mercoledì 27 giugno 2012

Nota alle Strutture:Rinnovo CCNL




NOTA ALLE STRUTTURE

Per difendere le condizioni di vita e di lavoro dei metalmeccanici e
superare la pratica degli accordi separati a Fim e Uilm proponiamo regole 
democratiche riconsegnando ai lavoratori il diritto di decidere sugli accordi 
Fim e Uilm il 13 giugno 2012 hanno definito la piattaforma per un rinnovo separato del Contratto Nazionale che non verrà illustrata e sottoposta al voto di tutti i metalmeccanici ma solo agli iscritti di Fim e Uilm, la minoranza in categoria. 

Una piattaforma che riconferma il sistema di regole per i rinnovi contrattuali del 2009, non condiviso dalla Fiom e dalla Cgil, e che ha portato, dal 2009 ad oggi, agli accordi separati nei rinnovi contrattuali dei metalmeccanici, del pubblico impiego e del commercio; praticamente l'insieme del lavoro dipendente in Italia. 

Una piattaforma che, prima ancora del merito delle richieste, non rispetta e non si pone il problema di dare applicazione condivisa all'accordo interconfederale del 28 giugno 2011, nega il diritto democratico dei lavoratori metalmeccanici di poter decidere sui contratti che li riguardano, conferma la scelta degli accordi separati e non si pone l'obiettivo della riconquista di un Contratto nazionale unitario per tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici. 

L'assemblea nazionale dei delegati della Fiom, lo scorso 22 e 23 settembre 2011 a Cervia, ha approvato la piattaforma per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro di Federmeccanica, Unionmeccanica, Cooperative, per tutta la categoria occupata nelle imprese industriali e ha esplicitato da subito e chiaramente nella premessa i punti fondamentali: un contratto nazionale è tale se è il contratto di tutte le lavoratrici e i lavoratori che operano nel settore e ai quali deve garantire condizioni salariali e normative uguali a parità di mansione e di lavoro; il contratto nazionale è valido se è approvato dalla maggioranza dei lavoratori metalmeccanici.

La piattaforma della Fiom è stata successivamente approvata con il voto referendario della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici il 26, il 27 e il 28 ottobre 2011; l'obiettivo che ci siamo proposti e che ci proponiamo è la riconquista di un Contratto Nazionale condiviso dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici, sottoscritto unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali e dalle associazioni delle imprese. 

Dopo la valutazione e l'approvazione certificata della piattaforma da parte della maggioranza dei lavoratori, tramite le assemblee e il referendum, il 12 dicembre 2011 la Fiom con una lettera inviata a Federmeccanica e a Fim e Uilm, ha chiesto di affrontare in modo nuovo la grave situazione che investe i lavoratori e le imprese. 

Abbiamo chiarito di essere consapevoli che l'attuale contesto economico, sociale e politico non ha precedenti sia sul piano nazionale che europeo a causa di una crisi che non ha precedenti e che investe tutto il mondo del lavoro e delle imprese; abbiamo anche riconosciuto e riconfermato le valutazioni e i giudizi diversi rappresentati dalle scelte precise e dai fatti conseguenti nelle relazioni industriali. 

Per chiarezza nella nostra lettera a Federmeccanica e a Fim e Uilm abbiamo anche riassunto questi fatti: 
  • l'accordo sul CCNL separato del 15.10.2010 nel corso della vigenza del CCNL unitario del 2008 con il quale hanno scelto di dare applicazione all'intesa separata sugli assetti contrattuali non firmata dalla Cgil, 
  • la volontà esplicita di Federmeccanica di riconoscere, dal 1.1.2012, come unico CCNL in vigore l'accordo separato non sottoscritto dalla Fiom, 
  • l'accordo interconfederale unitario del 28.6.2011 sulla certificazione della rappresentanza, ruolo e funzione del CCNL, contenuti della contrattazione collettiva e validità dei contratti aziendali, 
  • la scelta di Fiat di uscire dal sistema di rappresentanza generale e dal CCNL, con la conseguente divisione del mondo del lavoro e l'attacco alle libertà sindacali. 

Proprio per affrontare in modo nuovo la gravità della situazione e senza chiedere a nessuno di rinunciare alla diversità delle posizioni espresse abbiamo proposto di verificare la volontà e le condizioni per raggiungere un contratto nazionale condiviso da tutti a partire dalla democrazia e dalla rappresentanza, cioè dalla richiesta di definire sia un sistema di rappresentanza dei lavoratori metalmeccanici che di regole condivise per la validazione democratica dei contratti nazionali e aziendali. 

La risposta è stata chiara, prima la Fiom firmi gli accordi separati di Federmeccanica  con Fim e Uilm e poi diamo la disponibilità a discutere; tradotto: prima accettate di peggiorare, per accordo e con noi, le condizioni di lavoro e le libertà sindacali e democratiche dei lavoratori, poi siamo disponibili a discutere di rappresentanza. 

Quello che non è chiaro e che non è scritto nella piattaforma di Fim e Uilm, ma su cui è necessaria la più ampia informazione ai lavoratori metalmeccanici è che, senza alcun livello di informazione e di mandato, è già stato definito con Federmeccanica l'oggetto della trattativa che vogliono svolgere. 

Fim e Uilm, senza alcun mandato e in assenza di informazione e consultazione dei lavoratori: 
  • il 29 settembre 2010, quindi dopo la firma separata del CCNL del 15.9.2009, hanno sottoscritto l'art.4-bis del CCNL che prevede la possibilità di derogare in azienda sull'insieme delle norme del Contratto Nazionale ( sono esclusi solo i minimi tabellari e gli scatti di anzianità) con l'impegno a recepire questa norma con il rinnovo del contratto che si apprestano a discutere; 
  • il 12 dicembre 2012 hanno sottoscritto il Contratto Collettivo Specifico di primo livello in Fiat che estende l'accordo di Pomigliano e cancella il contratto nazionale dei metalmeccanici negli stabilimenti Fiat, peggiorando le condizioni di lavoro, con l'introduzione dei 18 turni, lo spostamento della ½ ora di mensa a fine turno e 120 ore annue di straordinario obbligatorio, l'utilizzo da parte dell'azienda dei Par del lavoratore a copertura del 18° turno eventualmente non lavorato e la penalizzazione della malattia, con la limitazione delle libertà sindacali individuali e collettive dei lavoratori che non hanno più la libertà di scegliere a quale sindacato aderire e introducendo la clausola di responsabilità che prevede sanzioni a carico dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che scioperano; 
  • il 22 dicembre 2011 Fim e Uilm hanno sottoscritto con Federmeccanica, in deroga al CCNL separato del 15.10.2009, il protocollo d'intesa sulla disciplina specifica per il comparto auto che può essere applicato in tutte le aziende del settore solo con una comunicazione resa dall'azienda alla RSU 20 giorni prima della sua applicazione e che introduce: un orario di lavoro di 40 ore calcolato sulla media dei 12 mesi, 18 turni di lavoro settimanali dal lunedì al sabato senza contrattazione con la RSU, lo spostamento della ½ ora di mensa a fine turno e 120 ore annue di straordinario obbligatorio per il lavoro a 18 turni, ridotte a 80 ore in caso di lavoro su 10/15 turni, l'utilizzo da parte dell'azienda dei Par del lavoratore a copertura del 18° turno eventualmente non lavorato e la penalizzazione della malattia; 
  • sempre il 22 dicembre 2012 Fim e Uilm hanno sottoscritto con Federmeccanica una dichiarazione comune con la quale si danno reciprocamente atto che, in occasione degli incontri per il rinnovo contrattuale del CCNL separato del 15.10.2009, costituirà oggetto di confronto sia il fenomeno dell'assenteismo che la clausola di esigibilità firmata con l'accordo Fiat: questo vuole dire che, senza informare i lavoratori né esplicitarlo in piattaforma, Fim e Uilm sono già impegnate con Federmeccanica a introdurre nel contratto un peggioramento della attuale normativa della malattia e la clausola che prevede sanzioni anche a carico dei lavoratori in caso di scioperi. 

La risposta data da Fim e Uilm alla richiesta della Fiom, con questi fatti, ora è ancora più chiara: la firma della Fiom sugli accordi separati e sulle dichiarazioni comuni firmate con Federmeccanica da Fim e Uilm significa garantire che il peggioramento delle condizioni di lavoro e delle libertà sindacali e democratiche dei lavoratori diventino esigibili per le imprese a prescindere dalla reale rappresentanza di chi sino ad oggi ha sottoscritto quegli accordi senza informare i lavoratori e senza il loro mandato. 

Inoltre, l'approvazione del Dlgs sul mercato del lavoro, in discussione e in approvazione in Parlamento, peggiora considerevolmente e ulteriormente le condizioni dei lavoratori: 
  • toglie le tutele oggi previste in caso di licenziamento individuale e collettivo, e in particolare interviene e cancella l'art.18 della legge 300 
  • riduce l'attuale copertura degli ammortizzatori sociali – sia temporale che economica della cassa integrazione e della mobilità - con gravi conseguenze per i lavoratori in una crisi che non solo continua ma si aggrava, 
  • non contrasta e allarga ulteriormente le forme di lavoro precarie che interessano i giovani, le donne, e tutti quelli che perdono il lavoro nei processi di riorganizzazione delle imprese e dei servizi. 

Su questo argomento, invece di contrastare sul piano contrattuale una riforma contro i lavoratori, la piattaforma di Fim e Uilm si propone di armonizzare quanto previsto dal CCNL sui contratti a termine con quanto previsto dalle nuove norme che stanno per essere varate dal Parlamento, si propone quindi di eliminare la causale oggi prevista dal contratto per le assunzioni a termine, sia di lavoratori interinali che di lavoratori assunti direttamente dall'azienda. 

Inoltre nelle fabbriche, in questi mesi, in modo illegittimo, Federmeccanica Fim e Uilm unilateralmente stanno mettendo in discussione le agibilità e i diritti sindacali del sindacato più rappresentativo della categoria, la Fiom, nella elezione dei delegati e nell'esercizio del diritto di assemblea. Ciò non è accettabile sia per il CCNL del 2008 e la clausola dell'ultrattività del contratto nazionale, sia per l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011. 

La piattaforma della Fiom 
  • nella sua premessa considera prioritaria la battaglia contro i licenziamenti e la chiusura dei siti produttivi, per la difesa dell'occupazione e il superamento della precarietà, contro una logica che contrappone il diritto al lavoro ai diritti del lavoro, 
  • nei capitoli relativi al mercato del lavoro si propone di limitare le tipologie dei contratti di lavoro atipici – contratto a tempo determinato, interinale a tempo determinato, contratto a part-time – con l'introduzione di un periodo massimo di 24 mesi di permanenza per la stabilizzazione, una maggiorazione oraria del 
  • 25% del monte ore retributivo al termine del rapporto di lavoro e il vincolo di parità retributiva e normativa a parità di mansione. 

In questi mesi la segreteria nazionale della Fiom in più occasioni: 
  • ha avanzato la proposta di individuare regole democratiche condivise per la validazione degli accordi, 
  • ha chiesto l'applicazione anche tra i metalmeccanici dell'accordo interconfederale del 28.6.2012 che prevede la certificazione della rappresentatività delle Organizzazioni Sindacali attraverso la certificazione degli iscritti e del voto raccolto nei rinnovi delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, 
  • ha ribadito la volontà e la richiesta di stipulare, con il consenso e il concorso di tutti i soggetti che hanno sottoscritto il CCNL del 2008, un nuovo CCNL valido e applicabile a tutte le lavoratrici e i lavoratori addetti nelle imprese metalmeccaniche. 

La Fim e la Uilm hanno fatto una scelta diversa: 
  • quella di continuare sulla strada degli accordi separati, 
  • negare ai metalmeccanici il diritto di voto sulle piattaforme e sugli accordi, 
  • impedire la certificazione della loro reale rappresentatività; Fim e Uilm hanno scelto di derogare il contratto nazionale e discutere senza mandato con Federmeccanica di: straordinario, malattia, orari di lavoro, diritto di sciopero, diritti e libertà sindacali. 


19 giugno 2012 

Fiom Nazionale

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