lunedì 27 settembre 2010

FIOM: Punto Fiom 7/2010


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Federazione Impiegati Operai Metallurgici




Verso la manifestazione del 16 ottobre. «Sì ai diritti,
no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune»

Manifestiamo per la ...

L’assurdo dell’attuale situazione è che tutti parlano dei problemi delle lavoratrici e dei lavoratori e gli unici che non hanno la possibilità di discutere, di decidere e di votare sugli accordi che li riguardano sono proprio le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici.
Come Fiom abbiamo presentato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che, tra le altre cose, chiede che diventi un diritto il fatto che tutti gli accordi, a qualsiasi livello – aziendale, nazionale o interconfederale – per essere validi devono essere approvati dalla maggioranza delle persone coinvolte.
Anche quello che sta succedendo in questi giorni, a partire dalla vicenda Fiat indica che questo è il tema decisivo per poter ricostruire un’azione unitaria; senza democrazia, e cioè senza la possibilità per le lavoratrici e i lavoratori di poter decidere anche quando ci sono punti di vista diversi tra i sindacati, non solo si mantiene una divisione ma in questo modo sono le imprese che di volta in volta decidono con chi fare gli accordi, sulla base delle proprie convenienze.
Noi abbiamo avanzato due proposte. La prima, a Fim e Uilm, a partire dalla necessità di avere mandato a fare trattative.
Fim e Uilm, ad esempio, hanno accettato il confronto con Confindustria e Federmeccanica per derogare al contratto nazionale senza alcun mandato. Noi siamo pronti a fare una grande consultazione fra tutte le lavoratrici e i lavoratori chiedendo di scegliere tra due opzioni: tra chi, come Fim e Uilm, chiede che si possa derogare al contratto e chi, ed è la nostra posizione, considera sbagliata questa scelta.
Purtroppo non abbiamo avuto risposte e questo significa che si vuole proseguire con la pratica degli accordi separati e quindi decidere sulla testa delle persone.
La seconda proposta l’abbiamo avanzata a Federmeccanica: gli abbiamo detto che non saremmo pronti a far diventare accordo fra le parti un sistema di regole democratiche che riconosca che gli accordi sono validi quando la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori li ha approvati. Non abbiamo avuto alcuna risposta, anzi, quello che si è avviato in questi giorni è un confronto che sotto il ricatto della Fiat porterà alla cancellazione del contratto nazionale di lavoro, perché introdurre le deroghe al Ccnl, vuol dire semplicemente che il contratto nazionale non esiste più e far diventare norma nazionale i contenuti dell’accordo di Pomigliano per tutto il settore dell’auto e della componentistica vuol dire arrivare alla messa in discussione del diritto di sciopero.
Quindi, senza democrazia e con l’attacco al contratto non si sta mettendo in discussione semplicemente l’esistenza della Fiom e della Cgil, ma il diritto stesso delle lavoratrici e dei lavoratori di poter contrattare collettivamente le proprie condizioni di lavoro. Si mette cioè in discussione il diritto di poter essere una organizzazione sindacale autonoma e il diritto delle persone di potersi collettivamente organizzare per tutelare meglio la dignità del proprio lavoro.
Per questo oggi la difesa della democrazia nei luoghi di lavoro, attraverso una legge dello Stato oltre che un accordo con le controparti, è l’unica strada affinché la Costituzione nel nostro paese sia difesa e che vi sia una pari dignità tra lavoro e impresa.

* Ripubblichiamo, in occasione di questo numero di PuntoFiom sulla democrazia, la vignetta che Altan, Ellekappa e Staino regalarono a tutte le metalmeccaniche e i metalmeccanici per la manifestazione contro l’accordo separato del 2001.
** http://gomorraproduzioni.blogspot.com


Una manifestazione sostenibile
Quella del 16 ottobre sarà una manifestazione ecosostenibile. No ai camion e ai veicoli a motore all’interno del corteo. Voci, canti, slogan, suoni e rumori saranno di chi partecipa. Plastica e carta il minimo possibile. Palco e amplificazione alimentati con energia pulita. Ma di tutto questo ne parleremo nel prossimo PuntoFiom…

La proposta di legge d’iniziativa popolare è in Commissione Lavoro
Lo scorso 5 luglio la Fiom ha consegnato alla Camera dei deputati oltre 100.000 firme – raccolte a partire dal 23 marzo – a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare «Regole democratiche sulle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro, la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e il referendum per l’efficacia dei contratti collettivi di lavoro». Dopo qualche settimana di conteggi e verifiche, l’Ufficio per i testi normativi della Camera ha sancito la correttezza della raccolta firme, assegnando alla Commissione Lavoro della Camera il nostro progetto di legge (Atto Camera n.3604) e dando il via all’iter per la discussione in Parlamento.
L’evoluzione del percorso della proposta di legge può essere seguito sul sito della Camera dei deputati (www.camera.it).

I lavoratori e le lavoratrici d’Europa manifestano a Bruxelles il 29 settembre
La Fim e la Uilm, nella stessa giornata, concluderanno probabilmente il negoziato per le deroghe al contratto nazionale

Il 29 settembre la Confederazione europea dei sindacati (Ces), a cui aderiscono peraltro tutte e 3 le confederazioni sindacali italiane, ha indetto una manifestazione europea contro le misure adottate dai governi e per chiedere più investimenti, più occupazione, più Europa sociale e per difendere la contrattazione.
La crisi finanziaria ha sprofondato l’Europa nella crisi più grave dal 1930. 23 milioni di disoccupati in Europa, milioni di cittadini, lavoratori e lavoratrici precarizzati e impoveriti dalle speculazioni della finanza europea, dai vincoli imposti sul debito pubblico, dalle misure governative, dal più grave attacco ai diritti e alle condizioni di lavoro dal dopoguerra in poi.
Già nell’ultimo anno i conflitti e le lotte si sono sviluppati in molti paesi a partire da Grecia, Portogallo, Spagna, Francia, Danimarca, Italia, Romania, Ungheria, Bulgaria ecc.
I sindacati europei hanno infine deciso di dire basta a questa situazione e di rivendicare il rilancio dell’occupazione, degli investimenti, il diritto a contrattare e migliori condizioni di lavoro qualificato. Per questo hanno indetto la manifestazione europea.
In tutti i paesi europei le lotte sono state indette unitariamente da tutti i sindacati tranne che in Italia. La Cisl e la Uil, infatti, non solo non parteciperanno alla manifestazione ma le loro organizzazioni di categoria il 29 di settembre concluderanno probabilmente il negoziato con Federmeccanica per sancire le deroghe al Contratto nazionale di lavoro.
Tutto questo nel disprezzo di ogni minima regola democratica nel rapporto con le lavoratrici e i lavoratori e mentre non solo la Fiom ma tutti i lavoratori e lavoratrici europei saranno a Bruxelles per difendere i propri diritti e le proprie condizioni di lavoro e di vita.
Sarà interessante vedere quanti quotidiani italiani parleranno di isolamento della Fim e della Uilm.
Il 29 di settembre la Fiom sarà a Bruxelles anche per dire No alle deroghe, per difendere il diritto a contrattare, il Contratto nazionale di lavoro, e la democrazia.
Ufficio Europa - Fiom nazionale

altre info:
www.notizieinternazionali.net
www.etuc.org








(la versione stampabile di PuntoFiom 7/2010 la puoi scaricare cliccando qui)

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