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venerdì 7 ottobre 2011
Rassegna Stampa - La Repubblica
Airaudo: la politica con Marchionne
sembra Fracchia con il capoufficio
di DIEGO LONGHIN
"SIAMO al timore reverenziale nei confronti di Marchionne. Un timore che mi ricorda i film di Fracchia. Marchionne parla, poi i politici prendono quello che serve. Così aumenta la distanza con la gente. Una distanza che rischia di generare ancora più rancore che uscirà dalle fabbriche". Il responsabile auto Fiom, Giorgio Airaudo, è allibito dalle reazioni agli ultimi annunci dell'ad di Fiat.Perché com'era scritto sul volantino distribuito ieri ai cancelli di corso Tazzoli dal sindacato metalmeccanico della Cgil "Il solo Suv, come nuova produzione, rischia di essere insufficiente a garantire l'intera occupazione di Mirafiori che è in sofferenza su tutti i settori, alle ex Meccaniche, come alle Presse e agli Enti Centrali".
Airaudo, la conferma del modello per Torino non è sufficiente?
"Il dato è che i modelli slittano di un anno. E un anno, nella situazione attuale, è come dire un secolo. Se prendiamo per buono quello che dice Marchionne per Torino significa altri due anni di cassa. E Mirafiori, quando arriveranno queste architetture, sarà uno stabilimento molto più rigido, un polmone della produzione americana di Jeep. Molto dipenderà da ciò che gli americani ci lasceranno fare".
Gli impegni possono ancora cambiare?
"Tutti parlano di impegni, io sento solo parole. Siamo partiti con il monovolume che è finito in Serbia, poi con i Suv Jeep e Alfa e ora c'è in ballo un altro Suv. A me verrebbe da dire: e poi? Sarebbe meglio
che qualcuno sottoponesse Marchionne a un test. Basterebbero semplici domande. Che intenzioni ha sulla progettazione e sullo sviluppo dei modelli? Tema di cui nessuno parla. Alla fine, però, ci ritroveremo metà testa".
E gli ingegneri che il Poli sfornerà dalla Cittadella di Tne dove andranno a lavorare?
"La Cittadella è una buona operazione, ma come finiranno gli Enti Centrali Fiat? La politica si limita a commentare".
Perché?
"È più comodo. Ormai la classe dirigente di questa città rispetto a Marchionne ha lo stesso atteggiamento di Fracchia con il suo capoufficio. Manca solo il "come è buono lei..."".
Prima si battevano i pugni sul tavolo?
"Prima la politica, anche in maniera discreta, c'era, si sentiva e non perdeva il contatto con le persone. Oggi c'è chi arriva a dire che Marchionne dovrebbe essere compreso. Forse bisognerebbe comprendere di più i lavoratori. La politica è impotente di fronte ad un'azienda che non ha più radici, ma solo memoria, e di fronte ai problemi complessi, come uno stabilimento che non potrà vivere di sole Jeep. La città non riesce a prendere sul serio il cambio di natura della Fiat".
Anche Fassino e Cota sono lontani dai lavoratori?
"Anche loro usano quello che gli serve delle parole di Marchionne. Cota nell'uscita di Fiat da Confindustria intravede un Lingotto autonomista e lontano da Roma. Fassino non ha nemmeno ancora espresso un'opinione, preferisce concentrarsi sul Suv che, a modo suo, dovrebbe confermare la centralità di Torino. Così si rischia di alimentare solo il conflitto. La situazione è scappata di mano".
A chi?
"A Marchionne e alla politica, che preferisce la riduzione del danno con uno sguardo di favore verso l'impresa. Sarebbe meglio trovare soluzioni piuttosto che continuare ad alimentare il conflitto. Anche Marchionne può sbagliare".
La Fiom non sbaglia?
"Il sindacato si misura sulla rappresentanza e nonostante il momento di debolezza il consenso cresce. I giudici del sindacato sono più immediati dei politici".
lunedì 18 aprile 2011
Repubblica: Sentenza Thyssen - Intervisa a Susanna Camusso
L'INTERVISTA
"Il lavoro non è solo profitto
in fabbrica niente sarà più come prima"
Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso: "Per la prima volta un dirigente è condannato per omicidio volontario, quella della Thyssen è un setenza storica per la sicurezza"
Cosa ha provato quando ha saputo della condanna?
"La prima sensazione è stata positiva, per quanto si possa dire davanti a quella che è stata una vera strage. Ma, d'altra parte, la disattenzione alla sicurezza dei lavoratori in un impianto siderurgico non può che essere colpevole. Ricordo che subito dopo la tragedia, molti lavoratori denunciarono i tanti segnali di pericolo che c'erano stati dentro la fabbrica. E come l'azienda, avendo deciso di chiudere l'impianto, continuasse a produrre senza i necessari interventi sulla sicurezza. Ricordo, addirittura, il tentativo di fare ricadere le responsabilità sui lavoratori".
Cosa significa condannare un capo azienda per omicidio volontario?
"Sia chiaro,
non ho nulla di personale, ma credo che sia una decisione giusta. Viene respinta l'idea che per conseguire il profitto si possano sacrificare le condizioni di sicurezza dei lavoratori".
Pensa che questa sia un'idea diffusa in Italia?
"C'è una tendenza secondo la quale bisogna togliere i controlli, ridurre le procedure burocratiche, deregolare. La verità che afferma la sentenza è che la responsabilità della sicurezza dei lavoratori è dell'impresa".
Definirebbe storica questa sentenza?
"Non lo so. Dico che è una sentenza molto importante: non si può scherzare con la vita di chi lavora".
Quasi un riscatto del lavoro, per quanto attraverso una vicenda drammatica?
"Sì. Un riscatto molto doloroso. Ma può essere d'aiuto per ribadire che non può esserci un profitto a prescindere".
Sta dicendo che nel nostro sistema imprenditoriale ci sia questa cultura?
"Io ho visto un governo molto impegnato ad alleggerire la legislazione sulla sicurezza sul lavoro. Quasi un "liberi tutti". Una deriva culturale che porta a sostenere che possa esserci un lavoro senza diritti. Questo c'è. Poi, non c'è dubbio, la crisi economica ha aumentato la pressione sui lavoratori. Non a caso sono aumentate le malattie professionali".
La crisi sta mettendo più a rischio la vita dei lavoratori nelle fabbriche?
"C'è chi ha usato la crisi per sostenere che prima di tutto viene il lavoro e sul resto (diritti, sicurezza, tutele) si può anche sorvolare".
Perché si continua a morire sul lavoro? Solo qualche giorno fa hanno perso la vita due lavoratori alla Saras dei Moratti in un incidente molto simile a quello della Thyssen.
"Perché non si fa tesoro dell'esperienza. C'è una cultura, ripeto, che gioca sulla povertà. Piuttosto penso che manchi un senso di mobilitazione civile per dire che è proprio ingiusto morire sul lavoro. Servirebbe una mobilitazione corale per dire che queste morti sono contro qualunque idea etica della società".
Eppure gli ultimi dati dell'Inail indicano un calo delle morti nell'ultimo anno.
"Ci andrei cauta perché vorrei capire quanto hanno inciso le ore di cassa integrazione, cioè di non lavoro".
In questo contesto culturale che lei descrive, c'è una responsabilità anche del governo?
"In quello che è accaduto non c'è una responsabilità diretta del governo. Ma certo questo governo è corresponsabile nell'aver creato un clima, un atteggiamento culturale, in cui si ritiene che i diritti non siano connaturati al lavoro".
Cosa è cambiato in Italia dopo la tragedia alla Thyssen?
"Purtroppo questo è diventato un paese che consuma qualsiasi notizia molto in fretta".
(16 aprile 2011)
martedì 25 maggio 2010
CGIL: appello per il 2 giugno
Appello per il 2 giugno
La Repubblica e la Costituzione italiana sono legate in un rapporto indissolubile. Hanno radici comuni nella nostra storia e in particolare nella Resistenza, che, come ha ricordato il Presidente Giorgio Napolitano, non ha soltanto liberato il Paese dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista, ma ha riunificato l’Italia.
Il 2 giugno è la Festa della nascita della Repubblica e della Carta Costituzionale.
La Costituzione ha consacrato sentimenti, speranze, valori profondamente radicati, in cui si riconoscono tutti gli italiani.
Essa è il frutto del lavoro unitario della costituente, ma non può essere ridotta al semplice compromesso tra i partiti Ora siamo vieppiù italiani ed europei. Ma siamo tanto più europei, se ogni cittadino, a Nord e a Sud, sente di appartenere alla stessa comunità, che ha fondamento nella Costituzione.
La Costituzione è base della nostra libertà.
In essa sono scolpiti i pilastri della nostra democrazia:
Il 2 giugno è la Festa della nascita della Repubblica e della Carta Costituzionale.
La Costituzione ha consacrato sentimenti, speranze, valori profondamente radicati, in cui si riconoscono tutti gli italiani.
Essa è il frutto del lavoro unitario della costituente, ma non può essere ridotta al semplice compromesso tra i partiti Ora siamo vieppiù italiani ed europei. Ma siamo tanto più europei, se ogni cittadino, a Nord e a Sud, sente di appartenere alla stessa comunità, che ha fondamento nella Costituzione.
La Costituzione è base della nostra libertà.
In essa sono scolpiti i pilastri della nostra democrazia:
- i diritti umani e la partecipazione della cittadinanza alla vita sociale e politica;
- la passione egualitaria, cioè la passione verso i diritti di cittadinanza, egualmente riconosciuti a tutti. A partire dal diritto al lavoro e alla formazione, eliminando gli impedimenti e gli ostacoli e creando le condizioni al suo esercizio effettivo;
- l’autonomia e la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), compreso quello dell’informazione; e la loro indipendenza, la loro laicità e l’equilibrio tra di essi.
Oggi questi pilastri e questi principi sono a rischio. E dunque la stessa democrazia può entrare in crisi e correre rischi di svuotamento e di involuzione.
La Costituzione è come un albero, radicato nella terra in cui nasce e cresce. Si può potarlo o innestarlo, ma non si può sradicarlo dalla sua terra, senza farlo morire.
Le riforme per rinnovare l’Italia vanno realizzate seguendo i principi della Carta Costituzionale.
Per queste ragioni invitiamo tutti coloro i quali si riconoscono in questi fondamentali principi ed obiettivi a partecipare alla manifestazione che si svolgerà a Milano il 2 giugno. Facciamo del 2 giugno la ricorrenza civile e popolare per imparare, ridestare e tenere svegli i valori fondanti della Repubblica e della Costituzione.
Comitato promotore:
ACLI Lombardia
ANPI Nazionale
ARCI
Associazione Adesso Basta
Associazione Culturale Punto Rosso
Casa della Carità
Casa della Cultura
CGIL
Il Popolo Viola Milano
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Libertà e Giustizia
FIOM: Solidali contro la crisi
p e r u n a
r e p u b b l i c a
d e m o c r a t i c a
f o n d a t a s u l
l a v o r o art.1
i diritti inviolabili dell’uomo...
i doveri di solidarietà politica,
economica e sociale art.2
pari dignità sociale... la libertà
e l’eguaglianza dei cittadini
art.3
lo sviluppo della cultura e
la ricerca art.9
diritto d’asilo... art.10
la pace e la giustizia...
ripudia la guerra... art.11
S O L I D A L I
C O N T R O L A C R I S I
r e p u b b l i c a
d e m o c r a t i c a
f o n d a t a s u l
l a v o r o art.1
i diritti inviolabili dell’uomo...
i doveri di solidarietà politica,
economica e sociale art.2
pari dignità sociale... la libertà
e l’eguaglianza dei cittadini
art.3
lo sviluppo della cultura e
la ricerca art.9
diritto d’asilo... art.10
la pace e la giustizia...
ripudia la guerra... art.11
S O L I D A L I
C O N T R O L A C R I S I
MARTEDÌ 1 GIUGNO 2010
da Piazza Castello - Torino
dalle ore 20 laboratori di pittura
ore 21 percorso con testimonianze
Al mattino, ore 9 con
Libera, inaugurazione di
Cascina Arzilla,
bene confi scato alla mafia
a Volvera, via Garibaldi
per fermarsi idealmente al fi anco di chi è più colpito
perché si faccia di più per difendere e promuovere il lavoro
per dire no ad ogni discriminazione e razzismo verso le persone e le famiglie straniere
perché si investa e non si tagli su scuola, educazione, ricerca e cultura
perché si investa e non si tagli su welfare, politiche sociali, impegno verso i popoli e le fasce più deboli
perché ci sia più giustizia fiscale e si utilizzino al meglio le risorse disponibili
perché la migliore risposta alla crisi è più democrazia e legalità, nel Pianeta e nei mercati finanziari
Per rilanciare la nostra Costituzione come progetto di futuro
clicca qui per scaricare la locandina dell'evento
da Piazza Castello - Torino
dalle ore 20 laboratori di pittura
ore 21 percorso con testimonianze
Al mattino, ore 9 con
Libera, inaugurazione di
Cascina Arzilla,
bene confi scato alla mafia
a Volvera, via Garibaldi
per fermarsi idealmente al fi anco di chi è più colpito
perché si faccia di più per difendere e promuovere il lavoro
per dire no ad ogni discriminazione e razzismo verso le persone e le famiglie straniere
perché si investa e non si tagli su scuola, educazione, ricerca e cultura
perché si investa e non si tagli su welfare, politiche sociali, impegno verso i popoli e le fasce più deboli
perché ci sia più giustizia fiscale e si utilizzino al meglio le risorse disponibili
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Per rilanciare la nostra Costituzione come progetto di futuro
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