INTERVISTA: Giorgio Airaudo, responsabile auto Fiom
" Non è una resa, gli operai ci capiscono "
Dal punto di vista formale Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom dice : " Sosteniamo la scelta della Rsu". E aggiunge. "non ci pieghiamo ai ricatti". Questo, nel momento in cui tutti restano spiazzati e arrivano attacchi da destra e da sinistra.
Airaudo, i critici di sinistra vi dicono che oggi sventolate "bandiera bianca"...(Ride) Siamo di fronte a un geniale scatto di ingegno operaio.
Votate sì ad un accordo che disprezzate!Non c'è stato nessun accordo. E nessuna trattativa, perchè la Fiat si è rifiutata di sedere al tavolo.
Cos'è, allora, questo voto?Il tentativo di farci aderire a un plebiscito, contratto fotocopia, annessione a un'altra azienda.
In che senso?La Bertone è una eccellenza italiana.
Ovvero?Che senso ha una battaglia della Fiat contro di noi per tagliare i tempi in una catena in cui ci sono operazioni da 6 minuti e mezzo, invece che da uno? Che senso ha il "contratto-Mirafiori" alla Bertone?
C'è un secondo fine?Certo. E' come chiedere a un orafo miniaturista di lavorare con pala e piccone. L'unico obiettivo è piegarci.
E non ci sono riusciti?Nemmeno per sogno. Abbiamo dato battaglia dove il terreno era sfavorevole e siamo andati oltre ogni pronostico. A Pomigliano e Mirafiori hanno vinto solo coi voti dei capi.
E ora?Il loro tentativo è dire: si può votare su investimenti e licenziamenti. Si può ricattare. Bene, le Rsu smontano il ricatto.
Cosa ne pensano gli operai che a Mirafiori hanno rischiato per votare "No"?Che i loro compagni hanno fatto bene, perchè non ci facciamo piegare da nessuno.
Non è una mossa tattica?Per nulla.
Però così anche però voi uscite dalle regole tradizionali...Certo. Non si può dire agli operai "Rispettate le regole del galateo" quando la controparte le viola tutte.
I vostri delegati quanto dissenso hanno incontrato?In fabbrica'' Nemmeno uno. Ci sono stati solo applausi, e lacrime di commozione. Fischi per altri sindacati.
Una responsabilità enorme, in una fabbrica in cui la Fiom è maggioranza.Cosi i delegati disinnescano la pistola puntata alla tempia dei loro compagni.
Era un ricatto?Doppio: il no all'investimento, e la possibilità di far licenziare tutti i lavoratori che derivava dalla procedura concorsuale.
I delegati hanno deciso da soli?Hanno questo brutto difetto : essere stati eletti dai lavoratori, cosa che, nelle altre fabbriche, con il metodo Fiat non è più possibile.
Però voi fate anche le cause in tribunale.E le vinciamo.
Credete di avere consenso anche t ra i lavoratori non iscritti?Stiamo parlando di una fabbrica eroica: gente che ha girato tre impianti, che è andata in Abruzzo pur di non prendere la cassa integrazione. Lavoratori con gli impianti fermi da 6 anni per colpe non loro. Di fronte a questa aristocrazia operaia mi tolgo il cappello.
E se vince il sì?I delegati Fiom si dimetteranno tutti. Cosi, quando rieleggeranno la rappresentanza, scopriremo se siamo tanto impopolari...
Cambiare strategia a seconda della battaglia può disorientare.No. Restiamo coerenti alla nostra unica ragione sociale. Difendere la dignità del lavoro e i diritti, sempre e ovunque. Sottoporci al voto e al giudizio, sempre e ovunque.
Lo sta dicendo con un ruggitodi orgoglio...Certo! A Mirafiori aumentiamo gli iscritti, qui aumenteremo i consensi.
Siete populisti?Durante l'assemblea, è arrivata la moglie di Francesco, operaio di 50 anni, che ha tentato il suicidio stremato da angosce e cassa integrazione. Quando faccio queste battaglie, penso a questi lavoratori. Rispondiamo a loro e a nessun altro.

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