mercoledì 4 maggio 2011

FIOM: rassegna stampa - intervista ad Airaudo su Il Fatto Quotidiano

INTERVISTA: Giorgio Airaudo, responsabile auto Fiom


" Non è una resa, gli operai ci capiscono "



Dal punto di vista formale Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom dice : " Sosteniamo la scelta della Rsu". E aggiunge. "non ci pieghiamo ai ricatti". Questo, nel momento in cui tutti restano spiazzati e arrivano attacchi da destra e da sinistra.
Airaudo, i critici di sinistra vi dicono che oggi sventolate "bandiera bianca"...
(Ride) Siamo di fronte a un geniale scatto di ingegno operaio.
Votate sì ad un accordo che disprezzate!
Non c'è stato nessun accordo. E nessuna trattativa, perchè la Fiat si è rifiutata di sedere al tavolo.
Cos'è, allora, questo voto?
Il tentativo di farci aderire a un plebiscito, contratto fotocopia, annessione a un'altra azienda.
In che senso?
La Bertone è una eccellenza italiana.
Ovvero?
Che senso ha una battaglia della Fiat contro di noi per tagliare i tempi in una catena in cui ci sono operazioni da 6 minuti e mezzo, invece che da uno? Che senso ha il "contratto-Mirafiori" alla Bertone?
C'è un secondo fine?
Certo. E' come chiedere a un orafo miniaturista di lavorare con pala e piccone. L'unico obiettivo è piegarci.
E non ci sono riusciti?
Nemmeno per sogno. Abbiamo dato battaglia dove il terreno era sfavorevole e siamo andati oltre ogni pronostico. A Pomigliano e Mirafiori hanno vinto solo coi voti dei capi.
E ora?
Il loro tentativo è dire: si può votare su investimenti e licenziamenti. Si può ricattare. Bene, le Rsu smontano il ricatto.
Cosa ne pensano gli operai che a Mirafiori hanno rischiato per votare "No"?
Che i loro compagni hanno fatto bene, perchè non ci facciamo piegare da nessuno.
Non è una mossa tattica?
Per nulla.
Però così anche però voi uscite dalle regole tradizionali...
Certo. Non si può dire agli operai "Rispettate le regole del galateo" quando la controparte le viola tutte.
I vostri delegati quanto dissenso hanno incontrato?
In fabbrica'' Nemmeno uno. Ci sono stati solo applausi, e lacrime di commozione. Fischi per altri sindacati.
Una responsabilità enorme, in una fabbrica in cui la Fiom è maggioranza.
Cosi i delegati disinnescano la pistola puntata alla tempia dei loro compagni.
Era un ricatto?
Doppio: il no all'investimento, e la possibilità di far licenziare tutti i lavoratori che derivava dalla procedura concorsuale.
I delegati hanno deciso da soli?
Hanno questo brutto difetto : essere stati eletti dai lavoratori, cosa che, nelle altre fabbriche, con il metodo Fiat non è più possibile.
Però voi fate anche le cause in tribunale.
E le vinciamo.

Credete di avere consenso anche t ra i lavoratori non iscritti?
Stiamo parlando di una fabbrica eroica: gente che ha girato tre impianti, che è andata in Abruzzo pur di non prendere la cassa integrazione. Lavoratori con gli impianti fermi da 6 anni per colpe non loro. Di fronte a questa aristocrazia operaia mi tolgo il cappello.
E se vince il sì?
I delegati Fiom si dimetteranno tutti. Cosi, quando rieleggeranno la rappresentanza, scopriremo se siamo tanto impopolari...
Cambiare strategia a seconda della battaglia può disorientare.
No. Restiamo coerenti alla nostra unica ragione sociale. Difendere la dignità del lavoro e i diritti, sempre e ovunque. Sottoporci al voto e al giudizio, sempre e ovunque.
Lo sta dicendo con un ruggitodi orgoglio...
Certo! A Mirafiori aumentiamo gli iscritti, qui aumenteremo i consensi.
Siete populisti?
Durante l'assemblea, è arrivata la moglie di Francesco, operaio di 50 anni, che ha tentato il suicidio stremato da angosce e cassa integrazione. Quando faccio queste battaglie, penso a questi lavoratori. Rispondiamo a loro e a nessun altro.

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