Visualizzazione post con etichetta camusso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camusso. Mostra tutti i post
venerdì 30 settembre 2011
venerdì 13 maggio 2011
CGIL: iniziativa CGIL Piemonte su Referendum Acqua Pubblica
Il prossimo 12-13 giugno si voterà per i Referendum di iniziativa popolare su temi di grande importanza come l'acqua, il nucleare, il legittimo impedimento. E' evidente come questi referendum non siano la priorità per il Governo, che sta tentando con ogni mezzo di fermarli con provvedimenti ad hoc o regolamenti approvati con grande ritardo.
L'impegno della CGIL è rivolto innanzitutto a sensibilizzare cittadini e lavoratori sull'importanza della partecipazione al voto: in un momento in cui la tenuta democratica nel nostro Paese è a rischio il voto al Referendum è un atto di resistenza civile.
Sul tema dell'acqua pubblica la CGIL, con il contributo importante di categorie come FP-CGIL, si è spesa da subito per la raccolta delle firme utili alla presentazione del Referendum ed oggi per la campagna per il SI.
Per tale ragione la CGIL Piemonte intende promuovere un'iniziativa aperta alla discussione sul tema per il MERCOLEDI 25 MAGGIO 2011 alle ore 15:30 presso la “Fabbrica delle E” di Corso Trapani 95 a Torino dal titolo
“Acqua diritto umano inalienabile. Per la gestione Pubblica dei beni comuni
La CGIL verso il Referendum”
La CGIL verso il Referendum”
alla quale parteciperanno Marco Bersani del Forum Nazionale Movimenti per l'Acqua, Don Ciotti di Libera e la nostra Segretaria Generale della CGIL Susanna Camusso.
FIOM: Susanna Camusso al Salone del Libro di Torino
Vi informiamo che VENERDI 13 MAGGIO ALLE ORE 17 presso il Salone del Libro di Torino - sala gialla - è prevista la presentazione del libro "Sempre più blu. Operai nell'Italia della grande crisi" con la partecipazione della Segretaria Generale CGIL Susanna Camusso.
(Per maggiori info fare riferimento al sito ufficiale del Salone del Libro di Torino)
(le RSU Dianos si scusano per la tardiva pubblicazione del post)
lunedì 18 aprile 2011
Repubblica: Sentenza Thyssen - Intervisa a Susanna Camusso
L'INTERVISTA
"Il lavoro non è solo profitto
in fabbrica niente sarà più come prima"
Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso: "Per la prima volta un dirigente è condannato per omicidio volontario, quella della Thyssen è un setenza storica per la sicurezza"
Cosa ha provato quando ha saputo della condanna?
"La prima sensazione è stata positiva, per quanto si possa dire davanti a quella che è stata una vera strage. Ma, d'altra parte, la disattenzione alla sicurezza dei lavoratori in un impianto siderurgico non può che essere colpevole. Ricordo che subito dopo la tragedia, molti lavoratori denunciarono i tanti segnali di pericolo che c'erano stati dentro la fabbrica. E come l'azienda, avendo deciso di chiudere l'impianto, continuasse a produrre senza i necessari interventi sulla sicurezza. Ricordo, addirittura, il tentativo di fare ricadere le responsabilità sui lavoratori".
Cosa significa condannare un capo azienda per omicidio volontario?
"Sia chiaro,
non ho nulla di personale, ma credo che sia una decisione giusta. Viene respinta l'idea che per conseguire il profitto si possano sacrificare le condizioni di sicurezza dei lavoratori".
Pensa che questa sia un'idea diffusa in Italia?
"C'è una tendenza secondo la quale bisogna togliere i controlli, ridurre le procedure burocratiche, deregolare. La verità che afferma la sentenza è che la responsabilità della sicurezza dei lavoratori è dell'impresa".
Definirebbe storica questa sentenza?
"Non lo so. Dico che è una sentenza molto importante: non si può scherzare con la vita di chi lavora".
Quasi un riscatto del lavoro, per quanto attraverso una vicenda drammatica?
"Sì. Un riscatto molto doloroso. Ma può essere d'aiuto per ribadire che non può esserci un profitto a prescindere".
Sta dicendo che nel nostro sistema imprenditoriale ci sia questa cultura?
"Io ho visto un governo molto impegnato ad alleggerire la legislazione sulla sicurezza sul lavoro. Quasi un "liberi tutti". Una deriva culturale che porta a sostenere che possa esserci un lavoro senza diritti. Questo c'è. Poi, non c'è dubbio, la crisi economica ha aumentato la pressione sui lavoratori. Non a caso sono aumentate le malattie professionali".
La crisi sta mettendo più a rischio la vita dei lavoratori nelle fabbriche?
"C'è chi ha usato la crisi per sostenere che prima di tutto viene il lavoro e sul resto (diritti, sicurezza, tutele) si può anche sorvolare".
Perché si continua a morire sul lavoro? Solo qualche giorno fa hanno perso la vita due lavoratori alla Saras dei Moratti in un incidente molto simile a quello della Thyssen.
"Perché non si fa tesoro dell'esperienza. C'è una cultura, ripeto, che gioca sulla povertà. Piuttosto penso che manchi un senso di mobilitazione civile per dire che è proprio ingiusto morire sul lavoro. Servirebbe una mobilitazione corale per dire che queste morti sono contro qualunque idea etica della società".
Eppure gli ultimi dati dell'Inail indicano un calo delle morti nell'ultimo anno.
"Ci andrei cauta perché vorrei capire quanto hanno inciso le ore di cassa integrazione, cioè di non lavoro".
In questo contesto culturale che lei descrive, c'è una responsabilità anche del governo?
"In quello che è accaduto non c'è una responsabilità diretta del governo. Ma certo questo governo è corresponsabile nell'aver creato un clima, un atteggiamento culturale, in cui si ritiene che i diritti non siano connaturati al lavoro".
Cosa è cambiato in Italia dopo la tragedia alla Thyssen?
"Purtroppo questo è diventato un paese che consuma qualsiasi notizia molto in fretta".
(16 aprile 2011)
Iscriviti a:
Post (Atom)
