sabato 29 dicembre 2012

Rassegna Stampa: lo Spiffero



Doccia fredda di fine anno. Comunicata stamane la procedura, ma si teme che sia solo la prima tranche. Un mese a casa, a partire dal 7 gennaio, in attesa delle decisioni di azienda e soci pubblici. Avviato l’iter di privatizzazione

Brutta fine d’anno per i dipendenti del Csi Piemonte. Questa mattina sono state infatti recapitate ad un centinaio di lavoratori del consorzio le notifiche di cassa integrazione: un mese a partire dal prossimo 7 gennaio 2013. Ma il provvedimento odierno potrebbe essere solo la prima tranche, giacché nelle scorse settimane il vertice dell’azienda aveva individuato in complessive 200 unità la forza lavoro da lasciare a casa per tre mesi. La decisione arriva a poche ore dall’assemblea di ieri in cui sono state adottate delibere fondamentali per il destino del Csi: la modifica dello statuto per garantire l’ingresso di nuovi soci e l’avvio del processo di privatizzazione dell’ente, recependo le indicazioni della troika di “esperti” nominati da Regione, Comune e Provincia di Torino.

Scelte derivanti da un piano di riorganizzazione dalla lunga e travagliata gestazione, tradotto in un piano industriale altrettanto contrastato. Dura presa di posizione di Monica Cerutti (Sel): «Sfuggono i criteri con i quali questi lavoratori siano stati selezionati. È stato spiegato che venivano scelti coloro che lavorano ad attività ridimensionate per la contrazione del budget. Però dalle prime notizie siamo sconcertati che invece risulterebbero essere stati colpiti dipendenti part-time o appartenenti alle categorie protette. Su questo chiederemo spiegazioni essendo ancora, fino a prova contraria, il consorzio un ente pubblico. Si continua a procedere in modo approssimativo e a farne le spese sono come sempre i lavoratori e le lavoratrici».

Pubblicato Sabato 29 Dicembre 2012


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