IL LAVORO NON E' UNA MERCE
E’ NECESSARIO CHE IL PAESE TORNI A CRESCERE
L’Italia è in recessione, il PIL si riduce, le retribuzioni reali calano, le buste paga si assottigliano per lavoratori e pensionati. Il Paese ha bisogno di crescere. Il rigore è necessario ma senza crescita il rigore non salverà l’equilibrio dei conti pubblici. Intanto i consumi calano, le tasse schiacciano il reddito dei lavoratori e pensionati e i tagli agli Enti Locali mettono in discussione i servizi e il welfare scaricando disagi e costi sulle famiglie e i più deboli. Le diseguaglianze aumentano mentre i grandi redditi e i grandi patrimoni non vengono toccati.
L’Europa e l’Italia devono cambiare politica economica e tornare a crescere e produrre lavoro.
LA VERA PRIORITA’ E’ IL LAVORO: QUELLO CHE MANCA O SI RISCHIA DI PERDERE
La disoccupazione è in aumento, le donne e i giovani sono tenuti fuori dal mercato del lavoro o costretti a un lungo e umiliante precariato. Le crisi aziendali fanno perdere lavoro ai cinquantenni che difficilmente potranno ritrovarlo, mentre dopo gli interventi del Governo, la pensione è sempre più lontana e irraggiungibile. Anche per questo per la CGIL il problema delle pensioni non è chiuso. Il 2012, dopo 4 anni di crisi, rischia di essere un anno ancora più difficile di quelli che abbiamo alle spalle. Il rischio di migliaia di licenziamenti senza una ipotesi di ripresa produttiva, si fa sempre più concreto.
LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO VA MIGLIORATA
Il governo ha proposto una riforma del mercato del lavoro che va nella direzione giusta di ridurre la precarietà ed estendere gli ammortizzatori ma fa solo primi timidi passi.
Vanno consolidate e migliorate le norme sulla precarietà, a partire dalle norme sui CO.CO.PRO., sul contratto a termine, sul lavoro a chiamata. Rimane senza soluzione il tema precarietà di centinaia di precari nel pubblico impiego e nella scuola.
Gli ammortizzatori devono riguardare tutti i settori e tutte le forme di lavoro, senza ridurre le coperture delle lavoratrici e dei lavoratori ultracinquantenni.
Deve essere data subito una soluzione a coloro che sono senza lavoro e senza pensione.
Il Parlamento ha il diritto-dovere di migliorarla e consolidarla. I giovani, le donne, coloro che perderanno lavoro, vanno sostenuti da politiche esplicite di avviamento e riqualificazione.
Vanno consolidate e migliorate le norme sulla precarietà, a partire dalle norme sui CO.CO.PRO., sul contratto a termine, sul lavoro a chiamata. Rimane senza soluzione il tema precarietà di centinaia di precari nel pubblico impiego e nella scuola.
Gli ammortizzatori devono riguardare tutti i settori e tutte le forme di lavoro, senza ridurre le coperture delle lavoratrici e dei lavoratori ultracinquantenni.
Deve essere data subito una soluzione a coloro che sono senza lavoro e senza pensione.
Il Parlamento ha il diritto-dovere di migliorarla e consolidarla. I giovani, le donne, coloro che perderanno lavoro, vanno sostenuti da politiche esplicite di avviamento e riqualificazione.
IL LAVORO NON PUO’ ESSERE USA E GETTA
Il Governo propone una riforma inaccettabile dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Secondo la riforma un lavoratore licenziato ingiustamente dall’impresa per motivi economici infondati non ha diritto di tornare a lavorare. Questa norma aprirà un’ondata di licenziamenti ingiusti nelle imprese. E’ necessario che il giudice possa reintegrare il lavoratore licenziato ingiustamente. E’ necessario che il Parlamento reintroduca il diritto al reintegro nella legge come elemento di civiltà e forma deterrente per scongiurare licenziamenti ingiusti.
aprile 2012

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