Vi anticipiamo che per il 12 marzo prossimo la CGIL intende indire uno sciopero generale per manifestare contro il disegno di legge n. 1167-B (in particolare gli art. 30, 31 e 32) attualmente in discussione in Parlamento, che assieme alla Legge 69/2009 mira ad annientare il diritto di tutela giudiziaria del lavoratore.
In particolare:
La norma “manifesto” è il comma 9 dell’art. 31, dove si prevede la possibilità di privare il lavoratore della tutela giudiziaria, affidando le controversie non ai giudici, bensì ad arbitri. Questi ultimi potranno addirittura giudicare “secondo equità”, che significa: secondo il loro buon senso, senza applicare le norme di legge e dei contratti collettivi. Questo vuol dire privare il lavoratore di garanzie certe e universali quali quelle date dai contratti nazionali e dalle leggi, minando anche la stessa la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Ma vi è di più: anche se un lavoratore dovesse riuscire ad andare davanti ad un giudice, quest’ultimo non potrà sindacare le scelte del datore di lavoro e dovrà tener conto dei concetti di giusta causa e di giustificato motivo di licenziamento che saranno dettati non più dalla legge e dalle norme costituzionali, bensì dalla contrattazione collettiva (anche separata) e, ancor peggio, dal contratto di lavoro individuale stipulato all’atto dell’assunzione, qualora certificato da apposite commissioni (art. 30). E’ evidente che in quest’ultimo caso, data la disparità contrattuale tra datore e lavoratore, il contratto certificato potrà benissimo sanzionare con il licenziamento anche una minima mancanza del lavoratore.
Il disegno di legge contiene, inoltre, una ridefinizione dei termini per l’impugnazione dei licenziamenti, dei contratti di collaborazione, dei contratti a termine e dei trasferimenti che renderà assai difficile (se non impossibile) al lavoratore la tutela giurisdizionale dei propri diritti (art. 32).
A tutto ciò si aggiunge che, dopo la legge n. 69/2009, sarà possibile condannare il lavoratore alle spese di giudizio quando vorrà ricorrere al tribunale per difendere un suo diritto.
Vi invitiamo a prendere visione della comunicazione ufficiale inviataci dalla CGIL.
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