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giovedì 24 gennaio 2013

Fiom Torino: La Democrazia non è acqua

Per stabilire se un contratto collettivo è valido, se ha una sua legittimità, il medesimo deve trovare riscontro nelle norme di legge e al tempo stesso in regole concordate da tutte le parti in causa.
È ben per questo che nel corso degli anni, a partire dal dettato costituzionale, tra le parti sociali è nata l’esigenza di addivenire a regole condivise. 
Non fa mai male ricordare che il primo articolo della Costituzione Italiana inizia affermando che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e che i temi del diritto del lavoro riaffiorano in articoli successivi. Per esempio l’art. 36 afferma che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.” 
Il compito di proteggere i lavoratori in maniera equa ricade sui contratti collettivi. Ed è nella logica di promuovere la coesione del Paese che sono nati i contratti nazionali di categoria (nel senso di settore merceologico/lavorativo) superando lo schema delle gabbie salariali (regionali) dell’immediato secondo dopoguerra. 
Ma la coesione territoriale da sola non basta a tenere insieme un Paese se le tensioni sociali ed economiche non trovano soluzioni in un equilibrio tra le parti sociali. 
Sorge quindi spontanea la domanda: chi avrebbe diritto a stipulare accordi erga omnes, e cioè validi per tutti? Ci rifacciamo nuovamente alla costituzione, art. 39.

“L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme stabilite dalla legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. 
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.    

Nel tentativo di riavviare un percorso sindacale unitario, il 28 giugno 2011 fu siglato da CGIL-CISL-UIL e Confindustria l’Accordo interconfederale nel quale il diritto di negoziazione con le associazioni di rappresentanza delle imprese a livello nazionale e decentrato viene riconosciuto ai sindacati che rappresentano almeno il 5% dei lavoratori.
La FIOM-CGIL ha 358.722 iscritti (dato 2011; fonte: www.cgil.it), pari al 22% dei lavoratori metalmeccanici per i quali il contratto nazionale è stato rinnovato. È anche il sindacato più rappresentativo del settore, essendo i lavoratori iscritti a FIM-CISL e UILM-UIL inferiori in numero (dichiarati 200.000 per la FIM e 90.000 per la UILM).
La democrazia non è un’opinione, bensì uno strumento necessario per la convivenza civile. Se poi l’affermazione delle regole democratiche, che la stessa Costituzione ha previsto, deve passare attraverso criteri proporzionali e maggioranze numeriche, tutti sono in grado di capire che accordi “separati” come quello del 5 dicembre 2012 sono delegittimati in partenza, se non addirittura imposti con spirito anticostituzionale.
Sono frasi pesanti? Come definire altrimenti intese siglate da sindacati che insieme non raggiungono neanche la metà dei lavoratori iscritti a organizzazioni sindacali? La cosa grave è che per la prima volta la FIOM-CGIL non è stata neanche invitata al tavolo delle trattative. La motivazione avanzata è che la FIOM non avendo sottoscritto il contratto precedente, non sarebbe titolata a partecipare al suo rinnovo. Un pretesto assurdo che non ha alcun appiglio giuridico, ma che anzi si propone come uno sfregio all’articolo 39 della Costituzione Italiana in tema di diritti e libertà sindacali.

Se FIM e UILM condivisero le regole per il rinnovo del biennio economico 2005-2006 del CCNL metalmeccanici, con un accordo tra confederazioni che prevedeva di sottoporre a referendum tra tutti i lavoratori sia la piattaforma sia l’accordo raggiunto con Federmeccanica (e analoga cosa avvenne per il CCNL unitario siglato il 20 gennaio 2008), non si spiega perché sin dai primi mesi del 2009 la linea di FIM e UILM abbia subito un’involuzione democratica sconsolante. 
Tralasciando qui i contenuti degli accordi separati (gli aspetti normativi e salariali), è anche su un piano di metodo che il loro comportamento appare sconcertante: abbiamo assistito, dal settembre 2009 in poi, a consultazioni parziali ridicole, per non dire veri e propri obbrobri elettorali. Per fare un esempio, basato su quei pochi luoghi di lavoro nei quali hanno sottoposto i loro accordi al voto dei lavoratori, nel referendum sull’accordo separato del 15 ottobre 2009, fecero votare i lavoratori nel seguente modo:
  • Alenia Aeronautica Caselle sud e Caselle nord con due urne separate (iscritti FIM-UIM da una parte, tutti gli altri in un’altra urna)
  • Alenia Aeronautica corso Marche e Alenia SIA in un’unica urna
  • Thales Alenia Space in urna unica, ma con schede di colore diverso (iscritti e non)
Qualcuno si chiederà come avranno fatto a far quadrare lo spoglio a livello complessivo?
In ogni caso in quelle citate, che sono grandi aziende, l’accordo fu sonoramente bocciato (68,84% i no), ma evidentemente non ne tennero conto.

Se poi veniamo all’accordo separato del 5 dicembre 2012, i pasticci si sono ripetuti, con alcune aggravanti, dedotte in parte dai loro stessi comunicati: il voto sulla loro piattaforma separata ha visto in Alenia corso Marche la partecipazione di 100 persone (su circa 1500 lavoratori aventi diritto, di cui 950 presenti. I voti favorevoli sono stati 90.
Alla votazione sul conseguente accordo del 5/12/2012 i votanti sono stati 146 (su 833 presenti dichiarati) e i “SÌ” sono stati 91. 
L’Accordo unitario di regolamentazione sulla costituzione e il funzionamento delle Rappresentanze sindacali unitarie e la democrazia sui luoghi di lavoro (sottoscritto da FIM FIOM UILM nazionali il 14 dicembre 1993) prevede quanto segue: “Il referendum è valido nel caso in cui partecipino al voto il 50% +1 dei lavoratori presenti nello stabilimento, compresi i lavoratori in CIG, nel periodo di effettuazione delle operazioni di voto.”

Siamo di fronte a consultazioni alle quali hanno partecipato il 17,5% dei presenti. In molte aziende i referendum non hanno mai avuto luogo. 
Allora… qualcuno è ancora in grado di comprendere che il consenso non esiste a un percorso separato di piattaforma e accordo, sul quale i voti ottenuti sono 90 o 91 su 1500 persone sulle quali si vorrebbe farlo ricadere?

Laddove i votanti sono stati in misura percentualmente maggiore, vedi Alenia Aermacchi Caselle + Selex Galileo + Simav, i dati risultano essere questi: 
su 1571 presenti (1273 presenze in Alenia, 273 presenze in Selex-Galileo e 25 presenze in Simav) e non 1273 come dichiarato nel comunicato di FIM e UILM, hanno votato 489 persone (il 31,13% dei presenti, quindi il referendum non sarebbe valido nemmeno lì) con ben 207 voti contrari e una percentuale risicata di “SÌ” pari al 17,19% dei presenti e al 55,21% dei votanti. Ma anche qui si è lontanissimi dal raggiungimento del quorum.

Questo accordo è illegittimo, non sta in piedi nemmeno giuridicamente, per come è nato e perché non è stato approvato dalla categoria dei metalmeccanici. Per questo La FIOM si farà carico, di concerto con i lavoratori, di mettere in atto una controffensiva di azioni (anche legali) associate a battaglie sindacali volte a contrastare le caratteristiche negative dell’accordo separato e a impedire, in tutte le realtà lavorative, le penalizzazioni sul piano normativo (malattia, orari, ecc.) ed economico. 
 Torino Gennaio 2013



 

Fiom Nazionale: Le erogazioni salariali sono un anticipo






Lavoratrici e lavoratori metalmeccanici, Fim e Uilm stanno diffondendo nelle aziende un modulo di “ richiesta di non applicazione del CCNL 2013/2015 “ che i lavoratori non devono sottoscrivere.

Chiedono una rinuncia alle erogazioni salariali previste dall'intesa separata del 5 dicembre che invece rappresentano un anticipo degli aumenti necessari per la tutela del potere d'acquisto del salario.

La rinuncia individuale alle erogazioni salariali inoltre non và sottoscritta perché non ferma l'applicazione dei peggioramenti sugli orari di lavoro, sul trattamento economico dei primi tre giorni di malattia e il peggioramento di tutti gli altri aspetti normativi sottoscritti da Fim e Uilm.
Fim e Uilm sono davvero lungimiranti e coraggiose!
Prima hanno aderito, senza alcun mandato, alle richieste di Federmeccanica 
e oggi invitano i lavoratori a rinunciare al salario 
e a opporsi individualmente alle imprese

La Costituzione e lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori vietano alle aziende la discriminazione nei trattamenti economici e le aziende che hanno provato a diminuire il salario agli iscritti Fiom, come alla Fiat di Termoli, sono state condannate dal Tribunale per antisindacalità e a non fare differenze tra i lavoratori.

Per la Fiom le erogazioni date dalle imprese con la mensilità di
gennaio 2013 sono gli anticipi dei necessari aumenti a tutela del
potere d'acquisto del salario.


Rendendo inapplicabile l'intesa illeggittima di Federmeccanica
a cui Fim e Uilm hanno aderito
Partecipando all'assemblea e al referendum con voto certificato indetto
dalla Fiom
Votando il mandato alla Fiom e alla RSU per l'apertura di un tavolo di
trattativa in azienda sulla base dei contenuti della carta rivendicativa
nazionale comune per tutti i lavoratori metalmeccanici.


Torino 23 Gennaio 2013

Fiom Nazionale: Le bugie di Fim e Uilm (2° parte)




Con l’accordo separato del 5 dicembre 2012 Fim e Uilm hanno introdotto nelle aziende metalmeccaniche il peggio della riforma Fornero e ulteriori deroghe a livello aziendale.
L'Italia è il paese con il più alto livello di precarietà in Europa: Fim e Uilm hanno sottoscritto un accordo che peggiora le condizioni di lavoro di tutti i precari e rende ancora più precaria la vita di migliaia di giovani.
L'intesa separata del 5 dicembre 2012 estende la precarietà e riduce diritti e salario
  • Tutte le aziende potranno assumere lavoratori con contratto a termine o con contratto di lavoro interinale senza avere l'obbligo di specificarne le cause;
  • la stabilizzazione a tempo indeterminato dopo 44 mesi, oggi prevista dal Ccnl unitario del 2008, verrà peggiorata con il recepimento delle nuove norme introdotte dalla Fornero; 
  • ai lavoratori precari a livello aziendale si potrà negare la corresponsione del PdR.
L'intesa separata del 5 dicembre 2012 peggiora le tutele e il salario degli apprendisti 
  • Aumenta il numero di contratti di apprendistato che l'azienda può istaurare contemporaneamente;
  • riduce per le aziende la percentuale obbligatoria di stabilizzazione dei contratti e allunga il periodo entro il quale l'azienda deve stabilizzare i lavoratori;
  • non sono più riconosciuti tutti i periodi di apprendistato svolto presso altre aziende ma sono riconosciuti solo quelli superiori ai 12 mesi e comunque il periodo di apprendistato in azienda si accorcia solo di sei mesi;
  • sono ridotte le ore annue di formazione dell'apprendista e spariscono sia le ore di formazione teorica che la prova di idoneità al termine del periodo di apprendistato previste nel Ccnl unitario del 2008, sgravando le imprese dai costi della formazione e rendendo più semplice il licenziamento dell'apprendista;
  • cancella la garanzia della progressione nell'inquadramento e riduce il salario previsto con il Ccnl unitario del 2008:
    • è ridotta la retribuzione del periodo di preavviso;
    • le aziende – attraverso “intese tra le parti” – avranno mano libera sui livelli di inquadramento, e di conseguenza sulla retribuzione, inquadrando l'apprendista al livello inferiore per quasi tutta la durata del contratto e ai livelli superiori solo negli ultimi mesi di lavoro.
Senza il voto dei lavoratori questo non è un contratto
Il contratto nazionale, per essere valido,
deve essere sottoposto a referendum
tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori
Torino 14 gennaio 2013

Fiom Nazionale: Le bugie di Fim e Uim (3° parte)



Con l’accordo separato del 5 dicembre 2012 Fim e Uilm hanno accettato i contenuti della piattaforma di Federmeccanica che intende ottenere produttività e competitività a scapito delle tutele e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori:
  • modificando il trattamento economico della lavoratrice e del lavoratore ammalato e mettendo in discussione il diritto contrattuale dei metalmeccanici alla retribuzione dei primi tre giorni di malattia;
  • prevedendo di modificare quanto previsto dal Ccnl unitario del 2008 sui passaggi automatici di categoria – dal 1° al 2° e al 3° livello – preparandosi ad accettare la loro abolizione così come hanno fatto con l'accordo separato in Fiat;
  • introducendo la clausola di esigibilità tra i criteri di erogazione del Premio di Risultato contrattato in azienda, collegando l'erogazione del PdR alle flessibilità degli orari di lavoro introdotte con l'accordo separato o con gli accordi aziendali;
  • prevedendo la possibilità per le aziende di disporre unilateralmente delle ferie e del conto ore dei lavoratori;
  • garantendo alle imprese la possibilità di mettere i lavoratori in libertà e di chiedere il recupero delle ore perse quando l'azienda deve fermare la produzione per l'interruzione delle forniture;definendo di rivedere e peggiorare le norme contrattuali che tutelano il dritto allo studio dei lavoratori.
Senza il voto dei lavoratori questo 
non è un contratto
Il contratto nazionale, per essere valido,
deve essere sottoposto a referendum
tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori

 Torino 14 gennaio 2013

Fiom Nazionale : Le bugie di Fim Uilm (1° parte)



Fim e Uilm, organizzazioni che rappresentano la minoranza dei lavoratori anche tra gli iscritti al sindacato, senza aver ricevuto alcun mandato dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici il 5 dicembre 2012 hanno sottoscritto illegittimamente una intesa separata e hanno rifiutato la proposta avanzata dalla Fiom di far votare e decidere liberamente tutti i metalmeccanici sul proprio contratto nazionale.

Con l'accordo separato del 5 dicembre 2012 Fim e Uilm aderiscono alla piattaforma di Federmeccanica che vuole imporre ai lavoratori un recupero di produttività e di competitività delle imprese attraverso la riduzione delle tutele e del salario, l'introduzione della flessibilità selvaggia degli orari di lavoro e sulla prestazione lavorativa, l'aumento della precarietà per tutti i lavoratori.
In assenza di politiche industriali e di investimenti, sia pubblici che privati, e con il rischio concreto dello smantellamento del nostro sistema industriale e della cancellazione di migliaia di posti di lavoro, Fim e Uilm accettano la logica di Federmeccanica che cancella il contratto nazionale, il diritto alla contrattazione e la democrazia nei luoghi di lavoro.
Per la Fiom l'intesa del 5 dicembre 2012 è illegittima. Si impone oggi a tutti, nel nostro paese, una questione prioritaria: il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori alla democrazia, il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a una legge sulla rappresentanza e sulla validità dei contratti collettivi, sul diritto al voto delle lavoratrici e dei lavoratori.
La massiccia adesione agli scioperi e la riuscita partecipazione alle manifestazioni regionali del 5 e 6 dicembre 2012 hanno rappresentato la prima risposta dei metalmeccanici. La vertenza con Federmeccanica per la riconquista di un vero contratto nazionale è ancora aperta e le erogazioni salariali definite con l'accordo separato sono un anticipo degli aumenti salariali necessari per tutelare il potere d'acquisto delle retribuzioni.
La Fiom è impegnata in ogni territorio e in ogni luogo di lavoro, con gli strumenti democratici, con il diritto del lavoro e con l'iniziativa contrattuale a contrastare l'applicazione dell'intesa separata e ha deciso di:
  • svolgere entro il mese di gennaio una campagna informativa con assemblee in tutti i luoghi di lavoro per far conoscere tutti i contenuti di un'intesa separata che peggiora le condizioni di vita e di lavoro dei metalmeccanici:
  • sottoporre al voto referendario certificato la propria proposta di rendere inapplicabile l'intesa illegittima di Federmeccanica, Fim, Uilm, Fismic e Ugl;
  • garantire ai propri iscritti e a tutti i metalmeccanici le condizioni di miglior favore in vigore:aprire vertenze nei luoghi di lavoro e nei territori per negoziare e definire collettivamente aumenti salariali e migliori condizioni normative per i propri iscritti e per tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici.
Per contrastare l’accordo separato 
la parola ai lavoratori
Partecipa all’assemblea - Esprimi il tuo voto
Sostieni l’iniziativa della Fiom

www.fiom.cgil.it
Torino 14 gennaio 2013

mercoledì 12 dicembre 2012

FIOM Torino: LE BUGIE di Fim e Uilm


Con l'accordo separato del 5 dicembre 2012 Fim e Uilm hanno introdotto la flessibilità sui minimi contrattuali e hanno sancito che il salario del Contratto Nazionale è un salario diverso tra le fabbriche e tra i territori
Per la prima volta i minimi salari, a parità di mansione, non sono più uguali per tutti i lavoratori perché, con la contrattazione aziendale, gli aumenti potranno essere differiti di 12 mesi, e quindi diversi da fabbrica a fabbrica, sia in caso di crisi che di nuovi insediamenti produttivi o, anche, per usufruire di sgravi fiscali e contributivi.
Gli aumenti del triennio 2013-2015 sono definiti in tre trance a partire da gennaio 2013, ma le aziende possono erogare gli aumenti del 1 gennaio 2014 e del 1 gennaio 2015 dopo dodici mesi.

L'intesa separata del 5 dicembre 2012 non tutela il potere d'acquisto del salario
Gli importi economici definiti per incrementare i minimi contrattuali non tengono conto dei valori dell'inflazione e, se l'azienda sposta l'aumento di dodici mesi, non viene considerato il quarto anno di allungamento del contratto. Inoltre, gli incrementi definiti con l'accordo separato favoriscono le categorie più alte e penalizzano le categorie più basse.

Il potere d'acquisto del salario si tutela mantenendo la certezza degli aumenti, rivalutando i minimi contrattuali sulla base della l'inflazione e aggiornando il valore punto come previsto dal CCNL del 2008.
La piattaforma della Fiom, votata dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, prevede un aumento di 206 euro uguale per tutti i lavoratori fino al 5° livello, a titolo di recupero, salvaguardia e valorizzazione reale del potere di acquisto della retribuzione. 
L'intesa separata assorbe le maggiorazioni contrattate in azienda
Gli incrementi delle maggiorazioni, previsti dall'intesa separata, per il lavoro notturno fino alle ore 22 e per le ulteriori 40 ore di straordinario obbligatorio assorbono i trattamenti di miglior favore già definiti in azienda.
Aumentano, quindi, le ore di straordinario e di flessibilità obbligatorie senza alcun aumento salariale.

L'intesa separata introduce ritorsioni salariali nei criteri di erogazione del PdR
A livello aziendale si potrà stabilire che i singoli lavoratori percepiranno il premio di risultato solo a fronte dell'effettivo svolgimento della flessibilità degli orari di lavoro, le 120 ore di flessibilità e straordinario o altro ancora, richiesta dalla azienda.
Per imporre la flessibilità degli orari si introduce così la “clausola di esigibilità” che hanno sottoscritto in Fiat.
Senza il voto dei lavoratori questo non è un contratto.

Il contratto nazionale, per essere valido, deve essere sottoposto a referendum tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.


Torino 11 Dicembre 2012


domenica 9 dicembre 2012

FIOM Torino: CCSL Fiat - comunicato FIM-UILM in risposta a FISMIC-UGL-ACQF





Il comunicato di Fismic-­Ugl-­Ass.Capi e Quadri Fiat:
Un grave errore! mette a rischio il contratto CCSL Fiat!

Il comunicato sindacale del 30.11.2012 a firma FISMIC, UGL e ASSOCIAZIONE CAPI E QUADRI FIAT è un grave errore e mette a rischio lo stesso rinnovo del contratto FIAT.
Decidere di assumere pubblicamente una posizione sulla trattativa, senza nemmeno parlarne con FIM-CISL e UILM-UIL, è inaccettabile sul piano negoziale e incomprensibile sul piano della correttezza dei rapporti tra le organizzazioni.

Insieme abbiamo definito una piattaforma di rinnovo e insieme abbiamo condotto il negoziato: in tutti e 5 gli incontri non sono mai emerse posizioni diverse e si è sempre mantenuta una posizione unitaria nella conduzione della trattativa, anche quando ci siamo trovati su posizioni opposte a quelle di FIAT.

E’ veramente singolare decidere unilateralmente di assumere posizioni di merito nella trattativa, che nei fatti abbandonano pezzi importanti delle richieste concordate tra di noi senza averle nemmeno discusse con le altre organizzazioni.
Quale motivo ha spinto queste organizzazioni ad avere questi comportamenti?

FIM-CISL e UILM-UIL ritengono sia indispensabile, prima di proseguire il negoziato, un immediato chiarimento nella delegazione sindacale al fine di concludere positivamente, nell’interesse dei lavoratori, il rinnovo entro il mese di dicembre 2012. Vorremmo inoltre precisare che se ci sono stati alcuni rinvii nelle date degli incontri, sono avvenuti su richiesta e per impegni della FIAT.

Come scritto nelle nostre richieste e come affermato unitariamente al tavolo negoziale è necessario:
  • Procedere agli aumenti salariali nei minimi per il triennio 2013-2014-2015;
  • Definire gli elementi della contrattazione salariale decentrata e di secondo livello ( WCM, premio di competitività, contrattazione di stabilimento);
  • Prevedere il consolidamento nei minimi salariali delle € 103,00;
  • Migliorare aspetti normative e diritti (diritto studio, turnazione, orario, ecc.).
Su Pomigliano è chiara fin dall’inizio la posizione di FIM e UILM: siamo indisponibili a licenziamenti, riteniamo indispensabile il rispetto degli accordi sottoscritti che impegnano la FIAT ad assumere tutti i dipendenti di FGA, nel contempo, stiamo valutando iniziative per valutare azioni contro le discriminazioni che potrebbero determinarsi per i nostri iscritti e per altri lavoratori.

Roma, 4 dicembre 2012
Segreterie Nazionali di FIM-CISL E UILM-UIL

sabato 8 dicembre 2012

FIOM Nazionale: Un accordo bidone






UN ACCORDO BIDONE

Fim, Uilm e Fismic hanno firmato un accordo per il rinnovo del Contratto dei metalmeccanici che conviene solo alle imprese.

Dopo tre mesi di finta trattativa, escludendo dal negoziato il sindacato maggiormente rappresentativo nella categoria, senza coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori e senza mandato degli stessi, la nuova intesa raccoglie solo i contenuti voluti dalla Federmeccanica e rappresenta il primo frutto avvelenato dell’accordo separato sulla produttività non firmato dalla Cgil.

Gli aumenti previsti – 130 euro lordi per il quinto livello, in tre rate, l'ultima nel 2015 – non tutelano il potere d’acquisto dei salari, l’erogazione e le quantità dichiarate non sono garantite nel triennio di vigenza contrattuale.

Ciò che è garantito, invece, è l’aumento secco dell’orario di lavoro, attraverso il raddoppio dello straordinario obbligatorio e l’aumento delle ore di flessibilità.

Quest’accordo cancella il ruolo contrattuale delle Rsu in materia di orario e ne consegna alle aziende la gestione unilaterale, perché dalla sua entrata in vigore per le stesse sarà sufficiente l’esame congiunto, da effettuare in tempi ristretti, per applicare nuove turnazioni.

Le aziende potranno pagare 3 Par all’anno, aumentando anche per questa via l‘orario di lavoro.

Le lavoratrici e i lavoratori non avranno più la garanzia del pagamento dei primi tre giorni di malattia, così come vedranno svanire l’obbligo dell’automatismo nella progressione dei passaggi di livello più bassi.

Fim, Uilm e Fismic pensano di liquidare il Contratto nazionale senza passare attraverso il voto dei lavoratori, perché consapevoli di aver assecondato le posizioni di Federmeccanica su aspetti decisivi della tutela delle condizioni di lavoro.

La Fiom considera questo accordo illegittimo, perché è l’esito di una trattativa che ha escluso il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria e perché manomette essenziali diritti contrattuali.

Perciò la Fiom intensificherà la propria iniziativa per conquistare un vero contratto e invita i lavoratori e le lavoratrici a mobilitarsi per rivendicare il diritto a decidere sul proprio contratto e sulle proprie condizioni di lavoro.

FIOM NAZIONALE
Roma, 5 dicembre 2012

venerdì 7 dicembre 2012

FIOM Nazionale: Contratto Metalmeccanici



Il contratto dei padroni

Fim, Uilm e Fismic hanno firmato un accordo per il rinnovo del Contratto dei metalmeccanici che conviene solo alle imprese. 

Dopo tre mesi di finta trattativa, escludendo dal negoziato il sindacato maggiormente rappresentativo nella categoria, senza coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori e senza mandato degli stessi, la nuova intesa raccoglie solo i contenuti voluti dalla Federmeccanica e rappresenta il primo frutto avvelenato dell’accordo separato sulla produttività non firmato dalla Cgil.

Gli aumenti previsti – 130 euro lordi per il quinto livello, in tre rate, l'ultima nel 2015 – non tutelano il potere d’acquisto dei salari, l’erogazione e le quantità dichiarate non sono garantite nel triennio di vigenza contrattuale. 

Ciò che è garantito, invece, è l’aumento secco dell’orario di lavoro, attraverso il raddoppio dello straordinario obbligatorio e l’aumento delle ore di flessibilità.

Quest’accordo cancella il ruolo contrattuale delle Rsu in materia di orario e ne consegna alle aziende la gestione unilaterale, perché dalla sua entrata in vigore per le stesse sarà sufficiente l’esame congiunto, da effettuare in tempi ristretti, per applicare nuove turnazioni. 

Le aziende potranno pagare 3 Par all’anno, aumentando anche per questa via l‘orario di lavoro.

Le lavoratrici e i lavoratori non avranno più la garanzia del pagamento dei primi tre giorni di malattia, così come vedranno svanire l’obbligo dell’automatismo nella progressione dei passaggi di livello più bassi.

Fim, Uilm e Fismic pensano di liquidare il Contratto nazionale senza passare attraverso il voto dei lavoratori, perché consapevoli di aver assecondato le posizioni di Federmeccanica su aspetti decisivi della tutela delle condizioni di lavoro. 

La Fiom considera questo accordo illegittimo, perché è l’esito di una trattativa che ha escluso il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria e perché manomette essenziali diritti contrattuali. Perciò la Fiom intensificherà la propria iniziativa per conquistare un vero contratto e invita i lavoratori e le lavoratrici a mobilitarsi per rivendicare il diritto a decidere sul proprio contratto e sulle proprie condizioni di lavoro.

FIOM NAZIONALE
Roma, 5 dicembre 2012

lunedì 26 novembre 2012

Fiom: Sciopero Generale 6 Dicembre 2012



Per fermare l'accordo separato tra Fim Uilm e Federmeccanica

GIOVEDI 6 DICEMBRE 2012
SCIOPERO GENERALE di 8 ore 
dei metalmeccanici
 
Federmeccanica rigetta la proposta della FIOM CGIL in alternativa agli accordi separati, per un accordo unitario della durata di un anno, per difendere il lavoro, il reddito dei lavoratori e le imprese del settore nella crisi.

Federmeccanica ha deciso di escludere il sindacato più rappresentativo, la FIOM CGIL, proseguendo una trattativa separata con sindacati minoritari quali sono Fim e Uilm, di trattare con il Fismic, un sindacato che esiste solo negli stabilimenbti Fiat - nonostante la Fiat sia fuori da Federmeccanica e dal CCNL - di fare un accordo separato con l'Ugl, sigla sindacale di scarsa rilevanza tra i lavoratori metalmeccanici.

Federmeccanica continua a violare l'accordo del 28 giugno 2011 che prevede, come chiede la FIOM, la definizione di regole sulla rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni sindacali che possono sottoscrivere il C.C.N.L. valido per tutti i lavoratori e prevede la legittimità a negoziare per le organizzazioni sindacali che superano il 5% tra iscritti e voti nelle elezioni delle RSU. 

Federmeccanica, con il sostegno di organizzazioni sindacali che non raggiungono neppure la soglia del 5%, estende il modello FIAT a tutte le aziende metalmeccaniche, mette in discussione l'esistenza stessa del Contratto Nazionale e rifiuta la proposta avanzata dalla FIOM, il sindacato maggiormente rappresentativo tra i metalmeccanici, proposta che vuole affrontare la gravissima crisi che colpisce i lavoratori e le aziende metalmeccaniche attraverso un aumento salariale defiscalizzato per tutte le lavoratrici e i lavoratori, una politica degli orari a salvaguardia dell'occupazione a partire dal ricorso ai contratti di solidarietà, politiche industriali a salvaguardia del settore e delle imprese del settore. 

Federmeccanica esclude la FIOM CGIL e prosegue gli incontri separati solo 
con coloro che hanno accettato di discutere la sua piattaforma:

a fronte di decine di migliaia di licenziamenti, chiusure di fabbriche, aumento della disoccupazione e della precarietà, del ricorso continuo alla cassa integrazione, con questa trattativa separata, vogliono aumentare l'orario di lavoro giornaliero e settimanale e lo straordinario obbligatorio a 250 ore annue creando ulteriore disoccupazione.
Tutti ormai sanno che i lavoratori stanno attraversando una gravissima emergenza salariale, che i nostri salari sono tra i più bassi in Europa e non bastano più a garantire il potere d'acquisto per i beni di prima necessità ... 
e intanto, intorno a nun tavolo discutono di come non pagare ai metalmeccanici i minimi salariali garantiti dal Contratto Nazionale e di come introdurre in azienda ulteriori deroghe ai diritti tutelati da contratti e leggi! 

Fim e Uilm mentre sono disponibili a mettere in discussione il pagamento dei primi tre giorni di malattia, ma nelle assemblee dimenticano questo tema e propongono ai lavoratori la sanità integrativa di un fondo a cui devolvere quote di salario, mentre le imprese chiedono la restituzione di un diritto come il pagamento della malattia.

La Fiom non accetterà un accordo separato e a perdere per i metalmeccanici, che peggiora le condizioni salariali, di vita e di lavoro, e promuoverà tutte le iniziative e le lotte necessarie per contrastare e rendere inapplicabile nelle fabbriche lo smantellamento del contratto nazionale.

Diciamo no a Federmeccanica scioperando e partecipando alla
 
manifestazione con corteo ore 9
da Porta Susa a Piazza Castello 

per la democrazia, il contratto, il reddito, l'occupazione

Torino 22 Novembre 2012