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sabato 16 febbraio 2013

Rassegna Stampa: La Repubblica





Lo studio: oltre cento aziende in cassa integrazione straordinaria, il 30 giugno perderanno la possibilità di ottenere gli ammortizzatori sociali

di STEFANO PAROLA

Ci sono quasi 6.500 lavoratori che hanno altissime probabilità di rimanere disoccupati. 
Sono i lavoratori delle 106 aziende torinesi che oggi sono in cassa integrazione straordinaria e che entro il 30 giugno perderanno la possibilità di accedere all’ammortizzatore sociale. Potranno, in alcuni casi, tentare la strada della “cig” in deroga, sempre che ci siano risorse sufficienti perché “le risorse assegnate al Piemonte bastano per coprire i primi quattro mesi del 2013”.  A lanciare l’allarme è la Cgil di Torino. Il suo dipartimento “Mercato del lavoro” ha messo insieme alcuni dati che mostrano come la crisi non sia affatto terminata. In tutto la provincia di Torino ospita 278 imprese che utilizzano la cassa straordinaria. Tra queste ce ne sono più di cento che l’hanno richiesta perché sono fallite o perché hanno chiuso del tutto o parzialmente. Totale: oltre 5 mila lavoratori che, fa notare il sindacato di via Pedrotti, “solo in pochissimi casi potranno vedere un effettivo rientro”. Poi c’è la marea di persone in mobilità. Che, nota la Cgil, “è in preoccupante crescita”. Nel 2012 ci sono state oltre 14 mila nuove iscrizioni nelle liste, che alla fine dell’anno contavano quasi 25 mila ormai ex lavoratori. Nei prossimi mesi, il numero delle persone in mobilità calerà, dice il sindacato, “a causa della sciagurata scelta del governo di non prorogare nel 2013 la norma che consentiva l’iscrizione ai licenziati individualmente per motivi economici, che in media costituiscono il 60% del totale”.
Che la situazione resti critica lo dimostrano anche i dati diffusi ieri dalla Uil sulla cassa integrazione richiesta dalle aziende piemontesi a gennaio. È aumentata del 66 per cento rispetto allo stesso mese di un anno fa, nonostante la statistica non comprenda buona parte della “cig” in deroga rimasta al palo a causa di incertezze burocratiche. Rispetto a dicembre si parla di un calo complessivo del 5,4 per cento, causato da aumento dell’11 per cento della cassa ordinaria e del 28 di quella straordinaria e da una diminuzione del 71 per cento dell’ammortizzatore in deroga. In tutto, secondo la Uil, i possibili cassintegrati piemontesi sono più di 70 mila. Per il segretario regionale Gianni Cortese, “siamo in presenza di una forte sottovalutazione delle condizioni in cui versano alcuni milioni di persone nel nostro paese. Ci auguriamo che il prossimo governo sia nelle condizioni di mettere al centro il lavoro”
 
(16 febbraio 2013)