Continua l’attacco alla contrattazione collettiva e ai Diritti dei Lavoratori
Prosegue l’offensiva di Governo e Confindustria, per stravolgere la legislazione sul lavoro.
In questo sono agevolati dall’avviso comune sottoscritto da Cisl e Uil sull’Arbitrato e dalla loro disponibilità ad accettare lo stravolgimento della legge 300 (Statuto dei Diritti dei Lavoratori).
Certificazione e Arbitrato
Prevede la possibilità di un contratto di lavoro individuale le cui condizioni di svolgimento possono essere definite in Deroga ai Contratti Nazionali.
Questo contratto può contenere una clausola compromissoria che in caso di controversie, inibisca al lavoratore di ricorrere al Giudice.
Ci troveremmo ad avere lavoratori che operano nella stessa impresa ma con Diritti e Tutele diversi.
Se passa è la fine dei contratti nazionali di lavoro e della contrattazione collettiva.
Legge 300 (Statuto dei Diritti dei Lavoratori)
Al suo posto prevedono di definire lo Statuto dei Lavori.
Da un insieme di norme che garantiscono pari diritti a tutti i lavoratori a prescindere dal settore, dal territorio, della dimensione aziendale in cui operano, con il solo limite dei 15 dipendenti per l’art. 18 (licenziamenti per giusta causa), si passerebbe ad un insieme di norme che diversificano diritti e tutele a secondo del settore della dimensione e dei territori in cui si opera.
L’obiettivo è chiaro: frammentare, indebolire il lavoro, aumentare la sua precarietà.
Usano la crisi per ricacciarci indietro, tornare ad essere solo braccia a disposizione delle imprese.
Prosegue l’offensiva di Governo e Confindustria, per stravolgere la legislazione sul lavoro.
In questo sono agevolati dall’avviso comune sottoscritto da Cisl e Uil sull’Arbitrato e dalla loro disponibilità ad accettare lo stravolgimento della legge 300 (Statuto dei Diritti dei Lavoratori).
Certificazione e Arbitrato
Prevede la possibilità di un contratto di lavoro individuale le cui condizioni di svolgimento possono essere definite in Deroga ai Contratti Nazionali.
Questo contratto può contenere una clausola compromissoria che in caso di controversie, inibisca al lavoratore di ricorrere al Giudice.
Ci troveremmo ad avere lavoratori che operano nella stessa impresa ma con Diritti e Tutele diversi.
Se passa è la fine dei contratti nazionali di lavoro e della contrattazione collettiva.
Legge 300 (Statuto dei Diritti dei Lavoratori)
Al suo posto prevedono di definire lo Statuto dei Lavori.
Da un insieme di norme che garantiscono pari diritti a tutti i lavoratori a prescindere dal settore, dal territorio, della dimensione aziendale in cui operano, con il solo limite dei 15 dipendenti per l’art. 18 (licenziamenti per giusta causa), si passerebbe ad un insieme di norme che diversificano diritti e tutele a secondo del settore della dimensione e dei territori in cui si opera.
L’obiettivo è chiaro: frammentare, indebolire il lavoro, aumentare la sua precarietà.
Usano la crisi per ricacciarci indietro, tornare ad essere solo braccia a disposizione delle imprese.
Lavoro e diritti si difendono insieme
Mobilitiamoci
Torino 14 Maggio 2010

Torino
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