lunedì 6 maggio 2013
venerdì 3 maggio 2013
Fiaccolata CGIL CISL UIL 10 maggio 2013
Cinque anni di crisi hanno cancellato migliaia di posti di lavoro stabili e precari, migliaia di persone convivono con la paura di perderlo, mentre la cassa integrazione aumenta e coinvolge tutti i settori. I disoccupati sono 100.000 nella sola provincia di Torino.
Il reddito da lavoro e da pensione, ridotto dalla mancanza di occupazione e dall'aumento delle tasse, dei tributi e del costo dei servizi non regge più. Migliaia di cittadini non sono più in grado di far fronte alle esigenze primarie: la casa (sono 250 al mese gli sfratti per morosità incolpevole), la salute (circa il 30% rinuncia a cure e prevenzione per sé o per i propri familiari), l'istruzione per i figli.
Le famiglie e le persone sono sempre più fragili.Si riducono risparmi e consumi, creando una spirale perversa che produce cassa integrazione e altra perdita di lavoro nelle imprese che lavorano per il mercato interno e per il welfare.
Dopo 5 anni non c'è alcun segnale di inversione di tendenza,
Il lavoro è la prima richiesta per tutte/ i.
- E’ una priorità per chi lo ha perso e non riesce più a sostenere la sua famiglia;
- E’ una priorità per le/i giovani che hanno conosciuto solo contratti precari e oggi sono disoccupate/i;
- E’ una priorità per i giovani che, finita la scuola, vorrebbero un lavoro per costruire la loro vita e la loro indipendenza;
- E’ una priorità per chi ha il contratto di lavoro in scadenza e non sa se verrà rinnovato;
- E’ una priorità per chi, dopo 20 o 30 anni di lavoro, è stato o sta per essere licenziato, non trova altri lavori e vede la pensione irraggiungibile;
- E’ una priorità per tante/i anziane/i che dall'inizio della crisi aiutano figli e nipoti che hanno perso o non hanno trovato lavoro. Vorrebbero un futuro di lavoro per i loro cari;
- E’ una priorità per tante/i laureate/i che, dopo 20 anni di studio, vorrebbero lavorare nel loro paese e non essere costretti a emigrare;
- E’ una priorità per tante donne che vogliono parità nel mercato del lavoro e nel lavoro.
Senza lavoro non c'è libertà e diventa fragile la democrazia.
Lo avevano sancito i nostri costituenti mettendo a fondamento della nostra Repubblica non il censo o la proprietà, ma il lavoro. Perché non fosse una pura utopia hanno scritto l'articolo 3 della Costituzione.
Chiediamone insieme il rispetto.
giovedì 7 luglio 2011
FIOM: appello - No TAV bene comune
La maggior parte dell’opinione pubblica italiana ad oggi ignora che domenica in Val di Susa si è svolta la più grande manifestazione popolare di opposizione ad un opera pubblica nella storia della nostra Repubblica. Decine di migliaia di donne e uomini, abitanti della Valle e proveniente da tutto il paese, si sono ritrovate unite, pur nella diversità di ideologia, per dire un no deciso all’esecuzione “con pilota automatico” di un’opera pubblica concepita in un momento storico-politico quanto mai lontano da quello attuale. Un’opera faraonica, figlia di un modello di sviluppo energivoro e superato, per la quale non ci sono i fondi, e che certamente infliggerebbe un’inaudita sofferenza alla popolazione della Val di Susa.
La grande crisi economica del 2008 e la campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua costituiscono cambiamenti “al contorno” che indicano la necessità di invertire la rotta rispetto a un consenso bipartisan (quel famigerato Washington Consensus) che non è più in grado di proporre un modello di sviluppo sostenibile ed accettabile. La vertenza della Valle di Susa contro la TAV e il grande consenso popolare che è stata capace di raggiungere in tutto il paese mostrano come la sensibilità per i beni comuni, categoria politico-giuridica feconda e di grande significato, sia stata capace di conquistare l’egemonia del Paese come dimostra l’esito referendario. Esiste oggi un discrimine fra chi sostiene che un diverso mondo, basato sul pieno riconoscimento dei beni comuni, è possibile e chi, per incapacità culturale di interpretare il cambiamento della società, si trincera dietro un decisionismo autoritario che, lungi dall’essere realista, appare, nell’attuale situazione economica ed ecologica, sempre più velleitario.
Chi si candida a guidare l’Italia del dopo Berlusconi cercando i voti del popolo della sinistra deve farsi una ragione di questo cambio di sensibilità del popolo sovrano e saperlo interpretare politicamente. Al di là ed oltre importanza di accertare ogni responsabilità per gli atti violenti in tutte le sedi istituzionali a ciò deputate, Interpretare i fatti della Val di Susa nella mera logica dell’ordine pubblico, per isolare le forze politiche più sensibili alla necessità di affrontare radicalmente la crisi e l'alternativa con un grande piano di ecologia del territorio, costituisce un errore politico gravissimo che fa soltanto il gioco della destra e rischia di contribuire a ridurre gli spazi di libertà e di protesta di cui deve nutrirsi ogni democrazia sopratutto nell’incertezza della crisi.
Giorgio Airaudo (Segr. Naz. Fiom) , Ugo Mattei (Giurista Ord Univ To), Livio Pepino (Magistrato), Marco Revelli (Storico Ord Piermonte Orientale), Alfio Mastropaolo (Politologo Ord. Unv To), Elisabetta Grande (Giurista Ord. Piemonte Orientale), Guido Viale (Economista), Guido Ortona (Economista Ord Unv Piemonte Orientale), Michele Curto (Capogruppo Sel Città Torino) Paolo Hutter (giornalista) Federico Bellono (Segr.Fiom Torino), Massimo Zuchetti (Fisico Nucleare, Ord. Politecnico), Tony Manigrasso (Segr.Naz.le Partito Umanista), Angelo Tartaglia (Ingegnere, Ord. Politecnico), Monica Frassoni (Pres.Verdi Europei), Luca Mercalli (Pres. società metereologica italiana), Luciano Pregnolato (Lavoro e Libertà)
venerdì 15 aprile 2011
lunedì 10 gennaio 2011
FIOM: volantinaggio a MIrafiori: distribuito il testo dell'accordo
Torino, 10 gennaio 2011
COMUNICATO STAMPA
Volantinaggio davanti a Mirafiori
e mercoledì fiaccolata con Micromega
La Fiom-Cgil rende noto che questa mattina, lunedì 10, davanti a Mirafiori si è svolto un volantinaggio per informare i lavoratori delle Carrozzerie sui contenuti dell'accordo per il futuro dello stabilimento, che sarà sottoposto a referendum venerdì 14.
La Fiom-Cgil, unica tra le organizzazioni sindacali, ha distribuito un opuscolo (in allegato) contenente l'accordo integrale, con le parti più sensibili sottolineate. Al presidio informativo era presente il camper della Fiom-Cgil, che in questi giorni sta girando i mercati cittadini per informare la cittadinanza. L'iniziativa verrà ripetuta oggi al cambio turno, a partire dalle ore 13,15.
Inoltre, mercoledì 12, a partire dalle 17,30, con partenza da piazza Statuto angolo via Garibaldi, si svolgerà una fiaccolata a cui parteciperanno Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil, e Paolo Flores D'Arcais, direttore della rivista Micomega, che in questi giorni ha raccolto oltre 43.000 firme di adesione alla Fiom-Cgil.
Giorgi Airaudo, responsabile del settore auto per la segreteria nazionale della Fiom-Cgil, dichiara: «Ci è sembrato giusto informare i lavoratori su che cosa è stato firmato mentre loro erano a casa, visto che chi ha firmato non farà le assemblee. Noi pensiamo che basti leggere quell'accordo per capire quale peggioramento sulla condizione di lavoro e sugli spazi di libertà vene imposto alle lavoratrici e ai lavoratori».
Ufficio stampa Fiom
(cliccare sull'immagine per scaricare il volantino con il testo dell'accordo)
FIOM: la Funzione Pubblica con la FIOM e con i lavoratori di Mirafiori
Così come sta avvenendo per i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego viene messo in discussione il contratto nazionale di lavoro (fino al 2014 non ci sarà rinnovo dei contratti pubblici!) ed il diritto dei lavoratori ad eleggere i loro rappresentanti (non sono state indette le elezioni per il rinnovo delle RSU).
Il blocco delle assunzioni ed il licenziamento dei precari nel pubblico impiego aumentano i carichi di lavoro, intensificano la prestazione, rendono più rischiosa l'attività lavorativa e riducono i
servizi ed i diritti dei cittadini.
Dove si producono beni i lavoratori vengono considerati merce, dove si garantiscono diritti per tutti, i lavoratori vengono bollati come fannulloni e considerati solo come un costo da comprimere: sempre si cancella la dignità del lavoro e delle persone che lavorano.
Per questo la FP CGIL di Torino sarà presente con i lavoratori e le lavoratrici pubbliche, del terzo settore e dell'igiene ambientale alle iniziative indette dalla FIOM, a partire dalla
FIOM: L'Accordo della Vergogna

- la cancellazione del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici;
- l'intensificazione della prestazione lavorativa e il peggioramento delle condizioni di lavoro e della salute con il taglio delle pause per il riposo;
- la possibilità di inserire turni da 10 ore di lavoro;
- la penalizzazione economica sulla retribuzione dovuta in caso di malattia;
- non è vero che il salario aumenta se non in presenza di turni più gravosi e maggiori straordinari;
- la cancellazione dei rappresentanti sindacali eletti dai lavoratori (R.S.U.) sostituiti da rappresentanti nominati dalle organizzazioni firmatarie;
- la possibilità di sanzionare individualmente il lavoratore e le organizzazioni sindacali in caso di non rispetto delle clausole previste (che prefigurano una limitazione del diritto di sciopero).
La Fiat deve confermare l’investimento, senza però pretendere ulteriori contropartite da lavoratori, già penalizzati da lunghi periodi di cassa integrazione, e che in questi anni hanno continuato a credere nell’azienda quando molti invece la consideravano ormai destinata ad un declino irreversibile.
Lavoro e libertà devono procedere insieme:
la democrazia e i diritti non possono fermarsi ai cancelli delle fabbriche.

