venerdì 28 ottobre 2011

FIOM: via ai licenziamenti


Ulteriore gravissimo attacco
del Governo ai diritti dei lavoratori
e delle lavoratrici

 
Una ragione in più per partecipare
alle iniziative di sciopero
decise dalla Fiom
 

 
 
Dopo aver introdotto l’art.8 nella manovra finanziaria, che cancella il diritto del lavoro e il Contratto nazionale, che permette alla Fiat di uscire dal Contratto nazionale e di applicare in tutto il Gruppo l’accordo antisindacale di Pomigliano, l’attacco ai lavoratori continua con il via libera ai licenziamenti dato dal Governo e approvato dall’Europa.

Drammaticamente si continua a perseguire la strada di colpire il lavoro e i lavoratori e le lavoratrici dando la libertà alle imprese di licenziare annullando lo statuto dei lavoratori, e colpendo in modo particolare le donne con l’innalzamento dell’età pensionabile.

La lettera all’Europa invece di individuare misure per la crescita e lo sviluppo, contiene dichiarazioni di intenti, ma la cosa più grave è che va a colpire coloro che sono più deboli, che più soffrono la crisi e che da sempre sostengono l’economia di questo paese.

La Fiom all’assemblea di Cervia ha proclamato 8 ore di sciopero contro l’art.8, contro la manovra del Governo per affermare la democrazia nei luoghi di lavoro e difendere i diritti.
La decisione del Governo di dare via libera ai licenziamenti si colloca in questo quadro devastante per la vita delle persone e costituisce una ragione in più per scioperare.

Nel corso di queste settimane si sono già svolti scioperi e mobilitazioni nazionali come lo sciopero e la manifestazione a Roma del Gruppo Fiat e di Fincantieri del 21 ottobre e scioperi territoriali e regionali. Venerdì 4 novembre tutta la Lombardia sarà in sciopero con manifestazione a Milano.

Bisogna intensificare le iniziative e far sentire la nostra voce per impedire che questo Governo porti al massacro il nostro paese e scarichi le sue responsabilità sui lavoratori e sulle lavoratrici.

E sull’insieme di queste questioni, per la cancellazione dell’art. 8, per impedire i licenziamenti, per una democrazia esigibile nei luoghi di lavoro che superi la pratica degli accordi separati,
è necessario che la Cgil prosegua la mobilitazione fino a proclamare lo sciopero generale.

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