
MIRAFIORI:
L'ACCORDO DELLA VERGOGNA
L'accordo per Mirafiori del 23 dicembre ha visto molti politici e rappresentanti delle istituzioni locali schierarsi a favore, in modo troppo frettoloso, come se l'investimento giustificasse qualsiasi scambio e peggioramento delle condizioni di lavoro con conseguenze negative su tutto il sistema industriale.
La FIOM-CGIL non ha firmato l’intesa in quanto sono previste:
- la cancellazione del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici;
- l'intensificazione della prestazione lavorativa e il peggioramento delle condizioni di lavoro e della salute con il taglio delle pause per il riposo;
- la possibilità di inserire turni da 10 ore di lavoro;
- la penalizzazione economica sulla retribuzione dovuta in caso di malattia;
- non è vero che il salario aumenta se non in presenza di turni più gravosi e maggiori straordinari;
- la cancellazione dei rappresentanti sindacali eletti dai lavoratori (R.S.U.) sostituiti da rappresentanti nominati dalle organizzazioni firmatarie;
- la possibilità di sanzionare individualmente il lavoratore e le organizzazioni sindacali in caso di non rispetto delle clausole previste (che prefigurano una limitazione del diritto di sciopero).
È importante che la Fiat investa per il futuro di Mirafiori, e quindi di Torino, ma senza alcun bisogno di mettere in discussione diritti e condizioni di lavoro: per questa ragione riteniamo sbagliato l'accordo.
La Fiat deve confermare l’investimento, senza però pretendere ulteriori contropartite da lavoratori, già penalizzati da lunghi periodi di cassa integrazione, e che in questi anni hanno continuato a credere nell’azienda quando molti invece la consideravano ormai destinata ad un declino irreversibile.
Lavoro e libertà devono procedere insieme:
la democrazia e i diritti non possono fermarsi ai cancelli delle fabbriche.
La Fiat deve confermare l’investimento, senza però pretendere ulteriori contropartite da lavoratori, già penalizzati da lunghi periodi di cassa integrazione, e che in questi anni hanno continuato a credere nell’azienda quando molti invece la consideravano ormai destinata ad un declino irreversibile.
Lavoro e libertà devono procedere insieme:
la democrazia e i diritti non possono fermarsi ai cancelli delle fabbriche.
MERCOLEDI’ 12 GENNAIO 2011
ORE 17,30 PIAZZA STATUTO ANGOLO VIA GARIBALDI
FIACCOLATA
PER LA LIBERTA’ DEL LAVORO
PER NON LASCIARE SOLI I LAVORATORI
PARTECIPANO
Maurizio LANDINI Segretario generale della FIOM CGIL
Paolo FLORES D’ARCAIS Direttore di MICROMEGA
FIOM CGIL TORINO
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