mercoledì 2 maggio 2012

Rassegna stampa: Il Corriere della Sera intervista Airaudo



Airaudo: il ministro? 
Parlare in fabbrica è sempre un bene
Il dialogo 
Non capisco Camusso, però ora si ascoltino le nostre idee

«Sono stupefatto. Susanna Camusso ha pronunciato un vero e proprio "niet". A noi invece i veti non piacciono».
Quelli che credono alla profezia dei Maya troveranno nelle parole di Giorgio Airaudo un ulteriore segno dell' imminente fine del mondo. Il numero due della Fiom-Cgil, principale nemico dell' attuale governo, difende il ministro del Lavoro dall' attacco del «suo» segretario, che in una intervista al Corriere aveva bollato come «una sfida supponente» l' annunciata visita di Elsa Fornero in una fabbrica per spiegare agli operai la riforma del lavoro. Non è di poco conto la circostanza che la fabbrica in questione sia l' Alenia di Torino, che Airaudo e Fornero siano entrambi torinesi, e che la città in fondo non sia poi così grande. I due, insomma, non sono d' accordo su nulla ma si conoscono, e si rispettano.
Airaudo, il segretario della Cgil ha sbagliato?
«Diciamo che c' è stato almeno un errore di comunicazione. Non si può e non si deve dire che i lavoratori non possono avere il diritto di confrontarsi con il ministro».
Le parole precise non erano queste.
«Così sono state interpretate. Camusso ha sopravvalutato questa vicenda. Mi sfugge per quale ragione un sindacalista non debba apprezzare il confronto tra gli operai e la loro controparte. Forse non è correttamente informata».
C' è qualcosa che dovrebbe sapere?
«I lavoratori dell' Alenia hanno scioperato unitariamente contro la riforma del lavoro. In quei giorni Fornero mostrò quella supponenza da professoressa che Camusso le rinfaccia adesso, a mio avviso sbagliando».
Come si palesò?
«Disse che le sarebbe piaciuto spiegare la riforma agli operai, ma era stata caldamente sconsigliata. Insomma, lasciava intravedere possibili strumentalizzazioni e problemi di ordine pubblico, come se i lavoratori fossero belve in gabbia».
All' Alenia l' idea di raccogliere le firme per invitare il ministro è nata in quel momento?
«Esatto. La sfida non era della Fornero, ma dei lavoratori: venga pure a spiegare le sue ragioni in tranquillità, sia pronta però ad ascoltare le nostre. Hanno raccolto 1.300 adesioni. Iscritti di ogni sindacato, non solo della Fiom. L' assemblea è promossa dalle Rsu, non solo dalle nostre».
Si aspettava che Fornero raccogliesse l' invito?
«Molti temevano che non avrebbe risposto, altri lo speravano. Invece lo ha fatto. Un gesto importante: pur nella radicale diversità delle opinioni, è un bene che ci sia il confronto. Fa bene a tutti».
Lo spiega lei alla Camusso?
«Spero che alla base del suo ragionamento non ci sia il timore che le parole del ministro possano convincere gli operai. Un' idea che non rivelerebbe certo stima e fiducia nei confronti dei lavoratori. Che invece sono molto informati e consapevoli, possono tranquillamente affrontare il "rischio" del confronto».
Il suo giudizio sulla scelta della Fornero?
«Ha colto una occasione. Nell' accettare il confronto con i lavoratori, ha implicitamente corretto le sue parole precedenti. Almeno in questo non vedo alcuna supponenza da parte sua».
Anche gli altri sindacati non hanno gradito.
«Cisl e Uil si scandalizzano per la visita di un ministro all' Alenia ma accettano che la Fiom sia esclusa dalla rappresentanza sindacale in Fiat e non solo, con il loro consenso. Sarebbe meglio che si indignassero per questo».
Cosa si aspetta dall' incontro di lunedì?
«Una discussione accesa su una riforma ingiusta. Al ministro verrà tolto ogni possibile alibi, mentre i lavoratori eserciteranno il sacrosanto diritto di ascoltare chi vogliono».
 
Imarisio Marco

(20 aprile 2012) - Corriere della Sera

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