giovedì 24 gennaio 2013

Rassegna Stampa: Landini, una nuova strategia contrattuale


(da l'Unità 11 gennaio 2013)

Landini: una nuova strategia contrattuale
All'Assemblea nazionale il leader Fiom propone «una carta rivendicativa» per riconquistare il contratto nazionale La Cgil risponde: confrontiamoci, ma serve una proposta che includa . . . 
«I padroni hannocambiato nome, ma ci sono sempre e fanno i loro interessi»

MASSIMO FRANCHI Twitter @MassimoFranchi
Il contratto nazionale non esiste più. Per riconquistarlo la Fiom chiede alla Cgil «una nuova strategia sindacale». Da Cervia, dove i metallurgici tengono la loro Assemblea nazionale, Maurizio Landini chiude la sua lunga relazione toccando il tema interno più delicato: il rapporto con la confederazione. «Non la Fiom, ma tutta la Cgil ha bisogno di aprire una discussione e di fare i conti con la necessità di seguire una nuova strategia sindacale per far riconquistare a tutti i lavoratori, non solo ai metalmeccanici, un contratto nazionale degno di questo nome». Lo strumento individuato da Landini è quello di «una carta rivendicativa nazionale» che andrà scritta dalla segreteria e che dovrà essere fatta votare «da tutte le lavoratrici e i lavoratori di ogni fabbrica, e se il voto sarà favorevole, darà il mandato alla Fiom territoriale di aprire una vertenza. Si diceva che Pomigliano era un caso eccezionale ma non è stato così, c'è stata una sottovalutazione. Quel che sta succedendo ai metalmeccanici, la pratica degli accordi separati, può estendersi agli altri lavoratori. In vista del congresso della Cgil, abbiamo bisogno - rimarca Ladini - di una discussione vera che superi la forma del congresso precedente, ci servono forme nuove». 
LATTUADA: DIALOGO FRANCO 
Le risposte interne e della confederazione non tardano ad arrivare. Se la minoranza interna vicina alla segreteria Cgil con Fabrizio Potetti propone «un seminario per proporre ed elaborare insieme alla confederazione proposte», è il segretario confederale Elena Lattuada (che in Fiom è stata) a intervenire (per la prima volta) a fine giornata: «Dentro ad un quadro di regole non condivise come l'ultimo contratto e l'accordo sulla produttività, il problema è come la Cgil avanza una proposta che sappia dare al contratto nazionale la centralità necessaria e che includa e riunisca l'insieme delle figure, giovani, precari e garantiti, in special modo in una categoria che dal 2009 va avanti a contratti separati. Un segnale immediato - continua Lattuada - lo darà la categoria, ma noi sappiamo che il problema è come la Fiom starà dentro la discussione che si avvierà con la nuova fase politica. Una discussione - conclude - che necessiterà di un tempo lungo». 
«MANIFESTAZIONE A MARZO»
Per il resto la relazione di Landini ha affrontato tutti i temi della attualità. Partendo da un attacco a Monti: «Forse non si chiamano più padroni, ma esistono ancora e detengono il potere. Proprio le leggi fatte in questi ultimi anni dal governo Berlusconi prima e dal governo Monti poi, dalla modifica dello statuto dei lavoratori all'articolo 8, hanno messo in discussione il diritto al lavoro e aumentato le disuguaglianze». Poi la constatazione che solo Federmeccanica punta sul contratto separato: «Confapi e dalle cooperative ci hanno detto che le trattative per i contratti nazionali le portano avanti con tutte le organizzazioni sindacali, nessuno escluso». Passando alle elezioni e ai candidati della Fiom, il segretario generale ha detto: «Ai dirigenti (come Giorgio Airaudo con Sel, ndr), a quei compagni (Antonio Di Luca, operaio di Pomigliano con Ingroia, Giovanni Barozzino, licenziato a Melfi con Sel) a quelle compagne (Giovanna Marano, già candidata in Sicilia con Ingroia) cui è stato proposto di candidarsi e che hanno accettato faccio i miei auguri. Non è un fatto risolutivo, ma è importante. Rimane comunque la necessità di una nostra azione autonoma». Un'autonomia che si tradurrà in una nuova mobilitazione: «Una grande manifestazione nazionale a marzo, con il nuovo Parlamento insediato, per presentare le nostre richieste».



(da "Il Sole 24 Ore")
Metalmeccanici, FIOM contro l'intesa separata
<<Sul rinnovo voto in ogni fabbrica>>
<<Una carta rivendicativa a carattere nazionale con una base comune di diritti e non derogabile dal secondo livello>>. E' la proposta su cui sta lavorando la FIOM con <<l'obiettivo esplicito di rendere inapplicabile>> l'accordo separato del 5 Dicembre sul contratto dei metalmeccanici, da sottoporre al voto <<fabbrica per fabbrica>>. Lo ha annunciato Maurizio Landini all'assemblea delle tute blu della CGIL a Cervia.

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