa 680 aderenti)
facebook: gruppo Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione  (circa 320 aderenti) (http://www.facebook.com/groups/228984997160896/ )
google+: Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione ( http://plus.google.com/113675928933484932136 )
twitter: LavoratoriInMobilità @lavmobilita ( http://twitter.com/lavmobilita )

 

mercoledì 6 giugno 2012

CGIL: Nota Integrativa sul decreto sui cosidetti esodati





Nota integrativa sul decreto sui cosiddetti “esodati”
Il testo del decreto è stato pubblicato su Sole 24 ore del 24 maggio, testo non definitivo

Nel ribadire il giudizio negativo sul decreto sui cosiddetti “esodati”, integriamo la nota del 23 maggio relativa all'incontro tecnico con il Ministero del Lavoro, con le seguenti osservazioni e precisazioni:

Articolo 2 del decreto:
lettera a e b)
Per ciò che riguarda i lavoratori in mobilità ordinaria o lunga il testo del decreto per il diritto alla deroga fa riferimento “alla cessazione dell'attività lavorativa alla data del 4 dicembre 2011”. Tale dizione non cambia sostanzialmente quanto ci è stato detto nell'incontro (lavoratori già collocati in mobilità alla data del 4 dicembre 2011) ma potrebbe far rientrare nella deroga i lavoratori che si trovano in preavviso e che non sono ancora in mobilità.

lettera d)
Per ciò che riguarda i prosecutori volontari, come abbiamo già scritto nella nota del 23 maggio 2012, al Tavolo tecnico abbiamo fortemente criticato i diversi vincoli imposti dal decreto. In particolare, abbiamo ritenuto inaccettabile la condizione di non dover svolgere alcuna attività lavorativa dopo l'autorizzazione ai versamenti volontari. Riteniamo, infatti, tale condizione un incentivo al lavoro nero. Rispetto al problema da noi posto il testo del decreto contiene una modifica rispetto a quanto ci era stato detto. La formulazione della norma, infatti, così recita: «l'ultima contribuzione di questi lavoratori deve essere volontaria». Tale formulazione può lasciare intendere che rientrano nelle deroghe quei lavoratori che - pur avendo prestato attività lavorativa dopo l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria - al momento della maturazione del diritto a pensione stanno effettuando i versamenti volontari. E' evidente, comunque che su tale questione saranno necessari ulteriori chiarimenti. 
Come abbiamo detto più volte, nelle legge 214 è prevista per i prosecutori volontari un'unica condizione per aver diritto alla deroga: l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria deve essere antecedente al 4/12/2011. Con il decreto si è posto un ulteriore vincolo: avere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6/12/2011. Tale vincolo esclude dalla platea dei derogati tutti i lavoratori che, pur avendo ottenuto l'autorizzazione entro la data del 4/12/2011, si trovano nell'impossibilità di effettuare il versamento in quanto percettori dell'indennità di mobilità o di disoccupazione. Come è evidente l'ulteriore vincolo penalizza in particolare proprio coloro che già si trovano in condizioni di difficoltà. Sull'assurdità dell'analogia con gli esodati per quanto riguarda il raggiungimento del diritto e l'apertura della finestra entro il 6 dicembre 2013 rinviamo a quanto detto nella nota precedente.

lettere g e h)
Per ciò che riguarda i lavoratori con accordi individuali o collettivi di esodo il decreto introduce un ulteriore vincolo: non bisogna avere alcuna occupazione dopo la risoluzione del rapporto di lavoro. È da notare, intanto, che di tale nuovo vincolo non era stato fatto alcun cenno nell'incontro del 22/5. Inoltre, è da rilevare che anche questa condizione non era prevista dalla legge 214/2011. Anche questa norma sembra fatta apposta per incentivare il lavoro nero.

Procedure e documentazione.
  • Per i lavoratori in esonero dal servizio e per quelli in congedo per assistere i figli con disabilità grave la domanda (per accertare se c'è il diritto alla deroga) va presentata alle Direzioni Territoriali del lavoro competenti in base alla residenza degli stessi e deve essere corredata da una dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa al provvedimento di esonero per gli uni e al provvedimento di congedo per gli altri, con l'indicazione degli estremi dei provvedimenti ai fini del reperimento degli stessi da parte della Direzione Territoriali del lavoro.
  • Per i lavoratori in esodo (individuale o collettivo) la data di cessazione del rapporto di lavoro deve risultare da elementi certi e oggettivi quali: la comunicazione obbligatoria alle Direzioni Territoriali del lavoro ovvero agli altri soggetti equipollenti individuati sulle base di disposizioni normative o regolamentari. I lavoratori che hanno sottoscritto accordi, ai sensi degli articoli 410, 411, 412 ter del codice di procedura civile (tentativo di conciliazione, processo verbale di conciliazione, altre modalità di conciliazione ed arbitrato previste dalla  contrattazione collettiva), devono presentare domanda alla Direzione Territoriale del lavoro presso la quale detti accordi sono stati sottoscritti. In tutti gli altri casi la domanda deve essere presentata alla Direzione Territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore. Le domande devono essere corredate dall'accordo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro.
  • I lavoratori in esonero dal servizio, in congedo per assistere i figli con disabilità grave, in esodo individuale e collettivo devono presentare domanda per il riconoscimento della deroga entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso sulla Gazzetta Ufficiale. Le istanze saranno esaminate da specifiche Commissioni istituite presso le Direzioni Territoriali del lavoro. Tali Commissioni saranno composte da due funzionari della Direzione Territoriale del lavoro e da un funzionario dell'INPS. Le domande accolte saranno comunicate all'INPS. Gli interessati dovranno poi attivarsi nei confronti dell'INPS presentando la domanda di pensione. Contro i provvedimenti delle Commissioni si può presentare richiesta di riesame entro 30 giorni dalla data di ricevimento della risposta. Le istanze di riesame vanno presentate alla Direzione Territoriale del lavoro presso cui è stata presentata la domanda.
  • Per quanto riguarda, invece, i lavoratori in mobilità (ordinaria o lunga), i titolari di prestazione straordinaria a sostegno del reddito ed i prosecutori volontari, il decreto non dice nulla sulla procedura.Quindi per capire meglio la situazione sarà necessarioattendere la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale e lecircolari applicative del Ministero del lavoro e dell'INPS.


"il testo completo del DL sugli Esodati è scaricabile qui"

Roma, 25 maggio 2012



CGIL: Incontro tecnico Ministero del lavoro sulla questione esodati





Nota sull'incontro tecnico con il Ministero del lavoro in merito alla questione dei cosiddetti “esodati"

Si è svolto ieri pomeriggio l'incontro tecnico con il Ministero del lavoro sul decreto interministeriale che riguarda la platea dei lavoratori salvaguardati rispetto all'applicazione dei nuovi e più restrittivi requisiti per il diritto a pensione previsti dalla legge Monti Fornero.

L'incontro è stato del tutto insoddisfacente.

Anche se lo abbiamo ripetutamente richiesto non ci è stato consegnato alcun testo del decreto, né abbiamo potuto prenderne visione quanto meno nel corso della riunione.

Ci sono stati illustrati di nuovo i criteri di individuazione dei beneficiari, che ci erano già stati detti dal Ministro nella precedente riunione:criteri inaccettabili in quanto molto più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge 214 del 2011. 

La filosofia che sta dietro al decreto è la seguente:le risorse stanziate sono sufficienti per 65.000 persone, la platea dei beneficiari quindi deve essere ristretta fino ad arrivare a 65.000 persone, anzi forse con i rigidi vincoli imposti non si arriverà neanche a 65.000. Riteniamo tale impostazione politicamente sbagliata visto che, a nostro avviso, in uno stato di diritto, è doveroso proprio partire prima dall'individuazione di tutti i possibili beneficiari delle deroghe e poi andare alla ricerca delle risorse finanziarie per garantire a tutti il diritto a pensione. Una cosa è certa, l'impostazione inaccettabile data al decreto dimostra quello che abbiamo sempre sostenuto: la platea dei beneficiari è molto più ampia rispetto alle risorse stanziate. Il Governo ha fatto male i contie non mantiene le promesse fatte, lasciando tante lavoratrici e tanti lavoratori senza alcun sostegno economico e senza pensione.

Abbiano di conseguenza contestato l'impostazione del decreto ed abbiamo anche detto che, a nostro avviso, un decreto interministeriale può stabilire criteri di priorità e modalità di attuazione della norma, ma non può restringere la platea dei beneficiari modificando restrittivamente quanto previsto nella norma originaria. Ci è stato risposto che le deroghe previste dalla legge 214 del 2011 non generano un diritto soggettivo perfetto a pensione, bensì un diritto condizionato a risorse: come abbiamo sempre detto, quindi, si tratta di una vera e propria lotteria, che inficia i diritti delle persone e che non rispetta i patti che erano stati sottoscritti così come il legittimo affidamento che su quei patti avevano fatto i lavoratori.

Per quanto riguarda i criteri di individuazione della platea, riportiamo in sintesi quanto ci è stato detto nelle due riunioni, evidenziando ancora una volta che non abbiamo mai potuto prendere visione del decreto e che quindi avremo certezza di quanto riportiamo solo quando saremo nelle condizioni di avere il testo:

a) Lavoratori collocati in mobilità ordinaria in base ad accordi sindacali sottoscritti entro il 4 dicembre 2011, che maturano il diritto a pensione entro il periodo di fruizione della mobilità. Secondo il Ministero del lavoro, ma soprattutto secondo l'interpretazione data dalla Ragioneria generale dello Stato( !) rientrano nella platea dei beneficiari della deroga solo i lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 erano già collocati in mobilità, con esclusione quindi di tutti i lavoratori che sono stati o che saranno collocati successivamente a tale data. Inutile dire che abbiamo contestato tale interpretazione, visto che la data del 4 dicembre si riferisce alla sottoscrizione degli accordi e che con questa interpretazione sono moltissimi i lavoratori che vengono tagliati fuori dalle deroghe (a solo titolo di esempio citiamo gli accordi Telecom e Alitalia, ma ci sono tantissimi altri accordi). I lavoratori destinatari della deroga sono, secondo, i calcoli fatti dall'INPS (in base alle indicazioni date dai Ministeri) 25.590.

L'INPS ci ha detto che in questa platea sono stati considerati anche i lavoratori e le lavoratrici che, in seguito all'aumento dell'età legato alla speranza di vita e all'aumento dell'età pensionabile previsto per le donne dalla legge 148 del 14 settembre 2011, avrebbero perso il diritto alla deroga perfezionando i requisiti per il diritto a pensione dopo la fine della fruizione dell'indennità di mobilità. Abbiamo chiesto se questa positiva precisazione fosse contenuta nel decreto.Ci è stato risposto che c'è un accordo nel Governo su questo punto, ma che nel decreto non c'è scritto nulla. Trattasi ci è stato detto di una questione che sarà affrontata con apposito atto normativo (presumiamo decreto interministeriale che prolunga l'indennità di mobilità per i mesi necessari per raggiungere il diritto a pensione). Abbiamo ribadito che è necessario che ci sia subito un atto scritto, che non si possono dare informazioni e certezze ai lavoratori ed alle lavoratrici sulla base di affermazioni che non sono convalidate da alcun provvedimento.

Abbiamo anche posto il problema dei lavoratori che finiscono la mobilità senza maturare il diritto a pensione e che, in assenza della legge Monti Fornero, avrebbero dovuto e potuto raggiungere il diritto a pensione con pochi mesi di prosecuzione volontaria. La radicale e non graduale modifica dei requisiti previsti per il diritto a pensione dalla legge anzidetta comporta per questi lavoratori il pagamento dei versamenti volontari per periodi molto lunghi o, in assenza di risorse economiche, la necessità di attendere senza lavoro e senza alcun sostegno economico l'età prevista per la pensione di vecchiaia, requisito che si può raggiungere anche dopo 10 anni! Non abbiamo avuto alcuna risposta.

Abbiamo chiesto notizie del decreto che deve essere fatto per il prolungamento dell'indennità per coloro che raggiungono il diritto a pensione nel 2012 e che non sono riusciti ad entrare nella lotteria dei 10.000 ed il Ministero del lavoro ci ha risposto che trattandosi di prolungamento di indennità stanno predisponendo un apposito decreto interministeriale che, a quanto ci è stato detto, dovrebbe essere emanato entro una settimana o al massimo 10 giorni.

b) Lavoratori in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011. Anche in questa fattispecie il Ministero del lavoro prende in considerazione i lavoratori già posti in mobilità alla data del 4 dicembre 2011. Ilavoratori destinatari della deroga sono 3.460.

c) Titolari alla data del 4 dicembre 2011 di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché lavoratori per i quali sia stato previsto, con accordo collettivo stipulato sempre entro il 4 dicembre 2011, il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà: in tale ultima fattispecie la legge milleproroghe ha previsto che i lavoratori restano comunque a carico del fondo fino al compimento del 60 esimo anno di età, anche se maturano prima di tale età il diritto a pensione. Con il decreto interministeriale si dice che i lavoratori rimangono a carico del fondo fino a 62 anni: si modifica così quanto previsto dalla norma primaria. I lavoratori destinatari della deroga sono 17.710.

d) Autorizzati alla prosecuzione volontaria antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011. Nella precedente riunione il Ministro aveva parlato di 10.250 soggetti aventi diritto alla deroga alle seguenti condizioni: aver maturato entro il 6 dicembre 2013 sia i requisiti per il diritto sia l'apertura della finestra,” in analogia” con quanto previsto per gli esodati e non aver svolto alcuna attività lavorativa dopo l'autorizzazione ai versamenti volontari. Nell'incontro di ieri si è aggiunta una terza condizione: aver versato almeno un contributo dopo l'autorizzazione. Secondo il Ministero tutte queste condizioni sono state introdotte per restringere la platea dei beneficiari. Come ricorderete il Direttore generale dell'INPS in una audizione alla Camera aveva parlato di 1.400.000 possibili beneficiari. L'INPS ha eliminato i deceduti ed i già pensionati ed è arrivato a quota 580.000. Per arrivare a 10.250 sono state poste le altre condizioni. E' evidente che anche in questa fattispecie si modifica la legge 214 del 2011.Abbiamo detto al Ministero che le norme non si applicano in analogia (ci vuole un provvedimento legislativo) e che risulta del tutto inaccettabile il fatto che si vogliano escludere dalla deroga coloro che, pur di mantenere la propria famiglia, hanno accettato dopo l'autorizzazione qualsiasi tipo di lavoro (partite IVA, cococo, cocopro, lavori stagionali, saltuari, a tempo determinato ecc) mentre in questo modo si premia e si incentiva il lavoro nero.

e) Lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio. Il provvedimento di concessione dell'esonero deve essere stato emanato prima del 4 dicembre. Su questo punto è stato ripreso il testo della legge 214/2011.Si tratta di 950 lavoratori.

f) Lavoratori che,alla data del 31 ottobre 2011, risultano essere in congedo per assistenza ai figli con disabilità grave, sempre ché tali soggetti maturino entro due anni dalla data di inizio del congedo stesso il diritto alla pensione di anzianità con 40 anni di contribuzione. Anche in questo caso è stato ripreso il testo della deroga contenuta nella legge milleproroghe. Si tratta di pochissimi lavoratori: 150.

g) Lavoratori che hanno sottoscritto accordi individuali, ivi compresi quelli sottoscritti, ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 ter del codice di procedura civile (tentativo di conciliazione, processo verbale di conciliazione, altre modalità di conciliazione ed arbitrato previste dalla contrattazione collettiva) o accordi collettivi di incentivo all'esodo semprechè abbiamo risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 e maturino entro il 6 dicembre 2013 sia i requisiti per il diritto a pensione sia l'apertura della finestra. Anche su questo punto il decreto prende a riferimento il testo della legge milleproroghe. Si tratta, secondo i dati INPS, di 6.890 lavoratori. Su questo punto abbiamo fatto presente che ci sono molti accordi sottoscritti nel 2011, in cui la cessazione del rapporto di lavoro è stata concordata nel 2012 e che sarebbe necessario risolvere anche questi casi. Ovviamente ci è stato risposto che è necessaria una modifica legislativa.

Nella chiusura dell'incontro abbiamo posto anche altre due questioni: le ricongiunzioni onerose e il mantenimento del requisito dei 15 anni di contribuzione per chi lo aveva già maturato alla data del 31 dicembre 1992 o per chi a quella data era autorizzato ai versamenti volontari. 

Sulle ricongiunzioni onerose il Ministero ci ha detto che sta facendo approfondimenti e che non ha ancora ricevuto nulla da parte del Ministero dell'Economia, rimandando la questione ad altri eventuali incontri. 

Anche sulla questione dei 15 anni ci è stata detta la stessa cosa. Sono in corso approfondimenti tra INPS e Ministero del lavoro ma dobbiamo sentire l'economia. 

Abbiamo appreso questa mattina che il Ministro Fornero ha firmato il decreto e lo ha inviato a Monti per la sua firma. Il ministro ha anche affermato che per lei la partita degli esodati è chiusa. Ci sembra che l'affermazione sia molto grave e che il ministro manchi di senso di responsabilità.

Vi informiamo, inoltre, che abbiamo unitariamente iniziato a fare le riunioni con i partiti e che il 30 maggio faremo un incontro con il Presidente della Commissione Lavoro della Camera e con con i capigruppo dei partiti della stessa Commissione che appoggiano il Governo.

Stiamo lavorando con CISL e UIL per mettere a punto le iniziative unitarie di mobilitazione.

Vi terremo costantemente informati sulla questione.

"il testo completo del DL sugli Esodati è scaricabile qui"

Roma, 23 maggio 2012



giovedì 12 aprile 2012

FIOM Torino: comunicato stampa su sciopero FIM



COMUNICATO FIOM CGIL TORINO


Sono 350 mila i lavoratori e le lavoratrici che in seguito ai provvedimenti governativi che allungano l’età pensionabile sono senza lavoro e senza pensione, così come sono molti i pensionati che dovranno pagare ricongiunzioni onerosissime e improponibili.

Per queste ragioni CGIL CISL e UIL, hanno indetto per il giorno 13 aprile a ROMA, una manifestazione nazionale alla cui riuscita partecipa la FIOM CGIL.



Ci giunge notizia che la FIM CISL Piemonte avrebbe indetto improvvisamente uno sciopero con presidio davanti alla Prefettura di Torino in contemporanea con la manifestazione nazionale unitaria di Roma.

IN ALCUNI VOLANTINI IL PRESIDIO È STATO FALSAMENTE DEFINITO UNITARIO!

Questo modo di fare rischia di produrre confusione tra i lavoratori e le lavoratrici, e l’iniziativa, per quanto legittima, deresponsabilizza i metalmeccanici della FIM Piemonte dalla riuscita della mobilitazione del 13 aprile a Roma.



LA FIOM CGIL TORINO È IMPEGNATA AD ORGANIZZARE LA PARTECIPAZIONE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI METALMECCANICI AGLI SCIOPERI GENERALI TERRITORIALI E ALLE INIZIATIVE PROMOSSE CON LA CGIL PER LA PROSSIMA SETTIMANA, PERCHÉ:

  • SIA RAPIDAMENTE E POSITIVAMENTE RISOLTA LA QUESTIONE DEI LAVORATORI IN MOBILITÀ CHE NON POSSONO PIÙ RAGGIUNGERE LA PENSIONE;
  • IN PARLAMENTO SIA SALVAGUARDATO IL DIRITTO AL REINTEGRO PER TUTTI I LAVORATORI LICENZIATI INGIUSTAMENTE, COME PREVEDE L’ATTUALE ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, SENZA MODIFICHE PASTICCIATE CHE RENDANO DI FATTO INESIGIBILE IL DIRITTO.



Torino, 11 aprile 2012

CGIL Piemonte: Comunicato Stampa su iniziativa FIM










COMUNICATO STAMPA




Sono 350 mila i lavoratori e le lavoratrici che in seguito ai provvedimenti governativi che allungano l’età pensionabile sono senza lavoro e senza pensione, così come sono molti i pensionati che dovranno pagare ricongiunzioni onerosissime e improponibili.

Queste le ragioni principali per le quali CGIL CISL e UIL, hanno indetto per il giorno 13 aprile a ROMA, una manifestazione nazionale. La nostra organizzazione è impegnata nella piena riuscita di questa mobilitazione con un grande sforzo organizzativo che ha coinvolto tutte le categorie.

Veniamo a conoscenza di una proclamazione di sciopero della FIM CISL Piemonte, che indice in contemporanea, un presidio davanti alla Prefettura di Torino. Ci risulta che in un primo volantino il presidio sia stato falsamente definito unitario, e che sia stato organizzato anche davanti ad altre Prefetture.

La concomitanza di uno sciopero regionale di categoria con la manifestazione nazionale rischia di produrre confusione tra i lavoratori e le lavoratrici, ed è un’iniziativa, per quanto legittima, assolutamente scorretta in quanto contraddice la decisione unitaria nazionale e deresponsabilizza i metalmeccanici della FIM Piemonte dall’organizzazione e dalla riuscita della mobilitazione del 13 aprile.

La CGIL non può che rammaricarsi di una così plateale violazione delle regole di comportamento tra le organizzazioni sindacali e nei confronti dei lavoratori.

 
Segreteria CGIL Piemonte

Torino, 10 aprile 2012

FIOM: precisazioni su volantino FIM CISL per sciopero venerdì 13 aprile


Riportiamo di seguito un volantino della FIM-CISL in cui viene indetto uno sciopero per venerdì 13 aprile; nel testo tale sciopero è definito "unitario" ma nè CGIL nè FIOM regionale sono state contattate per prendere accordi per tale iniziativa che pertanto è da considerarsi esclusivamente indetta da FIM CISL!!!


PER MODIFICARE LA RIFORMA DELLE PENSIONI

 
• CHE PENALIZZA I LAVORATORI “ESODATI" ATTRAVERSO IL DECRETO MILLE PROROGHE.
• CHE PENALIZZA I LAVORATORI CHE VANNO IN PENSIONE ANTICIPATA. 
 
PER CHIEDERE AL PARLAMENTO CHE ACCOLGA, SULL’ART. 18, LE RAGIONEVOLI MODIFICHE INTRODOTTE CHE PREVEDONO IL REINTEGRO IN CASO DI LICENZIAMENTO PER MOTIVI ECONOMICI E L’ONERE DELLA PROVA A CARICO DELL’AZIENDA


Sciopero Regionale di 4 ore
dei LAVORATORI METALMECCANICI

(modalità da definire a livello aziendale, con copertura per le 8 ore)
VENERDI’ 13 APRILE 2012


per MODIFICARE il “Decreto Mille Proroghe"
che impedisce ai lavoratori che hanno accettato la
mobilita di agganciarsi alla pensione
PARTECIPIAMO alla MANIFESTAZIONE
INDETTA da CGIL-CISL-UIL
DAVANTI alla PREFETTURA
di TORINO in piazza CASTELLO
ORE 10,30



mercoledì 11 aprile 2012

CGIL: "esodati" - manifestazione unitaria venerdì 13 aprile a Roma




I provvedimenti assunti dal Governo Monti sulle pensioni hanno creato una vera e propria emergenza sociale per i lavoratori in mobilità ordinaria ed in mobilità lunga, per i lavoratori che hanno accettato esodi individuali e collettivi, per i titolari di prestazioni di sostegno al reddito a carico del fondi di solidarietà di settore, per gli autorizzati alla prosecuzione volontaria, per coloro che hanno ottenuto l'esonero dal servizio. Lavoratrici e lavoratori per i quali il diritto a pensione è diventato una vera e propria lotteria e che rischiano di rimanere per anni senza alcun sostegno economico e senza pensione. Nulla è stato previsto dal Governo per coloro che sono stati licenziati individualmente o collettivamente in assenza di accordi nonché per i lavoratori, nella stessa condizione, per i quali è iniziata ma non si è conclusa la procedura di licenziamento.

Restano ancora aperti, inoltre, i problemi derivanti dalle ricongiunzioni onerose presso diverse gestioni previdenziali, a seguito della cancellazione effettuata dalla legge 122/2010 di una serie di norme che consentivano ai lavoratori del settore privato e del settore pubblico di chiedere la costituzione della posizione assicurativa o la ricongiunzione gratuita della contribuzione in un unico fondo. Di conseguenza, a partire dal luglio del 2010, a questi lavoratori per poter andare in pensione vengono imposti oneri di ricongiunzione estremamente gravosi che, in molti casi, raggiungono addirittura l’importo di centinaia di migliaia di euro, con la conseguenza che molte lavoratrici e molti lavoratori, non potendo pagare, si trovano nella condizione di non aver diritto a pensione.

CGIL CISL e UIL chiedono:
  • che le esenzioni dalla nuova normativa si applichino anche agli accordi di mobilità siglati tra il 4 ed il 31 dicembre 2011;
  • che per i lavoratori posti in mobilità o in esodo non si applichi l'incremento dell'età relativo alla speranza di vita;
  • che per gli esodi l'esenzione sia estesa anche a tutti coloro che, in base ad accordi sottoscritti nel 2011, cesseranno dal lavoro in data successiva al 31 dicembre 2011;
  • che per gli esodi sia cancellato il vincolo dei 24 mesi in cui, in base all'attuale normativa, devono essere raggiunti sia i requisiti per il diritto a pensione sia l'apertura della finestra sia l'aumento dell'età relativo alla speranza di vita;
  • che nelle esenzioni vengano considerati anche i lavoratori licenziati individualmente o collettivamente senza accordi e che l'esenzione sia applicabile anche a coloro per i quali la procedura di licenziamento è iniziata ma non si è ancora conclusa;
  • che venga ripristinata la possibilità del trasferimento o della ricongiunzione gratuita della contribuzione versata all'INPS come unico vero atto di equità rispetto a lavoratrici e lavoratori che hanno sempre versato la contribuzione.

CGIL CISL e UIL chiedono al Governo e al Parlamento di intervenire per modificare i provvedimenti varati e renderli più equi sul piano sociale, dando di nuovo certezze sul diritto a pensione a tutti i lavoratori espulsi o prossimi all’espulsione dal lavoro e consentendo a chi è ormai prossimo alla pensione di ricongiungere tutti i contributi maturati presso enti o gestioni diverse senza oneri. Anche a tale scopo si chiede al Governo di avviare quanto prima un confronto di merito, al fine di individuare le soluzioni più adeguate per rispondere ai problemi sopra richiamati.

MANIFESTAZIONE UNITARIA – ROMA, 13 APRILE 2012

venerdì 16 marzo 2012

CGIL Torino: manifestazione su mobilità e pensioni - 21 marzo 2012




 






MOBILITA’, “ESODATI” E PENSIONI
Lo scempio del diritto alla pensione

In Provincia di Torino vi sono circa 10.000 persone che per effetto della crisi sono uscite dal lavoro con la prospettiva di agganciarsi alla pensione. Le modifiche introdotte dal Governo Monti sul sistema pensionistico mettono a rischio questa aspettativa.
Il problema doveva essere affrontato utilizzando il Decreto Milleproroghe, dando certezze di diritto alla pensione alle persone in queste condizioni.
Tutto ciò non è avvenuto e si è affermata da parte del Governo una generica disponibilità ad affrontare il problema con altri strumenti legislativi.
CGIL – CISL – UIL di Torino ritengono grave il protrarsi di una situazione di incertezza per migliaia di persone. Risulta incomprensibile il dilungarsi in un estenuante rinvio di norme che potrebbero essere attuate in poco tempo.
CGIL-CISL-UIL di Torino ribadiscono la contrarietà al criterio seguito sia nella manovra Tremonti sia nella manovra Monti-Fornero in base al quale si è intervenuti pesantemente sui requisiti per il diritto e per la decorrenza della pensione anche per categorie di lavoratori e lavoratrici che avrebbero dovuto essere totalmente salvaguardati. Questi lavoratori avrebbero dovuto mantenere il regime vigente al momento in cui è stato intrapreso il percorso di fuoriuscita dal lavoro.

Con questa premessa chiediamo:
  • L'immediata apertura di un tavolo che affronti e risolva il problema.
  • L'esenzione dal legame alle aspettative di vita con il conseguente incremento dei requisiti pensionistici.
  • La certezza che tutti coloro che rientrano tra gli “esodati” e che hanno firmato accordi individuali e collettivi, per i quali hanno lasciato il posto di lavoro a causa della crisi, abbiano il diritto alla pensione.
  • L'immediato pagamento delle indennità di mobilità per coloro che a causa delle finestre introdotte da Tremonti oggi sono scoperti sia dalla pensione che dalla mobilità.
Sulla base di queste richieste si indice una

MANIFESTAZIONE E CORTEO
MERCOLEDI’ 21 MARZO 2012ORE 9.30
PARTENZA DA INPS
Via XX Settembre 34
ARRIVO IN PREFETTURA
Piazza Castello